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novembre 27, 2007
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Peace and Love

novembre 27, 2007

Gli italiani che fanno la spesa sui viali preferiscono le prostitute dell’Est non solo perché costano meno delle italiane, ma perché con loro soddisfano il «bisogno di affetto e di comprensione». Tipico, siamo dei mammoni anche quando andiamo a pu**ane.

«Gli italiani vogliono sesso, il buon, caro, sano, vecchio sesso. E magari anche un briciolo di affetto, vero o immaginario, che non guasta mai»

Vai da una prostituta e cerchi affetto? Mi sembra un po’ strana come cosa; comprati un cane o un gatto se vuoi affetto. Ti lamenti di una donna che si prostituisce perché non ti da affetto?! Ma sei scemo?

«Con il sesso molti cercano anche affetto e un rapporto con la donna in generale, spesso l’atto vero e proprio passa in secondo piano»

Ah ok, è vero che le donne ci vogliono romantici; voi che pagate delle donne per fare sesso siete così originali, così sentimentali. Però, secondo lo studio fatto da Transcrime (nome quanto mai infelice…) emerge che a questi clienti non interessa la tragedia che spesso si nasconde dietro una prostituta “(per loro infatti «la tratta non esiste» o al massimo coinvolge poche persone e le «vittime» della prostituzione sono proprio i clienti «sfruttati a causa del naturale bisogno di sesso tipico del maschio»)”. Anzi, preferiscono le donne dell’Europa orientale o le cinesi proprio perché provengono da Paesi in cui vi è il «dovuto rispetto» per il maschio e quindi manifestano remissività anche nei confronti dei clienti italiani. Ah ecco, ora i conti cominciano a tornare…altro che affetto, secondo me è più un gioco di ruolo in cui il maschietto di turno pensa di tramutare il desiderio delle sue aspettative su una donna-oggetto che per soldi, è disposta a diventare una proiezione qualsiasi della mente di questi stessi clienti. Che dimostrano un malessere ed un’insofferenza di fondo verso le loro donne italiane, pur accampando scuse alquanto ridicole.
E veniamo quindi al dunque: parlando delle compagne o delle mogli infatti gli intervistati affermano che «ti costringono ad andare in cerca di sesso a pagamento perché quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia (e sennò chi si sposerebbe?), poi usano il sesso come una risorsa, un’arma, uno strumento per ottenere quello che vogliono». È vero che noi uomini abbiamo un naturale e fisiologico bisogno di fare sesso (lo so, è brutto da dire ma è così e le donne non potranno mai capirlo, lo dico ingenuamente e spassionatamente, senza voler dare colpe a nessuno) ma è altrettanto vero che da una ricerca come questa e da tantissimi altri studi, sondaggi, ecc…non fa altro che emergere un elemento: il matrimonio non è mai stato in crisi come ora e lo sarà sempre di più. Non scopro l’acqua calda e non voglio mettermi a parlare d’Amore, non è il caso, ma oltre al matrimonio è sicuramente in crisi anche la coppia normale, quella classica con le sue istituzioni e il precariato e la mancanza ulteriore di minime certezze non farà altro che accentuare tutto questo. Probabilmente è in crisi l’Amore tradizionale stesso e tutti quei princìpi che pensavamo fissi e immutabili e che in teoria contribuiscono alla durata di un rapporto stesso: si è infatti sempre parlato di fedeltà, sincerità e che è impossibile amare più di una persona contemporaneamente per esempio; forse sono tutte cazzate che appartengono ormai ad un’altra era o forse no, sta di fatto che per rimettere in moto tutto quanto e per rimettere in moto tutti quanti a tutti serve tanto Amore. Pensate come sarebbe bello vivere nel perenne stato della prima fase di un innamoramento, con usi, costumi e consumi (anche economici) derivati, diciamolo senza paura. È un’ovvietà, peggio di un pensierino di seconda elementare ma non si usa più parlare d’Amore, fateci caso.

Peace and love, beli beli.

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Cosa NON si dovrebbe fare per un iPhone

novembre 27, 2007

Ribalto il titolo di Napolux per partecipare un po’ al contrario al contest di Apple Lounge che mette in palio un iPhone. Prometto che se vincerò la versione 1 dell’iPhone farò una di queste cose: a) rivendo l’iPhone a un prezzo maggiorato al primo folle Geek che offre di più; b) lo regalo al mio gatto per farsi le unghie, lui sì che testerebbe il sistema touch; c) corro a bullarmi da Marco Zamperini usandolo come skateboard.

Oppure, semplicemente, mi limiterò a leccarlo.

