Suffragette, a noi!

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Se continuerò a creare post come quello che mi accingo a scrivere, probabilmente qualcuno penserà davvero che sono passato dall’altra sponda. Ma no, non c’è nulla di più sbagliato nel pensare una cosa simile. Premesso questo, sento di far notare alcune cose alle donne di oggi.

Partiamo dagli anni ’70: allora c’era il femminismo insieme a tanti rivolgimenti sociali e forse le donne che allora erano giovani si aspettavano, nel 2008, di trovare ai vertici della cultura, della politica, dell’economia, ecc…un maggior numero di donne, appunto. Una sorta di allegra invasione per giungere al potere come i coetanei uomini. Invece no, non è andata così e lo sapete bene anche voi. In poco più di 40 anni la conquista di spazio da parte delle donne è rimasta limitata, per vari motivi, come ho accennato anche in altri post.
Per esempio, magari voi pensavate che il 50% di donne nelle liste elettorali per le primarie del PD non sarebbe stata una concessione di Veltroni, ma una semplice evoluzione della società moderna italiana, un raggiungimento di un vostro obiettivo insomma (negli altri partiti la situazione è tragica).

Dall’altro lato però le donne hanno ottenuto anche delle conquiste civili: ad esempio, una volta non tutti i figli potevano affermare di essere nati per il volere di una madre e non perché le era capitato; un figlio non voluto nella maggior parte dei casi è infatti infelice. Oggi invece una donna non deve per forza sposarsi e piuttosto che, a causa dei piatti che volano col marito, far star mare i figli si ha la possibilità di divorziare. Parlo dei casi che riguardano persone intelligenti, certo.
Quando invece mi riferisco a persone retrograde e con doppi fini parlo dell’attualità e cioé di un’anomalia tutta Italiana. Mi riferisco ad una nostalgia per il passato così grande da voler per forza tornare indietro nei secoli, facendo credere che la legge 194 non sia soltanto una materia di baruffe politiche. Perché un cattolico vero o meglio, una persona dotata di intelletto, nel 2008 non permetterebbe la diffusione smodata dell’AIDS per vietare l’uso del preservativo, con l’obiettivo di difendere chissà quale principio o per guadagnarsi chissà cosa; una persona responsabile e che davvero vuole tutelare la vita (vorrei sapere chi è contro la vita), mai negherebbe il futuro ad una donna impedendole di abortire usando la scusa di una telefonata anonima per arrivare all’assurdo assioma di sequestrarle il feto o, comicamente, l’utero.

Ed è proprio in questi giorni che rifletto e penso che le donne non siano poi così interessate a difendere le loro conquiste e i loro diritti. Un po’ come tutti noi altri, certo. Ma da molto tempo a questa parte per esempio, nelle intercettazioni telefoniche io intravedo un’immagine più che degradata del genere femminile. Un sesso che viene considerato alla stregua dei capi di bestiame da far passare tra uomo e uomo col fine di ottenere favori o posizioni; e ancora, nella stragrande maggioranza degli show televisivi, gli ospiti sono uomini. Se c’è una donna o è li in funzione di “figa” oppure è ritenuta una cretina a cui dare la parola il meno possibile (qui dovrei aprire un’altra parentesi ma non mi dilungo).

Potrei fare tanti altri esempi sulla presunta e mai raggiunta parità. Basta pensare alla vicenda Carla Bruni-Sarkozy; provate a pensare se Angela Merkel o, che so io, Ségolène Royal – che sono più carine di Sarkò nonostante tutto – si fossero messe con Raoul Bova o un altro belloccio. Cosa sarebbe successo? Sacrilegio, sarebbe venuto giù il mondo. Perché il lui più giovane di turno sarebbe passato per un puttaniere, un gigolò che si mette con una vecchia. Così no.

Donne, almeno voi, unitevi e mostrateci che la strada per cambiare davvero le cose esiste ed inizia dal cominciare a difendere i diritti basilari di ogni società civile moderna.

11 risposte a Suffragette, a noi!

  1. alesstar scrive:

    a me quello che stupisce è che chi si fa portabandiera di questa lotta all’aborto, 30 anni fa era già in italia, era abbastanza grande e molto probabilmente era già in politica, quindi sa benissimo da cosa è scaturita questa benedetta legge 194.
    e quello che mi più uscir di senno è che non si pensi che dopo 30 anni magari, visto quello che è cambiato nella società, nella scienza, nella medicina, si pensi a migliorare, a integrare una legge, ma la si debba togliere totalmente.
    ma io dico, ho 26 anni e sono nata dopo che è entrata in vigore, e so benissimo che prima di sta legge morivano donne a causa di aborti casalinghi ai limiti dello sciamanesimo, e questi la vogliono togliere?
    invece di diffondere una cultura di educazione sessuale, di prevenzione, di conoscenza, magari un rilancio e una maggiore diffusione dei consultori…
    ogni volta che viene trovato un neonato abbandonato si ripete che esiste una legge che permette alla madre di partorire negli ospedali e non riconoscere il bambino, ma mai che sta legge venga pubblicizzata quando non si crea il caso mediatico; mai che si ricordi che se una donna decide per l’aborto sicuramente non lo fa così per spasso o perchè sennò per i prossimi 9 mesi non può mettere i jeans aderenti…
    quando ci fu la sperimentazione della pillola abortiva, lessi delle interviste a delle ragazze che l’avevano utilizzata e che erano state ricoverate 3 giorni stando malissimo. questi invece si pensano che uno la butta giù come un’aspirina e poi via, a trombare ancora felici.
    quello che mi fa più schifo più del fatto che si voglia andare a eliminare questa legge, è che chi sceglie di avvalersene venga considerata come una cretina che va a fare un intervento invasivo, psicologicamente e fisicamente doloroso, come se fosse una passeggiata in via del corso.

    non so se mi sono spiegata.

