Do you believe in what you see?

Questo è un post chilometrico, lo so, ma se sei uno di quelli che fa della parola “troppo” la sua regola, leggi qua. Sì perché questo è uno dei quei post sentimentali, che potresti leggerti con una canzone romantica ma un po’ malinconica. Ti aiuterebbe a fruirlo meglio.

A dirla proprio tutta ho lasciato un pezzetto di cuore in Finlandia. Per questo provo un po’ di malinconia a ripensare al breve viaggio a Tampere.
Non so se riuscirò a trasmettervi con le parole i vari sentimenti che ho provato in soli 3 giorni, ma ci proverò. Un’esperienza che rimarrà dentro me e i 5 più 2 amici miei compagni di viaggio.

Benvenuto in Finlandia. L’aeroporto di Tampere è grande quanto casa nostra. Davvero, è minuscolo e vi sembra di atterrare in un altro pianeta; spazi aperti, alberi e bosco. Se poi ci si mette la pioggia ad accogliervi, il riconcigliamento con il silenzio o i suoni della natura è pressoché immediato.

A Tampere atterrano anche molte persone che devono recarsi in Russia, a due ore di macchina da lì. Perché volare con Ryanair costa decisamente meno che volare normalmente per San Pietroburgo, per esempio. Una volta sbarcati, siete praticamente fuori dall’aeroporto. C’è un pullman ogni mezz’ora che in 20 minuti vi porta in centro a Tampere, davanti alla stazione: costo 6€. Ma li spendete volentieri, perché il pullman è pulito, l’autista vi saluta e vi carica e scarica i bagagli senza batter ciglio.

La terza città della Finlandia. Tampere è una città finlandese di circa 206.500 abitanti, ma a vederla non sembra, perché queste città sono abbastanza estese e gli spazi aperti che si trovano ingannano, per non parlare delle piccole e caratteristiche casette in cui la gente vive. E’ una città industriale (molti residenti la chiamano la “manchester finlandese”), ma non troppo. A tratti sembrava di essere a Crespi D’Adda, gita immancabile per chi ha fatto la scuola dell’obbligo in Lombardia.

Il centro è molto bello, ci sono delle costruzioni davvero carine. Poco traffico, la gente mentre cammina non ti tira spallate, quando sei fermo ai bordi della strada sulle strisce pedonali, misteriosamente le macchine si fermano. Per dire, la ragazza che ha ospitato me e un amico aveva le stampelle e quando doveva attraversare la strada riusciva ad anticiparmi. Io rimanevo fermo, abituato a veder sfrecciare le macchine finché non decidi che devi buttarti in mezzo alla strada; lei no, semplicemente attraversava.

.: VOGLIO TORNARE IN FINLANDIA PRIMA POSSIBILE: I PRO.

Segni di civiltà intelligente. Non mi sembrava vero, per terra non c’erano cartacce, la gente dai finestrini non buttava niente e soprattutto avevo la sensazione di non dover temere nulla. Anche quando giravamo a piedi di notte. E’ una sensazione straordinaria pensare di poter decidere quello che si vuole fare, liberamente, senza doversi preoccupare troppo del prossimo. Non fraintendetemi, non lo dico in senso negativo.

La sera, a qualsiasi ora (notte compresa) si trovano decine di persone in giro a piedi, idem le ragazze. Si vede che non hanno paura e non hanno mai avuto problemi di criminalità o violenze varie. Camminano sotto i ponti, accanto ai viali da sole e si recano alla macchina nei parcheggi bui senza farsi accompagnare da nessuno. C’è vita insomma, si vive come dovremmo fottutamente vivere tutti quanti. Cosa che non è più possibile fare in Italia. Ma su questo discorso ritornerò dopo.

Una società incredibile. Sapete quanto costa l’università a Tampere? Ottantacinque euro l’anno. I repeat: OTTANTACINQUE EURO ALL’ANNO. I libri sono gratis, ogni studente può consultare quel cavolo che gli pare, perché studiare, informarsi e accrescere la propria conoscenza è un diritto di tutti. E se abiti oltre un raggio di 5km dall’Università lo Stato ti rimborsa le spese di trasferimento. E poi uno non deve arrabbiarsi.

La città è piena di studenti e di giovani universitari, di persone, i caffé e i locali sono sempre aperti. Una cosa fantastica che ho scoperto per esempio, è questa: quando tu entri in un locale e ti siedi, nessuno viene dopo 3 secondi a pressarti chiedendoti l’ordinazione e facendoti pagare non appena la consegna al tavolo viene fatta. Ebbene no. Qui sono molto più avanti e cordiali, da un punto di vista opposto.

Si perché ti siedi, leggi, navighi su internet (wi-fi free ovviamente), fai quello che vuoi insomma. Poi quando hai voglia ti alzi, vai al banco e prendi da bere; se ordini da mangiare paghi e te lo portano al tavolo quando è pronto. Nessuno ti caccia. E se proprio un posto è strapieno, cosa alquanto rara ovunque di giorno, chi è lì da molto tempo, intuisce che deve lasciare il posto a qualcun altro, si alza e va via senza guardare male nessuno. Una cosa elementare se ci pensate, ma a cui non ero abituato. Intelligenza sociale, la chiamerei.

A portata di vita, anche se sei giovane. Arrivo allo studentato della nostra amica finnica il primo giorno, per appoggiare i bagagli. Non mi aspettavo chissà cosa, ma chissenefrega, ho dormito ovunque e sono gggiovane, forte (bello-alto-biondo-occhi azzurri). Un par de palle. Il palazzo è nuovo, si vede, in giro non c’è caos, ma biciclette parcheggiate fuori. L’ascensore ci mette 4 secondi esatti ad arrivare al quarto piano: è un Otis. C’è una porta che separa i pianerottoli dalle stanze numerate; arriviamo in fondo ed entriamo in casa di Liina.

Incredibile, un salone con cucina, divano, tavolo e balcone. Due stanze per due coinquiline. Luce, gas, acqua calda, forno, lavastoviglie, lavatrice e internet: tutto compreso. Caspita, costerà tantissimo. Trecento cinquanta euro al mese. TRECENTOCINQUANTA EURO AL MESE. Andate a fare in culo italiani. Per una stanza, una maledetta bettola a Milano, come minimo ti chiedono 600€ al mese. Poi bisogna vivere.

Era il più caro tra gli studentati della zona. La verità è questa, signori miei. Un mio compagno li in Erasmus che ospitava altri amici si trova a 15 minuti esatti (senza ritardi perché non esistono) di pullmann dal centro; il suo studentato era meno bello di quello dove dormivo io. Ma ha sempre compreso tutto. Però sapete quanto paga al mese di affitto? Duecento euro. DUECENTO EURO AL MESE. Dovete morire tutti, brutti bastardi.

A misura di vita. La ciliegina sulla torta era la sauna; sì, perché praticamente ogni palazzo in Finlandia ha almeno un paio di saune interne. Si segna su un foglio l’ora ed è fatta, non troverete mai nessuno che si infilerà dentro durante la vostra ora. Questo anche negli studentati, luoghi inesistenti e ghettizzati per gli studenti italiani. Ma in Finlandia non è così. Entri nello spogliatoio, ti chiudi, ti cambi e vai in sauna, con doccia compresa. Se sei fortunato puoi trovare anche ragazze o donne nude dentro, che la non si fanno tanti problemi. Non tutti o tutte, per carità. Certo, la prima volta rimani stupito, poi dalla seconda in poi non ci fai più caso. Giuro.

Altra cosa davvero interessante erano le finestre e le porte. Per migliorare lo scambio di calore e non sprecare riscaldamento inutile, ogni casa ha due porte e due finestre negli stessi punti. Una si apre all’esterno, l’altra all’interno; no, non è fatto per il rumore, perché credetemi, rumore fuori praticamente non ce n’è, tanto che la pioggia sembrava piacevole nel silenzio di Tampere. Ho capito il vero lato romantico della pioggia, ecco. Dico questo perché ce ne siamo resi conto tutti del boato di sottofondo che c’è nelle nostre città appena usciti dall’aeroporto di Bergamo, al ritorno.

