I comunisti guardano ancora Tele+

Che viviamo in un paese particolare lo sapevamo da tempo. Ed è un po’ anche per questo motivo che dico la mia sulla questione Iva-Sky in ritardo.
Faccio subito una premessa: non sto scrivendo questo post per schierarmi dall’una o dall’altra parte, anche perché questa la reputo una sorta di guerra tra squali.

Però le cose vanno raccontate per come sono quindi, dopo aver letto svariati post sull’argomento, vorrei provare a fare il punto della situazione, che magari vi siete persi qualche cosa.
Insomma se questa tassa, resa doppiamente sgradevole dal conflitto d’interessi, guarda caso appassiona più dei bonus e delle “social card” varati nel tentativo di sostenere la domanda interna, finanziando con poche decine di euro al mese una (ristretta) fascia di poveri…ci sarà pure un motivo, no? O forse è servita per non parlare di altre cose?

Gli angeli non stanno a SKY. Se dovessi spiegare in poche righe la vicenda vi direi che anche se SKY (facendo pressione sui propri consumatori attraverso uno spot), sta rispondendo agli attacchi scaricando direttamente il problema sull’utenza e non combattendo solo contro il Governo, ci sono alcuni motivi per cui questa storia andrebbe criticata in un certo modo. Ecco, diciamo che “lo spettacolo che stiamo dando come paese non è esaltante“, di questi tempi più del solito.
Perché con questo provvedimento diamo una volta di più l’immagine di un paese in cui esistono società – quelle del presidente del Consiglio – che sono “più uguali” delle altre. E con queste credenziali, più nessuno vorrà investire in Italia. E bisognerebbe storcere il naso soprattutto se liberali, moderati o come cavolo vogliono farsi chiamare.

1984: da Craxi ad Orwell. Smontiamo subito la storia che sarebbe stata la sinistra a dimezzare l’Iva a Sky. Berlusconi e i suoi spin fanno costantemente affidamento sulla memoria corta degli italiani, che bene o male mandano giù tutto alla fin fine. Sì perché, conflitto di interessi (evidente) di Berlusconi a parte, bisognerebbe prima o poi affrontare il problemone della televisione in Italia, che esiste da sempre.
Chi conosce un po’ la storia radio-televisiva italiana (se avete voglia di farvi male consiglio la lettura di questo libro in merito – cioé io me lo son dovuto studiare praticamente a memoria qualche anno fa…ora tocca a voi!) sa infatti che si parla da sempre di un mercato fuori controllo, con regole poco chiare e in cui un personaggio, attraverso amicizie e azioni spesso al di fuori della legge, è riuscito a costruire un impero che gli permette di governare un paese, indirizzare e creare l’opinione pubblica e via dicendo. E dire che gli errori cominciano da quando la Rai si chiamava EIAR…se non prima. E poi le concessioni, le varie leggi che non hanno mai risolto nulla, per arrivare al decreto Berlusconi firmato in fretta e fuoria da Craxi, quello della “guerra dei puffi” (non vi dico perché è stata chiamata così per decenza), fino alla Mammì, per concludere con la Gasparri.

Quando si chiamava Telepiù. Come spiegato sul blog di Gilioli, l’Espresso ci ha ricordato che il primo nome della tv a pagamento (fondata dal gruppo Fininvest) era Telepiù, ceduta successivamente ad una cordata di imprenditori amici, poi ai francesi di Canal Plus e infine nel 2002 a Murdoch che le darà il nome del suo gruppo: Sky.
Si scopre così che l’Iva agevolata sugli abbonamenti della pay-tv italiana è stata un trattamento di favore risalente al 1991 fatto dal ministero retto dal socialista Rino Formica e dal governo Andreotti a Silvio Berlusconi in persona. Non solo: dietro questo favore, secondo la Procura di Milano, c’era persino stato un tentativo di corruzione. Ma questo è un altro discorso. Anche perché la sinistra, quando ha avuto l’occasione, non è mai stata capace di risolvere il benedetto problema del conflitto di interessi; per informazioni citofonare a D’Alema.

