Incompatibilità di giudizio

Paolo Romani, sottosegretario allo sviluppo economico con delega alle comunicazioni, ha affermato che “Marco Travaglio è inammissibile come figura inquadrata in un servizio pubblico”.

La cosa suona un po’ come una sentenza anticipata e già scritta, proprio da quella parte politica allergica a qualsiasi tipo di giudizio esterno, amante però di quello irrevocabile sugli altri, che fondamentalmente sono sempre di parte o non obiettivi: il concetto è che se tu, giornalista in questo caso, vieni fatto passare come un deficiente, più nessuno parlerà del fatto in questione.

Rifletterei però su un’altra cosa, ancora più inquietante e tipica della flessibilità geometrica dei giornalisti italiani: un giornalista, chiunque esso sia, citando un fatto, commenta e chiede indirettamente spiegazioni ad un politico. Che non le da, facendo seguire una schiera di indignazioni scaccia-soggetto-del dibattere. Quindi cosa succede, dopo che la casta intera si unisce in un attacco deciso contro il giornalista in questione? Gli altri giornalisti storceranno un po’ il naso in nome di quella libertà di stampa e di giudizio che deve comunque essere difesa a prescindere dalle opinioni personali? Ebbene no.

Al contrario, i colleghi e gli opinionisti più dispe…disparati si appiccicano al potente e attaccano, scrivono lettere e vengono riesumati per le trasmissioni di educazione all’informazione corretta (Porta a Porta, Matrix, ecc…).

E’ normale che negli altri paesi avvenga invece tutto il contrario anche per inezie? Insomma perché nel nostro paese secondo l’opinione pubblica corrente, l’unica informazione utile e corretta sarebbe quella di chi, piegato e utile alla causa di chi comanda, si limita a raccontare noiosissime quisquiglie quotidiane (manco fosse l’elenco della spesa), spacciandole per ottima informazione?

L’informazione deve sostituire il noto all’ignoto; smettiamola di abboccare alle ampollose e retoriche analisi di chi riporta la realtà in modo non oggettivo, perché questo non è informare.
Perché in Italia non si informa: si “controlla”, o al massimo, per dirla con delle sfumature di grigio, si “governa”.

5 risposte a Incompatibilità di giudizio

  1. Francesco Protopapa scrive:

    Stiamo ancora aspettando che la seconda carica dello Stato sulle sue amicizie poco raccomandabili dica qualcosa in più di “vogliono sabotare il dialogo”.
    E poi, cosa s’intende “per figura inquadrata in un servizio pubblico” ? Mah.
    C’è un cantiere edile vicino casa mia; lì fanno bella mostra di sè, fra le altre cose, dei bagni chimici; anche questi possono essere un servizio pubblico; dunque, un muratore, quando usufruisce di quei bagni, quando, cioè, vi entra ed espleta le sue funzioni fisiologiche, si può parimenti catalogare come “figura inquadrata in un servizio pubblico”.

    http://grazia.blog.it/author/filippo-facci/

    Alex, susa se mò vado OT, ma questa non te la puoi perdere. Credimi sulla parola.

  2. Sascia scrive:

    @sonounprecario

    …ma secondo te quando chiuderanno la voce a tutti i Travaglio & Co. qualcuno farà qualcosa? No. Saremo qui 4 pirla a commentare, a lamentarci e denunciare. Ma non faremo nulla. Non cambieremo nulla. E subiremo ancora.

    @F. Protopapa

    “Figura inquadrata in un servizio pubblico”…ROTFL!!!

  3. The Snatcher scrive:

    La classe dirigente odierna non è più in grado di affrontare regolari dibattiti seri perchè è completamente autoreferienziale, abituata “a cantarsela e suonarsela” come si dice qui in Toscana. Non appena questo giochino viene scalfito anche un poco (vuoi da Marco Travaglio, vuoi da altri) scatta il meccanismo di autodifesa, assolutamente compatto sia a destra che a sinistra, volto ad espellere l’anomalia dal sistema e a ristabilire un sano contrllo delle masse.

    E fanculo alla verità. Anche perchè da noi non conta la verità, conta piuttosto il modo in cui si raccontano le cose (ed è per questo che Berlusconi ha rivinto le elezioni nonostante la pessima prova del suo precedente mandato, e le scandalose operazioni per salvarsi dai processi).

  4. sonounprecario scrive:

    @Newmediologo
    Sì, le cose vanno così, e ormai ci siamo abituati al sistema. Certo non ci abitueremo mai a gente come Riotta, ma checcivuoifare!😛

    @Fra
    Ahahahah! Ho letto anche un paio di post e qualche commento…anche li si becca qualche battutina, ma i post erano troppo esilaranti per non leggerli. In quel blog si immedesima in un uomo-impossibile desiderato da tutte le donne..rotfl!
    Francesco: quando ti decidi ad aprirti un tuo blog? Come devo fare a convincerti?😉

    @Sascia
    Hai ragione, è quello che penso spesso anche io. Ne parliamo, arriviamo persino a dedicare, ma poi…? Niente, lasciamo che tutto rimanga come prima. Però, obiettivamente, che cosa potremmo fare io e te in questo caso a parte discutere, diffondere e tentare di cambiare il modo di pensare di molte persone? Che poi magari siamo noi quelli sbagliati, eh…

    @The Snatcher
    Quello che dici è ineccepibile. La nostra informazione non è informazione: è solo “chi grida più forte ha ragione”. E così si governa.

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