Primipare attempate

Ogni tanto, in occasione di certi avvenimenti, mi interrogo sulle donne, sui loro misteri e sulla loro natura un po’ mistica, che nemmeno loro secondo me comprendono fino in fondo.
Mettiamola così: noi maschietti mai potremo capire una donna nella sua totalità, così come voi femminucce – che in realtà ci catalogate come facili da decodificare, come dire bianco o nero – mai riuscirete a scoprire il perché di certi comportamenti di un ometto.

Premessa e luogo comune a parte, in questi giorni non riesco a levarmi dalla testa un episodio emblematico sulla condizione femminile vigente in Italia all’alba dell’ormai anno 2009.
Ho in mente un’atleta italiana che da quando ha vinto una medaglia d’oro è un po’ ovunque, in qualsiasi trasmissione, pronta a sposare la causa del momento, attenta a tifare per chi la ospita e guardinga nel voler dare una sfiorettata (o se preferite, una “stoccata”) a chiunque si trovi davanti.

Avete in mente il video? Lo trovate in ogni versione su youtube. L’inno italiano come sottofondo, lì a ricordarci che siamo tutti fratelli d’Italia; una vestita in tuta, prostrata dinnanzi ad un uomo anziano, un conduttore in preda ad un orgasmo per quello che si accinge a commentare, in diretta. Persone come lei e lui che “ogni giorno si allenano con fatica ma che credono nei grandi traguardi”. A quel punto l’omniscenza condita con un po’ di innocente ignoranza della Vezzali trasuda dallo schermo.

Niente di strano direte voi, vista l’età; la carriera sportiva infatti volge al tramonto e quindi una donna italiana dovrà pur piazzarsi da qualche parte, no?
Poi mentre osservo queste immagini guardo in faccia la mia fidanzata e mi immagino volti di tante amiche, amiche blogger e via dicendo. Tocco quasi con mano i loro discorsi, le fatiche quotidiane degli studi, del lavoro e della vita. E mi viene da scuotere la testa.

Non un commento, non una reazione, niente di niente. Vi immagino così, con le braccia aperte mentre mi dite “cosa possiamo farci, noi?” Possibile che quando servite o venite celebrate, dovete sempre essere ritratte metaforicamente sotto una scrivania? E quando ve ne accorgete è tardi. Sì perché la Vezzali è l’Italia. L’Italia è la Vezzali. Per quello che io preferisco la Granbassi.

Poi mi capita di guardare un’intervista ad un’altra medagliata per il judo, giovanissima (lo dico perché ha la mia età) e pressoché ancora sconosciuta. Ma attenzione – intima la giornalista – è stata apprezzatissima in prima serata su una trasmissione Rai, quando dopo aver atterrato Carlo Conti (!), si è tolta il kimono ed è rimasta in succinto abitino da sera. Ovazione.

Ma veniamo alle donne normali. Anche qui non sono rose e fiori, sì perché si scopre che l’Italia è il paese occidentale con il maggior numero di parti over 40, per dire. Se una donna sta cercando un lavoro ed il suo ipotetico datore fiuta il pericolo di una gravidanza, sono guai. Idem se una donna desidera fare carriera.

Donne italiane siete degli animali straordinari: vi adattate ad ogni condizione, non c’è che dire. Però siete delle grandi ritardatarie, perché quando vi accorgerete dell’evidenza del vostro status sarà sempre tardi. Delle primipare attempate in tutto. Capisco che gran parte delle colpe sono da attribuire alla situazione, al paese, alle istituzioni e via dicendo.

Di certo però continuerò a non capire come mai vi stia bene tutto questo.

7 risposte a Primipare attempate

  1. Federica87 scrive:

    Purtroppo non ci sta bene questo. Ma primo, al potere ci sono sempre e solo uomini che difficilmente cambieranno le cose, secondo le donne in generale sono troppo occupate a farsi strada tra tette e sederi per arrivare alla ribalta. Non pensano che unendo le forze si potrebbe fare qualcosa di concreto, Molte anzi aspirano al marito milionario, chi glielo fa fare di combattere?.
    Diciamo che molte donne si addormentano nel loro ruolo piuttosto che combattere per i loro diritti.
    E questa cosa mi sconfiffera! Sempre a pensare al look, alla borsa e di qui e di là. D’accordo l’apparire è importante e deve far sentire a proprio agio però i media esagerano in questo senso, stanno togliendo l’attenzione dalle cose più importanti con i loro BIP di modelli di bellezza,
    Mi sono spiegata?

  2. artemide scrive:

    Dicci CONCRETAMENTE cosa dovremmo fare noi donne per rivendicare il nostro status di non veline tutte culoetette ma di persone dotate di intelletto e buona volontà. Scendere in piazza dopo le esternazioni della Vezzali di turno o boicottare la televisione all’ora di Veline? Occupare gli uffici della Ministradellepariopportunità? (che quindi dovrebbe garantire di poter trovare un posto sotto alle scrivanie e fare carriera…di quella che porta ai piani alti…). O dovremmo Iniziare una rivolta civile in nome del nostro ruolo di cittadini e lavoratori di “serie B” (notorio è il fatto che gli stipendi delle donne siano non meritocraticamente già + bassi in partenza di quelli degli uomini)? Quello di cui parli è solo uno dei problemi di questo Paese, ed il nichilismo si vedrà anche i noi donne, ma almeno tanto quanto si vede nel resto della popolazione italiana nel fronteggiare i veri problemi del paese: il caro-vita, il non sostegno alle famiglie ed alle giovani coppie, la presenza di mafiosi al governo ed in parlamento, il razzismo e l’ignoranza che portano a prendere a sprangate i “negri” e ad inveire contro i musulmani, l’impossibilità per un giovane laureato (a parte rare eccezioni) avere contratti che non siano di STAGE, o COCOCO o COCOPRO o chi ti chiede già partita IVA. Ed ecco che ti trasformi pure in bamboccione, che a 30 anni te ne vorresti andare di casa e ancora stai lì. Impotenza nel guidare il progresso a partire dal basso, se non altro il progresso demografico, in primis. Certoche poi siamo primipare attempate! Come voi uomini siete papà tardivi.
    Siamo come anestetizzati da quello che ci propinano, incapaci di formulare un pensiero collettivo che porti ad agire verso un interesse comune. Vuoi per lo sfinimento, come un puglie stanco messo all’angolo, vuoi perchè i mezzi civili di protesta-informazione non hanno presa (hai voglia di blog di informazione, post come i tuoi che scuotano le coscienze, e di trasmissioni Annozero…non si può dire che diano la scossa di un terremoto) , vuoi per il non avere idee concrete su come condurre la gente al “risveglio”. Le manifestazini di piazza mi sanno di un po’ passato, in questa era digitale dove ognuno si specchia in un ego virtuale che lo difende. Non sarà un po’ anche questo ad averci fatto perdere la dimensione della vita reale?!

  3. Francesco Protopapa scrive:

    Alex, secondo me non c’è niente da capire; gli scenziati che in Svizzera si stanno “mangiando la capa” per cercare di risalire all’origine dell’universo si pongono dinanzi ad una questione in-fi-ni-ta-men-te più semplice rispetto a quella che tu affronti in questo post.

  4. sonounprecario scrive:

    @Federica
    Appunto perché ci sono uomini al potere non può cambiare niente: pensi che a un maschio interessi o dia fastidio che sia così? No di certo. Un problema grande è che la stragrande maggioranza delle donne ritiene che per “arrivare” debba scendere a cose peggiori dei “compromessi”; certo, a volte è dettato da scarsa lungimiranza o intelligenza, però è sintomatico. Quando invece una giunge a posti elevati di responsabilità o “ha le palle” o allora sì che è brava.
    Poi ci sarebbe da parlare del modello di società italiana proposto da decenni da ogni mezzo, a partire dai giochi per bambine in sù. La scuola per veline alle bambine viene già fatta da piccole, quando i giochi pubblicizzati sono bambole poco vestite o bambole…vestite da battone, dai.
    Quello che dici sui media è verissimo, ma le donne che ci lavorano dentro cosa fanno? Cosa dicono? Ne parlano? No, perché evidentemente a molte va bene essere viste come un oggetto.
    E’ un cane che si morde la coda, ecco.

    @Artemide
    Grazie per il commento, è un ottimo contributo. Detto questo, fare questa domanda ad un maschio è un errore; ok, potresti dirmi che è una risposta di comodo, ma qualcun altra potrebbe farmi notare che dopotutto non sono affari miei. In realtà proverò a risponderti: scendere in piazza? Beh questo è uno degli strumenti più “forti”, quindi è da usare nelle occasioni giuste, altrimenti perde di efficacia. Non guardare certe trasmissioni? Perché no, loro i dati di ascolto li usano quasi come una bibbia (certo, bisognerebbe speigarlo anche ai maschietti, ma vabbé…).
    Però facciamo anche un altro esempio. Tra voi vi aiutate? Quando una donna arriva ai piani alti, aiuta le altre? Si sente in dovere di portare avanti questa causa o perlomeno, pensa all’esistenza del problema? In genere no. Perché, cavolo, una volta che sono un capo te lo faccio pesare e ora devi sputare sangue anche tu in ogni modo. Ciao alla solidarietà femminile: se non vi aiutate per prime tra voi, non cambiera niente.
    .
    Questo è sì uno dei vari problemi italiani, ma i fattori sono estendibili a tanti altri, perché coinvolgono l’ignoranza, la non solidarietà, il disinteresse, ecc… Non c’è nessuno che porta avanti certe battaglie, ecco. Perché non interessano, evidentemente.
    E’ altresì vero che noi uomini siamo papà iper-tardivi, magari mammoni, ma in molti casi è diversa la cosa: quanti davvero vogliono rimanere a casa e quanti invece vorrebbero vivere la propria vita altrove ma non possono?
    Fino a quando la presa di coscienza non diventa collettiva, possiamo star qui a discutere decenni senza arrivare ad una conclusione…

    @Francesco
    Ahahah! Quindi dici di lasciare perdere per evitare di farmi “spelare” da qualche donna?😀

  5. Francesco Protopapa scrive:

    In questo caso è inutile provare a darsi delle risposte: guardiamo la realtà e sospendiamo il giudizi.
    Hai detto bene, però; in Italia il potere è troppo concentrato nelle mani degli uomini, ma le donne fra di loro devono aiutarsi di più e devono farsi sentire di più. Prendi la questione delle quote rosa;
    Mister B umiliò la Prestigiacomo che voleva cambiare la legge elettorale in questo senso: “Stefania, non fare la bambina”. Quante lecolleghe espressero solidarietà? A parte la Turco, non ricordo altre. La questione quote rosa non è stata più ripresa: morta.
    Certo, a me piacerebbe davvero che le donne contassero molto di più nei posti chiave della società civile,anche perchè sono molto meno corruttibili; e poi, a mio avviso, sarebbe, un “ariete” per non dico abbattere, ma almeno dare delle mazzate alla casta che ci ha portato ad un passo dalla bancarotta. Alex, se ci pensi, le donne sono più della metà del popolo italiano ed è vergognoso che non abbiano la giusta rappresentanza a livello istituzionale e dirigenziale.
    Magari avessimo noi una come la Merkel, la Livni o la Clinton; ne deve passare di acqua sotto i ponti.
    E torniamo al dunque: ma se le donne non fanno coalizione, chi li deve aiutare? Noi maschi? see…passeranno generazioni prima di mutare la forma mentis del maschio italico medio. Perchè ? Hai fatto cenno al modello di società italiana; ebbene, a mio modesto avviso, nel rapporto uomo donna è rimasta ferma non dico ai tempi della “falce e moschetto”, ma a quelli del feudalesimo.

  6. Francesco Protopapa scrive:

    piccola correzione: parlavo di mentalità rimasta ferma ai quei tempi

  7. sonounprecario scrive:

    Non so, comincio a pensare che la maggior parte delle donne smuova qualcosa o si decida a fare qualcosa se l’obiettivo è sicuro; forse perché – come si dice – sono più responsabili degli uomini, rischiano meno, non so.
    Ricordo il caso della Prestigiacomo in lacrime…lacrime di coccodrillo. Quella per le donne cos’ha fatto?! Niente, ecco.
    .
    Più che aiutarle, visto che secondo me un po’ si dovrebbero “aiutare da sole” (che suona brutto lo so), noi maschietti dovremmo appoggiarle e non ostacolarle.
    .
    E infatti la tua analisi sulla società civile e italiana è perfetta. Insomma, secondo me la risposta potrebbero averla direttamente loro, e proprio guardano bene😉

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