La disastrosa riforma della Gelmini: un salto indietro di oltre 50 anni

Il 4 settembre del 2008 passerà alla storia come la data in cui la scuola elementare (da sempre fiore all’occhiello d’Italia, presa a modello da molti per la qualità), grazie alla riforma della Ministra Gelmini, tornerà indietro di almeno 50 anni.
Superate anche le immani stronzate su divisa, voto di condotta e luoghi comuni vari, arriva l’idea finale dell’insegnante unico. Una furbizia da manicomio.

Credo che dal punto di vista pedagogico ed educativo sia quantomeno una catastrofe. Non solo va a scomparire la compresenza di altri insegnanti in una stessa classe, ma un’insegnante unica dovrà effettuare voli pindarici da una disciplina all’altra, dall’italiano all’informatica, dalla matematica alla storia e così via. Un disastro.

Che si fottano tutti i bambini che mostreranno qualsiasi segno di difficoltà, un’insegnante sola mica ha tempo di seguire bambini con più o meno problemi. Insomma diverrà sempre più centrale il ruolo educativo delle famiglie e dei genitori, che per forza di cose dovranno insegnare numeri e alfabeto ai figli prima di mandarli nella nuova scuola della Gelmini.

Ragionando, si arriva ad intuire il vero obiettivo, cioé quello di abbassare in modo significativo la qualità della scuola pubblica: chi potrà, manderà i figli alla scuola privata, il diplomificio storico per eccellenza; per gli altri ci saranno i brandelli della scuola pubblica, che tra un atto di vandalismo e l’altro si trasformerà nel nuovo centro sociale per antonomasia.

Inoltre, verranno scaricati sui comuni ulteriori costi: il cosiddetto dopo-scuola diverrà una spesa gravante sul comune e la mensa sarà garantita sempre su decisione del comune, fondi permettendo. Mi chiedo dove sarà possibile recuperare soldi, vista anche l’abolizione dell’ICI, ma tant’è.

Tutto questo viene firmato dall’onorevole Gelmini che da qualche mese a questa parte compare quotidianamente in tv per spiegare a tutti cosa sia la meritocrazia, l’ordine e l’educazione, con discorsi degni di una persona modesta intellettualmente, concetti infantili con cui soltanto l’elettore medio di destra può riempirsi la bocca.

Peccato che, notizia del 4 settembre, si viene a scoprire che la ever-berlusconiana Gelmini, superò il concorso d’ammissione per diventare avvocato ricorrendo alla solita e notissima scappatoia di recarsi a sostenerlo in Calabria.
Te capì, la lombarda? Chissà cosa ne pensa Bossi. Superfluo dirvi che in un paese serio dovrebbe tornarsene di corsa sotto la scrivania nel posto da cui è venuta.

Studiare, pensare e riflettere sono qualità che questo governo, in primis il premier, non ama, anzi. Col passare del tempo l’obiettivo sarà quello di scoraggiare i giovani a proseguire gli studi: diciamo che è un’azione propedeutica per poter continuare a malgovernare e devastare il nostro povero paese. Meno cervelli, meno fastidi; meno cervelli, più Berlusconi.

Faccia un favore ai bambini che ancora – fortunatamente – non sanno leggere ne scriverle: Ministra Gelmini, si dimetta e dia loro una piccola possibilità per il futuro. Non tarpiamogli le ali già da piccoli.
E prima di cambiare in peggio la scuola, magari ci faccia un giro dentro, parli con gli insegnanti. Giusto per scoprire che la realtà va ben oltre un grembiulino.

31 risposte a La disastrosa riforma della Gelmini: un salto indietro di oltre 50 anni

  1. Matteo scrive:

    Chiamami pure retrogrado (o più semplicemente vecchio rompicoglioni), ma la differenza fra la scuola elementare che ho frequentato io (negli anni 80, con il grembiulino e una sola maestra) e quella che ha frequentato la sorella della mia morosa (2000-05, senza grembiulini, con tante maestre e materie come “antropologia”) sono molto semplici: alla fine della quinta elementare sapevo leggere, scrivere in italiano e utilizzare correttamente le quattro operazioni (si, anche senza la calcolatrice…). Non solo: se venivo rimproverato dalla maestra, questa non rischiava una denuncia. Chi rischiava ero io.

    Nonostante queste angherie sono riuscito a finire le medie e il liceo scientifico senza portarmi mai niente a settembre (lo ammetto, non era difficile allora e lo è ancora meno oggi). Incredibilmente sono anche riuscito a laurearmi, con un ritardo dovuto più alla mia pigrizia e altro. E non sono mica Einstein…😛

    Ora, non sarà colpa delle tante maestre o delle materie esotiche se un bel po’ di gente non sa neanche leggere e scrivere (e sono lacune che ci si tiene poi per tutta la vita, quella del “tanto imparerà più avanti” è un’illusione), ma non vedo niente di scandaloso in una sola maestra, in un grembiule e in un voto in condotta.

