Io non sono un bamboccione

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Ho 24 anni.
Sono laureato. E non è che sono deficiente soltanto perché ho scelto di fare un test per 250 posti (su 2000 presenti) valido per una facoltà solo perché volevo buttare 3 anni, come luogo comune insegna su scienze della comunicazione. Perché ci sono università e università, facoltà e facoltà.
Durante il triennio universitario lavoravo la sera e non solo; qualsiasi cosa potessi fare l’ho fatta, a qualsiasi ora.
Ho appena cominciato la laurea magistrale, la cosa si fa ancora più seria. Qui i posti disponibili erano 110. Passato anche questo, forse davvero non sono così pirla. E lavoro anche ora, perché non sono mai stato un mammone e non voglio pesare sulle spalle di nessuno.
La macchina usata, sudata, del ’99 che ne ha sempre una (ora devo pure rifare la frizione porc…!), il biglietto del treno, il biglietto per la metropolitana, il pasto fuori casa, la benzina, uscire, spendere poco e praticamente solo il weekend, gli imprevisti, ecc… Con nemmeno 500 euro al mese. Ma scusate, dove cazzo volete che vada ad abitare? L’idea di una tenda al parco di Monza mi è già venuta, ma devo escogitare un modo per non morire assiderato tra dicembre e gennaio. Per il resto il campeggio mi piace.
Da queste party (la ipsilon è voluta, sì), un affitto a meno di 500 euro (e sono pochi, credetemi) non lo trovi; ah, se lo trovi sei stato truffato. E poi le spese condominiali, le bollette, il cibo, l’assicurazione e…l’imprevisto. Ma il bamboccione mammone giuggiolone sono io, cazzo. Va bene, parliamo dei mammoni come problema sociale, ma prima verifichiamo che cazzo stiamo dicendo, caro il mio povero TPS. Che l’attuale Governo non sapesse comunicare né tantomeno esprimersi l’avevamo capito, ma delle uscite infelici ne abbiamo abbastanza piene le palle; esigo rispetto, soprattutto verso chi non è andato in una scuola privata, non frequenta lo Iulm e l’unico problema che ha è come chiedere i soldi al papà per comprarsi la striscia di coca che si farà la sera con gli amici. Sono stufo di vedere uno spento Sircana qualunque dietro Prodi o chi per lui ripetere con la bocca, in silenzio, quello che dovrebbe dire Prodi ai giornalisti, verificando che uno, non dica troppe minchiate e due, che non si addormenti mentre gesticola.

 

//gallery.panorama.it/

Che tutele hanno i precari? Porca vacca, mi piacerebbe moltissimo potermi permettere e fare una mia vita, essere indipendente, scapparmene di casa, per vari motivi…ma fa**ulo, non posso farlo; cosa credete, che mi faccia piacere rimanere ancora alle dipendenze della mamma? E ho ancora 24 anni.
Parliamo, caro TPS, anche del fatto che non si fanno più figli, che quando si fa il primo le donne hanno più di 30 anni e i problemi legati alle malformazioni sono in aumento, così come le primipare attempateusando termine old style e benevolo – per definire quelle che hanno i figli sopra i 40 anni. TPS chiediti perché!!! Brutto vecchio con un piede nella fossa! Sì, ti chiamo come tu chiami me. E qui concordo con Veltroni.

 

Ma andiamo a vedere nel dettaglio quali sono i grandi incentivi a cui si riferisce TPS:

Il governo ha introdotto in Finanziaria la possibilità per i giovani, in un’età compresa tra i 20 e i 30 anni, di usufruire di detrazioni fiscali sugli affitti, sempre che la casa non sia l’abitazione principale dei genitori. La nuova detrazione varia dai 495,8 euro in tre anni se il reddito complessivo supera i 15.493,71 euro ma non i 30.987,41 euro, ai 991,6 euro (sempre in tre anni) se il reddito non supera i 15.493,71 euro.