Indovinate chi erano gli studenti messi peggio economicamente. Gli italiani ovviamente. Cosa ve lo dico a fare? Il fondo base europeo Erasmus è di 200€ e i miei compagni si barcamenano con quegli unici soldi e il cibo spedito dalle famiglie. Chi è fortunato riceve anche soldi. Per questo ci hanno implorato di portargli un po’ di provviste; vabbé, anche perché in cucina non ci batte nessuno, si sa. Tra l’altro, e qui chiedo a voi, non mi spiego una cosa. Dei compagni siciliani o campani, o più in generale del sud Italia, oltre alle 200€ versate dalla comunità europea, ricevevano dalle rispettive regioni altri 200€. E il discorso cambia, perché hai margine oltre l’affitto. Quando me lo raccontavano, pensavo alla Lega ed ai suoi elettori e ridevo come un pazzo.

Lavoro e divertimento. A questo punto penserete che la vita costerà tantissimo in Finlandia. No, miei cari. Non c’è nemmeno questa scusa. Certo, al supermercato le cose costano un filino più che da noi. Ma i finlandesi guadagnano comunque decisamente più soldi che gli italiani. Per dire, una ragazza di Catania lavora in un baretto e prende 14€ l’ora. QUATTORDICI EURO L’ORA, capito, pezzi di…imprenditori italiani? Quando il giorno è festivo pagano il doppio. Tra le altre cose, nessuno pretende di avere una qualità di vita titanica come in Italia.

Intendo dire che a nessuno frega di girare col macchinone, come fanno i pezzenti in Italia indebitandosi fino all’orifizio più nascosto. A nessuno frega di sfoggiare la casona arredata a colpi di mutui. Semplicemente di vive più che dignitosamente. Con tutte le comodità, senza strafare. E nessuno giudica le persone come la nostra mentalità provincialotta suggerisce al nostro minuscolo cervello lobotomizzato. Perché la vita è una sola, ricordatevelo.

Non ho la macchina, prendo un mezzo pubblico. I pullman sono in orario, si fermano davanti alla fermata e l’autista ti fa il biglietto al momento, timbrando il suo cartellino magnetico al cambio del turno. E mentre si acquista il biglietto, nessuno dietro si lamenta, ti ruzza o ti punta il suo fallo nelle chiappe perché vuole andare chissà dove, per passare. I mezzi sono puliti, in ogni fila di sedia c’è il tasto per prenotare la fermata. Certo, le corse costano più che in Italia, ma se fai l’abbonamento te la stracavi.

.: LA FINLANDIA E’ DAVVERO BELLA, MA A PENSARCI BENE…: I CONTRO.

La gggente è davvero strana. Scena ripetuta in ogni locale: entriamo e da bravi italiani ordiniamo e consumiamo, chiacchierando e gesticolando come nostro solito. Ad un certo punto ci accorgiamo che intorno a noi tutte le persone sedute consumano sì, ma NON parlano tra loro. Ogni tanto qualcuno bisbiglia qualcosa. Questo in settimana e la domenica, perché il venerdì e il sabato è tutta un’altra cosa, ma arriverò anche a questo. “Però, singolari questi finlandesi”, pensiamo.

Ognuno tira dritto per la propria strada e non da troppo retta a chi ha intorno, è nel loro carattere. Ma attenzione, non confondete la cosa con la freddezza. Per loro è normale, siamo noi che siamo abituati ad un certo tipo di comportamenti. Per dire, il nostro compagno ci ha detto che ha coniosciuto più ragazze grazie a noi in 3 giorni che in 4 mesi che è lì. Avremo pur qualche vantaggio ad essere italiani, no?!

In merito ho da segnalare un episodio. Stiamo sulle palle a gran parte del maschio medio finlandese. Tanto che la prima sera in un locale un gruppetto di fenomeni ha spintonato un amico dal nulla e ha minacciato un altro. Purtoppo ero ancora in coda fuori per entrare con altri due amici, altrimenti sono sicuro che sarebbe venuto fuori un macello. Fortunatamente, quando altri due compagni sono andati a chiedere spiegazioni da bravi tamarri, la cosa si è sistemata. Se poi dici che sei siciliano, non osano dirti proprio niente. Fidatevi.

Volete sapere perché non gli stiamo proprio simpatici? Semplice. Perché gli fottiamo le donne, nel vero senso del termine. Non so perché, ma alle finlandesi piacevo particolamente. Te ne rendi conto quando a più di una ragazza, guardandoti in modo inconfondibile, chiedi di ridarti i pantaloni… D’altronde se pensate solo a bere, cari maschietti finnici, di certo non guadagnate punti. E qui veniamo al tasto dolente.

Una bottiglia per amico. Non mi era mai capitata una cosa simile. Dal venerdì sera al sabato notte inoltrato, la gente va in giro con la bottiglia in mano. Tutti, giovani ed adulti, donne e uomini, come se stessero tenendo in mano un pezzo di carta. Birra a fiumi e personaggi che si trasformano da morti viventi agli amiconi di sempre. Quando infatti sono ubriachi, i finlandesi tenteranno di abbracciarvi e cantare qualsiasi cosa con voi, perché sanno che siete italiani. Apro una parentesi qui: ho chiesto a due ragazze di spiegarmi da cosa capiscono che siamo italiani. Un motivo è per la gestualità, l’altro non posso dirvelo.

Insomma l’alcol in Finlandia è un problemone, tanto che le birra, ma soprattutto i superalcolici al supermercato costano tantissimo. Anche se il vetro delle bottiglie devi riportarlo, così ti ridanno la cauzione. Nei locali i cocktail vengono fatti col misurino, su quello non si sgarra. Un amico sovrappensiero ha ordinato un negroni e quando ha dovuto pagare gli è venuto un infarto: 12 euro. La birra media però costava 3,80€. Indovinate quante ne abbiamo bevute.

Due giorni di pazzia ci possono stare. Vedere ragazze ubriache in giro non è così piacevole. Idem gente che vomita fuori da alcuni bar. Ma la cosa incredibile è che avviene tutto solo il venerdì ed il sabato. La domenica no, perché il lunedì si lavora: è stupefacente notare la netta separazione che i finnici riescono a dare alla vita lavorativa ed a quella privata. Diventano altre persone, ma magari senza travestirsi come succede qui da noi.

Però vedete, all’uscita dei locali a tarda notte, nessuno guida. Si va a piedi, sbronzi o meno, con la bottiglia in mano, idem le donne. Perché non c’è criminalità e non avvengono particolari reati: è una delle rare volte in cui in discoteca nessuno mi ha chiesto se avevo fumo, pasticche o qualsiasi altra sostanza chimica. Insomma, lì si fidavano della mia faccia. L’unico problema che ho sentito da qualcuno è dato dalle armi; sembra infatti che non sia molto difficile ottenere il porto d’armi, quindi se giocate fuori casa evitate di provocare. Non si sa mai.

Il clima ed il cibo, ma mica tanto. C’erano zero gradi, come da noi in inverno inoltrato. Ma è un freddo secco, tipo quello della montagna. E le giornate in questo periodo dell’anno durano in modo identico al nostro. La storia cambia in inverno e in estate ovviamente. Le statistiche sui suicidi rimangono alte, ma sono in calo e collegabili con la diffusione delle armi da fuoco.

Altro mistero è cosa mangiano i finlandesi. So solo che una sera ho cucinato dei cavatelli al pomodoro e le due ragazze che ci ospitavano si sono scofanate due piatti, dicendo che erano buoni. Mica male. Per il resto mangiano in giro hamburger e panini di ogni genere. Con quello che bevono dovrebbero essere obesi, invece non è così.
Al supermercato bene o male trovate tutto, anche se ho visto poca carne rossa e, se trovate la pasta, non costa poco. Circa 2-3 euro insomma.

.: A GRANDE RICHIESTA.

Capitolo donne. Per voi amici maschietti, visto che me lo avete chiesto in tanti, scriverò anche questo paragrafetto. La prima sera eravamo in un locale con serata internazionale e di finlandesi non ce n’erano. Una beffa. Il sabato invece eravamo nel posto giusto: posso dirvi tranquillamente che 2 finlandesi su 3 che vedete passare sono carine, ma anche molto carine. La media è più alta che in Italia, devo confidarvi questo segreto con buona pace delle donne, anche se in questo modo rischierò di far emigrare un vasto numero di baldi giovini. Ovviamente la maggior parte è costituita da bionde, ma ci sono anche alcune more, per non parlare di quelle coi capelli neri e gli occhi azzurri (con questo paragrafetto mi sono guadagnato una bella ramanzina dalla fidanzata, ma vabbé, per voi questo ed altro…).