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novembre 26, 2007

Tutti la guardano, pochi si fidano

novembre 26, 2007

In un sondaggio sul rapporto tra informazione e società emerge un dato su tutti: tutti guardano il piccolo schermo, usandolo magari come sottofondo, e la tv rimane la principale fonte di informazione per la maggior parte della popolazione ma nella classifica della credibilità la tv è battuta da radio, internet e giornali. Una pecca di questo sondaggio però è data dal fatto che non viene considerata a fondo l’età di chi ha risposto: avremmo secondo me scoperto che tra i più anziani la tv è e rimarrà per sempre fonte principale, mentre tra i più giovani e più lentamente tra i trentenni e i quarantenni, Internet e i nuovi media hanno inesorabilmente cominciato a diffondersi capillarmente, sostituendo attivamente il rapporto univoco di spettatore-fruitore in utente attivo che partecipa e si fa creatore e diffusore di contenuti.

L’indagine Demos-Coop fa osservare, inoltre, come la radio (60%), cui va il primato della credibilità, ma anche Internet (36%) e i quotidiani (38%) siano ritenuti più affidabili della televisione (30%). Il classico “l’ha detto la Tv” sembra assumere un diverso significato. Tanto più per i giovani, fra i quali la fiducia verso la radio, Internet e i quotidiani è più elevata rispetto a quanto si osserva fra adulti e anziani.

Sfortunatamente infatti, come spiegavo precedentemente, la principale fonte di informazione rimane ancora il telegiornale:

Ma il Tele-giornale resta, ad oggi, la principale sorgente informativa, e alle testate maggiori va comunque un gradimento piuttosto esteso. A suscitare la fiducia dei telespettatori è innanzitutto il Tg3 regionale, che con il 72% dei consensi conferma l’attenzione per l’informazione locale. Seguono, nell’ordine, Tg1 (69%), Tg3 nazionale (63%), Tg2 (63%) e Tg5 (59%). Il grado di fiducia varia, sensibilmente, in relazione all’orientamento politico. Il Tg3 viene apprezzato soprattutto dagli spettatori di sinistra. Mentre i tutti i notiziari di Mediaset (Tg5, Tg4, Studio aperto) si caratterizzano per un profilo di (centro) destra.

Nella vana speranza che la tv italiana sparisca o venga radicalmente modificata da qualche terremoto (sarebbe ora visto lo schifo che si vede e che paghiamo anche col nostro canone e, in molti, con il digitale terrestre) questo è lo screenshot dell’informazione televisiva, scattata dal sondaggio alla vigilia dell’ennesimo terremoto sulla Tv scatenato dal caso Rai-Mediaset. «Una vicenda che riporta l’attenzione sul conflitto d’interessi, ritenuto problema grave e “urgente” dal 66% dei cittadini». Secondo la metà degli intervistati infatti le proprietà del polo televisivo privato da parte del leader dell’opposizione, Silvio Berlusconi, danneggia in modo evidente la libertà di informazione (52%), ma soprattutto condiziona la politica (55%). Un dato che cresce sensibilmente tra gli elettori del centrosinistra, dove è quasi l’80% a condividere questa opinione. E per me, 80% è molto poco.

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links for 2007-11-25

novembre 25, 2007

Donne moderne

novembre 24, 2007

La notizia sulle donne o femministe svedesi che rivendicano il diritto a mostrare il seno liberamente anche nelle piscine pubbliche è curiosa. Un po’ perché nei titoli si mette bella evidenziata la parola “topless”, magari con foto di donne mezze nude, un po’ perché penso sempre a voi donnone moderne che fate tutte le sostenute ma alla fine…mah. Premetto, queso post non serve a prendervi in giro, a dimostrare che se vedete un tipo qualunque col macchinone costoso vi scatta l’istinto animale. Scherzo, dai.
Ho già parlato di donne nella società di oggi, più o meno delicatamente, e qualche risposta l’ho ottenuta forse…anche se non mi hanno convinto. Di certo non sono io la persona che deve dare giudizi sul gentilsesso ma qualche ragionamento condito da punzecchiamento, mi piace farlo.

Siamo sempre li insomma, vedo che anche altrove la solfa non cambia più di tanto: davvero uno dei vostri più grandi problemi, o donne moderne, è il topless in piscina? È in queste cose che cercate la parità? Crescono i casi di stupri e violenze ma voi dove siete? Chi chiede la sicurezza o misure maggiori di tutela femminile? E siamo sempre li, chi vi rappresenta in parlamento? La Prestigiacomo? La Santanché?
È poi fantastico notare che la presenza femminile in televisione viene quasi esclusivamente ridotta ad un succinto costumino o bikini con tette e culo in bella mostra, uniti a balletti provocanti e sorrisi maliziosi.
Secondo me dovreste cominciare a fare un po’ di sana autocritica: siete le prime ad odiarvi tra voi, quindi non prendetevela soltanto con la società maschilista se vi sentite così discriminate.

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