Ehi, ma è grandioso! In 3 anni avrò la detrazione, nota bene, sull’affitto, di ben 495,8 euro o 991,6 euro se sono ai limiti della povertà (badate che si ragiona sempre in lordo); sei un genio TPS, meno male che ci hai pensato tu! Ho un affitto di 600 euro mensili e tu mi detrai facciamo…l’80% di una mensilità in 3 anni! Ma non ti vergogni? Ti preferivo quando parlavi di tasse.

Poi verficia quest’altra cosa. In tutta Europa, le persone si laureano soltanto una volta, in 4 anni; E BASTA! Se poi vogliono andare avanti a fare dottorati, master, ecc…possono farlo, ma dopo i famigerati 4 anni sono a posto, hanno finito. Insomma, tra i 22 e i 24 anni in media sono già liberi di cercarsi un lavoro e vivere, visto che di vita ne abbiamo soltanto una. Noi italiani no invece, siamo sempre diversi, siamo stati creati per soffrire. Qui si pensava brillantemente che 3+2 facesse sempre 4. Ma ahinoi, non era così: ora se ti va di culo ti laurei in 3 anni giusti, se riesci a trovare un professore che non debba seguire altre 8 mila tesi e se riesci a districarsi nella disorganizzazione universitaria italiana. Altrimenti ti laurei in ritardo. Per fortuna io ho ritardato solo di 3 mesi, avendo finito gli esami ben prima, attendendo l’appello di laurea successivo e non dovendo pagare nessuna tassa in più. Ok, facciamo che in media uno si laurei in 4 anni (è così), dopo di che va a fare la laurea magistrale. Al diavolo, devo laurearmi 2 volte?! Ma per che cosa??? In questo dannato paese fai fatica ad avere un colloquio o ad essere pagato umanamente! Sì, però devi farti un altro percorso di studi, e poi metterci almeno 6-8 mesi (di principio) per la tesi, perché –dicono i professori– «è così e basta». Tutto questo per 10 minuti di spiegazione davanti ad una commissione che manco ti ascolta. Se va bene hai 26 anni e magari non hai mai avuto esperienze concrete di lavoro, se non fare uno stage non pagato di qualche mese dove hai imparato a fare delle bellissime fotocopie e a mandare i fax bene come nessun altro. Fantastico. Come questo pezzo femminista-delirante a tratti, di cui vifornisco solo un breve estratto:

Ora vediamo come andrà. Se le agevolazioni ci saranno poi, funzioneranno, qui da noi, più che per bisogno di autonomia per il richiamo degli ormoni. Per capirlo basta sentire i racconti dei giovani dell’hinterland milanese sul loro San Valentino. Si mettono a migliaia in auto e in coda (spesso coi panini) fuori dai motel intorno alla Tangenziale per fare sesso tranquilli, in una feriale notte degli innamorati, almeno per due ore. Ragazzi, così è tristissimo. Vediamo se ce la farà il ministro, se si potrà finalmente vivere «da grandi», liberi di fare quel che si vuole e pazienza se la casa non è lustra. È molto meglio quello, francamente, di una macchina o di un motel. 

E ci sono tantissimi altri aspetti e/o fattori che non ho considerato. Come ad esempio l’incompetenza e l’arroganza dimostrata ogni santo giorno di questa schifosa e vergognosa classe politica.

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26 risposte a Io non sono un bamboccione

  1. vb ha detto:

    Da quel che racconti di te mi pare che tu sia uno dei pochi che si sbatte, quindi non contesto la tua situazione personale; e sono più che d’accordo che la situazione sociale ed economica sia tale per cui la maggior parte dei giovani non ha l’oggettiva possibilità di andar fuori di casa se non facendo grossi sacrifici.

    Però mi sembra corretto sottolineare che non è che i nostri genitori, quando sono andati fuori di casa a 24-26 anni e magari hanno pure fatto subito i figli, navigassero nell’oro… Se mai, è che al giorno d’oggi molti giovani, tra l’indipendenza e il telefonino nuovo / uscire quattro sere a settimana / le vacanze all’estero, scelgono questo secondo mix. In altre parole, l’indipendenza non è più un valore, se vuoi anche per sfiducia nel futuro (perché farmi il mazzo se tanto, alla fin fine, dalla società prenderò solo bastonate?).

