NIMBY all’italiana: “sì” al nucleare ma fallo tu, che a me vien da ridere. E poi non sono capace.

In questi giorni sul nucleare ne abbiamo sentite e lette di tutti i colori. L’pinione pubblica che politica e lobbies varie si preoccupano di diffondere con efficacia è quella secondo la quale l’Italia non abbia alcuna alternativa al costruire nuovi reattori per prodursi energia da sola. In realtà le cose non sono così semplici ma anzi, non riesco proprio a trovare alcun pro che possa convincermi che cominciare col nucleare nel 2008 sia una scelta azzeccata.

Premessa. Le cose non stanno come ce le raccontano; diciamo che tutti i dirigenti politici e non che parlano oggi del nucleare hanno sostanziali e provati interessi su cui guadagnare. Innanzitutto le recenti dichiarazioni del…ministro Scajola, sono le stesse proposte fatte dal ministro 5 anni fa e riguardano centrali nucleari non realizzabili, tantomeno in 5 anni (in Italia rispettare i tempi non è proprio possibile). C’è un recente studio del MIT che spiega come i tempi effettivi di costruzione siano di 109 mesi: fate voi i conti. Se poi pensiamo che la centrale nucleare francese in costruzione in Finlandia è in ritardo di due anni e confrontiamo il tutto con un paese come l’Italia bloccato da ritardi cosmici, burocrazia, litigi politici, scontri tra interessi vari, ecc…i tempi e i costi di cui nessuno mai parla sono destinanti ad espandersi a dismisura, fino all’infinito e oltre. Altro che ponte sullo stretto.

La tua opinione non è la nostra. Qualcuno si è mai chiesto come pensa il ministro Scajola di costruire anche solo una centrale nucleare? Con che risorse? In che modo? Dico al di là delle dichiarazioni di facciata e dei cosiddetti sondaggi di opinione (opinion poll, per l’esattezza, roba usata da decenni che i non addetti ai lavori in genere non conoscono). Sì perché in questi casi per portare avanti certe battaglie, vengono usati vari strumenti che fanno sì che anche gruppi di pressione (grass-root) composti da cittadini, remino verso una certa direzione. Per esempio la maggior parte dei sondaggi di opinione pubblicati dai media e che rappresentano pretesti per dibattiti vari, voi non lo sapete, ma sono commissionati (e purtroppo non sempre con modalità trasparenti) da interessi ben precisi che intendono proprio avvalersi dei risultati del sondaggio per influenzare le opinioni comuni. Diciamo che sono cose più o meno lecite che si studiano anche all’università, per dire. È infatti ampiamente dimostrato che molti lettori e telespettatori siano facilmente influenzati dai risultati di un sondaggio di opinione (secondo il ragionamento “se la maggioranza la pensa in un determinato modo allora vuol dire che deve essere così e anch’io allora la penso in quel modo”). Naturalmente pochissimi sanno che in un sondaggio la formulazione della domanda può determinare il risultato e che basta modificarne una parola che cambia il senso stesso del risultato: per esempio, se chiedo quanti sono favorevoli alla legalizzazione delle droghe trovo una minoranza; se chiedo invece “quanti sono favorevoli a una regolazione delle droghe trovo una maggioranza, ma la domanda è sempre la stessa”. Quindi se vi propongono un sondaggio nel quale per fonti alternative ci mettono il nucleare, mandate a quel paese chi vi fa la domanda.

Fa niente, facciamolo lo stesso sto nucleare. Eravamo al come, giusto? Al diavolo i giornalisti, che non fanno mai una domanda interessante. Sono spiacente, ma l’Italia non possiede più da decenni una base industriale che permetta di sviluppare tecnologia nucleare (avendolo abbandonato con un referendum, tra l’altro). Per riprogettare una base industriale seria quanti anni ci vorrebbero? Decenni, forse. Di conseguenza, dovremmo comunque importare dall’estero a costi esorbitanti (col rischio che si vada a spendere meno in paesi in cui magari ci sono stati già disastri) e con varie incognite. Con buona pace per chi dice che il nucleare ci renderebbe indipendenti dall’estero (leggete questo post che è davvero interessante). In più i lunghissimi tempi di costruzione e realizzazione richiedono costi non sostenibili e i capitali che chiederemmo in prestito a chissà chi verrebbero ripagati chissà quando con gli interessi. E che interessi. Addio al tanto sbandierato nucleare italiano insomma, già in partenza.

