Com’è umano lei

Inquisizione

Non riesco a capire come ancora, nel 2008, l’Italia e una bella fetta di umanità possano dipendere o dare ascolto ad un’istituzione che sta al di là di ogni tempo e di ogni spazio. Capisco lo spirito auto-conservativo dell’assurdo, ma qui di controsensi ce n’è davvero troppi.

Fossi un fedele con un minimo di dignità morale, mi sentirei preso in giro fino all’inverosimile, oltre che insultato come essere umano. Qui invece si baciano ancora le mani.

«I termini della questione non sono quelli raccontati: a chi di dovere sono state offerte tutte le motivazioni di una realtà che non dipende nè da discrezionalità nè dall’intenzionalità dei soggetti»: lo si afferma in una nota diffusa oggi dalla curia di Viterbo in merito alla vicenda della giovane coppia alla quale il vescovo ha negato il matrimonio con rito religioso in quanto lo sposo di 26 anni non potrebbe avere rapporti sessuali per i postumi di un incidente stradale che lo ha reso paraplegico. «Tutto è stato fatto nella condivisione sincera della situazione e con ogni attenzione umana e cristiana – si afferma ancora nella nota della curia – Il precetto d’amore di Cristo è per noi, sempre, norma di vita, nell’ordinario e nello straordinario»

7 risposte a Com’è umano lei

  1. ugasoft scrive:

    vergognoso

  2. francesco protopapa scrive:

    Da cattolico dico che questo è uno schifo, un’indecenza, una bastardata, una carognata. Si nega a una coppia di giovani di coronare il sogno di sposarsi in Chiesa, per cementare ancora di più un’unione più forte di tante difficoltà e si tiene in piedi quella che è un’istituzione immonda come la Sacra Rota, dove i matrimoni si annullano dietro lauto pagamento. E poi si nega la comunione ai divorziati. Puah!

  3. sonounprecario scrive:

    Francesco, bisogna immedesimarsi nella coppia che voleva sposarsi in chiesa, credo. Cioé loro ci tenevano e dopotutto se uno e paraplegico…non è proprio colpa sua, anzi. Che senso ha, in qualsiasi epoca, rifarsi ad un’antica legge canonica o quello che è? Basta un po’ di buon senso. Lui non può trombare quindi niente matrimonio? Ma come?! Il matrimonio non dovrebbe essere solo procreare…quante coppie sposate senza figli ci sono? Se uno risulta sterile, non potrebbe sposarsi?
    Che dire sulla comunione ai divorziati…c’è chi se ne frega e la fa lo stesso, c’è chi “paga” per il coniuge. Sulla sacra rota sappiamo bene chi ne può far uso.
    Insomma, sono tutti escamotage per tenere lontana la gente dalla chiesa; e in fondo credo sia un bene che sempre più persone si allontanino da QUESTA chiesa.

  4. Sir Drake scrive:

    Questo Papa sta segnando un solco profondo tra la chiesa e le persone.
    Da non cattolico non posso che esserne felice.

  5. don Nicola scrive:

    Il matrimonio cristiano per essere valido deve avere 3 caratteristiche: Fedele, indissolubile e aperto alla vita. E questo è un dato assodato da parecchi secoli e non è una novità dell’altro ieri e tanto meno di questo papa.

    Se manca una di queste tre caratteristiche i due anche se compiono una bella celebrazione in Chiesa con tanto di benedizione vescovile e papale, NON sono sposati e quella bella liturgia è assolutamente nulla. Un bel teatrino ma davanti a Dio, anche se la Chiesa dovesse dire il contrario, non è successo nulla.
    Lo stesso si dica per chi sposandosi decide apertamente (ovviamente non dicendolo al prete) che non vuole avere figli anche se potrebbe, che è favorevole al tradimento o ritiene il matrimonio un contratto a termine.

