Quando il posto di lavoro non CePu

Il banner dei precari di Cepu

Pubblico una lettera pervenutami da iprecaridicepu.net:

“Ti scrivo a nome dei collaboratori a progetto di grandi scuole e cepu di Bologna, io lavoro al nidil-cgil della mia città.
Come puoi vedere anche dal nostro sito iprecaridicepu.net, mercoledi scorso abbiamo fatto il primo sciopero della storia di questa azienda. Non è stato semplice. Il clima in azienda è duro, la paura diffusa, i contratti scadono a giugno e non è detto che a settembre vengano rinnovati. Chi osa ribellarsi, è solito che venga punito così.
Ora però che a Bologna si è mosso qualcosa, anche in altre città qualcosa si sta muovendo.
Entro fine giugno dobbiamo raggiungere il nostro obiettivo, cioè la stabilizzazione.
è possibile. Prima dello sciopero avevamo un obiettivo: farci dare un incontro dall’azienda, e l’abbiamo avuto. Ora occorre fare di tutto perchè si parli di questa lotta, perchè più se ne parla più saranno i lavoratori di cepu e grandi scuole che ne verranno informati, più se ne parla e più l’azienda avrà voglia di chiudere la partita.
Per questo ti chiediamo di mettere online un nostro banner in segno di solidarietà e appoggio, lo trovi sul sito.”

Insomma mentre in tutte le grandi città italiane campeggiano gigantografie pubblicitarie di Cepu e Grandi Scuole, con famosi testionial strapagati, c’è gente invece che rischia di non poter più lavorare, se non a condizioni disumane.

Simone spero che facendo girare la cosa, problemi come questo arrivino ad essere discussi da chi di dovere. Conosco abbastanza bene la situazione (in decine di call center funzionano così le cose, se non peggio), quindi coraggio, tenete duro e non abbassatevi a dire sì ad ogni costo.

About these ads

4 risposte a Quando il posto di lavoro non CePu

  1. Nathan 2000 scrive:

    Diffondo anch’io molto volentieri. Non mi dimentico quanto mi sia sentito precario svolgendo la mia libera professione in giro per lo stivale. In bocca al lupo ai ragazzi (e a te, precario :-D )

  2. sonounprecario scrive:

    @Nathan
    Grazie! Ora sei ancora “libero professionista”? =)

    @Newmediologo
    Sì, in un certo senso la cosa è ancora più grave, sta di fatto che in entrambe i casi i lavoratori vengono presi in giro..

  3. Luana scrive:

    Ciao a tutti! Ho lavorato quasi un anno al Cepu di Milano e poi mi sono licenziata perchè secondo loro avevo un attività da concorrente e quindi incompatibile con le lezioni che effettuavo presso la sede milanese.
    Qualche lezione privata qua e la per la città, pagata normalmente come una normalissima lezione privata, ovvero 20 euro l’ora e non un tozzo di pane come quella che ti forniscono loro.( Mai firmato un patto di non concorrenza…ma tutti i colleghi hanno una doppia vita lavorativa, anche perchè a pochi centinaia di metri c’è una scuola di recupero anni che paga subito, bene ed è professionale….ma non ha tutti gli alunni di Grandi Scuole….solo perchè non investe in pubblicità, ma nella risorsa professionale dei suoi docenti ).
    Un anno da precaria.
    E che dire? Corsi dedicati ai tutor con perdite di circa 40 ore non pagate, Riunioni mai pagate, Tagli di ore-lezioni-compensi per mancanza di budget (?), Per assenze impreviste dell’alunno, Perché il responsabile non ha raggiunto l’obiettivo o è un frustrato che non ha una vita privata e si deve pur sfogare, riassunti su riassunti, tesine, logica evangelica degli “ultimi saranno i primi”… vale a dire che per evitare un presunto potere per anzianità di servizio vengono favorite le new entry, amiche dell’ultima scelta sbagliata di una referente, che si trova li a fare quel mestiere perchè non c’è altro da farle fare….. anche se i colleghi saprebbero bene dove collocarla! (Qualche anno fa trascorreva ore ed ore in bagno…a far quello per cui la famosa Monica Lewisky faceva sotto il tavolo del Presidente degli Stati Uniti) E che dire della nuova figura…il tutor on-line? Nato per abbattere il costo del tutoraggio. Già nelle figura del tutor sono presenti: la mela in bocca e la carota in c…..manca solo la fettina di limone e l’arrosto è pronto!E che dire di docenti che lavoravano da novembre 2008 e hanno visto un misero acconto solo a marzo, senza uno straccio di contratto? Come si fa a pagarli? Semplicemente togliendo qualche soldino da ognuno e via l’acconto di stipendio alle continue richieste!
    E che dire dei contributi INPS?
    Sulle buste paga sono enunciati e con grandi cifre ma…da controllo effettuato…nulla di nulla….sembra che siano svaniti come neve neve al sole. A conti fatti siamo pagati circa 5 euro l’ora…… meno di una donna che si occupa delle pulizie, meno di un operatrice call center…ma abbiamo un nome….TUTOR. Insomma: “ho visto cose che voi umani…”, un compendio di tutte le peggiori nefandezze protocapitalistiche, di tutti gli sfruttamenti da liberismo selvaggio, di trattamento da pura manovalanza intellettuale…Per fortuna lavoro anche nella scuola statale e conosco centri di recupero anni veramente seri, dove ti pagano 18 euro l’ora netti, ti versano i contributi e fanno il loro lavoro in modo serio e professionale. Non capisco come mai questi mega-ultra dirigenti, con tanto di laurea e titoli e studi professionali, rimangano a fare questo lavoro? Certi “mestieri” non conoscono crisi…perchè non rimboccarsi le maniche e cominciare a fare gli ingegneri, gli architetti, i docenti, gli avvocati, i commercialisti anzichè mettere da parte queste professioni bellissime e ben pagate per fare i dirigenti in queste strutture?Io penso a due ipotesi….O non sanno fare il proprio lavoro, quello per cui hanno studiato e quindi…..si sono riciclati in questo …..oppure …questo “lavoro” se così si può chiamare….ladrocinio autorizzato …… rende molto di più!! I veri ladri sono questi dirigenti dei centri studi che non dovrebbero marcire nelle patrie galere, come afferma la collega,ma essere destinati ai lavori socialmente utili, in quanto non mi sembra giusto che, in galera debba mantenerli io.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: