Aggressivamente multimediali

«”In un mondo aggressivamente multimediale bisogna resistere per garantire la libertà e dignità della stampa” dice Napolitano. “Siete una grande realtà. Una stampa libera capace di investire nel rapporto con i lettori e capace di esprimere libertà e indipendenza” – dice alla delegazione Fnsi in occasione del centenario – “è un elemento di democrazia”»

Avevo provato ad avvisarvi: ora avete scoperto in che mani siamo.

Se anche un anziano presidente della Repubblica sente di avere voce in capitolo in qualcosa di cui probabilmente non capisce nulla, rassegnamoci: la strada che ci conduce ad un giornalismo più equo, intelligente e moderno è ancora troppo lunga e ricca di ostacoli.
Praticamente è un po’ la Salerno-Reggio Calabria dell’informazione italiana.

Ci vedono come dei sovversivi multimediali: arrivano persino ad inventare definizioni stupide come queste pur di far passare il concetto che Internet sia un posto bruttissimo fatto di persone represse, psicopatiche e con manie di onnipotenza.
Per loro la vera minaccia siamo Noi. Perché sono loro che per primi vogliono lo scontro, la contrapposizione ad ogni costo, la netta demarcazione delle differenze. Secondo la loro visione illuminata, le persone che tramite la Rete diffondono contenuti, fonti e discussioni vogliono portargli via il lavoro e quei pochi e sporchi privilegi traducibili in marchette e buffet.

Cose per cui si litiga anche qui, stupidamente. Non so se sia opportuno cominciare ad ignorare la classe giornalistica italiana, facendoci un bell’esame di coscienza, tutti quanti. Dobbiamo smetterla di trasferire il modo di pensare vecchio e tutti gli errori che ci stiamo ancora trascinando dietro anche nel web.

Che lo vogliate o no insomma, Internet ha cambiato tanti aspetti in moltissime professioni. E ha aperto tante altre strade. Se la reazione di chi l’informazione (non) la fa – e per inciso anche male – è questa, che si arrangi: probabilmente finirà per auto-estinguersi in un mare di lacrime di coccodrillo. Il vento che arriva dall’altra parte dell’Oceano è infatti cambiato da molto tempo. L’apertura mentale alle modifiche che il progresso degli strumenti dell’informazione e che la comunicazione odierna impone non si misura più soltanto in share e numero di lettori.

L’esponenziale crescita di importanza della partecipazione, la biunivocità nella creazione dei contenuti, i fruitori che diventano anche opinon leader, e così via. Queste sono le caratteristiche e le tendenze che dovrebbero interessare i giornalisti.
Cari i miei blogger, basta bersi i sondaggi propinati dai quotidiani sul fatto che la tv in Italia sia stata superata da Internet, basta illudersi che i professionisti dell’informazione si mettano per un istante in discussione. Perché non è così, purtroppo.

Preoccupiamoci di tenere la bussola nella direzione giusta, di coinvolgere le persone nel processo di aggregazione orizzontale e di produrre cose interessanti.
Poi il resto verrà da sé.

7 risposte a Aggressivamente multimediali

  1. la butto li’: non potrebbe anche darsi che Napolitano non ce l’avesse affatto con i bloggers – ma al contrario con la moderna tendenza a preferire tv e video (multi-media) rispetto a leggere e scrivere (libri, giornali, o blog e twitter magari!)?

  2. Anche le condizioni della rete italiana e della sua diffusione sono paragonabili alla Salerno-Reggio Calabria.

  3. sonounprecario scrive:

    @Daniele
    Non credo. Cioé, Napolitano non può sapere chi siano i bloggers o cosa siano i blog: lo avrà detto in generale pensando ad Internet. Però vedo che il titolo dell’articolo è “stampa resista al web” e soprattutto andare a parlare alla festa dei 100 anni della fnsi di “voci critiche” e di “resistenza” in questi giorni mi sembra proprio di cattivo gusto.
    La stampa non deve resistere al web, ma deve migliorarsi sfruttandolo.
    Poi come dici tu, poteva magari spiegare anche quegli aspetti…😀

  4. Graziano scrive:

    a proposito di Grillo, : vero, ma come è ora è quello del 63, anno in cui diventò legge.

  5. paz83 scrive:

    Non credo nella malafede di Napolitano, che forse di web ne sa pochino, la malafede sta nei vespa e in tutti quei giornali e giornalisti che diffamano il mezzo e chi ne fa uso. Allora si è preoccupante, una stampa, non tutta per fortuna, ma in larga parte, che non solo produce, o meglio si ricopia cattiva informazione, spesso faziosa, ma che vive anche nell’invidia del mezzo, che, come dici tu, dovrebbe imparare a sfruttare per rendere migliore il tutto. Ma l’Italia è il paese degli scontri e non delle convergenze. Temo che la questione sarà molto lunga, mettendo anche, e giustamente grillo da parte, che è abbastanza ambiguo.

  6. Fac scrive:

    non è tanto lo scontro carta stampata – web che tiene banco (il New York Times tra pochi anni si trasferirà solo online!) quanto ad un continuo disprezzo nei confronti di chi fa il giornalista.
    come tutti i mestieri, c’è chi lo fa bene e chi lo fa male.
    ma da nessuna parte si cancella un’ordine perchè un ex comico, pur di tirar su qualche soldino extra, si fa “portavoce” di un “movimento” che nulla dice se non ripetere le parole del suo leader.

    Fac

  7. sonounprecario scrive:

    @Graziano
    Eh appunto…a cosa serve?😀

    @Paz
    Che di web non ne sappia una cippa lo do per scontato…ed è ciò di cui parli che mi fa inorridire. Cioé sembra di essere nel medioevo con la chiesa che ti dice che no, non è possibile, il sole gira intorno alla Terra, non ci sono cazzi. E se lo pensi sei un fottuto pazzo.

    @Fac
    Non lo è perché per loro il problema non esiste: testimonianza anche questa della non-lungimiranza. Io non provo disprezzo per chi fa il giornalista, ma lo provo per chi lo fa in certi modi… A parte il fatto che l’Ordine andrebbe abolito anche secondo me – ne guadagnerebbe il pluralismo intanto – i giornalisti non i primi a non rispettarne i principi. Poi sì, ci sono anche tanti che raccontano i fatti veri. Ma non hanno spazio.
    Il problema è il mettersi in discussione, non viene proprio concepito dalle varie “caste” e non è un bel segnale.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: