Il Lodo iPhone

giugno 28, 2008

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Ieri mi è capitato sottomano questo articolo preso da Corriere.it, in cui la giornalista ci spiega in modo abbastanza grossolano come l’iphone sia un prodotto misogino, che «discrimina i grassi e le donne che hanno le unghie lunghe».

Non so se dietro ai due articoli del Los Angeles Time ci sia una precisa volontà di seminare zizzania sul nuovo iphone, visto che in America spesso queste polemiche hanno molta presa sul pubblico, ma la vicenda ha decisamente del grottesco. E fa specie che tra tutte le questioni sollevate dai quotidiani americani (sempre più spesso riguardanti l’Italia, visto le ultime vicende da regimi sudamericani), venga riportata una polemica ai limiti dell’imbecillità più becera.

La stragrande maggioranza di cellulari e/o palmari in commercio, specialmente gli ultimi arrivati, hanno dei tasti molto piccoli, ma questo accade da anni. E nessuno piange, perché non è un problema per l’umanità.

Vuoi un telefono piccolo, sottile, bello, ecc…? Allora non ti lamentare, altrimenti ti compri altro.
Insomma possiamo discutere quanto volete sull’effettiva utilità dell’iphone, sui prezzi alti, ecc…, ma perfavore, dagli Usa non importiamo soltanto le cose più negative.

Cioé anche io faccio spesso fatica, con molti nuovi apparecchi di amici, a premere i tasti, quando smanetto; e persino col mio 6630 ogni tanto sbaglio ancora tasto.
Con tutto il dovuto rispetto, le associazioni degli obesi dovrebbero prendersela per altre cose, idem le associazioni che si occupano di unghie lunghe sui touch-screen piuttosto che di seri diritti per le donne.

Se per sbaglio, con un dito, premo più tasti contemporaneamente…non muore nessuno: al massimo lanci l’applicazione sbagliata. Non è un problema che “affligge”, come spiegato sul Corriere. Perché se hai le unghie troppo lunghe, non riesci nemmeno a battere sulla tastiera e a fare tante altre cose.
Però puoi continuare benissimo a fare shopping.

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links for 2008-06-26

giugno 26, 2008
  • Avrete sentito anche voi la storiella tanto inutile del “Signorino Buonasera”; del resto è sport nazionale fare polemicucce su cose totalmente inutili. Fede Mello spiega in realtà chi e cosa ci sia dietro verso l’ennesima barzelletta italiota.

Pronto Silvio, come posso esserle utile?

giugno 26, 2008

da Blogosfere.it

«In Rai sono tutti raccomandati, a partire dal direttore generale. Ci lavora solo chi si prostituisce e chi è di sinistra»

Queste le parole pronunciate da Berlusconi il 20 dicembre 2007. Ora invece è in arrivo l’ennesima ondata di cacca (ho rispetto per la merda), con le nuove intercettazioni che riguardano il Presidente del Consiglio, le raccomandazioni Rai, la corruzione, la compravendita di Senatori, Evelina Manna, ecc…

I tg Rai e Mediaset avranno il loro bel da fare stasera nel cercare di raccontar più balle del solito. Presumibilmente l’attenzione verrà spostata sul fatto che è stato intercettato, non sul contenuto, ovviamente.

Sti giudici comunisti non hanno proprio niente da fare. Tanto queste non sono priorità per gli italiani.
Infatti, sono priorità sue.


Girls Get Drunk: mescolate tante geek con altrettanto alcol e servitele con un contorno di glamour

giugno 23, 2008

Funkyprofessor e Suzukimaruti
1) I primi sintomi…

Dunque più o meno le cose stanno così: quando vieni invitato ad una girl geek dinner, non sai mai cosa aspettarti. O meglio, ti preoccupi più che altro di vestirti bene, elegante per l’occasione, di comportarti come si deve e fare quello educato in vena di convenevoli con tutti.
Sbagliato. Per essere precisi, questa regola vale per la prima mezz’ora, lasso temporale in cui la maggioranza delle donzelle presenti ed i loro accompagnatori, ancora sobri, riescono a costruire discorsi di senso compiuto, senza sbiascicare 15 parole su 10.

Un po’ di serietà. Mezz’ora, tre quarti d’ora, non di più; il tempo di assistere alla chiacchierata del team 500 e di mangiare più in fretta possibile tutti gli stuzzichini prima che il sottoscritto arrivi sul posto, sia mai che riesca a berci sopra con qualche cosa nello stomaco: non ci sarebbe gusto e la sbronza sarebbe troppo lieve e passeggera. Insomma, non so bene cos’abbiano detto quelli della Fiat, che la stanza era piena, in compenso so più o meno cos’hanno bevuto tutti i presenti. Già, perché ho assaggiato tutti i cocktails.

Comportarsi secondo etichetta. Ad un certo punto siamo saliti tutti al primo piano, e lì siamo rimasti per ore. Subito scopro che la tua etichetta adesiva sarà croce o delizia della tua personalissima serata; il mio nome infatti era taggato con un conturbante “demo con limitazioni”, grazie ad una bast… simpaticissima ragazzotta…e infatti tutti coloro che ancora non mi conoscono e leggono il cartellino, subito mi guardano con faccia alquanto perplessa. Quindi perché rovinare le loro attese?

Sticazzi, veniamo al sodo precà. Ok, lo ammetto. Avere l’onore di essere invitati ad un evento in cui si è circondati da decine di donne “messe giù da corsa” e i maschietti si contano sulle dita di una mano è semplicemente fantastico. Cioé personalmente in mezzo alle donne sto benissimo, specialmente quando ci bevono sopra… Escono delle perle che voi nemmeno vi immaginate, altro che “in vino veritas”.

La festa della donna. Per rendere l’idea, durante la serata ho anche vissuto un’esperienza incredibile: sono stato in ascensore con altre 5-6 donne (non faccio i nomi che saranno fidanzate, sposate, ninfomani, ecc…), ed eravamo molto stretti, tipo che non potevo muovermi. E’ triste ma devo ammetterlo, anche se fatico a trovare le parole…insomma, ecco…mi hanno toccato un po’ ovunque e io mi sentivo lì, solo, indifeso: mi è piaciuto un sacco. Poi, vi sembrerà strano, ma quando le geeks sono uscite dall’ascensore hanno chiesto tutte una sigaretta… (ok, insultatemi pure per questo paragrafetto).

Blogosfera 3000 Express, gratta qui e scopri cosa c’è sotto. Se hai avuto la pazienza di leggere sin qui, tranquillizzati, hai fatto bene. Come già sai (se hai letto altri miei imbarazzanti resoconti), devo farti annusare un po’ tutta la serata con contesto annesso, altrimenti non c’è gusto. Quindi sì, ora ripagherò la tua attesa regalandoti pilloloni di gossip catalogato per donna, con voto annesso. Roba che se per sbaglio scelgo la parola sbagliata, mi ritrovo la macchina rigata, incisa col link della geek di turno offesa.

Funkyprofessor e Suzukimaruti
2) …gli effetti collaterali…

Marilù, voto 8. Sin dall’inizio della serata non si scompone più di tanto, ma il voto sarebbe stato più alto se non mi avesse “taggato” malignamente… Beve e conversa un po’ con tutti e da ubriaca, in inglese con Amanda Lorenzani. Spesso riprende, richiamando all’ordine, me o altri malcapitati (notare la faccia di LK), che le danno retta, giusto perché è sbronza. Un’altra pecca: è stata l’unica che non ha tentato (o osato) l’approccio con il barista, come spiegherò più avanti, dimostrandosi imperturbabile. GRANITICA.

Aurora, voto 9. L’unica che supporta il mio taglio di capelli (seee!!!) e già per questo si merita il votone. Spesso la trovo li a parlare con chiunque, con sguardo un po’ perso, ma il bicchiere sempre ben saldo in mano; le uniche interruzioni sono le mie, quando arrivo armato di cannuccia per aspirarle più cocktails possibili. Al massimo le chiedo il suo livello di sbronza da 1 a 10 e mi risponde con un timido “sei”: la definitiva prova che era davvero ubriaca. Ma chi vuoi prendere in giro, Auro? SCALPITANTE.

PippaWilson, voto 8,5. Non ci siamo conosciuti fino a metà serata (dopo che abbiamo scoperto le nostre identità), ma da quel momento sono faville: ci abbracciamo e ce la beviamo su come se fossimo amici di vecchia data (dopotutto chi, se non una che si chiama “PippaWilson“, poteva andare perfettamente d’accordo con me?). Ci scambiamo vari dati personali, probabilmente anche i numeri di codice fiscale dei cugini di secondo grado. Potrebbero sempre servire e quando sei sbronza va bene tutto, specialmente la “carne giovane”. BUONGUSTAIA.

Domitilla Ferrari, voto 9,5. Simpaticissima, mi si presenta ad un certo punto ed io, famoso per non ricordarmi manco un nome, subito faccio una figuraccia colossale credendo di avere ben in mente il suo twitter. Possiede anche lei la capacità di regalare espressioni mirabolanti, tanto che nelle foto con me recita delle pose da dio. Sfotte abilmente sia Suzukimaruti che il sottoscritto e caparbiamente incassiamo felici. SCATENATA.

Elena (di Sketchin), voto 9. L’ho intravista un po’ per tutta la serata, ma purtroppo ho potuto conoscerla solo nel momento in cui stava fuggendo via: mi avrebbe fatto piacere scambiare qualcosa in più che 2 parole con lei, sarà per la prossima volta. E’ la fedele compare di Lyonora, una delle famose “Sketchin’Angels”. Un tempo faceva l’attrice, poi però ha preferito darsi al web 2.0…con ottimi risultati. HOUDINI.

Mariela De Marchi, voto 10. La fotografa ufficiale della serata, della serie “prima di vedere la mia faccia dovrai passare attraverso il mio obbiettivo”. Anche lei riesce con facilità disarmante a catturare svariate pose compromettenti e, caritatevole, accetta di non pubblicare certi soggetti difficili da immortalare. ISPIRATA.

Lyonora, voto 9. Con pazienza mi sopporta mentre intrattengo con lei, palesemente alticcio, un discorso serio sulle nostre esperienze universitarie. Ora, non so bene cosa ti abbia detto Lyonora, ma le tue foto mi piacciono davvero, credimi. Detto questo, purtroppo anche con lei ho parlato poco, sarà una caratteristica delle Sketchin’ Angels… Hanno la capacità di apparire e scomparire a piacimento, è una facoltà che si impara solo in Svizzera… LUCCICANTE.

Daniela, voto 8. La mia blogger-clone versione donna giunge in quel di Milano in treno, bullandosi di non essere più tanto precaria…ed io la punisco fregandole un po’ di cocktail con la solita mossa della cannuccia. Cerca di eludere l’obbiettivo, ma va a finire che qualcuno la frega prima che lei se ne accorga. ACROBATA.

RedPill, voto 8,5. Non me ne voglia Kurai, ma ogni volta che vedo RedPill sorridere mi si apre il cuore: RedPill riesce a trasmettere felicità solo guardandola. Giuro. Con Kurai, come avevo già spiegato, formano la coppia più bella del web 2.0; io ancora però, la famosa pillola rossa che dovrebbe trasformare chi la inghiotte in un manga non l’ho ancora vista. PREZIOSA.

Sednonsatiata e Fraaaa, voto 7,5. Si fa trovare all’entrata per sparare foto – insieme alla Fraaa, compare da cui non si separerà – agli inermi invitati, ma si stancherà presto; preferisce, giustamente, sfottere LastKnight per le particolarissime foto che riesce a scattare. Per sicurezza, la Fraaaa spettegola un po’ con lei sugli invitati e secondo me un po’ fanno bene. IMPLACABILI.

Barista, voto 4. Mettiamola così: c’era un barista vestito un po’ meglio rispetto agli altri con la divisa ufficiale e un buon numero di donne tra le più scostumate (Marilù, Aurora, PippaWilson, ecc…), subito l’hanno preso d’assalto come obiettivo principale, anche se secondo me, c’era decisamente di meglio. Sarà il fascino della non-divisa, vai a capirle te ste donne. Sta di fatto che questo non se le è cagate manco di striscio. Comincio a pensare che il motivo per cui mi abbia accompagnato in bagno sia collegato con questo suo rifiuto. ORIGINALE.

Marco Zamperini, voto 9,5. Grazie al prestigio di cui dispone può auto-invitarsi e presentarsi la sera stessa dell’evento e misteriosamente, ebbene sì, dispone anche del cartellino con il suo nome. Dopo i classici convenevoli, comincia a carburare, lanciandosi in prestigiose danze alla moda. Se per caso passi vicino a lui, ti acchiappa e ti presenta un po’ a tutti e il suo potere ti influenza così tanto che la pelle cambia misteriosamente colore (?). Lo ha promesso, quando si ritirerà, un giorno, erediterò tutto il prestigio di cui dispone. CAPITAN VENTOSA.

Suzukimaruti, voto 9,5. Meno male che c’era Enrico, stanco e sfiancato dopo una settimana di lavoro. Quale miglior vitamina per ricaricarsi, che un po’ di alcol misto a donne con una spruzzatina di sonounprecario a piccole dosi? So già cosa mi risponderesti a questa domanda, caro Enrico. Ma sono educato e non lo scrivo ad alta voce. Che di consigli me ne hai già dati abbastanza… PROVVIDENZA.

Kurai, voto 9. E’ sempre piacevolissimo incontrare Federico e scambiare 4 chiacchiere con lui. Diciamo che probabilmente era l’unico blogger di un certo livello che ha mantenuto un certo decoro. Non so se ha fatto il bravo proprio perché c’era anche RedPill, ma sta di fatto che una fotografia lo tradisce: stava proprio controllando che intorno a RedPill fosse tutto a posto. TRATTENUTO.

GGD Team, voto 10 e lode. Era la mia prima GGD ed è riuscito tutto splendidamente bene, dalla location alla piacevole atmosfera che si bev… respirava. Parlando con Sara e Lalui, anche loro si sono dispiaciute per non aver potuto praticamente assaggiare nulla, ma tranquille ragazze, non era colpa vostra: dovete sapere che chi arriva prima si spazzola tutto alla facciazza degli sciagurati che si fanno sempre attendere. Quindi GRAZIE della bella serata a tutto il team. COLOSSI.

Diletta (l’intervistatrice), voto quanto ti pare. Non l’ho conosciuta, che io non sono famoso e mica vengono a intervistarmi. Però, semplicemente…intervistami tutto. BRILLANTE.

Amanda Lorenzani, voto N.C. L’ho conosciuta insieme a Marilu, ma viene difficile parlarle senza distrarsi… E’ “troppo” anche per i primi 3 della classifica di BlogBabel, Beppe Grillo compreso: lei è proprio di un altro pianeta. Esiste una remota possibilità che lei possa invitare un normale blogger ad una GGD? Ebbene no. E poi è sposatissima, quindi non fate pensieri strani. EXTRATERRESTRE.

Funkyprofessor e Suzukimaruti
3) …non c’è più niente da fare…

Come noterete, il mio auto-voto non è presente, al massimo me lo darete voi, impietose come siete. Comunque sia, la serata per me è stata produttiva, ho scoperto come davvero si fanno i bambini per esempio.
Alla prossima GGD abbiate pietà di me e reinvitatemi: prometto che farò il bravo e vi farò fare bella figura.
O al massimo sarò il vostro compagno di sbronza preferito.


Ambientalismo con la EsseLunga

giugno 22, 2008

More o Tumore? By Blog a Progetto

Ieri sono andato a fare un po’ di spesa all’EsseLunga. A parte lo scocciamento derivato dall’andare il sabato prima di cena a fare la spesa con altre millemila persone, ho notato una cosa alquanto strana (o forse sintomatica) alle casse.

Prendo un sacchetto bianco sotto al rullo della cassa della mia corsia, come in molti farete. Arrivo alla cassa e la signorina, gentilmente, mi chiede se preferisco avere la borsa gialla classica di plastica che mi avrebbe passato lei, visto che costa 4 centesimi invece che 10, come quella da me presa.

“Beh, mi dia quella gialla allora, grazie”, le dico sovrappensiero comportandomi da buon risparmiatore (o se preferite, ho fatto il braccine corte); poi con la coda dell’occhio, rimettendo via il sacchetto bianco, noto dalla consistenza che era biodegradabile, di quelli che si sciolgono facilmente, non inquinando l’ambiente insomma (quello giallo è fatto in polietilene vergine, cioé meno denso; inquina un po’ meno ma inquina lo stesso).

Capito? Per favorire l’ambiente ed incentivare i consumatori dando il buon esempio, ti fanno pagare meno il sacchetto di plastica classico. Eppure sul sito ufficiale, c’è anche una bella sezione dedicata all’impegno ambientale di questa grande catena di supermercati.

Persino in Cina sono stati proibiti i sacchetti di plastica: in Italia saranno proibiti dal 2010, così come previsto dalla Finanziaria del 2007 (articolo 1 comma 1129, 1130 e 1131). Già, ma perché proprio dal 2010 e non da subito? Smaltiamo quelli rimasti e basta, finiamo di produrli. Invece no, la produzione viene solo ridotta.

Tra l’altro, sono ben felice di pagare qualche centesimo per favorire l’ambiente, ma non capisco la moda – da qualche anno a questa parte – di dover pagare il sacchetto di plastica con scritto il nome del supermercato di turno. Cioé ti faccio pure pubblicità gratis! Facciamo una cosa dai, io ti pago il sacchetto, però poi lo Stato ti impone una tassa sulle confezioni, per far pagare i costi ecologici del loro smaltimento. Siete d’accordo, supermercati?

