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novembre 30, 2007

Stop alle catene via mail, stop agli spammer

novembre 30, 2007

Ehi, voi che ancora oggi nell’era del web 2.0 mandate catene via mail strapiene di indirizzi, questo post dovrà diventare la vostra guida: stampatelo bene, bello grande, colorato e appiccicatevelo sullo schermo. Deve darvi fastidio, quasi quanto in questi anni hanno dato fastidio a me le vostre insulse catene che non hanno fatto altro che contribuire a diventare obiettivo degli spammer più bastardi ma anche creativi. Dalle pubblicità del famoso “penis enlargement” a quelle dei finti rolex, da quelle sull’impotenza a quelle di ammiratrici fantasma, ecc… Oggi invece gli spammer si sono evoluti, usano un linguaggio più diretto; citando email che trovo ora nella casella gmail di questo blog posso ricordare su tutte, per originalità e simpatia: “getting a bigger penis is as easy as 1,2,3″, “wazzup blogaprogetto, do you want a really big cock?”, “compliments, blogaprogetto: do you want to be superman?” o ancora “something that only a mother could accept”. Il soggetto (o l’oggetto) è sempre lo stesso. Passa il tempo ma i cari e buoni vecchi spammer no, non cambiano.

Ripropongo quindi qui sotto una mail utile, sperando che davvero capiscano tutti una volta per tutte che le catene servono solo agli spammer per raccogliere indirizzi di posta, visto che avrete notato che nelle mail delle catene sono presenti centinaia di indirizzi che in pochi si mettono a cancellare; pensate solo se ognuno inoltrasse la mail a 10 persone nel giro di una settimana a quante caselle di posta potremmo risalire. Ecco, se proprio volete spedire sta ca…cchio di catena, almeno gli indirizzi inseriteli nel campo BCC (blind carbon copy) o CCN (traducibile come copia conforme nascosta).

«Volevo ringraziare tutti quelli che in questi anni mi hanno mandato e-mail a catena, perchè grazie alla vostra generosità:
1. Non vado più al cinema, talmente ho paura di sedermi su una siringa infettata da virus dell’HIV
2. Ho versato tutti i miei soldi sul conto di Amy Bruce, una bambina che è stata malata all’ospedale almeno 7000 volte, (buffo che questa bambina abbia 7 anni dal 1995…)
3. Il mio nuovo Nokia di ultima generazione non è mai arrivato, come del resto i biglietti x viaggo gratis a Disneyland
4. Ho saputo circa 1750 volte che hotmail avrebbe cancellato il mio account e messenger sarebbe divenuto a pagamento (cosa assolutamente fittizia come il fatto che l’omino dovesse diventare blu…!)
5. Ho speso 200 euro nell’arco di 12 minuti al casino on line
6. Ho cercato di adottare dei cuccioli di golden retriver che altrimenti sarebbero stati soppressi (ma che in realtà non sono mai stati uccisi e ora forse sono morti di vecchiaia)
7. Mi sono mobilitato contro il famoso sito bonsaikitten.com che se leggete bene è tutto una bufala
8. Conosco il modo per essere felice e non più scapolo per tutta la mia vita (basta scrivere il nome di una persona su un foglio pensando forte a lei e poi grattarsi il **** tre volte davanti allo specchio)
9. Ho accumulato almeno 80.000 anni di sfighe per via delle catene che non ho inoltrato.

A tutti un GRANDISSIMO RINGRAZIAMENTO IMPORTANTE: se non rinvii qusta mail entro 10 secondi ad almeno 15 persone, un dinosauro divorerà la tua famiglia e la tua anima gemella (anche se non l’hai mai trovata, sicuramente esiste) domani alle 17.34…guarda che è vero!! Non sto scherzando! SE ANCHE TU NE HAI PIENI I MARONI DI RICEVERE MESSAGGI A CATENA, FAI GIRARE QUESTO MESSAGGIO, SPERANDO CHE SIA L’ULTIMO!!!». No, vi prego: non fatelo girare. Se proprio volete, fatelo semplicemente leggere a tutti quelli che conoscete. L’umanità digitale ve ne sarà grata.