    Saltare dalla storia alla matematica: si parla di un livello elementare, o si vuole far credere che un laureato in scienze della formazione non conosca TUTTE le materie a quel livello? Il vero problema non sono (non dovrebbero essere) le conoscenze, ma la capacità di trasmetterle.

    Quanto all’informatica, meriterebbe un discorso a parte. Lungo, complesso e, da parte mia, piuttosto polemico. Preferisco evitarlo elegantemente.🙂

  2. linda scrive:

    Parlare di scuola mi turba sempre perchè a differenza della ministra io nella scuola ci lavoro, e potrei insegnare in ogni ordine e grado (dalla materna alle superiori) però ad un certo punto un tale prima di lei mi ha detto che dovevo scegliere e specializzarmi per avere una funzione più educativa. Io ho scelto, mi sono specializzata a peso d’oro ed ora dopo aver cambiato regione insegno ogni anno in una scuola differente senza che nessuno, nessuno, nessuno, si preoccupi della continuità didattica (base pedagogica del maestro unico). In questo momento lo stato cerca di far passare dei provvedimenti meramente economici (non hanno i soldi per pagarci) mascherandoli dietro atti benevoli ed educativi.
    Non solo sparisce la compresenza, ma, nessuna maestra (specialmente le più anziane, di cui è piena la scuola) è capace di insegnare, ed insegnare bene tutte le discipline ed inevitabilmente il livello scuolastico ci va a perdere, sparirà il tempo pieno, i ragazzetti saranno allo sbando (i genitori dovranno seppur lavorare), come dici tu sarà una catastrofe. Ma la Gelmini, che non è una donna di scuola, questo fa finta di non vederlo.
    Mi sono fatta prendere dalle parole, perdona la mia lungaggine ma questo post mi tocca sul vivo ed è una delle migliori cose che ho letto ultimamente sull’argomento.

  3. alesstar scrive:

    io ho avuto la maestra unica, e poi la prevalente. ma anche se non mi hanno lasciato granchè, sono contraria alla maestra unica, e per vari motivi. il primo è che ogni insegnante dovrebbe avere una materia in cui è più ferrato, altrimenti è come l’idraulico che fa anche l’elettricista. il secondo, è che le classi sono da 30-35 bambini, da soli non si può gestirli, ed infatti ci sono dei numeri precisi di bisogno di tot insegnanti ogni tot bambini, e poi c’è la logistica. ora abbiamo che so, 4 classi di 30 bambini, con tre insegnanti ogni due classi. sono 6 maestre. mettiamo l’insegnate unico: abbiamo 4 maestre per 120 bambini; 2 li mandiamo a casa? evidentemente si, poi chi se ne frega di tutti i precari della scuola… le classi non si possono dividere, non ci sono le strutture, non puoi fare classi da 15 bambini, perchè fisicamente nelle aule, che fai? alzi muri e le dividi così? li mandiamo a far lezione nelle mense, o negli androni?

    sta riforma è una delle peggiori che ci sia, non ho capito a cosa voglia portare, se a un sistema scolastico “migliore” o a risparmiare ulteriormente e tagliare di qua e di là. mia zia è maestra in una grossa scuola della zona, 4 o 5 sezioni elementari e 2 materne, due anni fa al dirigente scolastico sono stati assegnati 1300 euro per tutta la scuola da spendere in materiale didattico… poi ci si lamenta che la scuola fa schifo… se non hanno i mezzi, ma pure loro, ma come fanno? cala tutto, motivazione degli insegnanti in primis… e anche quelli che nonostante tutto cercano di andare avanti, vengono bloccati dai genitori: sempre mia zia due anni fa durante il rientro pomeridiano leggeva ai bimbi harry potter, un libro che aveva comprato lei e che non aveva detto di far comprare; ebbene, si è vista genitori andare da lei inca**ati come belve perchè loro il libro non lo volevano comprare, e chi gliel’aveva detto a lei di leggerlo, e che loro non volevano che il figlio partecipasse a queste lettureO_o

  4. Matteo scrive:

    Io farei attenzione a tenere separate le questioni logistiche da quelle didattiche: un conto è dire “non ci sono abbastanza aule” o “30 bambini sono troppi per una sola maestra”. Questi sono discorsi che hanno un loro fondamento e che condivido.

    Un altro discorso è dire che un laureato non conosce abbastanza tutte le materie delle scuole elementari: scuole elementari, mica deve insegnare fisica quantistica. Alle scuole elementari, dal mio punto di vista, il punto cruciale è saper trasmettere le (poche, ma basilari) conoscenze necessarie, non essere chissà che luminari.

    Per questo resto dell’idea che una maestra per tutte le materie sia più che sufficiente, didatticamente parlando. Che poi sia un bene che le classi abbiano un numero umano di studenti, che le strutture siano più adeguate e altre questioni di questo genere mi sta bene.

    Ma un’insegnante deve, prima di tutto, “saper insegnare”, che è profondamente diverso dal “sapere”.