I sacchetti più diffusi sono fatti in polietilene, un materiale plastico derivato del petrolio; sono pressoché indistruttibili dispersi nell’ambiente, nel senso che, se sotterrati, rimangono nel suolo per secoli e l’unico modo di distruggerli è bruciarli, producendo però grosse quantità di Co2, scorie e rifiuti tossici vari.

Come accennato, sul mercato esistono due tipi di plastiche biodegradabili, ottenute a partire dall’amido di mais, di patate o di grano. A livello energetico questi ultimi costano molto meno e soprattutto sono biodegradabili. Ma noi li paghiamo di più, sapete perché? Perché non viene conteggiato il loro costo di smaltimento.

In Italia consumiamo oltre un quarto del totale dei sacchetti di plastica dell’Unione Europea, giusto per rispettare ogni trend negativo esistente, e siamo in fondo nell’attuazione di moderne pratiche ambientali.

Che dire, sicuramente l’esempio che ho fatto capiterà anche a tutti voi nei più svariati supermercati italiani, mi piacerebbe però sapere se esiste qualche eccezione in controtendenza. Me lo farete sapere nei commenti.

Insomma, rimaniamo in attesa che costruiscano in Italia, nel 2008, le prime centrali nucleari, che costringano (qui funzionano solo gli imperativi minacciosi) tutta la penisola ad attuare la raccolta differenziata (sempre nel 2008 ), che le multinazionali utilizzino meno materiali possibili per produrre le proprie scatole (contate quanti involucri rivestono certi prodotti, per dire), continuiamo ad aspettare.

Nel frattempo, per fare la spesa, utilizzate le borse della nonna, cioé quelle di juta, di stoffa, ecc…, che sono riutilizzabili pressoché all’infinito. Sarà anche scomodo portarsele dietro, ma viviamo in un’epoca in cui il consumo critico si fa sempre più strada tra le persone comuni. Almeno spero.
Non c’è che dire, le nostre nonne ne sapevano una cifra.


Per tagliare meglio

giugno 20, 2008

«Pronto? Sono Silvio Berlusconi e vorrei comprare i coltelli».
«Quando al centralino della televisione hanno sentito qualcuno che diceva di essere il presidente del Consiglio e voleva acquistare dei coltelli, hanno pensato a uno scherzo. Fino a quando il compratore non ha comunicato il numero della carta di credito e l’indirizzo di Arcore al quale far recapitare la merce». Allora ci hanno creduto. E in effetti, l’illustre compratore, il premier, non è nuovo ad acquisti di prodotti visti nelle televendite, programmi che proprio lui, con la tv commerciale, ha contribuito a lanciare e che sulle reti Mediaset sono sempre in voga.

Non c’è che dire, lo chef Tony si candida prepotentemente come futura guida dell’opposizione.


Sinistra, game over

giugno 19, 2008

PD, porco diaz

Qualunque cosa sia, la sinistra italiana è finita.
Le prime grosse avvisaglie le abbiamo avute il 13-14 aprile, con la dura sconfitta delle sinistre più estreme; poteva essere un buon segnale per virare finalmente verso altri orizzonti di crescita progressista e democratica, ma così non è stato.

Siamo dunque arrivati ad un punto in cui le analisi da fare sono tante, forse troppe e sempre con lo stesso canonico e storico ritardo cosmico: i tempi sono cambiati, non ci sono più le nuove stagioni, e i grandi uomini di sinistra se ne stanno accorgendo soltanto ora, ma con calma. Tanto il paese è già finito nelle mani peggiori di sempre, quelle che stanno distruggendo ogni minimo brandello di Democrazia rimanente.

In tutto questo caos, dopo la sonora batosta elettorale subita ovunque, il PD avrebbe dovuto svolgere il ruolo del cane da guardia, fare davvero il Governo ombra, alzare la voce, attaccare, mettere in difficoltà, invece ci ritroviamo con il suo leader, Walter Veltroni, immerso in una crisi politica apparentemente senza uscita.

Parliamoci chiaro: se Veltroni fosse stato negli Usa, dopo la notevole serie di sconfitte subite, probabilmente si sarebbe ritirato per fare qualcosa d’altro. Prendete il nostro amicone Al Gore, per esempio. Insomma, con le dovute proporzioni tra Italia e Usa, tra PD e Democratici, forse sarebbe meglio perlomeno dire qualche cosa ogni tanto.
Mi rivolgo alle persone di sinistra che ancora hanno il coraggio di dirsi di sinistra (questa frase fa molto “sinistra”, perdonatemi); dopo una campagna totalmente sbagliata, condotta volutamente sottotono, dopo la sconfitta alle politiche, dopo aver perso Roma ed altre roccaforti italiane, cosa ancora dovranno subire, le nostre povere coronarie?