  2. pensandoti ha detto:

    come ti capisco… intrappolata in una situazione simile alla tua, con l’aggravante di vivere nel profondo sud, non so dove sbattere la testa.
    e il guaio è che comincio a sentirmi demotivata….

  3. sonounprecario ha detto:

    @Vb
    Con quello che ho scritto non volevo farmi compatire o fare quello…”con l’esperienza di vita”, anche perché so bene che ci saranno n persone che fanno molti più salti mortali di me, di te, ecc… Semplicemente è uno dei tanti esempi a cui TPS non ha mai pensato. E’ questa la cosa preoccupante, loro decidono e dichiarano senza sapere cosa efettivamente accade nel paese, come viva la gente. La distanza tra loro e noi è sempre in aumento e loro non se ne sono mai accorti. Se non per parlare di antipolitica e cazzate varie…
    .
    Ti do ragione sui genitori, però…era un’epoca diversa. Andare via di casa a quell’età, se non prima, sposarsi e anzi, avere il primo figlio intorno ai 24-25 anni era normale. Se non lo facevi eri considerato un mammone. E’ chiaro che se vuoi andare a vivere da solo di sacrifici ne devi fare, ne sono ben conscio…ma se non ce la fai non ce la fai. E’ inutile fare il passo più lungo della gamba se sai bene di non poterlo fare in partenza. E poi bene o male tutti lavoravano, anche se era più difficile acquistare la casa.
    .
    Sui giovani di oggi sottoscrivo, anche se ne conosco alcuni che invece di voglia di fare e costruirsi un domani ne hanno tanta…ma qui non hanno le possibilità.

    @pensandoti
    Cavolo, quando leggo commenti come il tuo vedi…mi viene una rabbia!!! Non è giusto che persone come te siano costrette a subire una situazione stagnante, senza che nessuno muova un dito. E’ facile dire “scappa”, ma non è così ovvio da fare. E poi come te, ce ne saranno tantissime altre purtroppo.
    Provo a tirarti su il morale, se riesco, riferendomi al pezzo finale del film “The Big Kahuna”: “non preoccuparti del futuro. Oppure preoccupati, ma sapendo che questo…ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un’equazione algebrica”.

  4. Il Ministro Padoa-Schioppa non sembra avere le idee troppo chiare. Anche ora che ha parzialmente rettificato le sue infelici dichiarazioni: la colpa in realtà sarebbe – così si è corretto – della generazione dei sessantottini, in quanto troppo “permissivi” nei confronti dei figli.

    In realtà, è certamente vero che la “colpa” della situazione tragica in cui versano oggi i giovani è proprio di quella generazione (in realtà, si tratta di coloro che sono nati orientativamente tra il 1935 e il 1950), ma non certo perché troppo “permissivi”, quanto piuttosto perché si è trattato (con le dovute ovvie eccezioni, che confermano la regola) di una generazione di parassiti che ha “rubato” il futuro dei propri figli attraverso un uso spregiudicato del debito pubblico negli anni ’70 e ’80. Il ricorso al debito pubblico ha generato una ingente ricchezza privata delle famiglia, cui corrisponde una desolante povertà pubblica, e nel frattempo questo enorme debito pubblico pesa *tutto* sulle spalle delle generazioni più giovani.

    In altre parole, la società è stata letteralmente “spolpata” da questa generazione di parassiti (oggi saldamente al potere, sia dal punto di vista economico che politico), e proprio come conseguenza di ciò oggi ai giovani (i “bamboccioni”) vengono negati tutti quei fondamentali diritti (lavoro stabile, pensione dignitosa, casa) proprio nella misura in cui è necessario preservare i corrispondenti diritti (lavoro parassitario e intoccabile, pensioni generosissime in rapporto a quanto versato, reddito da affitto da seconda casa, ecc.) usurpati (pardon: “acquisiti”) dalla generazione precedente.

    Da tutto questo deriva, evidentemente, che gli aiuti intrafamiliari-intergenerazionali che le famiglie danno ai figli (inclusa – a maggior ragione, e quale minimum – la possibilità di restare a casa fino a 30 anni, e oltre) non solo non può essere considerata in alcun modo una “graziosa concessione”, ma viceversa deve essere considerata come un obbligo “morale” (che peraltro sarebbe opportuno potesse trasformarsi presto in un vero e proprio obbligo giuridico).

    Si tratta infatti, in altri termini, della semplice *restituzione*, a livello micro (familiare), di una quota *minima* di quanto sottratto a livello macro (strutturale) nel passato (-> debito pubblico) e nel presente (-> lavoro precario *solo per i giovani*, riforma delle pensioni *solo per i giovani*, mercato della casa caratterizzato da prezzi esorbitanti *solo per i giovani*, giacché la “generazione dei parassiti” la casa – e spesso anche la seconda casa – l’ha comprata in modo relativamente facile: come è noto, l’80% delle famiglie è proprietaria della casa in cui abitano).

  5. digre ha detto:

    Ola ragaz.. c’è un tipo (mittico) che vende già la maglietta con scritto “Sono un bamboccione” su http://www.cellulotto.org

  6. […] già chi ha capito tutto e si prepara al B-Day, il Bamboccioni Day del primo dicembre, vendendo magliette che…verranno recapitate in massa a TPS per essere […]

  7. […] tu, giovane che non sei più tanto giovane! Ehi tu, nullafacente perenne depresso dai contratti a progetto! Ehi tu, trentenne spaesato non sposato che […]

  8. luca ha detto:

    sottoscrivo quasi tutto, e in particolare il commento di democrazia giovanile.
    a onor del vero, però, il sistema universitario tedesco è uguale a quello italiano (3+2), mentre quello inglese è 3+1.

    la differenza è che nel resto del mondo basta la laurea semplice per trovare lavoro. in italia ti fanno credere che non basti, mentre in realtà è già troppo. il nostro sistema produttivo non ha bisogno di laureati, ma di diplomati…

  9. sonounprecario ha detto:

    @digre tnx per la segnalazione

    @luca
    esatto, se dovessi andare all’estero domani, i 3 anni (o 4 che siano) basterebbero. Come dici tu, ora “stanno cercando di chiudere i rubinetti”: test di ingresso, spingere al ritardo la gente così tanto da scoraggiarli a proseguire, ecc.. Il problema però è che, mentre un neo-laureato fa una fatica della madonna a trovare un benedetto lavoro, un diplomato…sta già lavorando da 3-4 anni prima di te e probabilmente guadagna di più. Che non è giusto..ma riflette la realtà.
    Chiediamoci perché, come dici tu, quando le aziende si trovano davanti qualcuno laureato e qualificato si spaventano invece di fare un ragionamento del tipo “laureato = possibilità di crescita e sviluppo anche per l’azienda”.

  10. Dany ha detto:

    Io ho 24 anni e mi sono laureata con la specialistica a marzo (Comunicazione nella Società dell’Informazione: una specialistica di Scienze della Comunicazione). Ho trovato un contratto di ben 1 anno a giugno e ho preso casa da 2 settimane nette con il fidanzato (e in 2 è un pò più semplice): siamo entrambi precari. A giugno del prossimo anno finirà questo contratto che (fin dall’inizio sapevo) non sarà rinnovabile! Il consorte ha una scadenza ancora più precaria: 3 mesi! Ci siamo buttati ugualmente perchè siamo un pò incoscienti e un pò irresponsabili! Se fossimo stati più coscienziosi saremmo rimasti a casa di mammà: siamo in una situazione rischiosissima. Se non ci rinnovano i contratti non abbiamo la più pallida idea di quanto tempo ci possiamo mettere a trovare un altro lavoro! Noi teniamo da parte qualcosa per coprirci le spalle 2/3 mesi (ma già sono grosse pretese con quello che guadagnamo e con le spese fisse che abbiamo ogni mese)!!!
    Non sono mai stata un bamboccione: mio padre è pieno di debiti (ha subito un fortissimo fallimento) e da quando ho 14 anni mi mantengo a tutti gli effetti. La luce, il gas e la spesa li ha sempre pagati mia madre a tutto il resto ho sempre pemsato io. Ho mantenuto liceo e università con non poche difficoltà, convinta che finita l’università la mia vita sarebbe sicuramente stata migliore. 10 anni fa chi si laureava otteneva una buona posizione se era un pò sveglio!
    Beh… io quando si parla di precariato mi infurio perchè chi ha permesso la sua evoluzione se ne sta tranquillamente in pensione! E senza alcuna responsabilità per le generazioni future ride sotto i baffi contento di averla scampata!
    Tutto sommato però non mi scoraggio! Personalmente da adolescente ne ho passate tante! Ho superato situazioni che non auguro a nessuno! Poteva andarmi molto peggio! Continuo a lottare e di ogni piccola conquista mi godo la soddisfazione fino in fondo! Collettivamente credo che dobbiamo buttarci di più, rischiare di più e riprederci i nostri diritti perchè se aspettiamo sti nonnetti che pensino a noi possiamo morire precari e in totale povertà!

  11. […] tu, giovane che non sei più tanto giovane! Ehi tu, nullafacente perenne depresso dai contratti a progetto! Ehi tu, trentenne spaesato non sposato che […]

  12. Silvia ha detto:

    Sono stata bambocciona fino a due anni fà, ora ho 38 anni.
    Libera professionista, artigiana, una piccola azienda con mio fratello.
    Vorrei ricordare al ministro che una volta (stò parlando della sua gioventù) se si voleva andare via di casa bastavano due lire per affittare un’appartamento dignitoso.
    Mi ricordo che i miei avevano 100 mq e pagavano al mese 10 mila lire, lo stipendio era di 60/80 mila lire per cui si parla del 10-15% di una mensilità, vogliamo vedere che ci affittano oggi con (mettiamo anche 20%) 200 euro? Forse la cuccia per i cani.
    E tutto ciò che ne consegue.
    Vi assicuro che anche da aritigiana metalmeccanica è stato difficile, alla fine il nostro bel mutuo al 90% ce l’abbiamo anche noi, che finiremo di pagarlo in età di pensione.
    E solo perchè ora le banche ti danno questi fidi, perchè 5 anni fà quando ci siamo guardati in giro ci chiedevano il 30/40% di anticipo.
    Bello parlare, con le saccoccie piene, avendo fatto carriera nel bum economico dove i laureati erano pochissimi (perchè comunque in casa si poteva studiare e non lavorare) e magari qualche dritta per entrare nel “giro.”
    Mi ha offesa e chiedo le sue scuse.

  13. Maurizio Silvestri ha detto:

    @vb
    Ha ragione Silvia: 40 anni fa era completamete diverso.
    Anche comprare casa era più alla portata di tutti.
    Su queste cose non ci sarebbe neanche da discutere per quanto sono evidenti. Chi fa finta di non vederle (perché troppo preoccupato di assecondare banche e Confindustria) è proprio il Governo. E la cosa che più mi manda in bestia è l’arroganza di certi soggetti che straparlano con stipendi da 20.000 euro in tasca. Io dico che il V-Day non è bastato a fargli capire che la gente s’è davvero rotta alla grande. Tutta la mia solidarietà nei confronti dei precari.

  14. dawor ha detto:

    I veri bamboccioni sono quelle facce di culo dei nostri politici che guadagnano in un mese (intralazzi e bustarelle a parte) quello che un operaio guadagna a malapena in un anno di VERO lavoro !
    🙂 dawoR***

  15. sonounprecario ha detto:

    @Dany e Silvia
    Cosa dire, l’avete spiegato con parole e esperienze vissute sulle vostre spalle: è incredibile che nonostante tutto questo (e chissà quanti altri come voi!) ci sia qualche pezzente che prende in giro i precari. E persone così, che non possono risolvere i problemi perché non li vedono, ci governano, decidono del nostro futuro.

