Rai IV, la vendetta

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Ieri ha debuttato sul satellite il nuovo canale Rai, il quarto per la precisione. Si parla da subito di un canale votato ai giovani, ragazzotti che navigano in Internet, sensibili “alle suggestioni della moderna comunicazione”, come spiega Carlo Freccero, che stupido proprio non è.

Sì ok, ma c’è subito un problema sintomatico del fatto che nella maggior parte dei casi le cose vengono fatte senza ben sapere come dovrebbero in realtà essere: Rai 4 non ha un proprio sito Internet, tantomeno un blog. E questo non è un errore da poco per un canale che ritiene il web come fonte “formidabile di raccolta” di materiali proposti dalla Rete. Ok, magari il sito uscirà, ma cosa fai? Lanci il canale nuovo senza il sito?! Sì.

In più, come spiega Dario Salvelli, usare il DTT come tecnologia per andare incontro ai giovani mi pare una discrepanza, un errore alquanto strategico. Cioé non mi puoi parlare di contenuti e rapporto che cambia se per vederlo serve il digitale terrestre. Perché non provare un progetto totalmente votato ad Internet come Current Tv, allora?

La verità è che da anni in Italia non viene più fatta, progettata o pensata televisione; si preferisce importare continuamente format triti e ritriti, reality inguardabili o al massimo creare tristissimi giochi a premi condotti da presentatori imbarazzanti. E gli ascolti calano, però non si dice.

Se Rai 4 punterà sui giovani (recuperando peraltro le risorse finanziarie dalla chiusura di RaiUtile, talmente utile che non la conosce nessuno), c’è da dire anche che nel 2009 prenderà vita Rai 5, di cui ancora non si sa nulla. Alcune voci di corridoio spiegano che si stia parlando di altri nuovi canali dedicati “alle eccellenze del Made in Italy e ai lavori del Parlamento”… Una palla totale insomma, parliamoci chiaro: quante persone potrebbero guardare costantemente canali simili? Perché non date un’occhiata ai dati sulle caratteristiche socio-culturali degli spettatori? E magari sui loro gusti? E via così.

RaiSat è uno dei pochi comparti della Rai ad essere in attivo e capace di autofinanziarsi, quindi perché non puntare decisamente sull’innovazione e la sperimentazione? Carlo Freccero potrebbe essere la persona giusta, ma capisco che rapportarsi con la dirigenza, che certe dinamiche faticherà a comprenderle sino a che non scopriranno che negli Usa saranno avanti di 10 anni, e convincerla è dura, durissima.

Il futuro però non è il digitale terrestre. Prendiamo le altre Reti pubbliche del resto del mondo? Quanti canali hanno? Uno o due al massimo; la BBC ad esempio ne ha solo due. Se la tv di Stato vuole davvero sviluppare il modificato rapporto coi propri fruitori e puntare sui contenuti digitali, perché non si affidano davvero al web? Ne guadagneremmo tutti in qualità e soprattutto in riduzione di costi.
Che in un contesto pubblico non è cosa da poco.

5 risposte a Rai IV, la vendetta

  1. AlphaKappa scrive:

    è esattamente la mia opinione espressa ieri sul mio blog, quindi concordo con te. dopo averlo tanto cercato, mi sono accorto infatti che manca un minimo di sitaccio, brutto, sporco e cattivo, alla faccia dei giovani che navigano in rete!

  2. byb scrive:

    aaaaaaaaah
    scopro soltanto ora cosa dovrebbe essere rai4: ne avevo visto le pubblicità, ma mi mancava totalmente la spiegazione di cosa fosse…

  3. felipegonzales scrive:

    Quindi ogni anno una Rai in più…

  4. Mike scrive:

    Ciao, sono nuovo!
    Volevo fare una piccola precisazione: i canali TV della BBC sono in realtà otto (vedi per esempio: http://it.kingofsat.net/sat-astra2d.php o http://www.bbc.co.uk/tv/, più quelli internazionali). Detto questo il grosso problema non è tanto utilizzare il DVB-T od il DVB-S per la diffusione, ma il fatto che la programmazione non si trova da nessuna parte, e salvo gli spot si sa molto poco di questo canale.
    Secondo me le ipotesi sono due: o stanno facendo adesso delle “prove tecniche di trasmissione” e quindi la programmazione per ora è un po’ casuale, con telefilm mandati più volte, oppure stanno cercando di creare l’hype attorno a Rai 4, dicendo e non dicendo, usando e non usando il SECA (e non l’NDS, notare) sul satellite…

  5. sonounprecario scrive:

    @AlphaKappa
    Sì, diciamo che si riempiono un po’ la bocca che fa figo dire Internet, web, youtube, poi la realtà è un’altra.

    @Byb e Felipe
    Anche questo è sintomatico…cioé come diavolo hanno lanciato questo canale?!

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