Inno all’Odio del Natale

 

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In questi giorni di post sotto l’albero, di prevedibili e infantil letterine a babbo natale io mi dissocio, storcendo un po’ il naso. Confesso infatti che il Natale mi ha già stra-rotto le palle prima che arrivi. Non vedo l’ora che passi e finisca, altro che spirito del Natale; chi parla di questo è solo un paraculo e strada facendo vi spiegherò perché.

Tanto per cominciare è da fine ottobre che vedo campeggiare luminarie nei centri commerciali, nei paesi e da novembre sulle case: la cosa è diventata alquanto triste, per svariati motivi. Una volta ad esempio il pandoro e il panettone comparivano al supermercato soltanto dopo l’8 dicembre, si mangiavano a Natale e si finivano a Capodanno o giu di li. Ora no, non c’è tempo, meglio prenderli 2 mesi prima o forse a Pasqua, metti che poi finiscono. Comprate, comprate.
Subito dopo aver acquistato panettone e pandoro, via con i pensieri agli acquisti: niente idee, ma tanta voglia di fare code per un parcheggio all’odiato-amato centro commerciale. Ed è qui che fuoriesce con tutta la sua forza il famigerato spirito del Natale: mentre la coda per entrare nel parcheggio comincia già 1-2 km prima, già si intravedono scene dell’altro mondo di persone che litigano sbraitando ed insultandosi per un posto auto; coinvolgono sorelle, madri, fidanzate e chi più insulti ha più ne gridi. La gente – udite, udite – viene quasi alle mani perché è impaziente di entrare felice ed uscire ottimista. Poi però quando incontri questa gente ti dicono, “eh ma che palle sto Natale, con sta febbre dei regali, non ho soldi, il paese va a rotoli, la gente non mangia, sto governo del ca…”. Un secondo dopo gli chiedi cosa hanno comprato e ti rispondono citando la mostruosa cifra spesa: è risaputo che gli italiani brucino più o meno la tredicesima per comprare puttanate e fare regali superflui per il gusto di comprare. Non importa poi se il prezzo del pane e della pasta aumenta, se dopo il NY Times anche gli inglesi ci ridono dietro: io mi indigno per il parcheggio o perché faccio fatica a spendere 1000 euro per regali di Natale e magari non posso fare la settimana bianca. Ma andatevene a quel paese, per essere sinceri. Se potete permettervelo buon per voi, ma almeno gli altri abbiano l’accortezza di starsene zitti, farebbero una figura migliore.

Un’altra cosa che odio sotto il periodo natalizio è la quantità di storditi/incapaci in giro in macchina, allegri e spensierati. Con la scusa che devono trovare un cacchio di posto dove infilare la macchina o dove poter buttare dei soldi per fare un regalo, gran parte della gente pensa di poter guidare guardando in giro e parlando al telefonino, mettendo la freccia a sinistra per girare poi a destra, andare a 20 all’ora in mezzo alla strada per poi bloccarsi quando vuole se trova un buco o si ricorda di volere andare in un determinato posto, rischiando di causare incidenti ed altre incazzature. Ma perché tutto questo, fermiamoci un attimo a riflettere e guardiamoci da fuori: non siamo tanto ridicoli? Con che coraggio poi ci lamentiamo di chi ci governa se poi siamo i primi a comportarci da stupidi asini, da pecoroni e da ignoranti beceri che camminano sopra i problemi pur di fare una fantomatica bella figura con amici e parenti per poter dire, con atteggiamento da duro, “ho speso 800 euro in regali”? Fanno bene a trattarci come pezze da piedi, infatti ci comportiamo proprio come loro vogliono e prevedono. Dire sudditi-consumisti ormai sarebbe ripetitivo e qualunquista, quindi evito di ripeterlo.
Persino il papa ogni tanto ricorda ai creduloni cristiani che il Natale va difeso dalla smania di comprare beni materiali spesso superflui e per questo, come albero di Natale a Piazza San Pietro, è stato fatto tagliare e trasportare dal Trentino un abete di 140 anni, alto 26 metri e di 3 tonnellate di peso (con annessi costi e problemi di trasporto). Era proprio necessario segare un albero e metterlo li per i turisti? Che cavolo c’entra con la religione? Però non fate i consumisti eh che altrimenti c’è uno che vi manda in un posto dove fa caldo e bruciano persone…!

Probabilmente in me si sta reincarnando il Grinch ma se proprio proprio, il Natale lo lascerei ai bambini, senza viziarli troppo. È bello riunire la famiglia per qualche giorno e festeggiare insieme ma tutto il resto è davvero inutile, fastidioso e quando sento parlare di “stress” o “fobia” da acquisto o natalizio mi vengon solo in mente parolacce. Niente è obbligatorio, ci si può anche comportare da persone mature e decidere che per quest’anno di regali – se necessario – non se ne fanno (tra adulti, per carità) ma piuttosto si spendono soldi per stare tutti un po’ più uniti.
Leggere in giro per la blogosfera letterine con la lista dei doni non mi fa ridere (non ce l’ho con nessuno ma la cosa mi intristisce) e non credete che sia simpatico comportarsi da eterni bambocci magari col fine di fare qualche visitina o qualche commento in più: se vogliamo crescere come paese e non farci prendere più in giro da nessuno dobbiamo prima crescere dentro noi stessi. La vedo dura, considerato la mentalità vigente in questo paese, dove si fa a gara al dono più bello ed al pranzo più fastoso. Poi accade l’imprevisto e sei nella merda fino al collo.

Ora, non vorrei sembrare quello dai gusti retrogradi, l’intellettualoide che si innalza e da giudizi avventati sugli altri e che mostra il punto di vista nostalgico (“eh, una volta…”): vorrei solo che vi fermaste un attimo, rifletteste e vi rendeste conto di cosa diavolo siamo diventati tutti quanti. Facciamo schifo noi e fa schifo il Natale.