Il solito comunista-ambientalista-notav-guastafeste. Ennò miei cari, non scherziamo. Sapevate che l’ultimo reattore in America (per esempio) è stato costruito nel 1979? Trent’anni fa. Ma certe cose in tv non le dicono. In Francia invece il nucleare conta solo il 20% nella produzione di energia. E sempre in Francia viene rinviato costantemente il problemuccio della chiusura delle centrali, aumentando il periodo di attivazione da 30 a 40 anni e forse addirittura a 60 anni. Con costi e rischi per l’umanità non quantificabili. L’Inghilterra infatti ha cominciato lentamente a chiuderle le centrali, e così anche la Spagna, mentre noi vorremmo aprirle ora, nel 2008. Sapete perché? C’è anche un altro motivo non trascurabile. Esiste uno studio della British Nuclear Decommissioning Authority che ha stimato in più di 100 miliardi di euro il costo per la chiusura delle stesse centrali nucleari inglesi. Fate voi i conti.

Maddai, tanto ormai il nucleare è sicuro. Smettiamola anche con questa frase di circostanza. Come ha affermato il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, “non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali.” Stastica non mente. Ne basta uno di incidente, abbiamo visto con Chernobyl. E poi, ragazzi miei, le scorie. Che non vengono quasi mai menzionate. Va bene che noi italiani siamo esperti nel nascondere tutto sotto il tappeto, ma sulla Terra non esiste un luogo sicuro al 100% o al riparo dall’acqua, per esempio. Dove le mettiamo? Come le gestiamo? Boh. Però le facciamo. Il costo dell’uranio aumenta perché anche questo combustibile va esaurendosi come il petrolio e nel giro di 40-50 anni sarà finito; il plutonio impiega circa 22.000 anni per finire la sua vita, e così via. Quindi le scorie dove le nascondiamo? Io sono abbastanza tranquillo, che secondo me saranno più vicine a casa tua, sì parlo di te che mi stai leggendo, che a casa mia, perché io abito ad Arcore, proprio vicino al pres. del cons. Diciamo che male che vada, diventerò un po’ meno verde o deforme di te.

Quindi che si fa, sonounrompipalle? Svegliamoci, non c’è bolletta o sconto che tenga di fronte alla nostra salute o alle nostre vite. Proprio in questi giorni sono usciti i dati che dimostrano come l’eolico, non solo negli Usa, abbia superato il nucleare. E nei prossimi anni ne doppierà la produzione. Ma Scajola i giornali non li legge, evidentemente, pensarà soltanto ai fatturati di certe aziende.
La sfida in cui il nostro paese dovrebbe gettarsi ad occhi chiusi è un’altra e riguarda la fonte più immensa che ci ha donato la natura: il Sole. “Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”.
Sviluppare e realizzare impianti seri per sfruttare l’energia solare sarebbe sì una grande dimostrazione di maturità del paese. Perché anche in questo campo siamo indietro. Ma sappiamo bene perché non viene mai proposto lo sfruttamento di questa energia: il Sole non paga direttamente la bolletta e “non è soggetto ai monopoli”; i tumori e le malattie della gente invece pagano la sanità, le case farmaceutiche e non solo.

Sostanzialmente, se non saremo noi a invertire la rotta lo farà qualcun altro, come sempre. Correndo il rischio di rimanere l’unico paese inquinante e pericoloso in un mondo che cambia direzione.
Perché tra 50 anni, mentre gli altri avranno scoperto come produrre energia dai propri rutti o da altri gas meno nobili, noi staremo ancora costruendo…i primi mulini a vento.

12 risposte a NIMBY all’italiana: “sì” al nucleare ma fallo tu, che a me vien da ridere. E poi non sono capace.

  1. Roberto scrive:

    parole sagge! la penso esattamente come te…
    Non ci resta che sperare!
    ciao

  2. Davide Ardizzoia scrive:

    Ottimo post! Questa è fare vera informazione!
    Putroppo quando si tirano fuori questi argomentazioni la maggior parte delle persone ti dice…”Ok mettiamo che il nucleare non sia sicuro e antieconomico e poi resterebbe sempre una fonte non rinnovabile….ma allora come produrre energia?” ……”Sfruttando sole e vento”…..e la risposta è sempre la stessa “Ma il fotovoltaico è troppo costoso, e poi l’eolico deturpa il paesaggio?”

    Come si può rispondere a queste argomentazioni?
    In Olanda stanno costruento grossi mulini con pale che generano energia eolica.
    Salvano l’immagine e producono energia rinnovabile.

    Ma poi il fotovoltaico è cosi troppo costoso come ci fanno bere? Hai dati a riguardo?

