Cosa stiamo diventando

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Ciò che mi spaventa non sono i disegni o i temini dei bambini, assolutamente.
Ciò che mi fa molta paura infatti sono i genitori di questi bambini, perché i bambini ripetono quello che sentono dire a casa, o al massimo in tv. Genitori che addirittura, in alcuni casi, hanno portato i bambini a partecipare a questi raid del fascismo post-moderno in salsa italiana.

Se poi ci aggiungiamo in molti casi l’incapacità di molti insegnanti impreparati a trattare certi argomenti o privi di sufficiente preparazione culturale per spiegare certe cose e condiamo il tutto con un po’ di luoghi comuni, la frittata è fatta.

Don Tonino Palmese, parroco della zona, i bambini che hanno scritto quelle frasi li conosce uno ad uno. Li ha incontrati più volte anche a scuola, parlandogli di vittime della mafia, di camorra e legalità.
Perché “è la criminalità ad aver pilotato la protesta contro i rom. A Ponticelli si sono scontrati due popoli: uno, quello dei rom, dove c’era qualche delinquente, un altro, quello degli abitanti della zona, dove c’erano molti delinquenti”.

Chiedo legittimamente solo una cosa a questo paese che si sta rapidamente trasformando nella peggior latrina pubblica che esista: lasciamo fuori i bambini dal teatrino di ogni giorno. Non usiamoli come strumenti di propaganda, almeno loro.

N.B.: mentre scrivo questo post vengo a sapere che ci sono stati altri incendi al campo nomadi di Ponticelli: avanti così.

6 risposte a Cosa stiamo diventando

  1. catepol scrive:

    è vero, lavorando nella scuola ti posso confermare. I problemi partono spesso dalle famiglie. Famiglie che non sono in grado di dare una visione del mondo critica ai loro figli.
    Don Tonino Palmese (piccolo il mondo) l’ho conosciuto una vita fa.

  2. Pino Volpe scrive:

    non farti spaventare da questi avvenimenti, non è fascismo post-moderno e/o razzismo; devi sapere che ponticelli è una periferia estremamente degradata di napoli ed è anche ad alto tasso di presenza camorristica. c’è la camorra dietro gli incendi, in quella zona la camorra riesce a far fare agli abitanti della zona qualsiasi cosa. a ponticelli il razzismo non sanno neanche cos’è, nel senso che come tenore di vita stanno quasi allo stesso livello dei rom… dietro questi avvenimenti c’è qualcosa di più grande, che neanche immaginiamo. ti assicuro che mi piange il cuore quando sento le notizie che provengono dalla mia città… tra rifiuti e altro la stanno rovinando, fino a pochi anni fa non eravamo così, sebbene non siamo mai stati “avanti”… e veniamo descritti dai vari TG come un popolo quasi marziano, quando siamo gente normalissima. capisco perfettamente la tua indignazione e la condivido, ma l’errore è stato quello di evidenziare temi e disegni dei bambini facendo passare concetti totalmente estranei alla realtà. come dici tu, è strumentalizzazione. strumentalizzazione, non razzismo. e intanto la criminalità continua a farsi i fatti suoi… ti lascio, non voglio monopolizzare il tuo blog con un commento che fa da contro/post, ma ti do piena disponibilità ad approfondire il discorso, se lo vorrai!😉🙂

  3. Comunque vedo una deriva neo-fascista e resto sconcertato nel leggere i temi di quei bambini.
    Come sarà la prossima generazione, se la facciamo crescere in questo contesto? Quale individuo verrà maturando, se fin da piccolo gli facciamo respirare l’aria fetida della xenofobia?

  4. sonounprecario scrive:

    @Catepol
    spesso mia mamma mi racconta robe di tutti i colori legate ai genitori e lei insegna in un liceo scientifico… Se poi devo parlare della scuola di mia sorella (il socio psico-pedagogico..) allora staremmo qui ore, li è un disastro. Ci sono storie sui suoi insegnanti al limite dell’assurdo, ma vabbe’, non vorreirischiare di fare di tuta un’erba un fascio.
    Nel senso che tantissimi insegnanti come al solito, pagano per colpa dei peggiori, come in tante categorie.

    @Pino
    Capisco il tuo sfogo, anche perché tu ci abiti in quella zona. E capisco anche quando parli dei ritratti impietosi dei tg, nel senso che viene più facile dare addosso a tutti quelli che ci abitano o ai rom, piuttosto che capire altri fattori politici o dei personaggi che qualcosa dovrebbero fare ma…non fanno. Però io credo che un po’ il razzismo c’entri e certo, la camorra rimane sempre il contesto di sottofondo a tutto questo, pronta a sfruttare a suo favore ogni episodio.
    Perché i bambini assorbono queste cose come delle spugne e quando saranno grandi…cosa faranno? Cioé, come si comporteranno, visto che già ora vengono abbandonati letteralmente al degrado più putrido?
    Bisognerebbe chiedere allo Stato dov’è e perché non si decide a combattere seriamente contro la camorra, la mafia, ecc…

    @Anonimo
    Verranno fuori tanti piccoli “Ciarra”, che problema c’è?😉

  5. Francesco Protopapa scrive:

    I genitori che rendono partecipi i loro figli dei raid contro i campi rom o che li mettono in prima fila nei cortei anti discarica, si rendono conto di quello che fanno?
    Io penso di sì; evidentemente, ci tengono a coinvolgere i propri pargoli, per darli un “buon esempio”; soltanto che quest’esempio è tutt’altro che buono, anzi, è deleterio, perchè spinge ad un’emulazione negativa.
    Alex, hai giustamente sottolineato anche l’incapacità e l’impreparazione di alcuni insegnanti; io aggiungrei anche la parola irresponsabilità. Difatti, come è possibile che i media vengano a sapere di questi temi? Chi ha interesse a che vengano divulgati?
    Cosa ne deriva? Una pubblicità martellante, che porta all’etichettazione, alla denigrazione di una città intera, mettendoci dento anche chi condanna ( e di certo è la stragrande maggioranza) questi episodi e ne prova orrore.

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