Se sei arrivato fino a qui voglio farti sapere che questa esperienza mi ha segnato e sta cambiando il mio modo di vedere la vita, il mio futuro. A partire dal fatto che mi sono pentito di non aver fatto l’Erasmus.
E’ come se avessi aperto gli occhi di colpo, se fino a settimana scorsa tutto andava a rallentatore, in slow motion. Ed ho capito che non era reale, perché è l’Italia che non è reale.

Va bene, in Finlandia ci sono solo 5 milioni di persone, ma non mi pare assurdo pretendere una via di mezzo.

Mi sento come uno che ha perso un sacco di tempo, come una persona a cui hanno rubato fino ad ora tonnellate di tempo che non tornerà mai più. Per questo non credo a quello che ho visto e che vedo ora, un po’ come Neo in Matrix, per tenere questa linea metaforico-fantastica.

Ma dopotutto ho solo 25 anni, e posso ancora decidere di dare una svolta alla mia vita. Perché voglio davvero sentirmi libero e per la prima volta – in soli 3 giorni – mi sono sentito incredibilmente libero delle mie scelte, dei miei spazi e del mio tempo. Ma non in Italia.

Ho compreso che non sono fatto per vivere così come sto facendo, ma soprattutto non sono stato creato per vivere tutta la vita nel posto dove sono nato.

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27 risposte a Do you believe in what you see?

  1. Gatto Nero scrive:

    Ho fatto l’Erasmus in Germania, a Dresda. Stessa cosa. Hai capito adesso perché da qualche anno a questa parte sono DAVVERO così incazzato con l’Italia?

  2. ugasoft scrive:

    bellissimo post.
    davvero.

    alla fine emigrerermo tutti, è la cosa più saggia da fare.

  3. sonounprecario scrive:

    @Gatto
    Eh, ho capito sì. E mi sto chiedendo che cavolo ho fatto fino ad ora. Ci vuole una svolta insomma.

    @Ugasoft
    Grazie. E’ un peccato, davvero un peccato che siamo portati a dire questo. Ma del resto ho delle scelte da fare e voglio pensare di scommettere sulle migliori per me.
    Che – come ho detto più in alto – la vita è sempre e solo una.

  4. Tiziano scrive:

    Ho letto ieri sera, ma visto che rilanci su Twitter non posso che commentare: bella esperienza e in linea di massima mi vedo d’accordo con ciò che scrivi, pure sulle considerazioni finali.

    Ah, noi che siamo il futuro… Definiremo ancora l’italia come il “bel paese”?
    Al sottoscritto ora viene in mente solo il formaggino tenero rotondo che mangiavo alla mensa delle elementari… :\

  5. prezzemola scrive:

    Per me l’ufficio del turismo di Tampere userà il tuo post nei prossimi cataloghi turistici :)!
    Scherzi a parte, fa piacere leggere e sapere di un così bel posto, di una mentalità così diversa che a te, come credo a chiunque, sia parsa irreale.
    Quindi.. della prenotazione biglietti te ne occupi tu per tutti :-P ??

  6. Gatto Nero scrive:

    Ecco precario, se tu sai cosa dovremmo fare… spiegamelo.
    Perché io non ho ancora trovato una soluzione. Ho provato a sgolarmi e a lamentarmi, per far svegliare le persone, e… beh, ora sono “quello che si lamenta sempre”.
    Ho provato a incazzarmi, per far capire che qualcosa non va, che siamo NOI PER PRIMI a dover fare qualcosa per cambiarle (tipo maggiore civiltà generale… capirai che sforzo)… e cosa ho ottenuto? Praticamente, un’ulcera.

    Adesso mi sono stufato. Me ne sto in un angolino e cerco di capire cosa fare dopo. Ma ho poca fiducia. L’unica speranza pare essere quella di ugasoft… ma non è una cosa molto triste?

  7. Gatto Nero scrive:

    (dannati form autocompilanti)

  8. Ivan scrive:

    Quando ho visto la lunghezza del post ho riso della possibilità di leggerlo. Figuriamoci. Infatti l’ho letto: e non mi ha annoiato; hai tenuto a freno il tuo disappunto per l’Italia limitandoti al racconto: io l’ho apprezzato, tanto è scontato ci si chieda perchè noi no? Forse però dobbiamo credere al cambiamento, forse è la fede che ci manca: sebbene la nostra sfiducia sia ampiamente giustificata.
    Anche durante la lettura del lungo articolo di Focus sulla scuola finlandese è un continuo chiedersi: ma cazzo, se gli studi han detto “questo e quello”, e dove “questo e quello” sono applicati si hanno risultati migliori, perchè non adeguarsi?
    Forse perchè siamo troppo artisti, troppo tempo a immaginare sognare e creare, piuttosto che a “far funzionare”: ma questo che parla è il mio inguaribile ottimismo.