    La Chiesa chiede che chi è divorziato e risposato non faccia la comunione, ma se questa persona va e volendo fare di testa sua si mette in fila per ricevere l’eucarestia la Chiesa cosa può farci? Nulla, ma gli dice che sbaglia.
    Il prete che distrubuisce le ostie non può mettersi a chiedere la carta d’identità e si fida della buona fede di chi ha davanti e di questo la gente se ne approfitta.

    Detto questo la Chiesa ricorda che i sacramenti sono una strada preferenziale per la fede, ma NON sono l’unica strada per incontrare e far crescere la propria comunione con Dio.

  6. sonounprecario scrive:

    Don Nicola, le faccio una domanda. Lei mi parla di caratteristiche, come se stessimo parlando di cose imprescindibili. A lei pare giusto che la chiesa faccia accadere una cosa del genere?

    Noto anche il suo “NON” ben chiaro, in maiuscolo. Sono proprio questi dettagli sciocchi che fregano la chiesa. Perché siete così chiusi e perché non vi accorgete della distanza che si è creata tra voi e l’uomo comune che vive nel 2008?
    Secondo lei due persone che si amano nonostante un handicap non sono degne di essere sposate? Due persone che scelgono di trascorrere una vita insieme e condividere gioie e sofferenze non meritano il sacramento del matrimonio? Perché?

    Che lei dica che “davanti a Dio non è successo nulla”, e facilmente contestabile. Proprio perché lo dice lei. Dio dovrebbe essere amore e tante altre cose che possiamo leggere sulle sacre scritture. La chiesa invece ha trasformato Dio e tutto il resto in uno strumento di controllo e/o potere, ormai se ne sono accorti un po’ tutti: è un dato di fatto che sempre più persone si allontanino dalla fede e che la religione cattolica perda fedeli a scapito di altre. Proprio come in un mercato insomma.

    Se una persona è malata o, sfortuna sua, rimane paralizzata, non merita tutto questo: pensi se il matrimonio era il sogno della vita di quest’uomo, che ora se lo vede negare in faccia. Perché i primi ad insegnare odio, a discriminare e ad imporre soltanto il loro assurdo modo di vivere, sono i cristiani.
    Poi sì, per fortuna che il prete non chieda ancora i documenti e per fortuna che i sacramenti non sono l’unica strada che porta a Dio…specialmente oggi. Ma non so se i suoi superiori se ne siano accorti, io credo di no.

    Mettiamola così: gli uomini hanno con Dio una sorta di contratto a progetto. Davanti a lui, tutti siamo precari, chi più chi meno. Ognuno ha un suo progetto e per ognuno Dio dovrebbe avere un disegno.

    Ma se davvero Dio è onnipotente e ci ama, dubito che pensi certe cose. E soprattutto, dubito che ci chieda l’8×1000, ma questo è un altro discorso.

  7. Don Nicola ha ragione: l’impotenza è causa di impedimento per il matrimonio cattolico e a memoria mi pare che non si possano nemmeno concedere dispense, anche se il diritto canonico non è il mio forte.

    In fondo è risaputo: dio è molto interessato a cosa facciamo sotto le lenzuola e se lo facciamo nel modo sbagliato, al momento sbagliato, nella posizione sbagliata, per la ragione sbagliata, con la persona del sesso sbagliato o usando oggetti contra naturam come il profilattico ci sbatterà all’inferno, dove patiremo inenarrabili sofferenze fino alla fine dei tempi.

    Da ateo posso solo sottolineare che la parola “sacramento”, in greco, non esiste e perciò, sui vangeli canonici, scritti in greco, non possiamo trovare alcuna traccia di esplicita istituzione di sacramenti.
    Anche questa è una delle tante forzature applicate al testo: tradurre “misterion” con “sacramento”, per poi legiferarvi sopra.

    Da laico posso solo concepire leggi molto migliori di quelle di una divinità che, secondo i cristiani, dovrebbe essere un entità perfetta. Sono soddisfazioni.😉

    @sonounprecario
    lasciali fare, lasciali fare. L’8×1000 poi è mitico: già è irrazionale credere che esista una divinità, ma credere che, oltre a esistere, sia anche a corto di spicci …

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