    @Dawor e Maurizio
    Già. Sono dei bastardi.

  16. Sandro ha detto:

    Ho sostituito la tv con i blog: è più divertente 😉

    Caro omonimo, l’Italia è piena di sfighe. Avevo cominciato quattro anni fa a lavorare nel giornalismo. Sono durato due mesi. Troppo stressante, troppo sporco.
    Ho fatto il grafico per un anno: paga da miseria.
    Sono andato a Londra a fare il cameriere. Sfortunatamente sono tornato. Ed ho cominciato a lavorare nella ristorazione, quella italiana però. 10 ore al giorno.
    Ora sono insegnante, professore. Bah, è già come essere in pensione. Un futuro buttato nel cesso, ma se non altro lavoro molto meno.

    In Francia, quando studiavo là, avevo una camera in una residenza universitaria: 134 euro al mese, per una singola. Piccola sì, ma singola. Lo stato francese mi passava come contributo per l’affitto 36 euro al mese. Totale: 98 euro mensili, spese tutte incluse, ma proprio tutte.

    Insomma, caro omonimo, valuterei seriamente l’ipotesi emigrazione.

    In bocca al lupo per tutto

    Sandro

  17. giuseppe ha detto:

    leggo che l’italia è un paese triste, siamo considerati dai giornali esteri un paese scarso . io aggiungo che siamo un paese in ginocchio,ostaggio della macchina-casta politica.Sia destra -sinistra per noi poveri operai le cose non cambiano mai e andrà sempre peggio.Ho solo paura per i miei figli ed i figli delle persone che come me combattono tutti i giorni con bollette, rate del mutuo, multe,etc…etc… abbiamo tagliato in famiglia anche la quantità di pane settimanale ,solo paninini …se sei un politico sei salvo tanto si guadagna migliaia di euro al mese e d i privilegi se solo si vorrebbe commentare la storia di quel politico deputato beccato in albergo di lusso della capitale con due puttane di lusso dopo un festino a base di cocaina (costo del festino 2000 euro)il sig politico che non ricordo il nome e stato difeso a spada tratta da tutti i politici e se ne sono usciti con la constatazione che un deputato con i suoi 15000 euro mensili non può campare ,e,per le spese da pagare stando lontano dalla famiglia si sono tutti all’unisono deciso un aumento.Mi sono sentito umiliato, deluso trattato come un povero stronzo.L’italiano specie se politico rompe il culo all’italiano stesso lavorando molto per gli extracomunitari che ci ammazzano in casa consapevoli che poi nessuno li tocca forse e un riflesso del politycally courrect . Io questo pol.curr.lo infilerei nel culo ai politici e a quelli che ci massacrano. Poi qui in Campania la situazione è oltre che drammatica con la spazzatura che ci invade le case, cassonetti sepolti dai rifiuti che arrivano a pesare diverse tonnellate poi la raccolta e affidata ai buldozer anche se facessimo la differenziata che senzo avrebbe .Poi in estate la politica chiamerà lo strato di emergenza ed un tzunami di soldi arricchirà il politico Bassolino ed il suo camorristico sistema. Altri soldi arrivano dalla tassa sui rifiuti aumentata.Paghiamo un disservizio catastrofico. Nord sud veniamo tutti additati come i colpevoli di tutto ma noi siamo impegnati nella quotidianea guerra di far quadrare i bilanci familiari ci vorrebbero tanti di noi a comandarci in parlamento si perchè loro gli attuali parlamentari non sono come noi perche se lo fossero non avrebbero permesso che Padoa Schioppa dicesse dei nostri ragazzi che sono dei bamboccioni…no hanno difeso uno di loro il politico puttaniere e cocainomane

  18. sonounprecario ha detto:

    Giuseppe hai ragione, ma fino a quando non ci ribelliamo c’è poco da fare purtroppo.

  19. Sascia ha detto:

    Il nostro problema? Siamo disuniti…ed in parte è colpa nostra. Non credo nemmeno che il Web sia la via giusta per raggrupparci e trovare la liberazione da tutta questa marmaglia di politici. C’è bisogno di tornare nelle piazze! C’è bisogno di isolarli, di rompere con il sistema, smettere di votare credendo di poter scegliere!

