Esportare la civiltà italiana

Più indegno, più vergognoso di un atto come quello che in molti avrete visto ieri dalle immagini di una telecamera a circuito chiuso c’è solo il servizio al Tg1 delle 20 che purtroppo ho guardato ieri sera.

Parlo dell’episodio in cui due giovani (un ragazzo e una ragazza) entrano in un supermercato del centro storico. Un magazziniere sospetta, probabilmente perché non sono vestiti con giacca, cravatta o tailleur, che abbiano rubato qualche cosa.

Li accusa, tra insulti di ogni genere. La giovane viene gettata a terra, tenuta sotto controllo da un altro dipendente, si becca un bel pugno in pieno viso, mentre il suo compagno viene pestato con violenza. Superfluo dire che i clienti non sono intervenuti, tra l’indifferenza piccolo borghese più ignorante che il provincialismo del Nord-Italia possa offrire.

Il fatto risale agli inizi di agosto ed è una delle più vivide testimonianze della graduale fascistizzazione mentale e fisica della misera società italiana. Le prime serie conseguenze si sono viste con l’uccisione a bastonate di un ragazzo con la sola colpa di esser nato “negro”. Sì perché alla storia del pacchetto di biscotti non ci crede nessuno, e anche se fosse…

In questo caso però mi preme sottolineare che per un sospetto di un magazziniere si ricorre alla giustizia fai da te. Daghel al terùn, daghel al neger; così agiscono i paladini padani. Fa specie che l’unico ad intervenire sia stato un ragazzo di colore, col fine di «disarmare» il giovane che nel frattempo aveva preso dallo scaffale una bottiglia, per difendersi e sì, provocare.

Se poi avete la malsana idea di mettervi a leggere i commenti a questo articolo, c’è da mettersi le mani nei capelli; si va dal “i soliti no-global che fanno i fighi coi soldi di papà” al “ha fatto bene, se c’ero anche io, lo avrei aiutato”. Dando per scontato che avessero effettivamente commesso un reato e dando una visione di destra o di sinistra; la capacità di attenersi ai fatti non è figlia di questo paese educato dalla tv commerciale.

Poi la sera capito sul triste tg1, con la giornalista che dopo aver raccontato frettolosamente l’accaduto, giustifica il tutto dicendo che la zona faceva schifo, incalzando la gente intervistata ad evidenziare il concetto: le vie intorno sono piene di extracomunitari, è ovvio che poi succedono queste cose, quindi deve farlo sapere al tg nazionale. Ma lei alle conseguenze mica ci pensa.

Ricordo anche che il Veneto è quella regione in cui qualche mese fa (maggio per l’esattezza), venne ucciso a botte un ragazzo da alcuni nazi-fascisti. Insomma è questa la civiltà del nord che vuole dare l’esempio a tutta Italia. Invece io ho vergogna.

Non sapevo che fomentare le risse rientrasse nella buona condotta dell’uomo civile. Del resto però la definizione di “persona civile” va confrontata ai valori condivisi dalla comunità in cui si vive; credevamo che potesse essere legata all’educazione, al rispetto. Se poi i valori della società cambiano velocemente, allora sì, anche questo comportamento può essere definito civile, perchè in accordo con le consuetudini dei più.

Immagino poi che tutti quelli che approvano il comportamento del negoziante converranno con me nel ritenere giusto ricevere una manica di botte per un parcheggio in seconda fila, prendere una sprangata se passano con il rosso o un calcio nei denti se buttano sigarette e cartacce perterra. Non ci sono differenze sostanziali: qualcuno ha infranto la legge e qualcun altro si è fatto giustizia.

D’altronde, bisogna ringraziare la totale assenza dello Stato, dedito a fare propaganda per i cazzi propri, più che a governare. Un bel grazie quindi a tutti coloro che hanno convinto un popolo di furboni che rubare dei biscotti è un reato terribile, mentre corrompere, truffare risparmiatori e falsificare i bilanci no, non son cose di cui vergognarsi.

12 risposte a Esportare la civiltà italiana

  1. Pino Volpe scrive:

    bellissimo post, complimenti.

  2. ugasoft scrive:

    nelle domande che ti poni alla fine hai evidenziato il problema principale: per gli italiani se tu abusi di qualcosa di “pubblico” non c’è alcun problema. Se invece tocchi le loro proprietà allora potrebbero ucciderti.

    Infatti nessuno più si preoccupa dei problemi giudiziari di Berlusconi, degli scandali politici, della corruzione, delle tangenti, dei concorsi truccati… tanto è roba pubblica!

    Se solo sapessero fare due conti… un piccolo salto in là, al di là dell’atlantico: in america si stanno per investire 700.000.000.000 di dollari pubblici per salvare i ladri speculatori banchieri. se l’america ha circa 250 milioni di abitanti, fanno circa 3.000 euro a testa. Lo stato sta togliendo 3000 euro dalle tasche di ciascun cittadino per darli alle banche. Con quella cifra potrebbe garantire sanità pubblica.

    Qui facciamo ancora ridere! Al confronto i 300.000.000 di euro come prestito ponte fanno sorridere, sono 5 euro per italiano… che vuoi che siano?? Magari ora il costo della “Bad Company” alitalica sarà maggiore: 2.700.000.000 debiti e 7 anni DICO SETTE ANNI di ammortizzatori sociali per gli esuberati… magari un centinaio di euro a testa ci toccherà tirarlo fuori…

    Se non abbiamo più senso collettivo non c’è speranza. Emigrare, il prima possibile.

  3. Ottimo post e ottimo commento di ugasoft.
    Io lo ripeto da anni: a nord sta strisciando una sottocultura pericolosa.

    La politica populista della Lega Nord e recentemente anche il pdl si dovranno prendere la responsabilità di averla fomentata e cavalcata.

  4. Federica87 scrive:

    Confermo, essendo del nord. Andando a Milano tutti i giorni poi non ne parliamo. Scrivo il mio piccolo pensiero: per me uno può essere nero, giallo, brutto, bello, grasso, magro ed essere una brava persona oppure un grandissimo stronzo. Non c’è differenza. Io cerco di trattare tutti con gentilezza in quanto vorrei lo si faccia con me. Ovvio che ho paura, come donna, quando vedo i gruppi di uomini extracomunitari, però mi faccio sempre i fatti miei, e per adesso mi è andata bene.
    Comunque è un circolo viziosoe: se gli extracomunitari capissero che non c’è spazio per tutti e la smettessero con certi comportamenti, forse gli si darebbe più chance, no?

  5. sonounprecario scrive:

    @Pino
    Grazie =)

    @Ugasoft
    Esatto; tra le altre cose, leggendo il Corriere di oggi (cartaceo), ho scoperto che probabilmente quello che il negoziante ha pestato era un ladro di caramelle… Ora, a prescindere dal feticcio “merce”, so bene che è il principio che conta, ci mancherebbe. Ma la deriva in cui si sta spostando l’Italia è terribile.
    .
    Per quanto riguarda gli Usa…ieri han respinto alla Camera il finanziamento, infatti ci sono le borse in caduta libera.
    Se leggi blog americani o ascolti opinioni di esperti americani/giornalisti, dicono che tutto questo casotto economico è figlio soprattutto di una dissennata gestione della cosa pubblica da parte di Bush e co.
    In Italia poi, se parli di “senso collettivo” o “comunità” ti guardano male, perché le menti sono talmente limitate da tacciarti di comunista, o comunque da uno che fa discorsi da comunista.

    @Anonimo
    Grazie; tu sei già stato testimone di alcuni episodi penosi, visto dove vivi e hai vissuto… Però credo che nessuno si prenderà la responsabilità di queste cose e secondo me lo sai bene anche tu😛

    @Federica
    Dovrebbe essere così: non c’entra il colore della pelle. Se sei un criminale sei un criminale, punto e basta. Tutti siamo comunque stati influenzati da una sub-cultura di massa un po’ italiota e iconografica, nel senso che anche io probabilmente quando passo in mezzo a posti pieni di extracomunitari, storco un po’ il naso. Ma in realtà è sbagliato, sbagliatissimo. Anche un americano è extracomunitario, ma siccome è bianco non dà fastidio a nessuno?
    Abbiamo la mente ottenebrata da immagini con cui ci hanno bombardato e ci bombardano quotidianamente: ormai il nostro cervello ci propina costantemente l’uomo nero come causa principale su cui scaricare le noste frustrazioni.
    In realtà dobbiamo sforzarci di reprimere questi impulsi e integrarci, pur mantenendo le nostre diversità. La civiltà potrebbe ripartire da noi insomma.

  6. Lore! scrive:

    Vogliamo poi parlare anche del fatto di Parma?

  7. @lorel
    Ho letto ora. Agghiacciante non solo il gesto, ma altrettanto la stupidità di scrivere sulla busta intestata del comune la parola”negro” per meglio identificare il ragazzo. E’ la conferma che razzismo e stupidità vanno d’accrodo

  8. ugasoft scrive:

    ah, è di oggi un’altro bel regalone con i nostri soldi pubblici: 140.000.000 euro (circa 2,15 euro per italiano) al comune di Catania.

    http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/politica/cavaliere-salva-catania/cavaliere-salva-catania/cavaliere-salva-catania.html?ref=search

  9. sonounprecario scrive:

    @Lore
    Sì, l’ho letto ieri… C’è tutta la stupidità di cui siamo capaci. Come se non bastasse c’è anche il fatto di Pianura, in cui la gente è andata addosso agli extracomunitari che protestavano per certe condizioni a cui sono sottoposti…

    @Ugasoft
    Chissà cosa ne penseranno i leghisti…

  10. Federica87 scrive:

    C’è da dire però che anche gli extracomunitari sono sulla difensiva, proprio perchè attaccati in continuazione. C’è un circolo vizioso da rompere.

  11. sonounprecario scrive:

    “C’è da dire però che anche gli extracomunitari sono sulla difensiva, proprio perchè attaccati in continuazione”
    Beh scusa, se io ti dessi la colpa per tutto tu non staresti “sulla difensiva”? Se io vivessi in un paese dove la maggior parte della gente mi guarda male o mi schifa come se fossi una merda calpestata per strada, un pochino me la prenderei.

    Poi vabbé, se mi scambiano per uno spacciatore e mi prendono a botte in 6, dicendo che hanno reagito perché io, da solo contro 6, li ho assaltati, un pochino incazzato lo divento, ecco.

  12. E’ stato creato un perfetto capro espiatorio: diffuso ed estremamente riconoscibile.
    Solleticare i bassi istinti paga, a breve termine. E’ il lungo termine che mi spaventa.

    Ciò che scrive Federica è emblematico: siamo assuefatti, mitridatizzati a questa sottocultura.

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