Appello alla decenza degli italiani: perché gli onesti non voteranno mai Berlusconi

Dopo un giorno per sbollire la rabbia, il nervoso e la sensazione di impotenza provata guardando e commentando live l’infinità di stronzate dette da Berlusconi a Matrix ho deciso di scrivere anche io qualcosa: sia mai che qualche indeciso si convinca a non votare per un personaggio come lui. Quindi prendetevi 10 minuti di pausa se per caso siete giunti sin qui, che in questo post ci ho messo anche un po’ di cuore.

Cominciamo con Veltroni. Visibilmente stanco, spremuto dal tour elettorale e dall’ottimo discorsone finale a Roma, Piazza del Popolo, che ho apprezzato non solo nei toni, ma anche nei contenuti: il solo sapere che per lui certi fenomeni tutti italiani esistono, un po’ mi da fiducia. E mi da un grande piacere notare l’abissale differenza dei suoi discorsi da quelli dell’avversario principale: mentre di la ci si limita a parlare sempre dell’avversario, di cui si ha costantemente bisogno, insultando, parlando di comunisti (nel 2008, ancora!), tralasciando poi tutto ciò che di politico possa esistere (agli elettori del pdl non interessa cosa farà il loro candidato, a loro interessa ridere, battere le mani e gridare, tanto poi ci penserà lui a far fruttare i loro interessi…), di qua si è deciso di non fischiare, di lasciare perdere, di non rispondere, così che di la impazziscono al pensiero di non avere più come prima un mortadellone da affettare.

È stato il primo a doversi presentare purtroppo e questo è già uno svantaggio. Da subito abbiamo intuito come sarebbe andata la serata, una trappola colossale; probabilmente presentarsi su mediaset l’ultimo giorno di campagna elettorale è stato l’unico errore strategico; Mentana infatti si è immedesimato benissimo nella parte del servo-dipendente-scendiletto, mostrando tutta la sua viscidezza, prostrata sotto forma di incapacità di risultare per lo meno, per un solo secondo, imparziale. Ma al capitolo “Mentana”, povero, arriverò dopo.

Insomma Walter ha perso un po’ di brillantezza e, complici le ridicole domande del nostro Henry, non ha avuto la facoltà di risultare accattivante. Mentana infatti continuava ad interromperlo con domande insulse e ridicole, come commentato dagli altri partecipanti al Live Blogging; per di più ci sono stati ben due stacchi pubblicitari ad interrompere Veltroni, e il cronometro di Mediaset che scandiva i fatidici 45 minuti è stato inflessibile: il recupero abbondante e il pre-partita che c’è stato con Berlusconi, non s’aveva da fare.

Eccoci a Berlusconi, il datore di lavoro che fa il padrone di casa. E venne così il turno del capo supremo di Mediaset, un po’ più vecchio e stanco dopo 14 anni, pronto per la quinta volta a ripetere le frasi di default che tanto hanno presa sul pubblico televisivo italiano. Subito prende la parola senza che il vile conduttore pronunci un minimo “alt” e, premettendo che quello che stava per dire era fuori dal conteggio dei 45 minuti, parte con l’attacco all’avversario che l’ha preceduto, regalandoci una serie di bugie da guinness dei primati: incredibilmente dichiara che non è vero che Mangano, guardandosi bene da spiegare come mai nel 1974 andò a pescare – guarda a caso – proprio uno stalliere-boss della mafia, dicendo che no, non è mai stato condannato (come no!!! Tre ergastoli mi sembravano sufficienti!); successivamente delinea l’assurdità della legge della par-condicio, unico puntello presente in Italia per far sì che la dittatura mediatica non si trasformi in quella del manganello. Sostiene che è colpa della legge se non ci sono confronti, dimenticandosi ad esempio che con Prodi il confronto l’aveva fatto. Ma in Italia si sa, i giornalisti veri non esistono e di conseguenza sognatevi di assistere ad una sorta di contraddittorio. Sì perché se esistesse, Berlusconi si estinguerebbe in meno di 5 minuti e con lui i druidi celtico-leghisti, con armature e fioretti annessi.

Si passa poi al consueto teatrino politico in cui, badate bene, Berlusconi non indica soluzioni ai problemi, non spiega il come, ma si limita a promettere e a citare il pubblicitario contratto con gli italiani. Ecco la novità. Stranamente qui, Mentana non ha più facoltà di porre domande: Berlusconi prende la parola a piacimento, sposta gli argomenti dove gli pare e Mentana non osa mai fare una diavolo di obiezione: e bravo zerbino, tranquillo che il capo non ti licenzierà.

Tralascio, per rispetto all’intelligenza di chi mi legge, altre sparate ed arrivo al capitolo finale della nostra saga: la sorpresa, preparata (dopo una settimana di duri calcoli con Tremonti, wow…siamo a posto!) solo per Noi. Ragazzi, tenetevi forte, le vostre vite cambieranno, basta precarietà, basta stipendi da fame, basta criminalità, basta essere tristi, sorridete: dopo l’Ici Silvio ci toglierà anche il bollo di auto, moto, ecc…

Cazzo, il bollo.

