Democratici solo a parole

Le primarie dei giovani del PD non sono legali e non si sono svolte in un contesto di legalità.
La storia è questa: Giulia Innocenzi è la coordinatrice degli Studenti Coscioni per la Libertà di Ricerca.
È nota per aver istituito il servizio “SOS Pillola del Giorno Dopo”, che aiuta ad ottenere la ricetta chi se la vede rifiutare da qualche medico inadempiente le proprie funzioni.

Giulia si è candidata alle primarie per essere eletta come Segretaria dei giovani del PD, che probabilmente si terranno nel prossimo mese di ottobre.
Il condizionale è d’obbligo, in quanto non c’è nulla di chiaro o definito in merito ai termini di candidatura e/o partecipazione.

Lei ha quindi scritto una lettera a Walter Veltroni, “invitandolo a intervenire per ripristinare la legalità e dettare regole chiare e certe per partecipare alle primarie”; come volevasi dimostrare, Veltroni non ha risposto, così come non ha mai avuto alcun rapporto o contatto coi suoi elettori (ma questo è un altro discorso). Probabilmente si trova ancora in America e sta cercando, su consiglio di Michael Jackson, di cambiare colore della pelle, per diventare come Obama.

Poi però arrivano voci, da ben informati, secondo le quali le elezioni sarebbero fissate per il 17 e il 18 ottobre e che per parteciparvi si dovevano raccogliere, entro il 25 settembre (quindi in pochissimi giorni) 600 firme in 5 diverse regioni. Il sito del PD non menziona la vicenda, né tantomeno fornisce i moduli per l’iscrizione.

Giulia Innocenzi ha quindi spedito una seconda lettera a Veltroni, invitandolo a chiarire e rendere trasparenti le regole di partecipazione. Diciamo che uno va a pensare che le cose vengono fatte in questo modo per far sì che vengano eletti nomi già decisi a tavolino, di partito per così dire. E visti i risultati delle precedenti primarie di DS e PD, non ci sarebbe da stupirsi.

Questo partito non solo non fa opposizione, è inesistente e tradisce ogni giorno le attese dei propri elettori, evitando qualsiasi contatto con la realtà, ma a quanto pare non ambisce nemmeno a soddisfare le promesse minime di rinnovamento e rispetto delle regole su cui tanto ci avevano rotto le scatole in campagna elettorale.

Mettiamocelo in testa una volta per tutte: il PD, nello stato in cui è ora, non serve a niente. O meglio, serve a Berlusconi per continuare a governare senza problemi.

2 risposte a Democratici solo a parole

  1. Francesco Protopapa scrive:

    Le prossime elezioni, credo siano le europee, per il Pd avranno l’effetto di uno tsunami come quello che fece sparire la civiltà minoica; e se lo meriterebbero, altrochè… Avanti così Pd, verso l’abisso e oltre.
    Walter, parafrasando Carosone, ti canto: tu vo fà l’americano, mericano, m ,mericano ( zum zum zum ), ma sei nato in Italiii; siend a mme, nun c’ sta niend a fa.
    Ale politiche lo slogan era “si può fare”, traduzione all’impronta “yes we can”; ma quale yes we can, semmai “yes wee-kend”.. a Manhattan, per cercare casa alla bella di papà.

  2. sonounprecario scrive:

    Anche secondo me ne guadagnerà – e tanto – Di Pietro. Un po’ perché questo tipo di elezioni premia certi elettorati (e non certo quello di destra, è statistica la cosa), un bell’altro po’ perché sarà l’occasione per D’Alema di segare definitivamente Veltroni.
    Che delusione Frà!

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