Il Laureato

Sonounprecario, che cosa fai?
Beh, direi che sto andando alla deriva…qui in Italia.

Perché?
Beh, è molto comodo andare alla deriva qui.

Non hai ancora deciso cosa farai?
No.

Ti dispiacerebbe dirmi a cosa sono serviti quei 3 anni di università, qual è stato lo scopo di tanto duro lavoro?
Se lo sapessi…

11 risposte a Il Laureato

  1. alesstar scrive:

    beh, sai… più che comodo, è facile andare alla deriva.
    e i tre anni di uni… beh, io so scrivere dei curriculum bellissimi, sai? e ho sempre fatto sdc/comunicazione d’impresa…

  2. ValeR scrive:

    Arrivo qui da twitter! Ho iniziato leggendo qualcosa di te lì nella colonna a destra e ho scoperto che abbiamo mooolto in comune… e visto che tra un paio d’ora riprendo il mio lavoro a cottimo in un call center ho pensato che fosse d’obbligo lasciare un segno del mio passaggio. Ciao!

  3. sonounprecario scrive:

    @alesstar
    …una cosa di cui possiamo vantarci…😉

    @Vale
    Azzi, tu lavori ancora in un call center…scappa appena puoi, qualsiasi altra cosa è meglio, credimi.

  4. alesstar scrive:

    si si mettiamolo nel curriculum “redazione di cv bellissimi ” : D

  5. Antonio LdF scrive:

    Non è solo l’università a dover formare, ma è lo studente che deve decidere cosa fare della sua vita!
    A parte alcuni casi specifici come SdC per esempio, ad ingegneria ti insegnano a fare l’ingegnere, a Matematica il matematico e via di seguito, ma tutto ciò non significa che chi esce da lì voglia fare l’ingegnere o il professore!
    La colpa è anche dell’Università perché arida e poco moderna..ok, ma che i ragazzi della nostra età, in molti casi, abbiano l’entusiasmo e la decisione di un bradipo è vero! Concedetemelo!
    Quani iscriti a SdC conosci che sono andati lì solo perché non sapevano dove altro andare? Quanto ci sono stati a laurearsi e cosa fanno dopo? Nulla! Non sanno manco perché hanno scelto quella facoltà! Io conosco persone brillanti che hanno trovato lavoro prima ancora di finire la triennale, ma perché sapevano cosa volevano dalla loro vita e non si sono appoggiati alla derivante barca italiana!

  6. sonounprecario scrive:

    Quello che dici è verissimo, però c’è anche chi, parallelamente (facciamo l’esempio di SdC) fa altre cose, lavoricchia e magari tenta di muoversi nel campo che domani poterbbe dargli il lavoro.
    A parte tutto, so bene che un lavoro non può piovere dal cielo (a parte certi casi), ma la maggior parte delle volte uno chiede solo di avere una possibilità.
    E qui non possiamo più averla.

  7. alesstar scrive:

    a prescindere dal fatto che sono un po’ stufa del continuo confronto tra sdc e ingegneria, o scienze politiche o altre. a prescindere che a sdc ci sta lo stesso numero di persone che non sapeva cosa fare almeno quante ce ne sono a giurisprudenza (e alla spaienza so che sono più gli iscritti alla seconda che alla prima). a prescindere che oh, guarda un po’ se fai ingegneria dopo che ti sei fatto base+ specialistica devi fare anche un esame di stato e stessa cosa a giurisprudenza (perchè non è che esci da legge e automaticamente sei perry mason).
    io faccio parte di quella schiera che fa sdc perchè le piace, e perchè vuole lavorare nel marketing e nella comunicazione d’impresa, ho sempre lavorato durante i sei anni che ho impiegato per fare la triennale (non è semplice studiare e lavorare, specie se sei una matricola del 2001, quando nessuno, nemmeno in segreteria sapeva come funzionasse qualcosa…
    un anno e mezzo fa sono entrata, grazie a sdc, in una agenzia di comunicazione, 200 euro al mese per uno stage di 4 mesi, poi vari contratti a progetto, sui 400 euro mensili. adesso, dopo un periodo in cui ci avevano tolto il progetto, mi hanno riassunto con un altro contratto a progetto, per servizi a due reti televisive, che cercano di pagarci il meno possibile e ci impongono così poche ore che a malapena arrivo a 150 euro al mese.
    è un anno che mando curriculum vitae, che cerco di trovare progetti in cui impegnarmi e in un anno ho fatto 5 colloqui (di cui uno tra poche ore) e parlato di tanti progetti che mai sono stati attuati. su questi 5 colloqui 3 erano indubbiamente “sòle” come diciamo a roma.
    ora, ok che indubbiamente ci sono persone che sono disinteressate (e mi chiedo: ma quanti sono allora quelli che hanno il papi che provvede all’infinito a loro? io a 16 anni mi scocciava chiedere le mille lire al mio per pagarmi la merenda a scuola), ok che indubbiamente l’uni è fatta male e impostata peggio (mi laureo a novembre, a dicembre faccio il test per la specialistica, come se non bastassero i 44 esami fatti, a febbraio non posso dare esami -.-‘ quindi mi tengono qui invece che due anni, minimo due anni e mezzo) ma vogliamo anche sottolineare il fatto che è la situazione che si è creata a esser pessima? a 26 anni guadagno meno di quanto guadagnavo a 22 facendo l’assitente dentista o le instore promotion.
    indubbiamente ci sono persone che hanno trovato bei lavori prima di finire la laurea, ma fidati, antonio, io gli annunci di lavoro li leggo, e spesse volte vengono richieste skills assurde. ho visto chiedere l’uso esperto di photoshop per uno stage in organizzazione eventi (chiaramente ti sfruttano come grafico, anche), ho visto chiedere sempre per uno stage (che è una esperienza formativa, con dei tutor che insegnano e seguono) persone che sapessero lavorare indipendentemente (do’h!), ho visto chiedere per stage come commerciale lauree di secondo livello, non sotto i 107 età entro i 23 anni e esperienze quinquennali, e via dicendo… non diamo sempre la colpa a chi studia sdc… o a chi la studia… è una situazione generale italiana.
    e se non vogliamo parlare di argomenti così qualificati, c’è gente che a 54 anni, con una famiglia sulle spalle, si ritrova coi contratti a un mese in fabbrica. non è questione solo di sdc, di università e roba varia, è brutto dirlo e fa tanto manie di complottismo, ma è il sistema che è sbagliato.