Felicità nelle sedi ACI, ed elettori faciloni e creduloni ancora in estasi a bocca aperta pronti a ringraziarlo: cavolo, ci toglie il bollo, diventeremo ricchissimi. Ennò, fermi tutti, azioniamo per un attimo il cervello. Cioé Berlusconi dice che “se c’è il tesoretto” lo userà per tirarci via il bollo?! Ma come??? I soldi delle tasse degli italiani, quelli ricavati dalla lotta all’evasione, invece che servire per un condono vengono buttati per una promessa elettorale dell’ultimo minuto? Ma questa gente si rende conto della voragine nel bilancio che tornerà a ricreare dopo il quinquennio 2001-2006? No. Perché solo una certa parte di italiani può essere felice di sentirsi dire in faccia, dopo tanti sforzi, che i propri soldi non verranno reinvestiti per il bene del paese, ma verranno bruciati in un nanosecondo.

Sappiamo bene a cosa servirà questa mossa: a far riempire il garage di auto e moto da follia ai suoi amici, senza dover dare un centesimo di euro all’erario; pensate solo a chi ha 2-3 macchinoni, a chi ha barche, ecc… Già, un disastro. Ma il problema non è solo questo.

Il nostro furbo imbonitore, collegando questa promessa al tesoretto, ha già messo le mani avanti, anzi avantissimo: sì perché una volta salito al potere potrà dire, dando la colpa al governo Prodi, che il tesoretto in realtà non esiste e che quindi non potrà onorare il suo impegno con gli italiani. Se lo ricorderà ancora, certo. Per il resto, il nostro Robin Hood moderno, in collaborazione con il creativo Tremonti, ci prospetta un domani da incubo: tra autarchia e la canonica e smentita dai fatti strategia del trickle-down effect, secondo cui i ricchi una volta sazi, sarebbero portati automaticamente a distribuire ai poveri ciò che loro avanza e, sulla base di questo postulato, prima o poi la crescita della ricchezza finirebbe per ricadere anche sui poveri. Meglio di Robin Hood.

Enrico, il giornalista amico. Veniamo infine all’esempio dell’obiettivo giornalismo italiano, al paragrafetto dedicato a Mentana. Se con Veltroni si è preoccupato di interrompere frequentemente le sue risposte ponendogli altre domande di livello infimo, con il datore di lavoro l’atteggiamento cambia radicalmente: niente più domande, solo spazio e tempo dilatati, libertà assoluta di parola e…tanti saluti alla par-condicio. Poco importa se calcisticamente, al tempo previsto di 45 minuti, vengono aggiunti altri minuti di recupero abbondante, se con lui la pubblicità c’è stata solo per 45 secondi scarsi e una volta, verso la fine, se addirittura il piazzista di Arcore rientra in studio fuori dall’inquadratura, spiegando come mettere la croce. Un po’ di decenza, almeno li è stato sfumato.

Questa non è l’Italia che voglio: una persona che controlla media, opinione pubblica e detiene gran parte delle ricchezze di un paese, con il passato misterioso, con 21 procedimenti giudiziari a suo carico, iscritto alla P2, bugiardo e con legami con la mafia, non deve avere potere. Perché se non vogliamo indagati, corrotti, mafiosi, ecc…basterebbe non votarli più e i vari Berlusconi, Bossi, Dell’Utri e co. non ci sarebbero più. Chiediamoci perché, diamine, perché cavolo in Italia questa gente non scompare mai.

Perché anche io ho una fottuta paura del domani e sono terrorizzato dalle dichiarazioni del vostro cavaliere. Mio non è. Per questo ne parlo tanto, ho paura, ok?
Non so se voi vi sentite rappresentati dai vari Bossi, Dell’Utri, La Russa, Fini, Bonaiuti, ecc… Io no di certo, perché come Kurai temo l’ignorante faciloneria italiana che porta a sventolare bandiere nere con la fiamma tricolore, accompagnate da cori come “duce, duce!” mentre passa e parla Berlusconi.

Quindi se sei indeciso, vai a votare lo stesso. Che c’è gente che è morta per darci il diritto di scelta, il diritto di voto; e un’alternativa mi spaventa particolarmente, l’antipasto c’è già stato dal 2001 al 2006.
Perché ora ne sono sicuro al 1000%: i buoni siamo Noi, quindi we…are the good guys.

17 risposte a Appello alla decenza degli italiani: perché gli onesti non voteranno mai Berlusconi

  1. Elisewin75 scrive:

    Non c’è molto da aggiungere, hai scritto tutto tu, e l’hai scritto molto bene.
    Ho paura anche io, e non è una bella sensazione.
    Incrociamo le dita…
    Ciao
    Vita

  2. Francesco Protopapa scrive:

    Ho votato stamattina. Veltroni presidente!

