La storia di Erica

Non servono commenti ulteriori alla storia di Erica. Narra di una favola vissuta nell’Italia moderna, una favola ai limiti dello schiavismo e del signoraggio puro, senza dimenticare le condizioni disumane in cui ha vissuto Erica; io l’ho letta tutta d’un fiato per poi rimanere senza parole: le parole di conforto infatti credo servano a poco o niente. Non credo sia una storia falsa; purtroppo ci sono troppi dettagli e troppi sentimenti che traspaiono. Questa volta quindi la storia non comincerà con un “c’era una volta”.


«Ciao Alessandro,
ti scrivo perche’ anch’io mi sento parte di questa vita traballante e ho sentito in prima persona che ad un certo punto l’Italia quasi mi crollava addosso, e cosa ho fatto? Me la sono data a gambe.
Ho 27 anni e vivo da 8 fuori patria. Ho vissuto, studiato e lavorato in tanti paesi europei ed ora lavoro a Cork, in Irlanda. Tante volte in questi anni mi ha assalito il pensiero di riprovare ad avere fiducia nella mia patria e sono tornata due volte con l’idea di sistemarmi li, la prima volta pensando di riuscire a trovare un lavoro stagionale ed essere anche relativamente vicina alla mia famiglia che sente parecchio la mia mancanza. Ho lavorato in provincia di Ravenna come animatrice per 3 mesi 10 ore al giorno. Sono caduta nelle mani di un’agenzia fantasma chiamata I.P. e non ho visto un centesimo del mio stipendio. L’agenzia, come consuetudine che si ripete ogni anno a fine settembre, dopo avere rubato a ragazzi ingenui e speranzosi come me un sacco di soldi (visto che hanno a che fare con migliaia di campeggi in Italia), hanno chiuso i battenti e aperto giusto di fronte. Dopo aver pagato anche i sindacati, abbiamo scoperto che erano stati comprati dall’egregio Sig. P.G., boss di Pontedera e titolare dell’agenzia. Non vi racconto le pressioni psicologiche che ho vissuto dentro a quel campeggio-prigione, se no finirei domani, ma piu’ che altro sono rimasta sconvolta nel constatare che anche i sindacati di Pontedera erano corrotti. P. li aveva pagati profumatamente per il loro silenzio. I sindacati di Padova ovviamente mi risposero che della faccenda doveva occuparsi l’ufficio di Pontedera, sicché passa la palla qua e la palla là, mi hanno ciulato ancora soldi e in più mi hanno sfruttata per tre mesi. Stavo avendo un esaurimento nervoso da stress e non solo. Alla fine, con 1000 euro in banca, sono partita per la Spagna…
Dopo un po’ di mesi in cui mando curriculum a destra e a manca, mi arriva una proposta di lavoro da parte della famigerata C.C.. Ho pensato che fosse troppo dura per me e poi non mi fidavo più dell’Italia, con tutte le storie che si sentono…ma mia madre mi ci ha buttata dentro, era troppo felice che mi avessero risposto e così, per fare contenta lei, ho accettato di tornare di nuovo in Italia e fare il colloquio a Genova per lavorare come Tour Escort, responsabile escursioni. Dire che è stato l’incubo piu’ inquietante della mia vita e’ ancora poco. A parte il fatto che tutte le spese per i colloqui fittizi sono state a mio carico, ho dovuto pagare da me anche corso BST (primo soccorso) e divisa, costi che mi furono detratti dal mio primo già misero stipendio. Dopo assurdi stage e colloqui basati sulla psicologia e il lavaggio del cervello a Genova, ho deciso di accettare questo misero contratto per soddisfare la mia sete d’avventura. Contratto stipulato: 11 ore al giorno, contratto di 5 mesi, 900 euro netti al mese. Mi veniva da piangere, ma ormai avevo investito talmente tanto in questa faccenda che ritirarmi sarebbe stato impossibile. Per farla breve: le ore di lavoro si aggiravano intorno alle 15-16 al giorno. Il mio capo, quella grande merda del signor S.P., ha ridotto il mio corpo e la mia testa a brandelli durante 3 mesi. Non mi lasciava neanche fare la doccia tornata dall’escursione. Durante quei 3 mesi ho vissuto tutti i peggiori soprusi che si possano subire nel peggior ambiente di lavoro. Minacce, bestemmie, pressione psicologica. Con la parte umana dell’ufficio (altre 3 persone), abbiamo denunciato la situazione. Tutti hanno fatto buon viso a cattivo gioco. I capi dei capi hanno solo suggerito la soluzione migliore per tutti: buttarci fuori. Accusati di non volere lavorare, eravamo trattati come dei lebbrosi dai nostri colleghi di ufficio. La nostra C., una dei leoni dell’ufficio, ha fatto si il leone ma a spese della sua salute. E’ diventata bulimica. Diceva che ad un certo punto quelle facce da mostri in ufficio le davano talmente la nausea che quando voleva aprire la porta dell’ufficio, le veniva da vomitare. Parla 5 lingue C., la brasiliana più bella e simpatica dell’universo. La mia amica C., di cui sono orgogliosa, perché prima di ammalarsi, ha lottato fino alla fine per i nostri diritti, per la diminuzione delle ore di lavoro. Per aver fatto sentire la voce dei nostri diritti siamo stati subito classificati come lavativi e trattati come pezze da piedi. E’ stata sbarcata a Lisbona, C.. Buttata li senza un grazie, dopo 5 contratti e il lavoro da negra per una società di merda che calpesta la tua vita, la tua dignità, e qualsiasi altro valore umano. Abbiamo pagato cari i nostri diritti tutti e quattro. Ma non volevamo mollare, anche se eravamo sull’orlo di una crisi di nervi. Mi ricordo che un giorno ero dilaniata, dormivo da non so quante settimane max 4 ore a notte, eravamo tornati dai fiordi, eravamo in Spagna. Ero morta. Mi era venuto il ciclo e stavo per svenire in ufficio dalla fatica e dalla stanchezza. P. mi dice “devi andare a fare l’escursione in bicicletta, il giro di Barcellona, perché ci manca una guida tedesca, cosi puoi tradurre tu per tutti i gruppi, ci saranno italiani, francesi e tedeschi”. Io gli dico “S., per favore, risparmiami questa cosa. Il tour di Barcellona l’ho fatto l’ultima volta, oggi non ce la faccio. Sto male, ho le mie cose ed è troppo pesante, sto svenendo. Per piacere, dammi un’altra escursione. E’ troppo pesante tradurre in 3 lingue, oggi non ce la faccio”. Lui mi dice “o ci vai tu, o ci va M.”. Premetto che M. era la mia dolcissima e adorata compagna di stanza, ed era ammalata con l’otite a letto. Gli dico “lo sai che M. è ammalata”. Lui “o tu o M.”. Ci sono dovuta andare io. E’ solo un esempio, ma quell’uomo voleva vedermi morta. Ci sono andata con la diplomazia, poi ho fatto sciopero. Gli ho detto “adesso mi dai le ore off che mi spettano, visto che non ce le pagherete mai”. Lui ha fatto finta di non sentirmi e io ho fatto davvero sciopero. Stavo letteralmente morendo di sonno. Gli ho telefonato, perché lui è l’incarnazione del diavolo e non mi andava di guardare quello schifo d’uomo negli occhi, e poi con le arpie dell’ufficio, avevo paura che mi avrebbero mangiata, cosi l’ho chiamato dalla mia cabina. Gli dico “S., io avanzo ormai più di 11 ore, sicché domani non lavoro”. E’ stata la cosa più forte che ho fatto in vita mia. Ho affrontato l’orco. Gli ho detto che io del suo potere me ne strafregavo, ero stanca e dovevo dormire. Il giorno dopo ho preso lettino, asciugamano e sono andata a dormire il giorno intero sotto il sole sul ponte, da sola e in mezzo all’oceano. A volte ho ancora incubi a causa di queste cose che ho vissuto li dentro e in Italia non ci metterò più piede, di sicuro non per lavorare. Mi dispiace per quelli che resteranno, se fosse per me farei una vera e propria rivoluzione ma so che la maggior parte della gente non è più combattiva e si lascia vivere. E questo è il guaio più grande. Vi auguro buona fortuna.»

