links for 2008-05-01

3 risposte a links for 2008-05-01

  1. Sascia scrive:

    Torno sempre lì: qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di abbattere fisicamente la casta. Le buone maniere in questo paese non funzionano. Non penso saremo noi a farlo, perchè il sangue ci fa, giustamente, schifo di principio. Saranno i frutti del loro sporco e cieco lavoro a far nascere chi gli abbatterà. E allora, un po’ vigliaccamente, all’inizio non muoverò un dito per salvarli, dopo deprecherò e predicherò pace. Come fanno loro, lacrime di coccodrillo. La vendetta è un piatto che va servito freddo.

  2. Francesco Protopapa scrive:

    “Non potete servire Dio e Mammona; beati i poveri; guai a voi ricchi; non accumulate tesori sulla terra dove i ladri rubano e la tignola corrode; il denaro è lo sterco di Satana; è più facile che un cammello passi nella cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli”
    Quante centinaia di volte abbiamo sentito queste parole?
    Bastano queste a far comprendre di quanto il tema “denaro” nella cultura cattolica, di cui in Italia, volenti o nolenti siamo imbevuti, sia sempre trattato con imbarazzo, con riluttanza, quando diventa materia di dibattito pubblico. Insomma, da noi è un argomento tabù.
    Riflettiamo su un’altra cosa: lotteria di capodanno, vincite stratosferiche al superenalotto, alla schedina (un tempo); giornali e tv si scatenano: scatta la caccia al vincitore. Oh, mai una volta che qualcuno esca allo scoperto e dica: ho vinto io! Mai
    Che notiamo negli altri paesi di cultura protestante, in America, per esempio, dove nei confronti dei soldi e del capitalismo c’è tutt’altro atteggiamento?
    Che il fortunato si mette in bella posa con tanto di sorriso con un assegno formato gigante, bombardato dai flash e dalle luci delle tv. Dai noi questo è assolutamente inconcepibile. Io non ho remore a dire che ogni volta che vedo tali scene resto basito: non me lo spiego razionalmente, ma reagisco in tale maniera.
    E poi, dai, a chi non dà fastidio le volte in cui si viene interrogati sul proprio reddito: quanto guadagni?
    Ecco perchè, a mio modesto avviso, è scoppiato sto casino per i redditi on line; è vero, non c’è niente di male, ma siamo figli di una cultura, di un’educazione, di una tradizione che contro queste cose ti spinge ad alzare le barricate.
    Io in questo caso non traccerei la linea di demarcazione fra paesi civili ed incivili, ma fra paesi che storicamente hanno una certa “forma mentis” e paesi che non ce l’hanno.

    http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=infedele&video=910

    Mi permetto di segnalare questo link, molto interessante; il titolo dell’articolo è: cristiani, ebrei e lo sterco del diavolo.

  3. sonounprecario scrive:

    @Sascia
    Con noi il piatto è quasi congelato….😉

    @Francesco
    Sì, è vero, dipende molto dalla società e dai modelli culturali di riferimento, ma non credi che sia un po’ sciocco vergognarsi di quanto si guadagna? Cioé pensandoci qui, se ti trovi con un gruppetto di persone più “povere” di te e dici di guadagnare bene, devi sentirti in difetto quasi. In realtà cavolo, buon per te se guadagni tanto giustamente, dichiarando il tutto: tanto di capello insomma.
    I tg in questi giorni non stanno spiegando che se tu vai in comune puoi benissimo risalire ai redditi di chiunque, da sempre. Non spiegano che nelle altre parti, guadagnare di più e di conseguenza pagare un po’ più tasse è un motivo di orgoglio.

    Ma qui cosa accadrebbe? Un operaio andrebbe a vedere quanto dichiara il gioielliere davanti a casa, scoprendo che dichiara meno di lui che il fisco non può manco evaderlo fisicamente.
    E allora sì, eccola qui la fantastica società italiana dei cattolici…

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