Tutti gli uomini del Presente

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Il periodo quotato qui sotto, detto in un altro paese, basterebbe per allontanare da tutto ciò che è cosa pubblica la persona che lo ha pronunciato. In Italia invece, se è un piduista a dirlo, viene riportato dai media mainstream.

Ieri Mastella, oggi Cuffaro”, ha commentato Silvio Berlusconi, ribadendo che serve “un risanamento di tutto l’ambito giudiziario”. “Credo che gli italiani esprimano già con i numeri dei sondaggi – ha aggiunto – che siamo nella piena patologia e che c’è da fare un risanamento di tutto l’ambito giudiziario molto in profondità.

Collusi, ma non mafiosi. Mafiosi, ma non collusi. I loro metodi e le loro parole sono ciò che più anti-democratico ci sia, però non si capisce.
Non si capisce perché indagati, processati e non, condannati…in carcere non ci finiscano. E ci si chiede come possano arrivare i quotidiani a scrivere giochi di parole che suonano di presa per il culo come “il presidente della Sicilia riconosciuto colpevole di favoreggiamento ma non di aver avvantaggiato Cosa Nostra”. Sì, Cosa Nostra con le lettere maiuscole, come se fosse una s.p.a., un’istituzione, un made in Italy di cui fregiarsi. Probabilmente è proprio perché è “made in Italy” che è “cosa nostra”.

Sono tutti uguali, sono nati, cresciuti e caduti dalla stessa pianta. Da Cuffaro che afferma, autoconvincendosi soltanto dopo una sentenza dei giudici che fino al giorno prima insultava, “sono confortato, non sono colluso con la mafia e per questo resto presidente della Regione. Da domani torno al lavoro”. Lui rimane li, votato da tantissimi siciliani mentalmente collusi come lui; se lo voti sei complice. Il partito dei difensori della famiglia – l’UDC – è orgoglioso, per questo si limita a non dire niente.

Poi c’è Mastella, per cui le “raccomandazioni” sono più che lecite (basta ascoltare le interviste sdoganate in questi giorni ai compaesani dell’ex-ministro per rendersi conto di cosa parlo): se eri cugino della nuora della figlia della bisnonna di quarto grado, sicuramente eri un dirigente Udeur insomma. Ma a lui tutto è permesso, perché “sceglie la famiglia” e perché “è un uomo di fede”. E poi trovare le copie de “Il Foglio” dopo questi duri attacchi laicisti è sempre dura.

Infine viene Berlusconi, l’eroe di mille battaglie, che alla notizia di essere stato rinviato a giudizio ha risposto con un sondaggio, ricordando per la 1.389a volta che questo governo (prima o poi..) cadrà e che si andrà a votare presto. Quindi non ha risposto, se non per spiegarci come il piano di rinascita piduista dovrebbe venire attuato sulla magistratura e non solo.

A quanto sembra, la nostra depressione (ci arrabbiamo e ci incazziamo, ma alla fine non facciamo un bel cazzo per non fargli fare queste cose) potrebbe “essere risollevata solo da una vittoria agli Europei di calcio”. O, aggiungo io, dall vittoria della Coppa Campioni da parte dell’Inter (sono interista, capitemi).
Siamo senza speranze. A meno che avete voglia di abbandonare la nave quando è da anni che sta affondando negli infiniti abissi della disumanità.

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8 risposte a Tutti gli uomini del Presente

  1. Sascia ha detto:

    Credo che in Italia lo sporco sia così palesemente agli occhi di tutti che ce ne siamo abituati.

    Lo sporco è diventato sistema.

    Come la mafia. Come Berlusconi. Come Mastella. Come la pochezza della sinistra. Come la follia della destra. Come l’incompetenza generalizzata dei politici. Come la superficialità colpevole dell’informazione di massa. Come l’inadeguatezza del sistema scolastico. Come il traffico. Come la nostra immobilità. Come…

  2. sonounprecario ha detto:

    Esattamente. Il problema è che più passa il tempo e più lo schifo aumenta e i media si limitano a chiamarlo solo “sfducia”, “pessimismo” o “tristezza”. Ma non è solo questo.