Un’opposizione che non si opposiziona. Già quell’opposizione che anche questa volta non è stata capace di dare qualche stoccata, se non facendo qualche imbarazzante dichiarazione più contro Berlusconi in generale che inerente al problema. Insomma si poteva far notare che Sky è forse l’unico forte competitor italiano di Mediaset (pensate al calcio, ai film, ecc…) e che comunque sia, Sky se vorrà continuare a pubblicizzare i suoi prodotti dovrà passare da una concessionaria (Publitalia ’80) nelle mani di chi sappiamo noi; perché non pensate che ora ne guadagnerà l’informazione, con Sky tutta risentita con un ritardo decennale. Perché il 10% in più di Iva a Sky interessa solo quella pay-tv, appunto. Non so, si poteva prendere la palla al balzo per dire che il Governo aveva promesso di non alzare le tasse per favorire i consumi, invece l’ha fatto; si poteva riportare in auge con forza il conflitto di interessi, spiegando che un personaggio che da solo si fa l’ennesima legge per penalizzare grandemente un concorrente di una delle sue aziende, forse non è la miglior persona per governare.

Va bene Sky, ma i problemi sono altri. Partire da Sky per arrivare agli sgravi fiscali sugli interventi energetici che sono scomparsi (quando gente come la Merkel e Obama indicano la via della fonte alternativa come una delle più percorribili per uscire dalla crisi). Persone, famiglie e aziende che a causa di un assurdo provvedimento del governo, rischiano di perdere migliaia di euro investiti in interventi di risparmio energetico o produzione di energia rinnovabile.
E invece che ha fatto il PD di Veltroni? Si sono tirati solo ed esclusivamente i capelli per un possibile aumento di pochi euro al mese di abbonamento Sky, che tra l’altro interessa poche persone. Ma a parte questo, quello che mi fa incazzare è il modo con cui i pidini lo fanno. Semplicemente patetici. Per inciso poi, non dovrebbe risultare così automatico che se il Governo non dovesse ritirare il provvedimento, allora l’abbonamento Sky aumenterà di conseguenza. Altrimenti le pubblicità parlerebbero di offerte al netto più Iva, ma non l’hanno mai fatto.

Dalla parte di Internet. Sinceramente non mi interessa poi così tanto come finirà questa storia perché non sono abbonato Sky e mi guardo bene dal versare soldi a Murdoch, per ora. Anche se lui non si è mai candidato né tantomeno ha fatto editti bulgari. Se però – come probabilmente accadrà – vincerà Mediaset, allora faremo un altro passo indietro verso il canale unico, la voce unica, l’opinione pubblica autoritaria. Sky, che lo vogliate o no, rimane l’unico competitor di Mediaset, seppur su un altro campo.
Ci rimane come sempre Internet, anche se a stare a sentire alle ultime dichiarazioni di Berlusconi e Maroni, non c’è affatto da star tranquilli. Anche perché non hanno la minima idea di cosa stiano parlando.

Qualche modo per aggirarli e fregarli, rimanendo liberi, lo troveremo sempre spero. Obama, il suo staff e l’America più in generale, se ne sono accorti dell’importanza di Internet. La sinistra ha un’occasione straordinaria e se saprà coglierla e sfruttarla al meglio, ci potrebbero essere delle interessanti sorprese.
Ma se continuerà ad arrancarsi su posizioni elitarie, comprensibili soltanto a qualche nostalgico, allora saranno guai (se qualcuno ha ascoltato Norma Rangeri ad Anno Zero giovedì scorso, capisce di cosa sto parlando).

Tanto, peggio di così, cosa può succedere? Berlusconi è già al governo, e lo sarà ancora per molto tempo.

5 risposte a I comunisti guardano ancora Tele+

  1. ibraSIMOvic scrive:

    “..La sinistra ha un’occasione straordinaria e se sapra’ coglierla e sfruttarla al meglio, ci potrebbero essere delle interessanti sorprese..”

    Domanda: quindi tu credi ke ci sia realmente una sinistra??

  2. Carlo scrive:

    Prima o poi morirà no?

  3. La sinistra non esiste sonounprecario, forse e` l’unica cosa che ti contesto in tutto questo post ben argomentato. Prima gli italiani la smetteranno di credere nella sinistra politica in parlamento prima si fara` una vera rivoluzione culturale, sociale e di gerarchie. Se no ci teniamo B., che un po’ ce lo siamo meritato, voluto e a quanto pare cercato dato che ha vinto due volte in pochi anni.

