La Lettera di Dora dagli USA

Due giorni fa aprendo la mail del blog ho ricevuto una piacevolissima sorpresa. Ho infatti trovato una mail di Dora, una lettrice del blog che ora vive negli Usa.
La sua lettera mi ha dato una scossa e spero che possa far provare anche a voi la stessa sensazione; per questo voglio ringraziare Dora: con le sue parole ci sta dicendo che da qualche parte, se lo vogliamo, un’alternativa esiste sempre. Ma soltanto se a rimboccarsi le maniche siamo noi.

«Ciao Alex,
sono Dora dagli USA. Ci siamo già sentiti in un commento ad uno dei tuoi post. Ho appena letto il tuo post sulla fuga di Saviano dall’Italia. Mi rattrista, mi rattristano le tue riflessioni e mi rattrista la sua decisione e sai perché? Perché mi ci ritrovo perfettamente.

Io sono qui in USA perché mio marito é americano e l’ho seguito quando l’ho sposato, non è che c’era molta scelta, l’Italia non ci offriva possibilità, l’America, tanto criticata dai moralisti italiani, invece ce ne offre tante.

In Italia ci vivevo ma ero arrabbiata, arrabbiata con tutto quello che non andava, proprio come te, mi ritrovo in quasi tutto quello che leggo nei tuoi post, e mi incazzo perché non vedo via di uscita. Ma poi penso, beh, io sono qui e ne sono uscita da quella merda, ora ho un lavoro, una casa, una famiglia, sono circondata dalla legalità dalla pulizia, dalla gente che rispetta le regole, dal rispetto degli altri e dalla voglia di rispettare gli altri. Ma perché tutto questo in Italia è impossibile? Non posso dire che sia radicato nei geni degli italiani, perché vedo gli italiani che vivono qui che sanno comportarsi bene, o forse quelli che vivono qui sono quelli che non riuscivano a vivere all’italiana e sono scappati? Non so.

Ci sarà una via d’uscita a questo schifo? Lo spero, perché io la mia Italia nonostante tutto la amo e la vorrei vedere risorgere, ma al momento sembra impossibile. A volte penso che per poter risorgere debba davvero toccare il fondo. Penso che la gente debba arrivare a non poter più nemmeno permettersi il pane, solo allora si renderà conto che le cose devono cambiare, ma come cambierebbero? In meglio o in peggio?

A volte ho paura che potrebbero cambiare in peggio e che i miei connazionali potrebbero diventare ancora più egoisti ed appoggiare ancora di più l’illegalità. Non so.
Per ora sono contenta di essere qui

4 risposte a La Lettera di Dora dagli USA

  1. barbara scrive:

    sapete, degli usa ho sempre avuto una pessima opinione, poi, casualmente incontro un oncologa, mia onc, che ha vissuto là col suo uomo x un tot, poi, rientrata in italia, si è trovata a fare i conti con un paese dai costi doppi e dagli stipendi dimezzati a confr co

  2. Dora in USA scrive:

    Alex,

    mi fa piacere di averti dato una scossa. Spero positiva, e spero di poterla dare ad altri.

    Barbara. Gli stipendi qui’ in usa sono quattro volte superiori a quelli Italiani e il costo della vita e’ inferiore. Tanto per farti degli esempi. Compro i pannolini per mia figlia di otto mesi. 360 pannolini, 34 dollari (dico 360! e sono i pampers!). La benzina, e’ salita fino ad un mesetto fa’ ora e’ scesa di nuovo, in Italia e’ scesa? qui’ costa 2,83 al gallone (un gallone=3.87 litri). L’elettricita’, paghiamo circa cento dollari al mese, abbiamo una casa di due piani, piu’ sottointerrato, due garage con porta automatica, lavatrice (di quella grande che fa 3 carichi alla volta) asciugabiancheria, due forni, sempre accesi perche’ io preferisco cucinare tutto al forno (con la piccola non ho il tempo di stare ai fornelli), lavastoviglie che facciamo una volta al giorno (almeno!), microonde, riscaldamento che e’ gia’ acceso (quello del piano superiore e’ elettrico), aria condizionata d’estate (qui si crepa di caldo d’estate e ora di notte scende gia’ a zero gradi se non di meno), telefono? 25 dollari al mese tutto compreso, telefonate in tutta america, canada e europa, prezzo fisso. Che altro posso dirti? Certo, guadagnamo molto di piu’ e spendiamo quello che guadagnamo ma facciamo anche una vita che rispetto a quella italiana puo’ essere considerata una vita da nababbi (e nababbi non siamo per niente) E’ facile avere una pessima idea di un posto che si e’ visto solo per televisione o che si e’ visitato da turisti. Bisogna viverci ogni giorno in un paese, e parlare la lingua, capendo anche gli accenti, gli slang, le battute, bisogna capire quello che dicono le persone che ti stanno intorno, quelli che incontri la mattina da dunkin donuts o nella caffetteria dell’ufficio, capire la loro mentalita’ far parte del loro mondo, vivere come vivono loro, ecc… solo cosi’ si puo’ davvero giudicare oggettivamente un altro paese e il loro popolo, altrimenti si da solo un giudizio superficiale, troppo facile cosi!.

  3. sonounprecario scrive:

    @Barbara e Dora
    Vorrei precisare: per me (e per molti) gli Usa non sono e non devono essere un esempio da seguire. Sono il paese che consuma e spreca più risorse nonostante la popolazione non sia elevata come in altre parti del mondo. Per fare questo, usano altri paesi; sono il paese con la spesa militare più elevata in assoluto (nel 2006, 560 miliardi di $; la GB che è il secondo paese, ne spende 59!), minaccia utilissima per governare ed estendere propri problemi in tutto il mondo; e ci sono tantissimi altri difetti di cui potremmo parlare, legati a politica, società, armi e via dicendo.
    Non ci sono solo lati positivi, anzi. Ma in molti casi sono utili, ok.
    Qui volevo sottolineare il fatto che non ci si lascia andare, non ci si rilassa e non ci si lascia mettere i piedi in testa da una classe politica da vomito. Anche perché non srebbe possibile, là. Idem per la crisi economica, molto più forte che qui in Italia.
    Però tutti si rimboccano le maniche: se negli Usa hai meno soldi non ti compri l’iphone e via dicendo. Qui, con la crisi e con meno soldi, si sta male se non ci si fa vedere in giro con la bella macchina, il telefonino figo e via dicendo.
    E molte differenze sono tutte qui.

  4. Dora in USA scrive:

    Alex,

    sicuramente questo in cui vivo e’ un paese in cui si spreca molto, pero’ ti posso dire che io noto molto piu’ coscienza civile ed ecologica nelle persone qui’ che in Italia. Per carita’ non voglio fare la filo americana a tutti i costi ma devo dare a cesare quello che e’ di cesare. Sicuramente il governo americano e’ quello che e’, sicuramente la spesa militare e’ quella che e’, ma trovo molto piu’ coscenziose e rispettose della natura le persone con cui vivo qui’ che gli italiani. Solo per farti degli esempi banali, io qui’ vivo in una casa in mezzo al bosco (qui’ e’ normale) con cerbiatti, scoiattoli, coniglietti selvaggi, volpi ecc……, a pochi metri dalla mia casa c’e’ un sentiero naturalistico. Mai e poi mai, ma ti dico mai, ho visto un solo americano buttare una carta nemmeno minuscola a terra, ne nel sentiero ne per strada, ne qui’ ne altrove, tutto e’ perfettamente pulito, nessuno si permette di sporcare o imbrattare nemmeno una pietra o di toccare un fiore, i cerbiatti vengono a mangiare l’erba in giardino e l’unica a disturbarli e’ la mia cagna ritardata che appena li vede abbaia fino alla noia, lo stesso vale per gli altri animali. Qui’ tutti fanno la raccolta differenziata e nessuno, ti dico nessuno mette nemmeno in dubbio il fatto che si possa non differenziare i rifiuti. Certo abbiamo le SUV, tutti, ma e’ una necessita’. Abitiamo in mezzo al bosco, gia’ ora la temperatura scende a meno due gradi di notte e la mattina c’e’ il ghiaccio a terra, senza una 4 ruote motrici non potremmo uscire di casa, tra un mese ci sara’ un metro di neve e senza 4 x 4 non potremmo uscire di casa, e cosi’ e’ per l’80 % delle persone che vivono in USA. Qui’ la vita di citta’ non esiste, si vive a 25 chilometri dal centro, lontano da negozi, da strutture, da tutto, abbiamo bisogno della macchina e di una macchina buona, non ci sono autobus di linea (in mezzo al bosco?) non ci sono treni, l’unico mezzo di trasporto e’ l’auto. Abbiamo il riscaldamento acceso, senza riscaldamento saremmo ibernati e le condutture dell’acqua scoppierebbero, e noi siamo in Maryland, che e’ considerato sud. D’estate senza aria condizionata non si puo’ stare, l’umidita’ e’ talmente alta che si muore, credimi, io sono del sud italia e quando sono arrivata qui’ credevo di morire dal caldo, mi rifiutavo di uscire dalla macchina e fare a piedi la strada dalla macchina all’entrata del supermecato perche’ il caldo era insopportabile. L’america non e’ l’Italia, qui’ le distanze da percorrere sono enormi, l’amico piu’ vicino vive a un ora di macchina, per tagliare l’erba hai bisogno del trattore, insomma, lo dico ancora una volta, per capire come si vive qui’ ci devi vivere altrimenti non puoi giudicare. Non voglio giustificare tutto quello che succede qui’ ma sono convinta che gli Italiani a confronto, tutto considerato fanno molto ma molto peggio, quello che voglio dire e’ che nella stessa situazione si comporterebbero peggio perche’ non hanno coscienza civile, non hanno amor patrio e non hanno coscienza ecologica. Mi dispiace ma dico quel che vedo. Tu vieni qui’, ti ospito io, e vedi un po’ come vanno le cose, e poi mi dirai se ho ragione o no. Ma devi imparare la lingua bene, devi parlarla in modo da capire le persone intorno a te cosa dicono e poter istaurare un discorso con quelli che ti circondano, parlare di tutto, solo cosi’ puoi capire profondamente un altro paese e le persone che ci vivono.

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