  3. Pino Volpe scrive:

    d’accordo su tutto. TUTTO.
    e non sottovalutare la mafia, che sicuramente vorrà lucrare sull’attività nucleare… va a finire che le scorie le buttiamo in discariche abusive a cielo aperto… emergenza rifiuti 2, la vendetta…

  4. […] Sonounprecario ha scritto un post con molti punti che ampliano il discorso e chiariscono alcuni punti di […]

  5. SteveMcQueen scrive:

    Io sono dell’idea che basterebbero un paio di blackout, che comporterebbero quello che sappiamo, e tutti griderebbero alla creazione di centrali nucleari.
    Byez

  6. AlphaKappa scrive:

    in questi giorni ho scritto alcuni post, ho linkato dei video interessanti: http://alphakappa.wordpress.com/?s=nucleare

  7. Mirtilla scrive:

    Non riesco a farmi un’idea precisa sul nucleare, perché sento pareri troppo distanti. E’ indubbio che molti paesi la stanno abbandonando, ma riguardo alle percentuali che hai scritto sulla Francia, credo che ci sia un piccolo errore. In Francia invece il nucleare conta solo il 20% nella produzione di energia, invece è il contrario: in Francia il 78% dell’energia elettrica viene prodotta dalle centrali nucleari. (http://it.wikipedia.org/wiki/Abbandono_dell%27energia_nucleare#Francia_2).
    Inoltre se la ricerca andasse avanti, probabilmente si arriverebbe alla creazione di centrali nucleari a fusione, le quali non producono scorie. Si prevede possano essere utilizzate solo dal 2030 in poi.
    Per l’eolico ci sono casini in tutta Italia, ci sono tanti oppositori che non vogliono i parchi eolici perché “deturpano il paesaggio”. L’energia solare sarebbe una manna dal cielo, in tutti i sensi, ma i costi per fare un piccolo impianto sono davvero eccessivi e l’Enel ancora non ha ancora studiato un vero e proprio piano per comprare l’energia dai privati. Un mio vicino ha provato a costruire un impianto, ma ha speso oltre 100.000€.

  8. AlphaKappa scrive:

    @Mirtilla

    I reattori nucleari che si prevede possano iniziare a essere sfruttati commercialmente intorno al 2030 sono quelli di IV generazione, che utilizzeranno ancora la tecnologia della FISSIONE.

    Per i reattori a FUSIONE il discorso è ancora abbastanza fumoso e allo studio teorico; si prevede che i primi risultati si possano avere intorno al 2040 (ma è difficile fare previsioni a così lungo termine). Recentemente in Giappone un professore è riuscito nella realizzaazione di in un micro-reattore a fusione fredda, evitando il problema dell’alta temperatura insito nella fusione.

    Sugli impianti eolici penso che gli ambientalisti della domenica che si oppongono perché deturpano il territorio se la possono prendere in quel posto. Spesso protestano perché vorrebbero che le pale fossero installate in posti che a loro convengono di più (un terreno con impianto eolico si rivaluta…). Fra l’altro le pale si possono installare anche in mare. Poi bisognerebbe metterli di fronte a questa domanda: vuoi ancora bruciare carbone o preferisci 5 o 6 alberi eolici?

    Un impianto casalingo fotovoltaico (diverso dal termovoltaico) non è vero che costi tanto, in più ci sono contributi statali e finanziamenti ad hoc: http://www.byoblu.com/post.aspx?p=612ed24a-67ec-4edd-957f-f8006d330a9a

    Infine, come fonte alternativa non è da trascurare il geotermico, che in Italia è utilizzato già, soprattutto in Toscana.

  9. Paolo M. scrive:

    Come dice il buon facci, la solita sinistra contro a tutto, contro alla tv, contro alle autostrade, contro al nucleare 30anni fa (perchè?) e oggi dicendo “non siamo più a 30anni fa”, già, peccato che anche 30anni fa la musica era la stessa.
    E’ l’Italia dei no, la rovina di chi vuol fare e deve invece fermarsi alle resistenze degli italiani piacioni che non voglion cambiamenti, che loro tengono famiglia

  10. sonounprecario scrive:

    @Davide e Roberto
    Più che altro ho cercato di parlare di dati di fatto e di percentuali…o semplicemente traggo conseguenze logiche. Sui costi del fotovoltaico non è più tanto vero che siano così assurdi. Però risponderò in merito tra qualche riga…😛

    @Pino
    Sarebbe un altro grande problema. “Dalle a noi le scorie”, un nuovo business per le mafie; col Sole no, non potrebbero. Con le scorie nucleari, pericolose come no mai, chissà cosa farebbero…

    @Steve McQueen
    Sai che la tua è un’ipotesi che secondo me può accadere? Politici, Eni-Enel o chi per loro pronti a sfruttare la reazione popolare che già da tempo viene riversata come soluzione totale. Un bel back-out e via, la gente non potrebbe fare andare a cannone il suo condizionatore per qualche ora, sarebbero guai. Quindi via alle radiazioni, ma almeno starò al fresco.