    Bell’esperienza e piacevole racconto,
    ciaociao

    P.S. in altri commenti mi davi dell’ubriaco:
    intendevi ebbro di vita credo;
    invece immagino te coi campi di malto ingeriti…

  9. Ivan scrive:

    Ah, già: per cosa ci riconoscono come italiani oltre al gesticolare?

  10. gioxx scrive:

    Io il post l’ho letto, l’ho letto tutto, sottofondo Muse, li preferisco al romanticismo gratuito.

    E io che l’ho letto tutto e ti conosco, immagino te in quella situazione e immagino la tua espressione durante la stesura del post, immagino il tuo stato d’animo e riesco a percepirlo facendolo talvolta diventare il mio.

    No, non sono mai stato in Finlandia, considero il viaggio più bello quello trascorso in Inghilterra, in college, stesso modus operandi, stessi benefit (se non di più talvolta), stesso senso di libertà assoluta (chi era presente e chi mi ha conosciuto in quell’occasione sa… capisce… ricorda… non ero io, ero “di più”).

    Rammaricato, tanto, tantissimo. Sono fiero di essere nato in Italia, sempre meno di essere un italiano, un’etichetta che troppe volte viene caratterizzata da quanto tu hai raccontato ed esposto in maniera piacevole giusto qui sopra …

    per quanto possa valere, ti sono vicino e condivido pienamente quanto detto :)

  11. emaaaa scrive:

    Non so, ma mi sento di spezzare una lancia in favore dell’Italia!

    L’aspetto delle persone a mio avviso è importante, Fondamentale.
    Non puoi costruire una società a prescindere dalle persone.

    Se riuscivi a catturare l’attenzione di tante ragazze, ci sarà un motivo.
    A parte i pantaloni ;-)

    Non so …

  12. Federica87 scrive:

    Complimenti per il post!
    Io invece pensavo di emigrare in Spagna. Che dite?

  13. sonounprecario scrive:

    @Tiziano
    Oddio, me lo ricordo anche io quel formaggino, era buono in effetti. Non rimarremo altro che il bel paese del bengodi per le vacanze estive…

    @Prezzemola
    Vai tranquilla, ci penso io. Basta tenere d’occhio le offerte Ryanair… :P Sulla storia dell’ufficio turistico di Tampere…ahahah! Se mi pagano volentieri :P

    @Gatto
    Sono giunto alla conclusione che incazzarsi tra noi sia totalmente inutile. Se quello che vogliono è l’opportunismo, il menefreghismo totale tra le persone e tutto il resto, va bene. Ho deciso che ora penserò solo ed esclusivamente a me stesso, in barba alla mentalità cristiana e a tutte le cazzate italiane più varie. Siamo patetici.
    Sai che la penso come te e che fare polemiche per delle stronzate o parlare di altre cazzate dimostra soltanto la nostra pochezza.
    Quindi Gatto io non so che dire: bisogna cercare di cavarsela in qualche modo, possibilmente costruendosi intorno una vita in un posto il più vicino possibile alle proprie aspettative.
    Letto tra le righe vuol dire: fai quel chez che vuoi rispettando lo spazio altrui. Ma non qui. Perché dannarsi per un paese che vuole morire? Chi ce lo fa fare? Perché devo pagarla io per tutti gli ebeti?

    @Federica
    Grazie!
    Beh ma in Spagna vogliono andare tutti ormai. Almeno così si dice…troppo facile per i miei gusti :P

  14. sonounprecario scrive:

    @Ivan
    …Ha parlato quello che scrive post brevi :D
    Scherzi a parte, sono giunto ad un momento in cui l’avere fede e l’aspettare non basta più. Non ho più 20 anni, ma non è ho nemmeno 30, quindi probabilmente sono ancora in tempo a dare una svolta alla mia vita.
    Qui non ci adeguiamo all’eccellenza, o perlomeno non ci tentiamo neanche, perché la gente se ne fotte e pensa che votando il proprio dovere sia finito. Poi fa niente se vota il peggio che esista su questa Terra. In Italia tuteliamo soltanto gli interessi dei forti, dei potenti, dei disonesti, di chi succhia le risorse del paese sulle spalle degli altri. Sembrano luoghi comuni, ma così è.

