La Banlieu e i “cut off society”

Da corriere.it

Nei giorni scorsi abbiamo assistito a vari scontri a Parigi tra polizia e periferia urbana. Questa volta, a differenza del 2005, tutto è nato perché due ragazzini, di 15 e 16 anni, dopo aver rubato una moto, sono morti scontrandosi nella fuga contro un auto della polizia. Basta infatti un qualsiasi evento per scatenare la rabbia contro la polizia da parte di chi, tagliato fuori fin troppo dalla società civile, non ne può più di subire sulla pelle una vita fatta di evidenti differenze sociali. Certo, non è una scusa per dare fuoco a quello che si vuole, spaccare e sparare contro la polizia.
Eventi simili potrebbero essere paragonati, un po’ forzatamente, ai nostri ultrà che fanno parlare i giornali di guerriglia urbana, anche se i tifosi lo fanno soprattutto per altri motivi, almeno in teoria. Nelle periferie francesi infatti vivono molte persone agli estremi della società vera e propria, in condizioni ai limiti della povertà e della decenza; gli immigrati francesi non fanno altro che manifestare una profonda crisi sociale in atto già da molto tempo.

Sarkozy per ora risponde reprimendo e minacciando ma, da figlio di genitori stranieri quale è, potrebbe forse cominciare a comprendere che le cause sociali della situazione nei quartieri sensibili restano comunque le stesse e la polizia non può, da sola, rispondere. Rispondere alla violenza con altra violenza non è produttivo, prendere provvedimenti a livello politico e sociale, forse sì.

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