Marcia su Roma

Il piazzista è tornato alla carica. L’epoca della perenne campagna elettorale è proprio la cosa che serve all’Italia in un momento come questo.

Non si capisce come qualcuno possa credere ad un personaggio che quando parla, oltre a ricordarci ogni santo giorno che bisogna andare a votare, cita numeri a casaccio: 16 italiani su 100, poi 8 su 50 e poi 4 su 25; sono quelli che vorrebbero ancora questo Governo. Eppure sembra funzionare, è così che si fa. Promettere ed evocare milioni di persone a Roma, a marciare per lui, perché lui vuole che si voti ora, con una legge che non ti permette di scegliere un candidato ma una lista è gravissimo, ma non importa: al resto ci penseranno loro.

La sinistra non ha ancora capito niente; comportarsi da persone serie e tentare di spiegare perché certe cose andavano fatte seppur impopolarmente non doveva essere fatto. Bisognava semplicemente urlare quello che tutti vogliono sentirsi dire e poi fare tutto il contrario. È così che si governa per 5 anni e si rivincono le elezioni.

7 risposte a Marcia su Roma

  1. sparkaos scrive:

    Ti sbagli se la sinistra vuole vincere deve imparare da Berlusconi una sola cosa e cioè che la Comunicazione è quasi più importante della sostanza e deve essere curata da professionisti in ogni minimo aspetto; non gli deve copiare invece lo stile populistico sia xché non è democratico sia perché è già troppo bravo lui in questo.
    X vincere gli serve un rilancio d’immagine, una svolta evidente e ben comunicata con un’unica voce xché se parlano troppo non si capisce quale della cosa che dicono è la sinistra, la loro posizione. Quello che voglio dire è che perde perché non propone idee e non sa comunicarle; Berlusconi propone una fuga nell’irrazionale, nei sogni e nei desideri, ed è un genio nel saperli comunicare semplicemente e rendendoli non so come realistici

  2. Sascia scrive:

    La destra e la sinistra devono riformarsi completamente, spogliarsi dalla veste (pardon, della sostanza) populista-camorrista e imparare di nuovo l’umiltà: ce ne vuole tanta per guidare un paese. L’umiltà è alla base del dialogo, il dialogo alla base della democrazia reale. Ora però c’è bisogno di abbattere il sistema e bisogna trovare il modo. Forse quello migliore è aspettare che esso collassi su se stesso con altri 5 anni di psico-nano. Che tristezza…

  3. La spettacolarizzazione della politica è passata sopratutto attraverso l’utilizzo di comunicazione mutuata dal mondo della pubblicità e che ha fatto avvicinare (malamente) persone più “pilotabili”.
    Berlusconi ha approcciato la sua candidatura come si approccia la campagna marketing di un prodotto da piazzare sul mercato (ve lo ricordate Sbirulino che diceva di votare no al referendum sulla televisione?).
    Il risultato è stato che molte persone più pilotabili si sono avvicinate alla militanza o hanno cambiato bandiera.
    La maggioranza del elettorato di Forza Italia è composta da “zoccolo duro”, da irriducibili, da persone che non vogliono sentire (più) ragioni da quando Fede ha annunciato loro il sacro verbo.

    Secondo me è giusto curare meglio la comunicazione, e penso che questa legislatura lo abbia reso palese, ma penso anche che l’elettorato vada convinto anche “dando il buon esempio” da persone serie che dicano le cose come stanno anche a costo di perdere elettori, che non facciano promesse da marinaio e che poi non si prodighino a convincere l’elettore che siano state mantenute.
    Se le forze politiche cominciano a rincorrersi su chi fa lo spot più efficace, su chi la spara più grossa, su chi urla di più o su chi meglio nasconde le proprie malefatte al pubblico mainstream, ci ritroveremo con le campagne pubblicitarie e i comitati elettorali come quelli americani, realizzabili solo da chi ha denaro, senza contare che, per votare, ci dovremmo affidare al caso, e non più all’analisi dell’offerta.
    Sarebbe bello vedere una politica che si confronta su canali preposti e che non ha bisogno di bandierine, palloncini, spot o depliant.
    E sarebbe bello avere anche dei bravi giornalisti che riescano a spogliare la comunicazione politica dagli elementi di carica psicologica.

  4. sparkaos scrive:

    x anonimo italiano le idee stanno alla base della comunicazione e se mantieni ciò che prometti i tuoi simboli acquisiscono valore.
    voglio dire che oggi la politica passa attraverso la comunicazione, puoi pretendere un informazione giornalistica più seria questo si è doveroso; ma un politico non può rifiutare lo spot o simili cose può usarlo in modo politicamente corretto, non usare promesse false, comunicare cose vere… , ma se rifiuta la politica moderna con annessi e connessi fa politica nella cantina di casa

  5. sonounprecario scrive:

    @Sparkaos
    Conosco bene l’importanza della comunicazione oggi (…), ma non mi sembra normale che alla lunga divenga più importante della sostanza stessa, come dici tu. Perché fare politica non deve ridursi alla stregua di fare pubblicità e di vendere sogni.
    Altrimenti vorrebbe dire che qualcuno si candida solo per farsi i cazzi suoi e farti credere tutt’altro, appunto…
    Nessuno dice di fare politica dal proprio scantinato (anche se abbiamo visto con youtube che certe cose accadono…), ma io credo che politica moderna e comunicazione moderna non implichino fare a gara a chi la spara più grossa e puzzolente…😉

    @anonimo italiano
    Quello che dici è corretto. Il rischio è quello di fare la fine degli americani e sbendere centinaia di milioni di dollari…per pubblicità, che è quello di cui si tratta alla fine. Da qualche anno il problema principale è soltanto il presentarsi, il farsi votare, trovare la frase giusta o lo slogan giusto per vendersi. Ma cavolo, dico io, devi governare un paese, non devi mica vincere ad ogni costo perché poi ci guadagni personalmente; invece non è così. Se perdi le elezioni, negli altri paesi ti fai da parte e fai l’opposizione in modo serio. Qua no.
    P.S.= sto cercando il video di Sbirulino incriminato ma non l’ho ancora trovato😦

  6. sparkaos scrive:

    infatti ho detto che alla base ci dovrebbero essere le idee e non promesse false. Resta che posso anche come te preferire maggiore attenzione ai temi e non alla comunicazione, ma quello che oggi porta più voti è la comunicazione che mi piaccia o no. Alla sinistra mancano entrambe x me

  7. Gli italiani amano farsi insultare a patto che chi lo faccia sia ricco di suo.. L’italiano nutre ammiarazione e servilismo incondizionati nei confronti di chi ha soldi.. Basta vedere la popolarità di Flavio Briatore, personaggio dubbio più volte condannato per truffa ma talmente pieno di figa che deve essere figo per forza.. Non si capisce ancora perchè Briatore non segue l’esempio di Berluskoni ed entra in politica anche lui.. Francesco d’Elia – newmediologo

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