  5. alesstar scrive:

    il discorso logistico e didattico erano ovviamente separati.

    comunque, ti dirò. sarà che la mia maestra era quella che era, ferratissima sulla seconda guerra mondiale, visto che l’aveva vissuta, ma che poi in matematica non riusciva a insegnare una divisione, sosteneva che l’ordine dei pianeti che c’era sul libro e sulla mia enciclopedia era errato, e nonostante tutta la grammatica e l’analisi logica e grammaticale che mi ha fatto fare, al liceo classico per tradurre le coordinate e le subordinate, per non parlare di avverbi, verbi ausiliari ecc ecc avevo delle tare incredibili… e io le elementari le ho fatte negli anni 80-90, e alle medie ero una di quelle messe meglio nella mia classe, c’era chi stava peggio… io credo che un minimo di specializzazione ci voglia sempre… anche se sono bambini di 6-10 anni, perchè non hanno diritto a insegnanti ferrati nel loro campo, ma persone che hanno confusione in testa? ovviamente non tutti saranno così, le eccellenze grazie a dio ci sono, però quante, sui grandi numeri?

  6. Matteo scrive:

    Un attimo, io non considero “eccellenza” un insegnante elementare che sa insegnare sia la seconda guerra mondiale che le divisioni, lo considero la norma. Se poi la norma non è, il problema va risolto formando gli insegnanti, non aggiungendone nella speranza che N parti di un cervello ne vadano a formare uno intero🙂

  7. Adele scrive:

    Nella scuola primaria ci lavoro da 32 anni:prima ero “unica”,poi in team, al tempo pieno,dove tutt’ora insegno.Ho faticato molto per imparare a lavorare con i colleghi e ad apprezzare punti di vista diversi dai miei.Mi sono “specializzata nell’ambito scientifico e so cosa significa discutere per il bene dei ragazzi,trovare strategie per ovviare ai tanti problemi relazionali che i bimbi oggi hanno.Dove va questo patrimoniodi apertura ,di confronto,di scambio?Non accetto una SCUOLA che va alla deriva e farò di tutto …..fino alla pensione.Io metto passione nell’insegnamento e tutte queste chiacchiere della Gelmini mi preoccupano.

  8. alesstar scrive:

    @mattero io credo che le due cose vadano a braccetto: formazione specialistica nella materia & aggiunta di N parti, non possono essere scisse. che sappiano entrambe le cose non è eccellenza, è normale cultura generale di base che tutti dovremmo avere, dal medico all’operatore ecologico.

  9. maria scrive:

    negli ultimi 10 anni la repubblica italiana è diventata repubblica delle banane, dove non c’è più certezza di niente. Dopo una laurea in matematica(vecchio ordinamento) e 5 abilitazioni ora mi ritrovo disoccupatatra tra i disoccupati. Prima la beffa delle graduatorie permanenti che diventano ad esaurimento e il rischio di andare in coda se si cambia provincia, poi arriva questa somara unica (parole del manifesto) che addirittura ci vuole cancellare e ammucchiare in qualche discarica magari anche con l’uso della forza, come fossimo spazzatura. Qua non se ne può più e questi asini che non capiscono un cavolo non di matematica, ma non sanno nemmeno fare due più due non hanno capito che se ci sbattono tutti in mezzo alla strada possono cominciare a chiudere le fabbriche e i superercati di tutta Italia, perchè nel giro di un anno si troveranno invasi da un nuovo esercito di barboni….

  10. maestragiulia scrive:

    sono un’insegnante UNICA 50enne, vedova e con un figlio di 30anni, opero in una scuola paritaria dove, come si lavora, lo posso spiegare solo a una collega della mia stessa scuola.
    adoro questo lavoro che svolgo come fosse mio l’istituto, senza guardarein l’orologio , dove mi pagano 980euro, dove tutto è maledettamente difficile.
    sono in graduatoria dal 1990 per l’infanzia eda l 1994 per la primaria.Non ho mai potuto lavorare per lo stato perche avevo bisogno di essere sicura di potere pagare le bollette.Mi sono aggiornata , ho fatto ricerche, ho speso tempo ed energie per poter insegnare al meglio tutte le discipline perchè quello che i ministri dimenticano è che “formiamo CERVELLI e CUORI.
    ora tutto questo marasma intorno alla scuola mi mortifica in quanto o”insegnante unica o team”, l’ obiettivo dovrebbe essere il futuro dei nostri ragazzi portatori di diritto e con insegnanti malpagati e scuole fatisciente non si educa ne ai “saperi” ne “all’estetica”
    io vorrei tanto che la ministra conoscesse me e ilmio lavoro ma anche quello di tante colleghe e si ricordasse che la nostra scuola primaria era la migliore in europa: manteniamo questo primato e smettiamola di manipolare “le menti e i ” cuori”di questi poveri bambini

  11. sonounprecario scrive:

    @Matteo
    Sono in parte d’accordo: nel senso che col grembiule ho fatto solo l’asilo. Però non sono d’accordo col maestro unico; innanzitutto perché è giusto che ognuno insegni quello che preferisce, sa meglio e per cui si è specializzato. Certo, siamo ad un livello elementare per carità, ma ritengo che per un bambino, imparare a confrontarsi con realtà, autorità ed esigenze diverse poteva servire da esercizio per il futuro. Cambiare faccia, ecco.
    .
    La vedo un po’ in modo paternalistico. Nessuno chiede robe astruse, si parla di bambini: per esempio, basterebbero un insegnante per italiano, storia e geografia e uno per matematica, geometria e scienze; poi (per dire) per tutta la scuola qualcun altro che faccia fare attività motoria, non sarebbe male.
    .
    Insomma io son sempre stato abbastanza fortunato con gli insegnanti (non in tutte le materie, vabbé) e alle elementari ne avevo due. E le tabelline le so ancora a memoria cantando!
    .
    Insomma il vero motivo per cui si sega così, a priori, è per non pagare migliaia di persone, che rimarranno a casa. Sentire parlare di fannulloni e meritocrazia da una come la Gelmini è una mancanza di rispetto senza precedenti. O meglio, è una tattica usata da questo governo.
    Sui genitori poi ci sarebbe da fare un discorso a parte, dovresti vedere cosa succede alle superiori…

    @Linda
    Intanto grazie: possiamo usare quante parole vogliamo, quindi non preoccupatevi se vi sembra di essere “lunghi”; anche io spessissimo lo sono, a me piacciono le cose precise e dettagliate, ognuno le dice a modo suo.🙂
    Detto questo, aggiungerei che un problema ENORME per i genitori sarà la totale inesistenza del doposcuola, lasciato a carico del comune e a discrezione della scuola. Idem la mensa. Non ci sono soldi e ce ne saranno ancora meno, voglio vedere quante maestre finiranno a fare le baby-sitter…
    Insomma, dove li lasciamo i bambini quando mamma e papà lavorano? Boh. Volete un’altra motivazione economica? La proposta della settimana corta. Un giorno in meno uguale soldi in meno agli insegnanti.

    @Alesstar
    Logistica a parte, non mi pare giusto – anche per l’insegnante, che si troverà con difficoltà ancor maggiori – nei confronti dei bambini. Come si può pensare che una persona sia in grado di seguire e insegnare correttamente, nello stesso modo a 25-30 bambini per tot. ore di seguito? La stessa faccia; le stesse cose nello stesso modo, ogni giorno. Non servono studi di sociologia, pedagogia, psicologia, ecc… per parlare di soglia dell’attenzione o tantissimi altri fattori che la ministra evidentemente non è in grado di valutare.
    Poi ci sarà da ridere coi genitori, ma tralascio questo discorso (come ho detto a Matteo)…

  12. sonounprecario scrive:

    @Adele
    Tu parli con passione, da una persona che vive la realtà della scuola. E dici cose più che sensate: il contributo di molti, il confronto e il parlare rapportandosi, non può che aiutare tutti, teoricamente. poi vabbé, ok, ci sono eccezioni.
    Ma l’idea di un insegnante padrone non mi piace affatto: è giusto avere punti di vista differenti!

    @Maria
    Ho vissuto con mia madre la tua stessa situazione. Lei è passata di ruolo circa 10 anni fa, dopo circa 25 anni di insegnamento precario. Ero piccolo ma ogni santo agosto era dura, perché bisognava sperare e sperare. E poi le abilitazioni, i concorsi scappatoia nelle solite città, le litigate storiche in provveditorato, fino al miracolo del passaggio in ruolo.
    E questa con un colpo di spugna si riempie la bocca dicendo, di punto in bianco, di trovarvi un altro lavoro. Cazzo, ma ci rendiamo conto? Non mollare!

    @Giulia
    La logica orrebbe che lo Stato investisse pesantemente nella formazione dei suoi cittadini, classe dirigente del domani che potrebbe portare all’eccellenza il paese intero.
    In Italia purtroppo non è così.
    A loro vanno meglio persone stupide, che non si fanno troppe domande: perché quindi educare?
    Stanno distruggendo in ogni modo il nostro paese, succhiandosi le risorse dall’interno ma pontificando le loro azioni come se fossero la cosa più giusta da fare per Noi, sempre.

    La realtà è un’altra, ma quanti hanno gli occhi per vederla?

  13. […] hanno parlato anche Blogaprogetto, Forma mentis, Mente Critica, Resistenza laica, freelabs @ sbarrax e molti altri. Link […]