  2. sonounprecario scrive:

    @Alesstar
    “Sei stata spiegata”, non ti preoccupare😛
    Quello che dici è sacrosanto, ma il problema è che in tv tu non senti né vedi donne o comunque non fan vedere nessuna controparte che si incazza come una iena e spiega che questi idioti stiano sparando un mucchio di stronzate. La gente sente la notizia dalld voce di Ferrara o Ruini, mentre scorrono immagini di cardinali che benediscono o dicono quel *bip* che vogliono. Quando in un paese normale non ci sarebbe manco bisogno di difenderla la laicità, dovrebbe essere una cosa naturale.

    @xlthlx
    Quante si presenteranno a Napoli? “Quante donne sarebbero disposte a”… Ecc…
    Siam sempre li.

  3. Http500 scrive:

    Io non ho il cuore d’oro con Ronaldo, sono un interista cattivo!😛

  4. alesstar scrive:

    è che a un certo punto a me il dubbio che siamo tutte un po’ cretine viene, eh, però

  5. Sascia scrive:

    Mhm…la libertà sta nel saper scegliere non solamente nel portelo fare.

    La possibilità di abortire dovrebbe essere garantita come uno dei tanti servizi sanitari e a questo soprattutto deve pensare lo Stato. Laico.

    Il saperlo fare è un problema ben diverso e penso che nessuno sappia come affrontarlo veramente: qualsiasi sia la strada scelta è una strada difficile e di sofferenza. Penso che solo poche donne affrontino tale scelta con (apparente)leggerezza: la sofferenza è, probabilemente, molto più radicata in loro piuttosto che concentrata in quel singolo momento. In ogni caso, questo aspetto è strettamente personale ma l’aiuto che può arrivare è molteplice sia da parte dello Stato che da “altri”. In verità il supporto più importante dovrebbe essere quello della famiglia, ma con i tempi che corrono, ipotizziamo che non ci sia. Come e cosa sia necessario per assistere una scelta del genere penso sia piuttosto chiaro a tutti (prevenzione, cultura, informazione, supporto psicologico,…). Resta aperto un punto fondamentale: CHI deve scegliere? La donna, il suo compagno, lo Stato o altri?

    Il suo compagno: può esserci o non esserci, essere complice intenzionale o meno. L’uomo, in tutto questo, c’entra assai poco.

    Lo Stato: se si fa interprete di una libertà personale che non offende e reca danno a terzi nega se stesso; il confine tra libertà del feto e della madre è un confine così labile che uno Stato giustamente laico non dovrebbe neanche provare a definire.

    Altri (compresa la Chiesa): da una parte non possono mettersi nei panni della singola persona e conoscere il suo universo per permettersi di giudicare o di insegnare ad affrontare una scelta del genere nel modo “più giusto”. Dall’altra, se cercano di trovare una regola assoluta, non si posso nemmeno dimenticare che l’assoluto (o “Dio”, per chi ha un certo tipo di fede religiosa), è espressione sostanziale dell’armonia (o amore, se si vuole). Il fatto è che la rottura di questa armonia davanti ad una scelta del genere è inevitabile: nel momento in cui si pensa all’eventualità di abortire si è già rotta questa armonia (o si ha già “peccato”, in altri termini); se invece si accetta la sorte per quello che è (qualsiasi siano le conseguenze), il problema non sussiste. Se qualcuno vuole evitare di poter pensare alla possibilità di abortire, beh, allora diventiamo tutti automi, poi se ne riparla.

    Manca solo la donna: io continuo a credere che la scelta spetti solo a lei. Tutto e tutti gli altri non contano assolutamente nulla…sono solo chiacchere, strumentalizzazioni, “peregrinazioni” mentali.

  6. xlthlx scrive:

    precario, vedremo.

  7. sonounprecario scrive:

    @Alesstar
    Non siete cretine, anzi. Solo che dovreste muovervi per prime..

    @Sascia
    Hai ragione, ma credo che dopo le donne, anche noi maschietti, in veste di ragazzi-fidanzati-mariti dovremmo poi supportare le donne. Riguardo al capitolo chiesa, ci farò un post di quelli lunghi e un po’ noiosi sopra..😛

    @Serena
    Lo so, stan facendo cortei in varie città. Spero che aumenti il numero di donne e che continuino a fare così, sempre di più; spero che ne parlino come dovrebbero anche in tv. E spero che dopo domani non sia tutto dimenticato come al solito.
    Un giorno non serve, lo sappiamo.

  8. Sascia scrive:

    I maschietti possono o non possono dare un contributo materiale ed emotivo alla donna pre e post parto / aborto. Chi non lo fa, beh…è difficile giudicare ma in generale non li vedo di buon occhio.

    Ma alla fine…bene o male, qualsiasi sia le scelta, è Lei che tiene dentro la vita e che deve decidere.

  9. xlthlx scrive:

    Beh Usciamodalsilenzio e’ attivo tutti i giorni.
    E gli uomini invece sono fondamentali per quanto riguarda il loro contributo: senza di loro portare avanti una gravidanza e crescere un figlio diventa un’impresa molto difficile.
    Quindi condizionano pesantemente le scelte delle donne: sapere di avere accanto nel futuro un uomo capace di essere padre, emotivamente ed economicamente, non e’ un dettaglio.

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