E magari ti attendi una presa di posizione decisa sull’andazzo xenofobo-fascista preso dal paese negli ultimi tempi. Invece niente. Quindi non aspettatevi nemmeno che qualcuno proferisca parola sulla sconfitta sonante subita ancora in Sicilia, dove il PD addirittura è al terzo posto, sceso al 20%. Non hanno il coraggio, fanno finta di niente. Sì, va bene, ci sarebbero altri discorsi da fare per la Sicilia. Poi però vai a leggere i nomi dei candidati e ti convinci che forse hanno già preso abbastanza voti.

La sconfitta, lo sfacelo e il disastro però dovevamo aspettarceli dopotutto. Su cosa infatti ha puntato Veltroni per porsi come valida alternativa o unico esponente in grado di fare la differenza? Sul dialogo. E qui – passatemelo – mi cadono le palle, perché sfoderare “il dialogo” con uno come Berlusconi significa due cose: o sei imbecille oppure ti vuoi suicidare con le tue stesse mani. A parte che già in passato questa strada era stata tentata, ma in Italia dialogare vuole sostanzialmente dire che ognuno si fa i fatti suoi. Così è stato e sarà, nel silenzio più totale.

Veltroni, sorpreso (!), ha solo saputo dire che la legge salva-premier non è una priorità per il paese. Troppo tardi, lo è diventata. Cioé non ha detto che è una cosa vergognosa, che sputa sulla Costituzione e che in ogni democrazia occidentale non potrebbe accadere, frasi che Berlusconi usa incredibilmente al contrario. Uno potrebbe pensare che sì, insomma, non è una priorità, ma comunque – prima o poi– andava fatta. Al diavolo le posizioni nette, noi siamo il PD, quelli del ma anche, sì e no, anzi forse. Si vedrà, qui, quo ma anche qua.

Immaginatevi la scena. Veltroni, superincazzato, si reca con passo deciso da Berlusconi, che intimorito indietreggia; giunto a pochi centimetri da lui, Veltroni prende fiato e, “dialogo!”, grida. Silenzio. Risata con spernacchiamento generale.

E in futuro che cosa accadrà? Checché ne diciate, comunistofobi a posteriori che non siete altro, non avere un briciolo di sinistra (vera) o di destra (vera) in Parlamento secondo me non è una gran conquista per un paese come l’Italia, dove se riusciamo a far finta metaforicamente che “gioca sempre la nazionale”, va tutto bene o quasi: tutti diventano amici, col dialogo. Dialogate anche voi e la vita vi sorriderà.

È stupido infatti parlare di dialogo, quando dovrebbe trattarsi di un concetto sottointeso. Così come è sciocca la visione della cosa pubblica (cittadini+politica+media) di questo PD; finirà che Di Pietro porterà via tanti altri voti al PD e vi dirò, la cosa non mi dispiace affatto, perché (sarò monotono) è l’unico che sta facendo opposizione.

La prova di questo PD del “nulla che avanza”, come spiega Fede Mello, è che sabato ci sarà l’assemblea costituente del PD e sul sito non c’è uno straccio di proposta, nemmeno uno stupido promemoria politico. “Tutto quello che c’è è questo. Un nulla che ora come ora bene riassume la proposta politica del Partito Democratico“.

Perché dai, è bello fare un po’ i fighi in Rete sull’onda dell’entusiasmo iniziale e creare o iscriversi a circoli on line del PD, ma poi a fatti come stiamo? Malissimo. E c’è qualcuno del PD, qualche iscritto che si è degnato o si sta degnando di fare auto-critica, di farsi un bell’esame di coscienza e ripartire da zero, che forse si è sbagliato tutto, ma proprio tutto?

Con il termine sinistra, utilizzato nel campo della politica, si indica la componente del Parlamento che si siede alla sinistra del Presidente dell’assemblea e, in generale, l’insieme delle posizioni politiche qualificate come progressiste.

Veltroni, ci dica lei dove diavolo vuole sedersi, ma ce lo dica adesso. Oppure, lasci davvero il posto a qualche faccia nuova, motivata, e cominci ad accettare che in questo momento…no, proprio “we can’t”.