E io la auguro, con tutto il cuore a te, Erica.

N.B.= per ovvi motivi legali, ho inserito solo le iniziali dei nomi (di cui non sono assolutamente responsabile in quanto non li conosco e non li ho postati io, come disclaimer recita) citati da Erica che erano inseriti nello stesso commento scritto da lei  e che io mi sono semplicemente limitato a riportare.

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12 risposte a La storia di Erica

  1. clarita ha detto:

    assurdo… ke sfiga… io sono fortunatissima… grazie, Dio!

  2. xlthlx ha detto:

    e’ impressionante, ma non stento a crederci.
    sfruttamento, mobbing, truffe, etc etc non sono affatto un’eccezione in questa nazione…

  3. merced ha detto:

    Finalmente un parere forte anche sui sindacati e sindacalisti, altre associazioni mangia pane a tradimento in italia… è ora di svegliarsi non esiste più la cavalleria come nei vecchi film western a salvarci, quì bisogna combattere “l’orco” per conto nostro. Dovrebbero tutti mandare a quel paese questi fantomatici datori di lavoro pronti a sottopagare e sfruttare, così da lasciarli senza alternative valide. Non è possibile vedere sempre gente disperata che prende il posto da te appena rifiutato per 2 euro scarsi l’ora. E’ anche una questione di dignità, meglio una rivoluzione italiana che una italia trasformata in cina.