  3. bongfactory ha detto:

    Chi è depresso ha paura, chi ha paura vota a destra (per le istanze conservatrici e rafforzatrici dello status quo, che rassicurano tanto “la casalinga di Voghera”: sicurezza, famiglia e lotta all’immigrazione, più populismo – la riduzione delle tasse).
    Grazie al predominio sui media Berlusconi & co. hanno la capacità di “settare un frame” (depressione, tristezza, paura, in sostanza FUD)
    [da http://blog.debiase.com/braudel//2007/12/24.html%5D
    “Si chiama frame setting. Il frame è una sorta di quadro interpretativo generale che consente di leggere un periodo storico in modo semplice e chiaro. Tutti lo accettano e grazie ad esso tutti scrivono articoli che trovano consenso. Poco importa se il frame sia una semplificazione o una banalizzazione della realtà. Le notizie che stanno in frame passano con grandi titoli, le notizie che non confermano il frame vengono messe in secondo piano.
    Tutte le notizie che confermano il frame della depressione italiana trovano grandi titoli e numerosi commenti. Perché chi scrive quei titoli e quei commenti sa di conquistare facilmente il consenso del contesto. Ma questo acceca di fronte alle notizie di segno contrario.”
    È vero che c’è in giro tanta gente di merda, ma a ben guardare a parte le vicende giudiziarie che monopolizzano i media (e che purtroppo destabilizzano il governo) la situazione un pò migliora (Mastella, per esempio, non è più ministro 😛 – esportazioni aumentate, diminuzione della spesa pubblica superiore a quanto preventivato – notizie che non passeranno mai al mainstream). Purtroppo l’economia domina la nostra vita, un suo miglioramento, per una serie di meccansimi trasmissivi, migliorerebbe la vita di ognuno, ma i miglioramenti nell’economia non fanno notizia, per cui…..
    Fa mooolta tristezza che di suddetta gente di merda non ci si riesce a liberare, ma in fondo è la storia della Repubblica Italiana che si continua a ripetere all’infinito (con gli stessi protagonisti, purtroppo). Non sono tanto le questioni personali dei tre “pezzi (di merda) da novanta”, quanto il fatto che si sono beccati la solidarietà del parlamento.
    Fa schifo, ma perlomeno non è roba nuova.
    Questo delirio domenicale ovviamente In My Very Very Humble Opinion

  4. sparkaos ha detto:

    x sonounprecario la chiamano così xché politica e media in Italia sono quasi la stessa cosa e di certo non si danno la zappa sui piedi da soli

  5. Sascia ha detto:

    Oggi l’Italia è in Europa.

    Formalità.

    Quando finalmente l’Europa entrerà in Italia, e lo farà grazie a quei giovani che hanno studiato, viaggiato e respirato la cultura europea, mi auguro che quei signori che oggi stanno al potere (non solo politico) siano ancora in questo mondo per vedere quanto inutili, piccoli e inetti sono stati. Quanto è stato disprezzato il “lavoro” di una vita e come facilmente ci si è dimenticati di loro. Anche se dubito che abbiamo la coscienza e l’intelligenza per rendersene conto, beh, signori, quel giorno sarò un uomo socialmente felice.

    Oggi le mie felicità, per fortuna, sono focalizzate altrove.

  6. sonounprecario ha detto:

    @bongfactory
    Grazie per la spiegazione, può essere molto utile a tante persone per rendersi conto di come funzionino veramente tante cose… Anche se devo ammettere che conoscevo già la definizione di “frame setting”… ;P
    Colpa dell’università 😉

    @sparkaos
    Vero, eheheh 🙂

    @Sascia
    Bella la frase “dell’Europa che entra in Italia”. Facendoti una battuta, le mie felicità per ora sono focalizzate altrove, per esempio su quella cosa che finisce per “no”… 😛

  7. Nicola Andrucci ha detto:

    Cuffaro condannato a 5 anni per favoreggiamento, si è detto soddisfatto. E cosa vuoi che sia un favoreggiamento? Non è stata riconosciuta l’aggravante di favoreggiamento a Cosa Nostra.
    Le preghiere di Cuffaro non sono bastate, la condanna è arrivata, ma Cuffaro è felice, si sfrega le mani… Ecco, una cosa così può succedere solo in questa italia…
    Cuffaro è stato interdetto dai pubblici uffici, ma resterà Presidente della Regione Siciliana. Un’altra cosa che può succedere solo in italia…
    Cuffaro, condannato e felice, esce dal Tribunale quasi trionfante. In italia infatti, i precedenti penali fanno curriculum…

  8. bongfactory ha detto:

    Sarà che sono Dottore Magistrale in Scienza delle Comunicazioni (magistrale? … ROTFL)

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