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novembre 29, 2007

La pubblicità finisce sui dvd e i dvd rimarranno in negozio

novembre 29, 2007
http://www.mediashopping.it/
Sì, potreste trovare anche lui su un dvd!

L’idea di inserire pubblicità nei dvd non è sbagliata. È proprio una grande cagata. Qualcuno obietterà subito che sicuramente lo fanno per abbassare i prezzi dei dvd. Certo, come no.

Un brevetto Ibm rende possibile inserire nei dischi «consigli per gli acquisti» non interrompibili

Se prima non andavo al cinema (7.50 euro – 15 mila lire – per vedere un film mi sembra una sottile presa per i fondelli, poi fate voi) e non compravo dvd, ora ho un altro motivo per continuare a non farlo. Ma proviamo a immaginare il ragionamento di un consumatore medio di dvd originali: a) cosa faccio stasera? Mi guardo un film (porno possibilmente); b) vado a noleggiarmi un dvd (anche il noleggio con la pubblicità? Non credo proprio), anzi no, me lo compro così non sono costretto a subirmi anche tutte le fastidiose pubblicità del digitale terrestre o di mediashopping. Si perché ho già acquistato 10 utilissimi microtouch e se ne compro un altro mia mamma mi uccide; c) cavolo no, oltre al danno (il prezzo), la beffa. Sarò costretto a comprarmi i coltelli dello Chef Tony perché li ho visti anche sul dvd, proprio perché hanno interrotto la scena clou (e non sto li a spiegarvi la scena). Però il dvd l’ho pagato poco, ben 3 euro meno (se va bene). Quindi sono felicissimo. Sbagliato.
Una cosa del genere potrebbe essere lontamente giustificabile solo nel caso in cui un dvd originale venisse venduto a poco più del costo dell’acquisto di un dvd vergine. Cavolo, vuoi mettere? Compro un film che aspettavo da tempo proprio per averlo in un certo modo, per la mia collezione e devo trovarci appiccicata sopra la pubblicità? Ma per piacere. Non posso nemmeno cambiare canale, vogliono trasferire la tv in un sopporto digitale. Sarebbe questo il futuro? Il bello è che si parla anche di “gradualizzare” la pubblicità sul dvd: potrai acquistare la versione di un dvd uncut con 1 ora di pubblicità continua, e li forse ti pagano loro stessi per prenderlo o, al contrario, la versione short con poca pubblicità. Cavolo e risparmierai un 2-3 euro non di più, vedrete. Dico questo perché tra un po’ una major qualunque metterà in pratica questa trovata e lo farà non per abbassare i pressi dei vostri amati dvd ma semplicemente per aumentare i propri guadagni; non si possono far scappare questa occasione.
Ragioniamo in termini economici: compro un film per 20, 25 euro (!!!)…mettiamo che per grazia ricevuta me lo fanno pagare 10 euro; bene, devo pagare 10 euro per godermi un’ora di film con chissà quanta pubblicità?! Ma stiamo scherzando, vero? Allora sì che, a quel punto, vado al cinema a godermelo (poi però se voglio bere una coca cola e mangiarmi dei pop corn al cinema, battono cassa con la calzamaglia in testa e spendo 10 euro, ma questo è un altro discorso). E poi parliamoci chiaro, se io compro un film me lo vedrò una volta, a meno che si tratta di Zoolander e lo rivedo 40 volte alla settimana.

Insomma siamo sempre li: raramente si vuole puntare sull’innovazione o sugli utenti, magari fornendo nuove proposte legate ad internet per vendere e diffondere i contenuti digitali. Un po’ di pubblicità e via. Così le major giustificheranno altri guadagni e e così giustificheranno, mentendo, che lo fanno per contrastare la pirateria. Perché ne sono certo, il p2pcome in passato con l’home video - salverà le major.

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La Banlieu e i “cut off society”

novembre 29, 2007

Da corriere.it

Nei giorni scorsi abbiamo assistito a vari scontri a Parigi tra polizia e periferia urbana. Questa volta, a differenza del 2005, tutto è nato perché due ragazzini, di 15 e 16 anni, dopo aver rubato una moto, sono morti scontrandosi nella fuga contro un auto della polizia. Basta infatti un qualsiasi evento per scatenare la rabbia contro la polizia da parte di chi, tagliato fuori fin troppo dalla società civile, non ne può più di subire sulla pelle una vita fatta di evidenti differenze sociali. Certo, non è una scusa per dare fuoco a quello che si vuole, spaccare e sparare contro la polizia.
Eventi simili potrebbero essere paragonati, un po’ forzatamente, ai nostri ultrà che fanno parlare i giornali di guerriglia urbana, anche se i tifosi lo fanno soprattutto per altri motivi, almeno in teoria. Nelle periferie francesi infatti vivono molte persone agli estremi della società vera e propria, in condizioni ai limiti della povertà e della decenza; gli immigrati francesi non fanno altro che manifestare una profonda crisi sociale in atto già da molto tempo.

Sarkozy per ora risponde reprimendo e minacciando ma, da figlio di genitori stranieri quale è, potrebbe forse cominciare a comprendere che le cause sociali della situazione nei quartieri sensibili restano comunque le stesse e la polizia non può, da sola, rispondere. Rispondere alla violenza con altra violenza non è produttivo, prendere provvedimenti a livello politico e sociale, forse sì.

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novembre 28, 2007

Made in Italy but not for Italy

novembre 28, 2007

In Italia ci si lamenta che la ricerca è ferma, non si va praticamente avanti. I cosiddetti cervelli scappano, felici di poter lavorare e venire valorizzati e soprattutto pagati altrove. Sì perché lo Stato italiano spende moltissimo nella formazione universitaria ma quando poi si arriva alla fine del percorso di studi, momento in cui tutto un paese può guadagnare del lavoro di una persona sola, ecco comparire l’incantesimo: lo Stato italiano infatti regala letteralmente tutti coloro che potrebbero contribuire ad un miglioramento complessivo della società a qualcun altro, gratuitamente. Insomma, non basta lo sperpero economico ci deve anche essere quello delle risorse umane vere e proprie.

I ricercatori italiani si dividono principalmente in 2 categorie: chi fa il proprio lavoro non solo per passione ma perché è masochista e non viene pagato o riceve giusto un rimborso spese e chi ha la “fortuna” di avere un contratto a tempo, con la caratteristica comune dello sfruttamento e della paga più bassa di un operaio neo-assunto (con tutto il rispetto dovuto, ovviamente). Loro hanno anche un blog e tra le tante cose, non chiedono poi così tanto. Mille euro al mese sono ancora poche, purtroppo, al giorno d’oggi…figuriamoci per un ricercatore precario.

E il bello è che non solo ci guadagnerebbero loro, i ricercatori, ma anche noi; è ovvio, perché se io posso permettermi di lavorare tranquillamente e sapendo che ho le spalle un po’ più coperte, lavoro meglio, senza troppi pensieri in testa. E se ricerco meglio, lo faccio anche e soprattutto per il mio paese.

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novembre 27, 2007

Peace and Love

novembre 27, 2007

Gli italiani che fanno la spesa sui viali preferiscono le prostitute dell’Est non solo perché costano meno delle italiane, ma perché con loro soddisfano il «bisogno di affetto e di comprensione». Tipico, siamo dei mammoni anche quando andiamo a pu**ane.

«Gli italiani vogliono sesso, il buon, caro, sano, vecchio sesso. E magari anche un briciolo di affetto, vero o immaginario, che non guasta mai»

Vai da una prostituta e cerchi affetto? Mi sembra un po’ strana come cosa; comprati un cane o un gatto se vuoi affetto. Ti lamenti di una donna che si prostituisce perché non ti da affetto?! Ma sei scemo?