    In Italia è mancata una vera rivoluzione e poi siamo cresciuti troppo in fretta. Questi sono i risultati…a

    Mi sento impotente ed estremamente frustrato…non sono un violento per sporcarmi le mani ma nemmeno un masochista, quindi: si salvi chi può! L’Europa, quella vera, è grande! Io, se ne avessi l’occasione, me ne andrei subito. E la cercherò!…abbiamo una sola vita e non vale la pena di sprecarla per un paese come questo.

    Peccato.

  20. sonounprecario ha detto:

    Sascia tu hai perfettamente ragione ma per scendere in piazza…bisogna essere uniti, cosa che non siamo come dici tu.
    E scendere a casaccio e in modo patetico come si è fatto negli ultimi tempi, anche per cose ridicole o tanto per il gusto di far qualcosa non serve a un bel niente.

    L’ipotesti estero sarebbe fantastica..

  21. Sascia ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo.

    La piazza è un posto importante: ci vuole molta più saggezze e buon senso di quanto si possa pensare. Ogni slogan, ogni parola, ogni bandiera ha un valore che viene interpretato a seconda di chi ti guarda. Io ho un sogno (uno dei tanti…): una manifestazione muta, senza slogan, senza parole o bandiere. Una sereno e silenzioso cammino tra le strade di Roma, senza autorizzazioni alla municipalità, senza preavviso, senz’altro che la presenza inaspettata di una valanga di gente forte delle propria volgia di cambiare e che non urla o spacca nulla. Senza banchetti, senza show di vecchi comici.

    Il silenzio ed il sorriso fanno paura: in un mondo in cui si sbraita tanto significherebbe andare contro il sistema, cambiare passo, spaesare e confondere.

    Ora non stiamo facendo niente di significativo, non siamo di impatto, siamo solo parole. Siamo giovani con la rabbia dentro ma disarmati. Dobbiamo essere una presenza fisica, forte e compatta. Gandhi ci ha mostrato una via. Noi oggi abbiamo più “armi”. Integriamo le cose. Ci manca “solo” la capacità di organizzarci: purtroppo, in questo mondo potenzialmente integrato e globalizzato, siamo disuniti come da bravi italiani. E loro, la vecchia casta, fanno forza su questo.

    Dobbiamo serenamente ribellarci.

  22. giuseppe ha detto:

    I vostri commenti mi piacciono, li condivido, li rispetto, ma fanno anche tanta rabbia perchè c’è la consapevolezza della nostra triste situazione, ma anche consapevolezza dell’ impotenza in in mondo integrato e globalizzato. Siamo disuniti e lontani. possiamo vivere luoghi e realtà diverse, ma ci accomina l’insicurezza e sconforto genelalizzato per come siamo maltrattati dalle istituzioni e la casta politica..ci accomuna solo questo strumento internet..sono napoletano e oggi NAPOLI è descritta come come il buco del cesso del mondo..Io la mia città non l’ho voluta sporcare io e i miei figli piccoli. Sono le istituzioni che non hanno mai voluto avviare una seria politica della differenziazione..il termovalorizzatore e necessario ma non e non devono essere bruciate le ecoballe non a norma perchè quelle contengono tutto il veleno possibile..quelle ecoballe non le abbiamo fatte io e i miei figli..oggi siamo accusati di essere napoletani…quindi sporchi…speriamo che il camorristico sistema di Bassolino venga giu… sembra che con l’arresto di Mastella che si è accaparrato i posti di maggior comando in Campania, la vera monnezza politica istituzionale venga fuori e speriamo che la magistratura abbia affilato le mannaie………….

  23. Sascia ha detto:

    Chi vive sperando…

    Bisogna FARE. Odio lamentarmi e mi ritrovo sempre più spesso a farlo. E sbaglio.