    P.S.= sì ovvio, scherzavo, anche se immaginarti da ubriaco sarebbe divertente :P
    P.P.S= avresti dovuto vedere Harb ubriaco! Ahahah!
    N.B.= per la storia delle donne, te lo dico in privato… ;)

    @Gioxx
    Bella Gioxx, mi fa piacere :)
    Magari stavi sentendo Hysteria, per dire. Cioé anche “Time is Running Out” non è male come canzone a tema. Tornando a noi,
    Mi ritrovo in quello che dici. È come se avessi di colpo aperto gli occhi, scoprendo che esistono davvero “altre vite possibili”, che probabilmente mi e ci meritiamo. Ed è vero, mi sentivo Alessandro all’ennesima potenza. Non in senso megalomane, ma come se dentro di me si fosse risvegliato il mio senso di vita e di voglia di vivere più e più volte sopito dal contesto italiano.
    Ah, magari sta settimana ci vediamo eh… Uahuahuah!

    @Emaaaa
    In che senso l’aspetto delle persone è importante? Gran parte degli italiani è diventata orribile come persona: razzisti, falsi, perbenisti, voltagabbana, parassiti e chi più ne ha più ne metta. Un esempio stupido di questi giorni potrebbe essere questo: com’è che tutti parteggiano e si scandalizzano per la batutta di Berlusconi su Obama, un negro, visto che fino a ieri erano tutti pronti a linciare qualsiasi extracomunitario come capro espiatorio di ogni cosa? Com’è che Obama è figo, ma poi si vota Berlusconi?
    Per la storia delle ragazze posso solo dirvi una cosa: andate in Finlandia (mi han detto che in Svezia è ancora meglio, ma è un segreto :P)

  15. [...] un’attenzione particolare: leggete, pensateci su, sarebbe tanto bello poter cambiare questo nostro piccolo grande paese [...]

  16. Federica87 scrive:

    Ok allora mi catapulto in Giappone o in India.

  17. Federico scrive:

    bel post! vorrei farlo leggere ai miei amici finnici…
    e comunque

    ERASMUS FOREVEEEEER!!!!!!!

    dai che puoi ancora fare il leonardo!

  18. sonounprecario scrive:

    @Federica
    Beh va a gusti… :P

    @Federico
    Eheheh! In che senso il Leonardo? Cos’è?

  19. Joined scrive:

    Checc’è di tanto segreto nel secondo motivo per il quale ci riconoscono le finlandesi?
    xD

  20. sonounprecario scrive:

    Ahah, siete proprio dei curiosoni. E so perché, perché pensate male! :D
    E poi quella cosa li del riconoscere è molto più semplice di quello che pensate, ma soprattutto non riguarda tutti gli italiani…

  21. Ho avuto una reazione simile nelle mie tre settimane a Londra. C’e` davvero tutto un altro mondo la fuori. Non per forza sempre migliore ovviamente, ma concordo con quel che dici tu, viviamo in una nazione assurda. Bella quanto vuoi, ma strana forte.

  22. sonounprecario scrive:

    E’ vero, hai ragione tu. C’è tutto un altro mondo, ma soprattutto tutta un’altra vita la fuori; penso valga la pena di viverla come uno si sente.
    Strana forte è riduttivo. Mi verrebbe da dire “stupida forte”, ma tant’è :(

  23. Stupida forte mi piace :-)

  24. ibraSIMOvic scrive:

    Noto ke su molte questioni siamo sulla stessa linea d’onda.
    Indi nn faccio nessun commento.
    Sensazioni simili le ho provate quando sono andato 5 giorni a Monaco d Baviera, 500 Km.. nn molto lontano!! Ma mi sembrava di essere su un altro pianeta!!

    Purtroppo la realta’ in cui viviamo ci nasconde molte cose..

    Aprire gl’okki puo’ essere devastante.

    Ciao Belo!!

  25. sonounprecario scrive:

    Probabilmente l’unica cosa da fare è viaggiare. Poi decidere dove vivere un’altra esperienza insomma.
    E io vorrei provarci.

