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gennaio 25, 2008
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Riapre “l’Osteria Italia”

gennaio 25, 2008

È finita, lo dico a tutti. Siamo tornati di nuovo in mano a coloro che non faranno sapere niente di quello che accadrà; siamo tornati in mano alla parte di italiani che pensano che votando dei pagliacci che sono stati in carica 5 anni con una maggioranza bulgara cambierà tutto, quando sono loro che ci hanno portato all’inizio della fine. Da ieri leggo su twitter e un po’ ovunque pareri e frasi incredibili dette dagli amici: hanno tutti perso le speranze, sono stufi e non ce la fanno più. La gente è sull’orlo di una crisi di nervi ed io sogno che il momento delle azioni forti sia arrivato. È davvero triste leggere negli occhi dei miei coetanei così tanta rassegnazione e voglia di scrollarsi di dosso questo paese. Credetemi, in questo momento, in cui potevano cominciare ad essere ridistribuiti i soldi delle tasse che ci hanno costretto ulteriormente a stringere la cinghia e in cui la gente è socialmente messa peggio, un governo di destra è la sfortuna più grande che potesse capitarci.

A destra festeggiano perché torneranno a magnare sulle nostre teste; nessuno sa cosa ci sia da festeggiare ora nel nostro paese, è incredibile il distacco tra noi e loro a cui siamo arrivati. E non mi stancherò mai di dirlo, non stiamo facendo niente. Alle prossime politiche cosa farò? Metterò una fetta di salame nella scheda e ci scriverò sopra “tié, magnateve anche questa”.

Con la frase di richiamo all’ordine di ieri di Marini (“Non stiamo mica all’osteria!”) si chiude un’epoca ma si da il via alla riapertura di una mostra che chissà quando e se chiuderà. In accordo con Sgarbi (ok, non è vero niente di quello che sto dicendo, lo specifico ora che tornerà Berlusconi…altrimenti rischio l’arresto), posso mostrarvi qualche foto in anteprima (le fonti sono riportate nel link al file stesso).

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gennaio 24, 2008

Fino all’ultimo sangue

gennaio 24, 2008

//www.ansa.it/

Mentre noi siamo qui dietro gli schermi, via streaming, in Parlamento sta succedendo di tutto. Cusumano, senatore dell’Udeur voterà per il governo Prodi; ieri infatti il Ministero dell’Agricoltura ha assunto Filippo Ballanca un suo strettissimo collaboratore. Cusumano ha però pagato questa decisione (usando la MastelCard?): al grido di «pezzo di merda, pagliaccio, venduto» il capogruppo Tommaso Barbato è corso in aula mentre dal video stava ascoltando la dichiarazione di voto del collega di partito e con le mani ha mimato una pistola, aggredendolo (e ora nega tutto; certo, quello che abbiamo visto era un montaggio in diretta…). Dai banchi dell’opposizione volavano altri insulti come “checca squallida” (Nino Strano di AN) ed altri che non sto li a riportare.

Da ansa.it

Solo i mafiosi fanno il gesto della pistola, gente così non deve sedersi in parlamento. Un Senatore non è obbligato a votare chi gli suggerisce il partito. “Mastella e Barbato, per carità: salvate il soldato Ryan, e cioè il povero Cusumano, che rischia di morire nella trincea, avendo equivocato gli ordini del capo”. Così Francesco Cossiga commenta la rissa tra i senatori dell’Udeur Barbato e Cusumano. “Magari – aggiunge l’ex capo dello Stato rivolto a Clemente Mastella – fatevi dare cinque Asl in più in Campania…”

Intanto in Parlamento si è introdotto un intruso, lo riconoscete? Incredibile, sembra proprio lui: Germano Mosconi cammuffato da senatore, mancava solo che si alzasse bestemmiando e avremmo raggiunto l’apice del divertimento.
Abbiamo toccato tutti i fondi possibili. Italiani ora toccherebbe a noi fare il vero casino.


L’incolmabile distanza tra la politica e i cittadini

gennaio 24, 2008

Il caso Mastella ha condotto a molte, moltissime riflessioni. Non solo sul piano politico e giudiziario, ma anche sul piano umano.
Si stava discutendo sull’aumento del contratto dei metalmeccanici che forse avrebbero ottenuto qualcosa ed era giunto il tempo in cui i precari forse cominciavano ad intravedere che qualcosa potevano riscuotere, politicamente e legislativamente parlando. Ora toccava a noi, era arrivato il momento in cui i cambiamenti in tema lavoro dovevano venire affrontati. L’ultima spiaggia insomma.

Mastella, non sapendo niente di niente di tutto questo, se non a parole come tutti i politici, se ne è beatamente sbattuto le palle: l’altro ieri garantiva la fiducia al governo, ieri garantiva la fiducia esterna, il giorno dopo va da Vespa travestito da martire col suo 0,7% ad aprire la crisi di Governo e domani si alleerà con Berlusconi, che senza ritegno raccatta su il raccatabile, promettendogli magari immunità contro le toghe rosse.
Una cosa vorrei sottolineare al di là di tutto e del Prodi di questi giorni: il fatto che il Governo, pur dimostrando una certa solidarietà istituzionale a Mastella (che comunque alla fine si è fatto i cazzacci suoi alla faccia della crisi economica e sociale italiana), ha dimostrato e garantito la totale indipendenza della magistratura. Non si sono permessi di fare come qualcuno di nostra conoscenza: la separazione dei poteri è imprescindibile, altrimenti ci troveremmo in un regime piduista-berlusconiano.

Si andrà al voto, sì, ma con questa legge elettorale schifosa fatta da chi era interessato solamente a farsi rieleggere ad ogni costo, la situazione di instabilità sarà più o meno la stessa (al Senato); il problema è che tornerà Berlusconi dopo i 5 anni più bui della storia italiana recente e in un periodo come questo, in cui il ceto medio ha sempre meno soldi da spendere, la destra al governo è la cosa più sbagliata che ci sia. Sarei felicissimo se nessuno andasse a votare, ma in realtà assisteremo al canonico teatrino pre-elezioni insieme a tutto il resto, dati e statistiche inventate comprese.


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gennaio 23, 2008

L’uomo dell’anno

gennaio 23, 2008

//lnx.contro-mano.net

Domenica pomeriggio mi sono guardato un film del 2006 con Robin Williams: “L’Uomo dell’anno”. Devo ammettere che non mi aspettavo che fosse così interessante quanto impegnato.

Nel senso che il film passa in fretta, complice la comicità di Williams, che nel film – appunto – è un conduttore satirico di un talk show politico. La storia è più o meno, in breve, questa e più il film andava avanti più mi impressionava una cosa. Sì perché la mia mente malata continuava a suggerirmi il paragone attualissimo con la situazione italiana: gente sfiduciata e pessimista nei confronti della politica e un comico che cavalca l’onda anomala di questo vuoto, un po’ per caso. Il problema è che per un errore, diventa presidente degli Stati Uniti, vincendo le elezioni.

Pensare ad una cosa del genere nella realtà sarebbe alquanto divertente: la scena nel film durante il “faccia a faccia” tra i candidati è eloquente, devo ammettere che ci toglieremmo qualche soddisfazione. Una cosa del genere infatti sarebbe un segnale fortissimo per un paese come il nostro, abituato ad apprendere le notizie attraverso le dichiarazioni dei vari parlamentari dai tg come se il giornalista recitasse l’elenco della spesa.

Il mio consiglio è quello di guardarlo, tanto non è pesante e non richiede troppe riflessioni. Dopo esservi ingozzati di pop-corn poi, tornate qui e ditemi se le vostre impressioni coincidono con le mie.