    @Mirtilla
    Parzialmente ti ha già risposto AlphaKappa ma, aggiungo io, hai introdotto il discorso della ricerca. E’ proprio li che volevo arrivare. Intanto ti correggo sulla Francia: su Wikipedia si dice che “In Francia ben il 78% dell’energia elettrica prodotta in totale viene generata da 20 centrali elettronucleari […]”. Vuol dire che il 20% dell’energia francese è prodotta da centrali nucleari, il 58% da centrali elettriche e il restante 22% da altre fonti (se qualcuno ha poi un dato ancora più preciso e sto dicendo cazzate, ditemelo senza problemi, che non trovo più il link a cui avevo fatto riferimento). Tra le altre cose, i problemi derivati dal ncucleare non sono soltanto quelli più gravi o famosi. Basti pensare al 2005 sempre in Francia, dove 66 persone sono rimaste leggermente contaminate: bisogna vedere poi gli effetti di questo “leggermente”.
    .
    Veniamo alla ricerca: è quella che dobbiamo sviluppare, l sta la chiave per il futuro dell’energia. I costi dell’energia solare per un privato sì, sono ancora molto alti, nonostante si siano comunque abbassati e siano presenti degli incentivi, però lo so, per una famiglia normale non credo siano tanto sostenibili. Ma per uno Stato?
    Se lo STato cominciasse a produrre grosse strutture per sfruttare il Sole, succederebbe una cosa: si creerebbe un mercato competitivo tra i produttori che abbasserebbero le offerte. E così via. Per farvi un esempio, pensate a quanto costavano i primi cellulari, a quanto costava usare internet i primi anni, ecc… Diciamo quindi che NON si vuole fare, ecco.

    @AlphaKappa
    Sulla FUSIONE nucleare, come dici tu siamo ancora sul vado. Nel senso che la fusione nucleare prevede di fondere assieme 2 atomi piccoli, cioé due isotopi dell’idrogeno (deuterio e trizio). Leggendo un commento di uno studioso al blog di Luttazzi, scopro che “è lo stesso processo che avviene nelle stelle, e quindi anche nel nostro sole. Una tipica reazione di fusione nucleare produce circa 7/8 volte l’energia di una reazione di fissione, senza produrre scorie di alcun tipo. Sarebbe una macchina in grado di produrre energie virtualmente all’infinito, dato che l’idrogeno è l’elemento più presente nell’universo. con un grammo di deuterio e trizio si produrrebbe la stessa energia che bruciando 11 tonnellate di carbone”.
    .
    Quindi ben venga la ricerca!!! Non il “si deve fare questo per forza”! E’ stupido giunti a questo punto, visto che dovremmo partire da zero. Tanto vale partire da zero guardando al futuro, scusate.
    .
    Poi sono d’accordo su un’altra cosa: fottiamocene di chi parla di paesaggio. A parte che gli impianti eoloici verrebbero messi in aree non tanto abitate, per non dire desolate, a volte. Però preferisco vedere un po’ meno una montagna che morire di tumore o verde radioattivo, non so voi.

    @Paolo
    Non so se tu abbia letto il post interamente commenti compresi (ma ne dubito), però non so cosa rispondere ai tuoi slogan. Perché appunto, sono solo frasi recitate. Che senso ha quello che dici?
    Noi discutiamo, non diamo per scontata in partenza una soluzione. Perché per forza sì e perché per forza no? Non siamo degli imbecilli che devono annuire col crapone.

    Se sei così sicuro del nucleare, fai una petizione e fatti costruire come vicino di casa un reattore. Le scorie seppelliscitele nel tuo giardino, così sei contento.
    Poi se ti nasceranno figli deformati non prendertela con “l’Italia dei no”.

  11. […] avevo già spiegato in questo post, tutti questi incidenti stanno avvenendo perché continua a venire prolungato nel tem… francesi, con conseguenze disastrose (specialmente nel lungo periodo) in termini di vite umane. […]

  12. […] consumare meno e in modo più intelligente, convertirci alle fonti rinnovabili e alternative (tra queste il nucleare non è contemplato, leggete qua), cominciare finalmente a costruire secondo le regole dell’autosufficienza termica, […]

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