  8. alesstar scrive:

    “non diamo sempre la colpa a chi studia sdc… o a chi la studia… ” cioè “non diamo sempre la colpa a chi studia sdc… o a all’uni”.sorry

  9. Antonio LdF scrive:

    Abbiamo tutti ragione in un certo senso, solo che io ho avuto esperienze migliori rispetto alle vostre per fortuna e, non mi sembrerebbe neanche il caso di dirlo, senza conoscenze e senza il supporto economico della famiglia.

    In questi giorni sto di nuovo navigando tra colloqui e cv e ti assicuro che le risposte stanno arrivando senza grossi problemi, grazie soprattutto a quanto mi sono dato da fare, in questi pochi anni di “attività”.
    🙂

  10. alesstar scrive:

    beh, antonio, io non so alessandro, ma da quanto leggo, in finale ha fatto belle esperienza anche lui, ed anche io ne ho fatte; poi ogni posto di lavoro ha i suoi pro e i suoi contro nella quotidianità.
    per le conescenza, idem con patate, e il supporto della famiglia, beh, certo che con 200 euro al mese se non ti supporta la famiglia finisci sotto i ponti, poi non so te che intendi, ma io ringrazio dio di avercela una famiglia che mi supporta😉
    son contenta se ti arrivano proposte senza grossi problemi. però bisogna sempre far caso al settore in cui si opera, la zona, le specialità. fatto sta che comunque il sistema e la situazione nazionale sono quelle che sono. tante volte mi è stato detto che erano interessati alla mia figura professionale ma poi non si sono più fatti vivi😉
    in bocca al lupo😉

  11. sonounprecario scrive:

    Ops, scusate ma mi erano sfuggiti questi due commenti, pardon😛
    Preannuncio che il reply di alesstar diventerà un post prossimamente (se lei non avrà nulla in contrario, ovviamente).

    Probabilmente abbiamo ragione tutti e forse la componente fortuna gioca un ruolo molto importante in questi casi. Io sono dell’idea che se la componente “culo” arriva a contare così tanto per trovare lavoro…allora c’è qualcosa che non va in un paese. Perché il sistema dovrebbe impegnarsi a ridurre l’influenza di questa percentuale: se funzionassero meglio le cose, magari non diremmo più che serve “trovarsi al momento giusto nel posto giusto” insomma.
    Forse è sempliciotta come cosa, ma secondo me è una regola valida. Ci sono tanti ragazzi che come me o alesstar fanno tante esperienze di lavoro e dimostrano che voglia di fare ce l’hanno. Detto spiccio, a casa a fare un chez ci sono stato pochissimo (giusto il tempo per trovare il lavoro insomma). Anzi, il più delle volte magari sono proprio quelli che hanno già fatto più di un lavoro che faticano a trovarne uno serio, forse perché le aziende preferiscono sottopagare un neo-laureato con 0 esperienza piuttosto che pagare in modo corretto qualcun altro.

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