  4. Bongfactory scrive:

    Ottimo post (ce ne fossero di più di blogger con queste capacità “storiografiche”).
    A vederlo dall’esterno, il PD sembra una divisione di Forza Italia.
    Non per fare della dietrologia o del complottismo, ma i problemi di comunicazione (esterna ed interna) da te citati hanno del ridicolo, ed arrivano ad essere sospettosamente macroscopici; siamo al punto che Mr. B ha potuto millantare meriti sui decreti di riapertura delle discariche, quando, come mostrato da Report (se non ricordo male un paio di settimane fa), tali decreti erano stati firmati da Romano Prodi. In quel caso come in quelli da te citati c’è stato un assordante silenzio da parte del PD, ma anche di quella parte politica ormai fuori dal parlamento che dovrebbe essere chiamata sinistra.
    Così assordante che io mi chiedo: ok l’informazione di regime e il pensiero unico, ok i giornalisti poco più che dilettanti e politicizzati, ma è possibile mai che nessuno (e dico nessuno, nemmeno l’ultimo inserviente del pidì) dica niente?
    Le cose son due: o sono tutti d’accordo (ma siamo a livelli di paranoia esagerati), o c’è un grossissimo problema di capacità politica dei membri del PD, inadatti a legiferare su questioni anche solo lievemente moderne (vedi Levi-Prodi) o a intraprendere qualsiasi attività di comunicazione.
    Se, come sospetto, le cose stanno così, allora è proprio finita, dovremo aspettare un ricambio generazionale (anche se va detto che il giovane Capezzone ha fatto davvero schifo), la morte di Mr. B, o alternativamente cercare di capire se nella scrematura sinistra-PD siano rimasti fuori dal parlamento quelli che fornivano il cervello all’ex centro sinistra.

  5. sonounprecario scrive:

    @Simo
    No ovviamente, ufficialmente non esiste più, la stanno rinnegando ogni giorno in ogni modo, rendendosi patetici. Ma in realtà pur sforzandosi di nascondere il passato, molti portano dentro la sinistra vera. Ma adesso quasi se ne vergognano e poi chissà per che cosa.
    Io mi vergogno di più di un PD al totale sbando, che fa figuracce su figuracce che di essere di sinistra. E ne avremmo tanto bisogno, ora di una sinistra democratica, progressista e moderna.

    @Carlo
    Eh guarda…non dico niente in merito che è meglio😛

    @Lawrence
    Ma credo che moltissimi disillusi e delusi dalla sinistra già non la voteranno e la classica appartenenza che manda a votare gli elettori di sinistra, già alle europee verrà fuori, ma in negativo: il PD la pagherà cara, carissima.
    Più che smetterla di crederci direi che ci servirebbe qualcuno in politica che ci creda ad una sinistra possibile, ma senza farsi troppe pippe su Obama e co., che noi con Obama non abbiamo niente in comune (purtroppo). La rivoluzione culturale e sociale è possibile soltanto con una cittadinanza consapevole, intelligente, informata, ecc…: quindi in Italia non è possibile e non lo sarà mai forse. Fin quando c’è gente che continua a votare la stessa causa di indecenza da 20 anni, non andremo da nessuna parte.
    Perché (per me), chiunque, ma proprio tutti eh, sono pur sempre ‘meno peggio’ di lui.

    @Bongfactory
    Grazie. Il terrore è proprio quello del partito unico mascherato da una dirigenza protagonista di varie sconfitte, che mai si leva dalle scatole. C’è però anche da dire, come spieghi, che superare il rumore di fondo dei media governativi e del padrone è davvero difficile; servirebbe gente capace, con le palle, che sappia comunicare in un certo modo diciamo. Ma questo la sinistra non lo capirà mai; per loro il massimo della modernità è stato mandare Fassino dalla De Filippi un paio di anni fa.
    Cioé anche aspettare, sempre aspettare…pensandoci, andrà a finire male in ogni caso. Perché così siamo complici anche noi: ci mettiamo l’animo in pace dicendo che prima o poi tanto…ma una popolazione matura non farebbe così. Che ricambio possiamo avere con un sistema come quello italico?
    Nessuno.

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