«Con il sesso molti cercano anche affetto e un rapporto con la donna in generale, spesso l’atto vero e proprio passa in secondo piano»

Ah ok, è vero che le donne ci vogliono romantici; voi che pagate delle donne per fare sesso siete così originali, così sentimentali. Però, secondo lo studio fatto da Transcrime (nome quanto mai infelice…) emerge che a questi clienti non interessa la tragedia che spesso si nasconde dietro una prostituta “(per loro infatti «la tratta non esiste» o al massimo coinvolge poche persone e le «vittime» della prostituzione sono proprio i clienti «sfruttati a causa del naturale bisogno di sesso tipico del maschio»)”. Anzi, preferiscono le donne dell’Europa orientale o le cinesi proprio perché provengono da Paesi in cui vi è il «dovuto rispetto» per il maschio e quindi manifestano remissività anche nei confronti dei clienti italiani. Ah ecco, ora i conti cominciano a tornare…altro che affetto, secondo me è più un gioco di ruolo in cui il maschietto di turno pensa di tramutare il desiderio delle sue aspettative su una donna-oggetto che per soldi, è disposta a diventare una proiezione qualsiasi della mente di questi stessi clienti. Che dimostrano un malessere ed un’insofferenza di fondo verso le loro donne italiane, pur accampando scuse alquanto ridicole.
E veniamo quindi al dunque: parlando delle compagne o delle mogli infatti gli intervistati affermano che «ti costringono ad andare in cerca di sesso a pagamento perché quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia (e sennò chi si sposerebbe?), poi usano il sesso come una risorsa, un’arma, uno strumento per ottenere quello che vogliono». È vero che noi uomini abbiamo un naturale e fisiologico bisogno di fare sesso (lo so, è brutto da dire ma è così e le donne non potranno mai capirlo, lo dico ingenuamente e spassionatamente, senza voler dare colpe a nessuno) ma è altrettanto vero che da una ricerca come questa e da tantissimi altri studi, sondaggi, ecc…non fa altro che emergere un elemento: il matrimonio non è mai stato in crisi come ora e lo sarà sempre di più. Non scopro l’acqua calda e non voglio mettermi a parlare d’Amore, non è il caso, ma oltre al matrimonio è sicuramente in crisi anche la coppia normale, quella classica con le sue istituzioni e il precariato e la mancanza ulteriore di minime certezze non farà altro che accentuare tutto questo. Probabilmente è in crisi l’Amore tradizionale stesso e tutti quei princìpi che pensavamo fissi e immutabili e che in teoria contribuiscono alla durata di un rapporto stesso: si è infatti sempre parlato di fedeltà, sincerità e che è impossibile amare più di una persona contemporaneamente per esempio; forse sono tutte cazzate che appartengono ormai ad un’altra era o forse no, sta di fatto che per rimettere in moto tutto quanto e per rimettere in moto tutti quanti a tutti serve tanto Amore. Pensate come sarebbe bello vivere nel perenne stato della prima fase di un innamoramento, con usi, costumi e consumi (anche economici) derivati, diciamolo senza paura. È un’ovvietà, peggio di un pensierino di seconda elementare ma non si usa più parlare d’Amore, fateci caso.

Peace and love, beli beli.

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Cosa NON si dovrebbe fare per un iPhone

novembre 27, 2007

Ribalto il titolo di Napolux per partecipare un po’ al contrario al contest di Apple Lounge che mette in palio un iPhone. Prometto che se vincerò la versione 1 dell’iPhone farò una di queste cose: a) rivendo l’iPhone a un prezzo maggiorato al primo folle Geek che offre di più; b) lo regalo al mio gatto per farsi le unghie, lui sì che testerebbe il sistema touch; c) corro a bullarmi da Marco Zamperini usandolo come skateboard.

Oppure, semplicemente, mi limiterò a leccarlo.

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