Gabibbate

Non che mi interessi particolarmente, ma siamo alla solita questione di correttezza: l’altro giorno Max Schiro gira un video a Fassino mentre tenta di capottarsi con un motorino a idrogeno; striscia la notizia chiede il permesso, lo trasmette ma ovviamente…non cita la fonte. Sia mai che qualcuno pensi in tv che i blog siano qualcosa in più che un gioco per bamboccioni. Ed è proprio ai bamboccioni che vengo.
Qualche giorno fa ho scritto un post intitolato “Bamboccioni Pride”, in cui parlo di un’iniziativa simpatica accompagnata da relativa maglietta inutile, o meglio utile a chi la vende. C’è qualcuno infatti che – come sempre – prova a far soldi vendendo una maglietta celebrativa (come se ci fosse qualcosa di cui andare orgogliosi), peraltro di scarsa qualità, a ben 12 euro, sfruttando qualche povero sciocchino che, preso dall’entusiasmo, compra la maglietta orgoglioso per mostrarsi magari in tv l’1 dicembre. Non ce l’ho con chi vende le magliette perché fa benissimo: in Italia funziona così, piuttosto che parlare seriamente di un aspetto che insieme a tante altre cose sta distruggendo dal profondo più di una generazione, ci scherziamo sopra, facciamo una bella maglietta e giu in piazza a scherzare, come se la piazza da qualche tempo a questa parte fosse diventata soltanto una grande passerella in cui sfilare davanti ai media divertiti. Problema risolto, il giorno dopo torno a fare il bamboccione di cui parlava TPS; senza accorgermene lo sono e mostro di esserne fiero. Non mi addentro poi nella questione sull’appartenenza politica di questa iniziativa, perché in teoria non dovrebbe avere colore il precariato ma si sa, il mondo è bello perché è vario. Ok, vengo al dunque.

Mi ero già risentito, per non dire incazzato, riguardo allo spam che ho ricevuto nei commenti al post stesso per pubblicizzare maglietta e iniziativa; ovviamente ho subito rimosso tutto: non so chi possa essere stato ma un’idea ce l’ho. Quando ho segnalato la cosa, concludendo in modo spiritoso nel post che le magliette sarebbero state recapitate in massa a TPS per essere lavate, al sito cellulotto.org c’erano ancora pochi riferimenti e nulla di tutto questo. Tant’è che il primo blog dopo il mio nella lista a segnalare l’evento non parla di nessuna spedizione (e come lui tanti altri; il primo poi lo fa 2 giorni dopo il mio post). Credo di non sbagliarmi, poi magari non ricordo io che la cosa era già decisa. Insomma, misteriosamente compare sul sito questa idea di spedire le magliette (dopo i commenti e dopo un pingback al mio post che è rimasto praticamente l’unico per qualche giorno sul sito dell’iniziativa) al ministero dell’economia; no fonte, no party. Fantastico, ieri sul Corriere compare l’articolo sul B-Day, sull’iniziativa del sito venditore di magliette che si prende la giusta gloria con un’intervista. No fonte, no party. Non ce l’ho col corriere, per carità, ce l’ho con chi ha il brutto vizio di non citare le fonti in ogni caso, per 15 minuti di piccola popolarità.

Dico questo non perché io voglia acquistare fama in chissà quale modo per avere chissà quale fantomatico ritorno. Se proprio volete saperlo, non me ne può fregare di meno, per non essere volgari. Parlo soltanto di quella correttezza, di quel buonsenso che spessissimo viene a mancare tra noi blogger, tra noi appartenenti alla blogosfera. Fino ad ora non ho posto nessuna licenza creative common sul blog, perché pensavo di non averne bisogno: mi sbagliavo. Attribuire la paternità a certe cose è utile perché altrimenti rischi di venire catalogato come qualunquista quando parli di certe cose e chi ti legge pensa che appoggi certe iniziative. E magari poi sorgono equivoci, non sarei il primo. Voglio far sapere che non è così che la penso e sono davvero infastidito per questo. Il mio pensiero era tutta un’altra cosa; e magari citando una fonte in più anche il Corriere (insieme a TgCom, Libero News, ecc…) avrebbe potuto spiegare che nella blogosfera non tutti la pensiamo allo stesso modo su certe cose; non tutti prendiamo come scherzo alcuni temi.

Poi non lamentiamoci se i giornalisti e i media tradizionali ci ignorano, non citano le fonti e ci considerano degli eterni adolescenti se già tra di noi facciamo mancare quelle regole di base, non scritte e che tra persone sensate è giusto che non siano scritte, che dovrebbero permettere un più facile confronto e un’intelligente convivenza tra blogger.

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3 Responses to Gabibbate

  1. Dario Salvelli ha detto:

    Son carini quelli del Corriere: quando gli ho segnalato il Free Burma che in qualche modo poteva essere utile non l’hanno filato di striscio ma il Bamboccione day è più importante e significativo, sisi.

  2. sonounprecario ha detto:

    Eh sì Dario è proprio così. Ma in questo caso quello che mi da più fastidio è il fatto che la mia opinione…era completamente diversa…!!!

    Sul corriere cosa dire, fanno sempre così…

  3. […] Chi aveva ragione? Cos’è successo alla fine il primo dicembre? Niente. Su internet ho trovato solo questo breve thread in un meetup. Il cosiddetto B-Day infatti non era altro che una bella fregatura pensata ad arte, senza nessun riferimento su luogo, senza nessun coordinamento… La gente si è iscritta con la promessa berlusconiana che va di moda di scendere in piazza, ed ora invece, guarda a caso, sull’home page dell’iniziativa compare una fascia con scritto “- Da Gennaio 2008 un nuovo servizio per il tuo cellulare qui su CelluLotto.org – per ora, invia le tue E-Mail FREE senza bisogno di login, codici e password […]”. Interviste sulle radio, articoli sui quotidiani…ma dov’è finita tutta questa gente? Mi faccio quindi, qui di seguito, delle domande retoriche con risposta scontata. […]

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