  4. paologaz ha detto:

    Io avrei preso la mazza da baseball e avrei fatto piazza pulita, è vero che ne avrei subito le conseguenze, tanto in Italia non esiste la certezza della pena, ma non avrebbero fatto più male a nessuno.

  5. margot ha detto:

    vorrei illudermi che questa storia non è vera…tutto frutto dell’invenzione di erica.e invece no.alcune testimonianze anche di mie amiche mi confermano tutto ciò.
    ieri mi ha chiamato E.,una mia amica 30enne che cerca lavoro dopo che la multinazionale presso la quale lavorava l’ha licenziata in tronco.Mi dice che il call center di una grande istituto di ricerche di mercato l’ha assunta.Le chiedo:”quanto ti pagano”…..20 cent. a intervista conclusa.
    no comment

  6. Nathan 2000 ha detto:

    Riflettevo su tutte le belle parole con le quali la nostra classe dirigente ci annega: “Bisogna muoversi per bloccare dal nostro paese la fuga di Cervelli”. Poi scopri che tanti dei nostri ragazzi, dopo aver ingoiato rospi e fiele per mesi, anni…. preparano la valigia e partono per cercare un lavoro che gli restituisca dignità e speranze per il futuro. E, pare, ovunque vadano, riescono a trovare una sistemazione che li lasci pienamente soddisfatti. Ecco un’altra prova della fuga dei nostri cervelli verso mete più umane! In questo paese, invece, nulla!!!!
    La riflessione, pertanto, è la seguente: ma di quali cervelli partiti parlano i nostri Dirigenti? Io noto, da qualche anno a questa parte, che il cervello dei politici è partito…. e non torna!

  7. fedemello ha detto:

    ciao ale, vado OT ma poi forse manco troppo. ti segnalo questo che segue. ciao. f-

    E’ online il pamphlet liberamente scaricabile, “Il protocollo welfare visto dai Bamboccioni”, di Federico Mello, già autore de “L’Italia spiegata a mio nonno”, Mondadori.
    Il pamphlet analizza punto per punto il protocollo sottoscritto da governo e parti sociali, con un linguaggio ironico e comprensibile.
    Dalle venti pagine in PDF emerge un quadro molto chiaro: ancora una volta sono i più giovani a pagare il prezzo più caro delle scelte pubbliche italiane. Ma è ora che i Bamboccioni, soprattutto quelli “incazzati”, comincino a farsi sentire.
    Da scaricare su http://www.generazioneblog.it
    Ufficio Stampa Generazione Blog

  8. sonounprecario ha detto:

    @xlthlx
    giah 😦

    @merced
    è vero, del resto è un dato di fatto che più di metà degli iscritti ai sindacati è gente di età superiore ai 50-60 anni o addirittura gente già in pensione. Quando quindi decidono straordinariamente di mobilitarsi lo fanno per chi rappresentano: i vecchi. A meno che hai conoscenze e te la cavi…

    @paologaz
    sarebbe bello poterlo fare…io dico la verità: me ne sarei andato subito e così avrebbero dovuto fare tutti quelli che lavorano li. Ma a parole è facile e per una donna da noi…è ancora più difficile.

    @margot
    ho passato 3 anni nell’universo call center e ne ho viste e sentite di tutti i colori…purtroppo non mi stupisce.

    @Nathan
    hai ragione, c’è poco da aggiungere 🙂

    @Fedemello
    vai tranquillo…me lo leggerò anche io… 😉

  9. massimiliano ha detto:

    Ciao Erica, la tua esperienza è terribile ma volevo chiederti notizie sulla vita a bordo di un 2° commissario, visto che mi hanno proposto questo ruolo.

    Grazie
    Massimiliano

  10. sonounprecario ha detto:

    Massimiliano se vuoi provo a scrivere ad Erica via mail, magari sa dirmi qualcosa.
    Perché io non sono in contatto diretto con lei, però ho la sua mail =)

  11. massimiliano ha detto:

    ok grazie mille. Ti lascio la mia mail maxsalvi@libero.it

  12. Peter ha detto:

    Hello.

    My italian is not good so i write this in English. Is this blog about Italiana produzioni and that that you have problems with that company? I, and three friends, worked for this company for 5 weeks and did not get payd afterworths.
    I hope you reply something to me so we can do something about this company.

    Greetz!

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