  3. clarita scrive:

    la mia unica paura è un governo instabile come quello di Prodi. chiunque vinca spero che non sarà per una manciata di voti. e se sarà così, si comportassero come in Germania perchè x l’italia 1 altro governo instabile vuol dire inasprire l’aggravarsi della situazione economica mondiale.

  4. Paolo M. scrive:

    Purtroppo sei così fazioso che ogni tua pretesa di credibilità viene distrutta

    Cerca di essere più impaziarle, e se alla fine dei conti la situazione che si delinea è così favorevole verso una parte politica beh, otterai certamente più successo per i tuoi articoli, questa è mera propaganda come i 45 minuti di entrambi, e se voglio della propaganda, me la cerco da me, no?

    Un saluto sincero,
    Paolo

  5. Paolo M. scrive:

    e no, non rispondere che sei imparziale, ogni persona che ci leggerà vedrà come dici una cosa falsa, piuttosto non rispondere affatto o, come spero, afferma che d’ora in poi cercherai di non essere parziale e scrivere qualcosa che valga la pena letta
    davvero, non prenderti in giro, ti si ritorcerebbe soltanto contro🙂

  6. sonounprecario scrive:

    Ma io volevo essere parziale perché ho riportato il mio punto di vista. Punto.
    Puoi essere d’accordo o meno, ma di certo non lo cambio perché mi attengo alla realtà dei fatti. Che tu lo voglia o no, erano quelli, purtroppo.

  7. Sascia scrive:

    Da imparziale (non ho votato nè PD nè PdL) noto quanto segue: sonounprecario descrive, dimostra, porta motivazioni e (giustamente) commenta (altrimenti questa sarebbe l’ANSA) e propone links esterni a questo blog. Paolo Maffei non fa altro rimproverare e criticare in modo sarcastico e poco costruttivo (mi ricorda qualcuno…).

    Ai miei occhi voi siete esattamente l’Italia divisa in due inconciliabili metà: da una parte il buon senso, la voglia di cambiare, la rabbia, la frustrazione, la trasparenza, l’ingenuità e l’illusione; dall’altra l’ottusità, la superficialità, la mancanza di argomenti, l’arroganza, l’ideologia sterile e qualunquista.

    Questo è il nostro paese.

    Per questo siamo nella merda.

  8. Oramai Silviescu non stupisce nemmeno più, potrebbe dire qualsiasi cosa, persino che c’è vita su Marte e nessuno ci farebbe più caso..

    Quelli che mi sconvolgono sono i suoi elettori che sembrano talmente plagiati e suburnati da non voler vedere la realtà..

    Come italiano e come romano sono invece orgoglioso di Walter Veltroni, uomo capace di restituire la speranza a questo paese distrutto..

    Ricordo la bellissima ma troppo breve stagione del governo dell’Ulivo del ’96 quando sembrava davvero che le cose potessero cambiare e stavano cambiando per davvero e la gente percepiva il cambiamento..

    Se domani ci dovessimo svegliare un’altra in balia di questo mostro credo che se non abbiamo speranza è perchè non la vogliamo avere..

  9. è quello che ho fatto: andare a votare nonostante le indecisioni… speriamo che quantomeno serva a qualcosa -__-“

  10. sonounprecario scrive:

    Ora 9 di lunedì mattina, ho appena votato. Nonostante non mi riconosca pienamente nella coalizione del PD ho votato per un partito tra PD e Italia dei valori. Ma non vi dico quale.😛

  11. Graziano scrive:

    Vediamo stasera come è andata!😀

  12. Ho deciso che da domani toglierò il saluto a chi non ha votato giustificandosi che “tanto non cambia nulla..”

    Sono stanco di questo paese di ignavi ed il problema è che sono troppi per “per non ti curar di lor ma guarda e passa”..

    Questa gente merita solo un palese disprezzo..

  13. Artemide scrive:

    Sono in preda a conati di vomito.
    Ho votato, ma non è servito a nulla. Nulla cambierà, saremo ancora in balia della demagogia di un uomo di marketing, tutto apparenze, parole e sorrisi e nessuna intenzione di migliorare la situazione di un Paese che non mi dà speranze, a 25 anni. Triste.
    Bene, non ci resta che piangere…
    Emigrerò e poi spererò che questo Paese imploda in sé stesso e nella sua gretta arretratezza di pensiero.

  14. Ed scrive:

    E noi “buoni” ce la siamo preso nel fondoschiena, come al solito.

  15. -arny- scrive:

    complimenti per l’articolo…e prepariamoci ad altri 5 anni di Silvio….voglio emigrare

  16. sonounprecario scrive:

    Ragazzi sono tristissimo, ma (non) passerà.
    Esprimerò le mie considerazioni e i miei sentimenti con un post, che fa più scena =D

  17. Meglio andare a Sderot dove piovono missili che a Roma dove pioverà merda..

    Li almeno sai cosa aspettarti e come fronteggiarlo tutti insieme mentre qui avremo solo la certezza del peggio..

    Ragazzi.. Prepariamoci e venire tarpati..

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