  26. Ivan2 scrive:

    Ciao amico,
    mi firmo come Ivan2 perchè anche se ho lo stesso nome non sono lo stesso Ivan “ubriacone” dei posti precedenti.Sai io vengo da un città italiana dove l’emigrazione è una colonna portante della nostra cultura e dove la maggior parte della gente pensa esattamente quello che tu pensi del posto dove sei nato.Anche io ho viaggiato ,non in finlandia,ma in paesi dove ci sono realtà molto simili a quelle da te riscontrate in Finlandia eppure ho sviluppato una consapevolezza essendo incontatto con persone che vivono in questi “paesi-Eden” di cui parlate qui.Una cosa è viverci qualche giorno da tourista,conoscendo la “facciata buona” del posto dove stai e un’altra è viverci tutti i giorni.Ti garantisco che vivere quotidianamente in qualsiasi posto ti mostra pure le sue magane.Gli ucraini e i rumeni che vengono qui prima di partire per l’Italia,ti assicuro che ci vedono esattamente come tu vedi la Finlandia,una concezione assolutamente idealizzata dell’Italia,ma poi una volta qui vedono anche le cose brutte (delinquenza,mafia,corruzione,scarsità di senso civico,inefficenza del Pubblico ecc.).Non metto in dubbio quello che scrivi ma metto in dubbio che possa esistere un “isola felice” in qualsiasi parte del mondo:ci sono i pro e i contro a vivere in Finlandia come ci sono a vivere in Italia o in qualsiasi altro paese al mondo (ripeto “vivere” è molto diverso da “visitare”).Un mio amico carissimo vive in Finlandia da anni e ha potuto constatare che persino lì non è tutto rose e fiori,la loro socetà intelligente è controbilanciata da una decadenza del costume,della famiglia e dell’essere umano che io al’inizio mi rifiutavo di credere finchè non me lo hanno confermato alcuni finlandesi d.o.c con cui sono in contatto (percè all’inizio anche io credevo che ci fos una “terra promessa” da qualche parte, in cui fuggire dallo squallore della mia città).C’è stato un tempo in cui credevo che lasciandomi l’Italia lle spalle avrei migliorato la mia vita,non avrei più subito razzismo a causa della mia provenienza e avrei trovato il paradiso,ma non è così.Ogni posto ha i suoi gioielli e le sue cacche…semplicemente perchè non è possibile nella dimensione umana una socetà perfetta,tutto ha un lato buono e un lato negativo.Per cui credetemi,la soluzione non è “fuggire” perchè tanto non esiste un luogo ideale in cui vivere (lo dici stess tu che in Finlandia c’è un altissimo tasso di suicidi…:perchè mai se è un paese tanto perfetto?) si tratta solo di trovare cacche di colore e odore diverso a quelle che trovi in casa tua,ne più ne meno.Ve lo dice uno che viene da una delle città che ha prodotto più emigranti in tutta Italia:la soluzione non è fuggire perchè se emigri,appunto,fuggi soltanto :la soluzione è restare a casa ua per renderla un posto migliore anche semagari puoi contribuire con pochissimo,perchè quando lo faranno tutti,credimi,quel pochissimo basterà.I finlandesi hanno fatto proprio questo mi sembra (oddio,sono 5 milioni e la cosa l’ha reso più facile…ma noi non siamo stati capaci n passato di fare cose ancora più grandiose?).Allora viaggiare sì,perchè è importate,soprattutto in questi paesi efficenti e disciplinati,ma proprio per prendere esempio da loro e poi tornare a casa per meterlo in pratica come faccio io,non per sognare di fggirci,perchè se fuggi all’estero non fai che rimandare i problemi che vivi tu alle generazioni future che poi si troveranno a loro volta di fronte alla scelta di fuggire o di lottare.Scusate gli errori di ortografia ma la mia tasiera mi sta abbandonando.Spero di non avervi annoiato e che il mio discorso non sembri pura retoricaperchè lungi da me la volontà di esserlo.

  27. luca scrive:

    e’ agghiacciante pensare ai politici italiani che non sanno come smaltire i rifiuti e buttano via miliardi ed in finlandia ti pagano pure se porti bottiglie di vetro lattine e plastica , 10 lattine un euro, eliminado rifiuti e delinquenza , dando reddito

    Italia non ce speranza

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