    Le istituzioni siamo noi: noi le manteniamo, noi le cambiamo. A me, personalmente, manca solo l’idea del COME, visto che sono solo. Perchè di fatto è così: siamo tutti soli. Qui non si tratta di magistratura, istituzioni, politica o altro. E’ tutto un sistema sotto sopra.

    La quotidianità ci disarma, ci lascia impotenti e non facciamo che posticipare. Posticipare COSA? Quei pochi che si danno da fare sono assai poco credibili. Ma almeno fanno. Io credo che le cose da noi avranno una svolta solo quando torneremo ad aver fame ed il cambiamento sarà una questione vitale. Ora stiamo bene, abbiamo la pancia piena, chi più chi meno. Domani? Vedremo…

  24. sonounprecario ha detto:

    @Giuseppe
    D’accordo con te sulla rabbia e sullo sconforto. Però su Napoli avrei da dire, anche se il problema è molto più complesso di quello che sembra. Nel senso che alla fine a pagare sono sempre le persone oneste come te e la tua famiglia. C’è però da dire, camorra ed istituzioni a parte, che è da 15 anni che la situazione rifiuti a Napoli esiste; ed è l’unico posto italiano dove praticamente si è arrivati a questo punto. Solo li, – “perché” – mi chiedo? Ho amici napoletani che mi raccontano di persone che lanciano sacchi di rifiuti dalle finestre, che li abbandonano dove capita da anni, vergognandosi di molti napoletani che vivono li. Ed è un peccato. Perché non è giusto pensare sempre che “qualcuno ci penserà a risolvere il problema”, siano esse le istituzioni o peggio, la camorra. Secondo me insomma, non serve solo un cambiamento politico, ma anche una rivoluzione nella testa delle persone italiane.

    @Sascia
    Con tutto quello che sta accadendo in questo periodo secondo me, quel punto non è molto lontano. Parlo di un punto di rottura, c’è troppa differenza tra noi e loro (solo nelle parole, facci caso) e poi ci si mettono arresti, scandali, mafia, ecc…e la gente non ne può più. non sono l’unico che ritiene che qualcosa di grosso possa accadere, ma lo dobbiamo volere tutti.

  25. giuseppe ha detto:

    ciao ragazzi .per SONOUNPRECARIO bisogna fare distinzioni tra gente con una coscenza e che vogliono un reale e positivo cambiamento ,e gente stanca di una situazione assurda.C’è chi difende il proprio territorio violentato dalle istituzioni anche al costo di protestare in modo incivile perchè protestando in modo civile non si scuote nessuno.Per tanti anni si sono avute civili proteste,denuncie della situazione che e venuta oggi fuori.Ecosa e successo??? nessuno, persone che contano,istituzioni tutto se ne fregavano!!!!!! Con la violenta protesta i media ci trovano la notizia e se scappasse il morto sul campo allora e meglio. SASCIA forse puo capire. Io, padre, mi calerei in una rivoluzione giusta, per far ereditare ai miei figli un territorio migliore, rispettati dalle istituzioni. SONOUNPRECARIO non dimenticare che i politici guadagnano dal loro privilegiato posto anche20000 euro mensili (BASSOLINO 25000euro) loro non sono precari, loro creano il precariato per te.Facciamo vivere questi politici italiani con lo stesso tuo stipendio.PS 20000sono pochi e si sono dati un aumento dei 200 euro netti mensili……….

  26. paco ha detto:

    ragazzi ,ricordiamoci, di quello che pensa la gente c’e’ ne puo’ sbattere altamente.
    il giudizio solo Dio ha l’obbligo di darlo! bisogna andare avanti per la propria strada e fare cio’che ci desidera e renda felice sempre nella semplicita’ delle cose e moralita’ nelle azioni.
    io ad esempio ho deciso di studiare all’eta’ di 23 anni dopo il militare,perche mia serenita’ e interesse e’ nello studio.. per il resto mi arrangio..e questa vita mi piace nella completa semplicita’ delle cose.
    ho lasciato perdere le cavolate , per me sono zero!
    vi auguro di raggiungere la vostra serenita’
    a presto compa’

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