La Tv che diventa Tw

agosto 9, 2008

Dal Sole 24 Ore

Dopo il lancio di Democratica Tv da parte di Veltroni e del PD, arriva una triste notizia dall’ex direttore Medail: la tv della libertà chiude. Pochi ascolti giornalieri (6-7000 persone) e costi alti per uno struttura di ben 20 (!) persone. Che tradotto in parole povere, vuol dire che non se la filava nessuno.

Ma concentriamoci per un istante su questo apparente slancio web 2.0 di Veltroni: prima fa una dichiarazione in difesa della Rete, dicendo la sua sulla causa tra Mediaset, Google e Youtube, poi l’inaugurazione di una web-tv. Che abbia visto la Luce? No di certo.

Già Napolux ha ben delineato lo schema dei motivi di questo rinnovato interesse veltroniano verso Internet web: basta verificare gli account di twitter del PD e di Veltroni per intuire che vengono utilizzati solamente durante campagne elettorali o particolari avvenimenti legati al partito. Insomma, ancora non vengono comprese le vere potenzialità del mezzo, soprattutto nel lungo periodo: ehi consulenti politici, se vi dico relazioni pubbliche vi viene in mente qualcosa?

Vatti a fidare di un giovane laureato smanettone del web: no, meglio affidarsi alle cariatidi della televisione piuttosto che scommettere su un rapporto più diretto, orizzontale e democratico legato ad Internet ed ai nuovi media. Sia mai che ai cittadini venga voglia di partecipare attivamente.

Sì perché è sintomatico che quando un’organizzazione politica annuncia un nuovo esperimento legato al web, manco fosse una scoperta rivoluzionaria, abbia e voglia ancora avere a che fare con la tv. E i giornalisti riprendono la notizia come se ci trovassimo davanti ad un evento incredibile. Verrebbe da chiedersi: ma siamo noi i diversi che vivono in un’altra dimensione, o sono loro che…vivono in un passato che si sforzano di mantenere in vita?

Conosciamo già la risposta purtroppo. Ma il dettaglio più evidente, e se volete più grave dal nostro punto di vista, è il riscontrare il fatto che i politici non sono più capaci da molto tempo di parlare alle persone, in qualunque modo. Malati di berlusconite acuta, esistono solo in tv, dietro una maledetta scatola, ereitando tutti i comportamenti propri di altri generi televisivi: e la politica viene dimenticata. Esiste il cosiddetto effetto setaccio per esempio, per cui i media danno più visibilità ai candidati più telegenici e più graditi dal pubblico. Mentre siamo qui a dibattere e discutere, a scrivere migliaia di post più o meno interessanti, si scopre così che i contenuti non interessano più – ai molti.

Certo, mi piacerebbe anche conoscere il parere di altri blogger in merito, ma la mia paura è quella che i politici stiano trasformando la “tv” in “tw”, o t-web, come preferite. Ma ciò non è possibile, in quanto non è pensabile comportarsi in un medium diverso utilizzando le stesse dinamiche della tv tradizionale, specialmente perché qui è casa di tutti e noi tutti vogliamo partecipare, fruire e contribuire.

Ecco perché ritengo che la non ancora nata tv democratica potrebbe finire per risultare l’ennesimo flop firmato PD: basti pensare anche solo al PD, quello vero, che per sicurezza non si sbilancia mai. Il mio timore è quello che diventi esclusivamente una vetrina in cui pubblicizzare il personaggio di turno: ennò, non funziona così.

Loro – giusto per distinguerci – non lo sanno, ma noi siamo ‘leggermente’ diversi dal pubblico televisivo.
Perché noi siamo davvero democratici.


Morire Giovani

agosto 6, 2008

http://www.flickr.com/photos/valerius25/463968859/ - i diritti sono di proprietà dell'autore

Sono un fottuto pessimista. Lo so, davvero. Ma non ci posso fare niente: nel dubbio, non faccio altro che supporre o intravedere il peggio dietro l’angolo. Parlo in generale, detto per inciso. Per una volta, facciamo che la politica c’entra poco. Anche se loro lanciano costantemente un unico messaggio a noi “ragazzi”: è meglio farci morire da giovani.

Scuola, università disorganizzata, stage o non stage, l’importante è che non sia pagato; crediti formativi, laurea, poi forse lavoro; lavoro precario, guadagni poco, zero certezze, niente casa, niente libertà. E intanto gli anni passano e tu sei ancora lì, in casa con mamma e papà. Senza una pensione, senza una prospettiva o una possibilità, insomma senza futuro.

E così via, anche se in questo momento vorrei concentrarmi più sulle sensazioni e gli stati d’animo che sul viscerale vissuto del concreto quotidiano: dopo un po’ stanca anche me.
Cioé come mi viene in mente, penserete, di scrivere cose simili proprio mentre sto per partire per un viaggio? Beh, quando arrivano le ferie, vuole comunque dire che l’estate sta finendo.

Più che vivere la vita mi sembra di subirla, come se stessi guardando costantemete il mondo da dietro una finestra, osservando gli altri intenti a vivere, trascorrere il tempo e decidere ciò che vogliono della propria esistenza.

Come se fossi imprigionato in una realtà ovattata che tiene incatenata la mia voglia di libertà. Me la sento dentro che spinge forte, spesso fa a pugni con i miei pensieri: convivo con un forte senso di inquietudine generale, assieme a quella enorme sensazione di vuoto che non so come riempire.

La cosa triste, o strana se volete, è che non ho idea di che decisione possa prendere in merito a qualsiasi cosa per cambiare lo stato delle cose, in primis la Mia Vita. E’ questa passività disarmante che mi sento addosso che mi distrugge, come se non riuscissi a reagire, a rialzarmi mai.

E ho paura del Tempo, di star perdendo quantità industriali di Tempo che non tornerà mai più. Tipo che tra 10 anni mi sveglierò un giorno pensando tra me e me “ma che cacchio di diavolo ho fatto fino ad ora? Dov’era il mio cervello quando ancora tutto era una scommessa, una roulette russa di esperienze da fare?” E in quel momento – se mai arriverà – sentirò un tuffo al Cuore, lo so.

Perché sarà troppo tardi.


Alla ricerca del mio filo di Arianna

agosto 4, 2008

Che lo vogliate o no, è giunta l’ora anche per me: se tutto andrà per il verso giusto (e perché non dovrebbe andare bene, tenendo le mani sulle parti basse?), mercoledì notte partirò per Creta.

Devo dire che non vedevo l’ora di staccare ufficialmente la spina quest’anno, che comincio a provare sulla pelle e sul mio tanto discusso (da me) cervello quantità industriali di stress: in questi ultimi giorni che mi separano dalle vacanze infatti non ho proprio voglia di fare un bel niente. Ok, più del solito, lo ammetto.

Confesso anche che, se per sbaglio troverò un Internet Point, attirandomi ire e improperi della fidanzata, accederò al web: è difficile sopravvivere lontano da Hattrick, Gmail, WordPress, Twitter, Flickr… Certo, se avessi un telefono che mi permetta di navigare in Rete seriamente, tutto sarebbe più facile. Per ora però preferisco usare questa mancanza di mezzi come scusa per disintossicarmi per qualche tempo da uno schermo ed una tastiera. Qwerty, per giunta.

Perché una delle prime cose che faccio, che fate e che facciamo noi addicted to web appena tornati a casa, è riaccendere il pc per vedere se tutto è ok: non è vero, in realtà lo facciamo per comunicare agli amici di twitter che purtroppo siamo tornati, ma perlomeno siamo abbronzati. E che il mare era proprio bello, blu, salato e bagnato.

Questo non vuol dire che non posterò; per vie segrete vi controllerò lo stesso, quindi vedete di fare i bravi. So che non sentirete la mia mancanza, ma un po’ arrogantemente proverò a farvela sentire. E se riuscirò a ritrovare un po’ di pace dei sensi, tenterò anche di dare un po’ di ordine mentale alla mia vita, che vorrei cominciare a capirmi, roba non semplice da qualche anno a questa parte. Il filo ce l’avrò accanto a me e vedrò di seguirlo senza distrarmi troppo.

…Sperando che il labirinto in cui dovrò districarmi non sia poi così complicato.