Buone Feste (sperando che il pranzo vi vada di traverso… ;D) quindi.

10 risposte a Inno all’Odio del Natale

  1. Francesco Protopapa scrive:

    Concordo con quello che dici, tranne che per una piccola cosa, che permettimi di notare. Sono credente, con tutti i miei limiti e le mie piccolezze, ma non per questo mi sento un credulone. Nè mi sento minimamente urtato per questa definizione, ci mancherebbe; ognuno ha il sacrosanto diritto di esprimersi come crede. Il Natale per me ha quel valore particolare in cui credo; al resto, al contorno ho sempre dato poca importanza, anzi, anche per una questione di carattere, mi ha sempre messo addosso più fastidio che altro; e mi digusta la retorica che a Natale dobbiamo essere tutti più buoni e menate simili. Sono tanti anni che non faccio l’albero a casa; non mi significa niente; per questo anch’io penso che si poteva benissimo far a meno a meno di portare in piazza San Pietro tale sorta di albero, strappandolo al suo contesto naturale. Tanti auguri, sinceri.

  2. Davide scrive:

    concordo pienamente! Odio usfficialmente il Natale!

  3. sonounprecario scrive:

    @Francesco
    Ci mancherebbe, mi riferivo alle parole del papa e degli altri uomini dichiesa. Ognuno è libero di credere in quello che vuole, ci mancherebbe…ma la chiesa non posso proprio digerirla🙂

    Tanti Auguri anche a te =)

    @Davide
    Dai che tra 24 ore sarà quasi passato😛

  4. AlphaKappa scrive:

    è il tuo primo post lungo che leggo😛 sai, ho capacità mentali ristrette e leggo solo i post corti.

    mi piace quest’idea,io a natale sono più cattivo,sono un aspirante intellettuale e quindi di regali non ne faccio e giudico le persone🙂. e sono d’accordo con quanto scrivi. c’è di più, io questi pecoroni li giudico e li giudico malissimo. odio i cenoni in famiglia, la musica gospel, il tutti a messa (ma solo di natale), il film tipo natale in crociera coi figli (solo una volta all’anno), le “corse ai regali” insieme alle ansie e agli stress, etc.
    intendiamoci, non sono nemmeno di quelli che dicono che bisogna recuperare il senso del natale, perché non sono religioso. sarò pure un po’ nichilista e farò schifo, ma ‘ste cose mi stanno molto sui cosiddetti. per me le vacanze sono solo un periodo per stare in famiglia facendo cose normali, niente forzature e stupide tradizioni, niente conformismi.

  5. pietro scrive:

    ti amo sempre di più…. ma la differenza di età potrebbe essere un problema😛
    ciao e fatti un po’ di riposo vacanza

  6. thegreatsyd scrive:

    Ho ben poco da aggiungere!!!
    Il Natale dovrebbe essere la commemorazione della nascita di quel benedetto Gesù che è morto in croce per NOI tutti.
    Io, da alcuni anni ormai, non faccio quasi più regali a nessuno al max mi limito ad inviare un paio di SMS ai parenti e agli amici con cui ho più relazioni e, per il resto, cerco di rilassarmi godendomi i miei figli e mia moglie, cercando di vivere quei giorni serenamente, pregando con altri che la pensano come me e cercando di non trasformare questa ricorrenza in una squallida caccia al regalo o alla maxi abbuffata ipercalorica.
    Diciamo che, essendo oltretutto anticonformista, a Natale e a Capodanno, pappo ciò che più mi aggrada infischiandomene della tradizione culinaria e di tutto ciò che si deve fare a Natale.
    Il cotechino lo mangio con il purè o gli spinaci e non con le solite lenticchie e me ne frego della tradizione che dice che mangiar lenticchie porta soldi.
    Io sono CRISTIANO non cattolico, seguo e metto in pratica ciò che la Bibbia mi insegna e perseguo la mia fede senza vergognarmene.
    Adesso vi saluto nell’amore del Signore Gesù, passate bene queste feste e…..okkio allo stress.

  7. sonounprecario scrive:

    @AlphaKappa
    …Ma come! Spesso do il meglio nei post più lunghi…😛
    E poi è giusto fare i brontoloni, diversamente da tutti gli altri…😉

    @Pietro
    auhauhauahuhauahuaha!!! Ti ano anche io, non preoccuparti per l’età: sopperirai alle mancanze “idrauliche” con l’esperienza…ahahhahaa!😛
    Buon riposo anche a te, mi raccomando coi dolci….😀

    @TheGreatSyd
    Grazie, auguri anche a te😉

  8. Hai dimenticato di menzionare le intere foreste che occorre diboscare per produrre bigliettini di auguri e carta da regalo.
    Anche a me questo natale da il voltastomaco.
    Odio accendere la tv e sentirmi fare gli auguri anche da quelli delle previsioni del tempo.
    Ma chi cazzo ti conosce?! Vaffanculo a te e i tuoi auguri e dimmi che tempo farà.

  9. MC scrive:

    concordo perfettamente, come tanti altre/i suppongo, è tutta una burla commerciale e nient’altro.. basta guardare le facce della gente che gira per le strade… così affrante, serie, bigotte… nessuna allegria, nessuna carità da quegli occhi vitrei (beh ma anche il freddo da del suo eh?!)

  10. sonounprecario scrive:

    La differenza è che quest’anno i negozi sono lì tutti belli addobbati, ma dentro non c’è nessuno. Tipo che quando ti fermi vicino all’ingresso solo a guardare una vetrina arrivano ad aprirti le porte…

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