  14. Paola scrive:

    Caro Matteo nella scuola primaria non si insegna “antropologia” ma un’insegnante svolge l’ambito antropologico che comprende la storia e la geografia. Ibambini come te e me avevano pochi stimoli e molta educazione familiare; i bambini di oggi hanno molti stimoli da ambienti che non sono familiari e poco tempo da vivere con i genitori e i parenti… la società di oggi non è a dimensione di bambino ecco perchè la scuola con tutti i suoi insegnanti serve al bambino per acquisire una mentalità elastica e ricca di esperienze educative che lo curi e aiuti a capire i molteplici linguaggi in cui lo immergiamo continuamente…Questo governo vuole fare il matrimonio con “i fichi secchi”cioè vuole trovare i fondi per la crisi economica che ci devasta cercando i ” fannulloni” nella pubblica amministrazione…se guardassero la “trave che è nel loro occhio”…io lavoro da anni nella scuola e vedo quanto si lavora, ricordo alla ministra che da anni non si pagano più le supplenze perchè nelle scuole si fanno i salti mortali per coprire chi è malato sacrificando di già la famosa compresenza degli insegnanti a discapito dei bambini in difficoltà o di progetti di arricchimento del curricolo. Smettiamola con le nostalgie…oggi nessuno si sogno più di nmandare una lettera ad un’amico si scrivono l’email o usare il telefono a gettoni… e nella scuola nessuno si sogni di pretendere da una sola insegnante tutte le discipline approfondite come oggi svolte da diverse insegnanti o le uscite culturali e le gite scolastiche…con la riforma si starà secchi e pesti in classe solo con il libro senza “perdite di tempo” a ricercare l’esperienza significativa per i bambini, e fare il teatro o la musica, organizzare le uscite per visitare la città e i suoi luoghi significativi… tutto come una volta…con l’insegnante che non ha tempo per nessuno…come figura di riferimento non c’è male…

  15. Kim scrive:

    Si pensa che le insegnanti abbiano paura o non siano in grado di insegnare tutte le materie ma non è questo il probleme.
    Il vero problema è che oggi la lezione frontale non si utilizza quasi più. Ogni lezione è preparata in modo sempre nuovo, divertente e stimolante e si perde tantissimo tempo (non retribuito) per organizzare lavori e materiali. Dover preparare 9 materie invece che 3 porterà come conseguenza che, visto il tempo limitato, le proposte saranno più scarne e le ore di lezione frontale (che sono più semplici da preparare ma meno efficaci) aumenteranno a discapito del bambino e della sua preparazione.
    Ma chi l’ha detto che il bambino ha bisogno di una sola figura di riferimento? E allora i genitori? Ne abbattiamo uno?

  16. Matteo scrive:

    Paola, sulla questione degli stimoli non mi trovi esattamente d’accordo. Non vivo in città, non ci ho mai vissuto e non ci tengo a viverci, ma penso che gli stimoli che aveva un ragazzino vent’anni fa siano semplicemente diversi da quelli che ha un ragazzino oggi.

    Quello che un ragazzino di oggi ha in più è, probabilmente, la tecnologia. Tecnologia che raramente gli adulti sanno utilizzare (adulti di 25-30 anni, non pensionati) e che, a differenza dellla tecnologia degli anni 80-90 (sono vissuto imparando a programmare videoregistratori quando i miei genitori li sanno a malapena usare) permette di comunicare.

    Il problema è, altrettanto raramente, la scuola è in grado di spiegare questi nuovi stimoli, perchè la scuola è costituita da un corpo docente tecnologicamente vecchio. Ci sono sicuramente le eccezioni, ma chi è che insegna (per fare un esempio a cui sono vicono) l’informatica? L’insegnante di matematica, che per una specie di osmosi è quello in qualche modo più titolato.

    Il mio non è un attacco alla classe docente. Conosco molti insegnanti (entrambi i miei genitori, la mia ragazza, molti amici): ne considero alcuni buoni e alcuni meno buoni, non è generalizzando che si risolve un problema.

    Purtroppo però ho avuto a che fare, dopo aver finito il mio percorso scolastico, con molti episodi che mi hanno demoralizzato sulla situazione della scuola. Una buona parte dei ragazzini che finiscono la quinta elementare non sa leggere, scrivere e usare le quattro operazioni. Di più: non sa ascoltare.

    Ho il sospetto che una certa dose di sane lezioni frontali non siano la soluzione, ma un bel passo in avanti rispetto ai molti indietro fatti negli ultimi anni dalla scuola italiana.

    Un altro discorso a parte lo meriterebbero i genitori, ma anche in questo caso preferisco evitare elegantemente il problema, per evitare di scadere nella volgarità🙂

  17. Matteo scrive:

    Una mini-tastiera non aiuta ad evitare gli errori di battitura, scusate😛

  18. alesstar scrive:

    @precario : si si, completamente d’accordo, infatti.

  19. clau89 scrive:

    Io penso che in questa riforma che tu chiami disastrosa ci sia un punto importante che vi è stato inserito, ovvero la reintroduzione della disciplina curriculare di educazione civica.

  20. sonounprecario scrive:

    @Kim
    Sono d’accordo con te. Come ho già spiegato, peché solo una? Perché, come dice la ministra, i bambini “hanno bisogno di una figura unica”? Forse loro ce l’han bisogno, per tagliare spese. Otto ore ogni giorno con la stessa faccia. Mah.
    Poi panico alle superiori quando si renderanno conto che ogni professore ha esigenze diverse a cui bisogna sapersi adattare.

    @Matteo
    Il tuo discorso è giusto, anche perché – lo dico per gli altri – nessuno sta attaccando la classe docente. Diciamo che ognuno ha un suo punto di vista e siam qui proprio per discuterne.
    Premesso questo, sembra che la tua esperienza passata ti abbia segnato; e non posso darti torto, visto gli insegnanti che fino ad ora ha avuto mia sorella… Certo, la cosa dipende da molteplici fattori (la gestione della scuola in primis), ma questo è un altro discorso…
    E’ anche vero che molti bambini non sanno più ascoltare, o meglio, forse ascoltano soltanto quello che gli interessa. Per questo non capisco come una sola persona possa adattarsi ogni santa ora a 25 bambini per tenerli svegli.
    Sui genitori…avranno molto da dire, vedrete. Perché ci sarà solo un insegnante a fare da parafulmine, ci sarà da ridere.

    @Clau89
    Veramente l’insegnamento dell’educazione civica era già previsto, stessa cosa per le vecchie “medie”. Non se ne è mai andato dalla scuola.
    Il problema è che non c’era mai il tempo per insegnarla; anzi, quando si era a buon punto col programma di storia, si ritagliava qualche ora per parlarne. Ora sarà la stessa cosa, proclami della Gelmini a parte. Il libro di educazione civica è il primo che ti dicevano di non comprare, assieme a quello di religione.
    Sorrido poi alle dichiarazioni della Gelmini su inglese, informatica ed educazione fisica. Se non sei specializzato, come fai ad insegnare educazione fisica/motoria ai bambini?

  21. Gugli87 scrive:

    Sono uno studente universitario che giorno dopo giorno è costretto ad affrontare la disastrosa realtà delle università italiane…beh, penso che, con la nuova riforma della Gelmini, la situazione diventerà disastrosa già dalle scuole elementari. I politici, invece di risparmiare sull’istruzione, cominciassero a mettersi meno soldi nelle proprie tasche!!!
    La nuova riforma rovinerà la scuola italiana (ulteriormente) perchè:
    1. è un salto nella preistoria;
    2. un solo maestro non potrà rendere come quattro o cinque;
    3. un solo maestro non potrà seguire i bambini come quattro o cinque;
    4. i bambini hanno bisogno di confrontarsi con più persone diverse per abituarsi già da piccoli a diverse realtà;
    5. se con più maestri si ha la possibilità di averne uno o più preparati, con un solo maestro non preparato non si ha possibilità di scampo e l’ignoranza dilagherà ulteriormente.
    A questo punto vorrei proporre al Ministro Gelmini di introdurre anche le vecchie punizioni con le bacchettate sulle mani o magari anche le ginocchia sui ceci…tanto ormai, visto che ci siamo, perchè non ci torniamo definitivamente alla preistoria???
    P.S.: poi non ci lamentiamo che in Italia c’è disoccupazione…

  22. […] La disastrosa riforma della Gelmini: un salto indietro di oltre 50 anni […]

  23. paola de falco scrive:

    Maestro in bianco e nero

    Maestro unico! Non ci convince per niente! Pur volendo concentrarci sulle belle immagini in bianco e in nero che in questi giorni vediamo in TV: bambini educati, ordinati, impeccabili nel loro bel grembiule nero; rispettosi: si alzano in piedi quando appare la loro affettuosa maestra, e poi ….…. sono così silenziosi . Che quadretto idilliaco! Forse dovevamo vivere in quell’epoca lì, sicuramente, noi insegnanti venivamo considerati con più rispetto. Ma io vivo nel terzo millennio dove le cose sono ben diverse con moltissimi colori, tantissimi suoni che ti stordiscono e ti confondono. Non solo vivo in questo millennio, ma vivo giù allo Stivale, in quella parte considerata sud, meridione, dove svolgo il mio bel lavoro precario quasi da vent’anni (non è questo a preoccuparmi, vorrei solo poter lavorare ), e le posso assicurare, signora Gelmini, che qui la confusione aumenta. Le scuole? Penso che lei sia ben informata su scuole come quelle di Scampia o quelle dei rioni napoletani e periferici. Ecco in quelle classi c’è bisogno di un maestro-eroe, anzi supereroe, meglio con superpoteri! Mi fermo un momento …. non trovo le parole giuste. Quello che mi viene in mente è una proposta: è tempo di scendere in campo (come spesso ben dice il nostro Primo Ministro ) e in un campo sud. La proposta è darle un incarico annuale in una di queste scuole (non sono poche). Questa è sperimentazione! Un anno solo! Da sola naturalmente! Ora voglio mostrale un quadretto colorato della mia esperienza lavorativa in una classe quarta, esperienza fatta nell’anno scolastico precedente, visualizziamo insieme: Ciro che lancia astucci e afferra i capelli delle compagne; Simone che urla e canta; Carmela che non ha mai libri e quaderni e Ciro che spesso li strappa; Maria che vorrebbe poter tornare a casa e trovare mamma e papà; Nunzio arriva in ritardo dopo dieci giorni di assenze perché, come dice , nessuno lo sveglia. Non vi dico che lotta farli venire a scuola con il grembiule, anzi farli venire! Come vede non somigliano affatto a quei bambini in bianco e nero forse perché con il colore le cose si notano di più. Si nota di più se non hanno lavato la faccia la mattina o non hanno dormito; si notano di più i capelli spettinati, gli occhi arrabbiati perché pensano a qualcosa più grande di loro. Le sarà possibile creare l’armonia che lei ha ben chiaro nella sua testa, tutta da sola? E’convinta che con il maestro unico risolverà la “bassa qualità della scuola del sud”? Siamo qui ad aspettare la sua sperimentazione. Mi permetto di dare qualche consiglio: la prima cosa è spiegare la necessità di avere delle regole, spiegando il significato della parola; di insegnare un modo meno aggressivo di rivolgersi al compagno e far capire che gli altri non sono avversari da combattere, insomma insegnare soprattutto l’amore, per poi poter andare oltre. Qui la condotta è così relativa , cara Gelmini, per non parlare dei voti! Nulla sembra rientrare in alcuna griglia valutativa o schemi comportamentali. Non dico questo per lamentarmi, perché in effetti sono stata bene, ho trovato un ambiente lavorativo stimolante; un team di colleghi esperti e grazie alla nostra diversità siamo riusciti a risolvere vari problemi, per quanto mi riguarda è stata dura, ma lavorando insieme riuscivamo a comprendere e a vedere e là dove non riusciva l’uno, riusciva l’altro.
    A volte quel punto di vista diverso dal mio è stato illuminante e penso sia stato così anche per gli altri. Vedere qualcosa da prospettive diverse allarga il proprio orizzonte e diventa, così, difficile fossilizzarsi e rimanere con i propri pre-giudizi perché c’è sempre qualcuno che con una frase o con uno sguardo ti sveglia dal tuo assopimento. Non è quello che volevamo? Richiudere di nuovo quella porta dell’aula, dopo che l’abbiamo aperta sul mondo delle possibilità è davvero difficile. Non le sembra triste?

    . … curiosità…
    Questa lei la chiama “ rivoluzione del sistema scolastico?
    Lei lo portava il nastrino in testa? È importante, sa…
    Ha poi trovato le case di moda interessate alla divisa scolastica, …. perché anche questo è fondamentale.
    L’idea dei corsi intensivi per gli insegnanti del sud derivano dai suoi traumi infantili o da pre-giudizi nordisti?
    Ha deciso di “massacrare i figli del sud?” vendicandosi un pochino?

    Piccola lettera triste di un’insegnante del sud.

  24. adalgisa scrive:

    Sono un insegnante da ben trent’anni e conosco abbastanza la realtà della scuola.
    Cosa penso di queste nuove condizioni della scuola? Mi vengono in mente due parole, parole che ci accompagnano tutta la vita e sono: AMORE E PAURA.
    Per ann i ci siamo battuti per una scuola con amore e per amore della cultura nel bene comune e per
    stare bene a scuola nella pluralità e nel confronto continuo percorrendo la strada dello specifico in collaborazione con le famiglie nel modo più democratico possibile. Questa è la scuola che cresce e che può promuovere, con pari opportunità, futuri cittadini in grado di pensare in maniera critica e costruttiva. Quindi una scuola innanzitutto come vivaio di relazioni umane e non solo per gli alunni ma anche per il personale docente per il quale cooperare e confrontarsi è indispensabile. Ecco pari opportunità a tutti, anche a quelli che hanno problemi comportamentali, questa è la scuola dell’AMORE
    Ma eccoci di nuovo con una scuola dove l’insegnante unico isolato nella propria classe dovrà cimentarsi a fare il tuttologo in una situazione sociale e con un bagaglio culturale dei propri alunni completamente diverso dai lontanii anni settanta.
    .
    Oggi, ahimè è stata organizzata la scuola della PAURA: paura per gli alunni e paura per i docenti infangati dall’appellativo di fannulloni e ladri dello stato.
    Parlano di professionalità e poi ci pongono condizioni lavorative assurde nelle classi.
    Già la coodocenza si limitava a poche ore, figuriamoci senza.
    Le menzogne le dice il mostro ministro che continua ad affermare che ci sono tre insegnanti su una classe ma nessuno specifica che le tre insenanti operano su due classi e il rimanente delle ore vengono destinate alle supplenze o ad ltre ore di docenze in altre classi.
    Ebbene questa PAURA cosa produrrà? Demotivazione e sconforto nei docenti e l’abbandono scolastico da parte di tanti studenti… proprio come avveniva in passato dove la mortalità scolastica era altissima.
    E’ questo che vuole il governo, non dimentichiamo che Berlusconi incentiva e rimborsa alle famiglie spese per le scuole private. Che fine farà la nostra scuola pubblica? Che fine faranno le pari opportunità a tutti? Vogliono creare un esercito di falliti a scuola e di falliti nella vita, così saranno più facilmente domabili e il loro potere aumenterà sempre più.
    Ci hanno ucciso la speranza, sono gli assassini del futuro dei nostri giovani e in quanto al fenomeno bullismo la scuola non ha responsabilità è la società del consumismo, la società delle televisioni, è la società dell’effimero e della legge dei potenti delle economieche hanno distrutto le menti dei nostri ragazzi… é il DIO denaro quello di Berlusconi e degli altri demoni politici internazionali.
    La scuola può essere ancora un ‘isola felice, vi prego non la facciamo morire.
    Hanno solo fatto ancora ulteriori tagli per la scuola facendo credere di migliorarla… la scuola si migliora con personale sempre più preparato e sarebbe stato invece necessario assucurare sempre più corsi di aggiornamente per il personale docente, migliorando quindi le loro condizioni operative. L’aggiornamento è iindispensabile e un diritto dovere dei ogni insegnante! Altro che isolarlo in una sola classe!
    Abbiamo bisogno di menti pulite e persone preparate, occorre dare spazio ai giovani e far qualcosa per buttare nel cesso questo marciume e vecchiume che ci governa.
    Auguri a tutti i miei colleghi e colleghe

  25. sonounprecario scrive:

    @Paola e @Adalgisa
    Le vostre testimonianze, le vostre esperienze e i racconti della vera ed unica realtà della scuola fanno riflettere, e molto.
    Sono la prova dell’assurdità di questi personaggi che pensano di avere capito tutto e che possono rivoluzionare in meglio con uno schiocco di dita.
    E per farlo non arrivano nemmeno ad immaginare che forse, parlare con le insegnanti, sarebbe stato meglio che chiamarli ladri, fannulloni e tutto il resto.

  26. Andrea scrive:

    Immani stronzate? Ai miei tempi (sono del 62) tutto filava liscio, si studiava e non succedevano in classe tutte le porcate che succedono adesso. Alunni ed alunne, anche in tenera età, che sono intolleranti alle regole imposte dal sistema scolastico e sociale (così come lo sono il loro stessi genitori): gente prepotente che vuole fare quello che gli pare senza preoccuparsi degli altri. Ben vengano certi provvedimenti……

  27. sonounprecario scrive:

    Ma scusa, tu pensi che licenziando migliaia di lavoratori per tenere solo un maestro possa risolvere questi problemi?
    Leggiti i due commenti lunghi poco più in alto🙂
    La verità è che la società, le persone, insomma il MONDO è cambiato rispetto a 50 anni fa. Oggi ci sono centinaia di influenze, ingerenze, bombardamenti dei media vari e così via: non è che perché un avvocatessa lombarda che ha fatto il concorso in Calabria, dice che un maestro risolverà i mali del mondo, allora il provvedimento è rivoluzionario.
    Secondo te erano tutti così scemi a tenere 3 maestri?

    Non so se avete sentito oggi la proposta del Liceo breve…signori stiamo partorendo una società già morta in partenza. Saremo noi il buco nero dell’Europa, per non dire di peggio.

  28. Marta Omazzecchillemmuotro scrive:

    Ma la Gelmini è in fase mestruale. Mi deve spiegare che altro devo fare per entrare in scuola. Ho 3 abilitazioni, ottenute con corcorsi, un corso di sostegno: Ora che sono in posizione utile (dopo tanti anni di sacrifici di insegnamento come supplente in Tecnologia), sento dire che la vuole toglier di mezzo questa materia. Ma dico è matta? I miei sacrifici chi me li ripaga? Piuttosto le taglio la vagina e l’utero a questa grande zoccola e pure ciuccia.
    Capepichoiocca e pure capecazzo

  29. Marta Omazzecchillestramuort scrive:

    Ben venga il voto in condotta. Ma non puo’ eliminare le materie solo perchè non ha i soldi per pagare i docenti. Lo sa che le scuole private al sud pisciano in mano ai docenti, si fanno pagare caro dagli alunni promossi ma super ciucci. Se si vuole una Italia di ciucci, ebbene questa è la strada giusta. La privatizzazione nella scuola non va bene. Perchè chi non ha i soldi come puo’ assicurare futuro scolastico ai figli? No non si fa cosi’. Migliorate il servizio pubblico e ridate dignità e potere ai professori.
    Marta Omazzechillemuort a iessa

  30. sonounprecario scrive:

    Marta magari fossero solo mestruazioni. Quella è nipote di Don Gelmini e dietro ha Tremonti con la calcolatrice.
    Tra l’altro la condotta ha sempre inciso a parte gli ultimi 3-4 anni mi pare. Se avevi 7 bene o male ti segavano.
    Loro vogliono tanti soldatini senza cervello, senza pensiero, educati dalla tv commerciale che ha mandato a puttane tutto il paese in 20 anni.
    Dici bene tu: chi non ha i soldi sarà perduto.

  31. alessio scrive:

    Signora… io vorrei solo sapere se le sembra giusto che i miei professore passeranno il natale a giocare a carte ubriacarsi e mangiare panettone… ed io un povero alunno devo svolgere 148 pagine di storia 113 pagine di geografia astronomica algebra a mai finire geometria a palate, scienza inglese, spagnolo, latino, ecc.!!! lei mi dica se questo non è un abuso… tutto questo in 3° media e per le vacanze di natale… quindi se mia madre mi dice vieni a mangiare il panettone io che le devo rispondere ” scusa non posso devo studiare storia?!? ” i miei ossequi… attendo sue risposte…

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