Diritti virtuali

febbraio 28, 2009

Il cosiddetto piano di rinascita democratica, parte essenziale del programma piduista, consisteva in un assorbimento degli apparati democratici della società italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che avrebbe avuto al suo centro l’informazione.
I suoi obiettivi essenziali consistevano in una serie di riforme e modifiche costituzionali onde «…rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori».
In particolare andavano programmate azioni di Governo, di comportamento politico ed economico, nonché di atti legislativi, per ottenere ad esempio nel settore scuola di «…chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio – posto di lavoro…»

Queste righe che leggete sopra sono tratte dal piano di Rinascita della P2. Se mai aveste voglia di mettervi a leggerlo, magari tutto quanto, oltre a provare dei brividi lungo la schiena, riscontrereste tutte le mosse fatte fino ad ora da Berlusconi ed i suoi governi. Potreste perfino divertirvi a capire quali saranno i prossimi provvedimenti, intuendo il perché di certe modifiche.

Premesso questo, è arrivata la notizia secondo la quale verrà di fatto abolito uno dei diritti fondamentali dei lavoratori, conquistati nel corso delle varie rivoluzioni industriali (anche in termini di vite umane): il diritto allo sciopero. Le scuse di cui sentirete parlare in questi giorni saranno le solite, e gireranno attorno al concetto brunettiano dell’era ora “di finirla con questi statali fannulloni che creano solo disagi”. Mischiando così differenti concetti che in realtà non hanno niente a che fare con questo provvedimento liberticida.

Siamo tutti favorevoli ad una regolamentazione sensata degli scioperi, ma sinceramente sentire il ministro Sacconi pronunciare le parole “sciopero virtuale”, che equivale ad andare al lavoro senza prendere lo stipendio, mi fa incazzare. Perché dopo essersi resi conto che non si sta guardando una puntata del Drive In, si intuisce che ci stanno prendendo in giro, direttamente, per l’ennesima volta.

Se un tempo si scioperava non entrando in fabbrica e manifestando per giorni, oggi vengono usati i cittadini come pretesto per creare disagi, anche se spesso giusitificati: in effetti il disagio contro chi non c’entra è l’unica arma a doppio taglio rimasta nelle mani dei lavoratori. Sia per mancanza di sindacati con le palle, appunto, che per questioni di contesto. Comunque sia, in ogni caso, a rimetterci sono sempre i più deboli.

Vi svelerò un segreto: esistono già leggi che regolamentano gli scioperi. “La «procedura di “raffreddamento” e conciliazione» che Sacconi ha buttato lì come fosse il deus ex machina ce l’abbiamo da anni, come anche esistono le fasce protette dove i lavoratori dei trasporti devono garantire il servizio. La legge attuale dovrebbe essere la 146/1990, integrata con la 83/2000″.

Uno degli espedienti utilizzati da questo governo è far credere alle persone che le leggi che già esistono non siano sufficienti, dando costantemente e indirettamente delle picconate alla Costituzione, di modo da continuare ad erodere i pochi diritti rimasti. Con questa nuova legge infatti, lo sciopero potrà essere indetto solo da chi rappresenta almeno il 50% dei lavoratori (sostanzialmente da nessuno, considerata la situazione odierna) oppure previo referendum interno. Risate: se ci pensate bene, non è che oggi chiunque poteva svegliarsi la mattina e proclamare uno sciopero “da tenersi tra due settimane”; serve ovviamente una certa rappresentatività.

Creare nuove leggi ad hoc, modificate a piacimento, perché nessuno rispetta o fa rispettare le leggi che già sono in vigore ora, non ha senso. E non è democratico ovviamente.
Tutti ci arrabbiamo quando per andare al lavoro ci mettiamo il doppio del tempo a causa di uno sciopero, ma chiedetevi perché certe categorie stiano scioperando e perché a pagare siano sempre i cittadini. Se riflettete, vi accorgerete che la colpa non è dei lavoratori.

In altri paesi che siamo abituati a definire civili, gli scioperi vanno avanti settimane. In Francia, per esempio, gli operai mensilmente – versando una piccola parte del proprio stipendio – arricchiscono un fondo comune utile proprio in questi casi, quando bisogna difendere i propri diritti o aiutare chi rimane senza lavoro o in cassa integrazione.

Il 2009 sarà un anno disastroso per tutti i lavoratori. Centinaia di aziende stanno chiudendo o costringendo i propri lavoratori alla cassa integrazione. Pochi però ne parlano, figuriamoci i tg.
Questo provvedimento quindi serve proprio per evitare che continue masse di precari o nuovi disperati, si riversino a protestare nelle strade. Si tenta imperturbabilmente di negare una realtà ormai impossibile da ignorare e nascondere.

“Casualmente” poi, Berlusconi se ne esce l’altro giorno con una delle sue solite gaffe con Sarkozy. Provate a pensare, nei prossimi giorni, di cosa parleranno i furbissimi giornali: nessuno dirà più nulla sulla legge che limita e di fatto cancella il diritto di sciopero.
Questo è il tipico diversivo per far passare inosservato uno dei provvedimenti più fascisti che ci siano, rapportato al 2009.

Sì perché il 3 aprile 1926 ci fu una legge che proibì il diritto di sciopero, una delle famose leggi fascistissime. Non so voi, ma io di differenze sostanziali non ne trovo poi così tante. Adesione preventiva, referendum obbligatori, imposizioni dittatoriali sui sindacati.

Passeremo sopra anche a questo scempio e gli italiani non capiranno che le conseguenze le pagheremo tutti e saranno salatissime.
Specialmente ora che il ministro Sacconi non dovrà più occuparsi di idratazione e alimentazione forzata.


La percezione di una realtà che non esiste

febbraio 22, 2009

statistiche sulla sicurezza in Italia

Come volevasi dimostrare, sembra proprio che l’attenzione mostrata dai media sui reati che suscitano cosiddette “reazioni di pancia”, non sia per nulla correlata alla quantità di reati commessi. Non solo perché sembrano scomparire dalle notizie dei tg, i cosiddetti reati “minori” (rapine, ecc…), a scapito di violenze e stupri, argomenti cioé che fanno audience, ma perché LaVoce.info ha pubblicato un grafico (che vedete qui sopra) tratto da un’indagine precisa sulla questione.

Ho cercato di spiegarvelo anche in questo post che non c’è nulla che viene lasciato al caso nella comunicazione professionale, tantomeno in quella politica. Sostanzialmente, nessuno di noi sa effettivamente se i reati e le violenze stiano aumentando o diminuendo. Almeno fino a che non ci troviamo davanti a certi dati. Il nostro termometro quotidiano arriva – oltre dall’influenza dei media – dalla chiacchiera da bar, che è quella che ci permette di sentirci parte della comunità e della rete sociale in cui viviamo.

statistiche sulla percezione della sicurezza in Italia

In altri termini bisognerebbe parlare di desiderabilità sociale: avete presente quando siete al bar e sentite dire “c’è un mio amico che ha sentito…”, o ancora “al giorno d’oggi non si può più girare la sera”? Ecco, parlo di quei discorsi lì, quelli che vedono sempre tutti d’accordo a prescindere. Sono questi atteggiamenti, insieme a tanti altri fattori, che influenzano la percezione della realtà.

Si tratta di un’illusione. La tv ci fornisce costantemente la presunzione e l’illusione di sapere e conoscere perfettamente qualche cosa che fino a pochi minuti prima ignoravamo. Ma non è così, è solo un sim sala bin. L’uso continuo di termini violenti come “emergenza” o “stupri”, ripetuti all’inverosimile senza che mai vengano valutate le conseguenze, ci rendono sì più sicuri nelle dissertazioni da happy-hour, ma purtroppo tendono a provocare un’insicurezza e un’odio spesso ingiustificati.

Non è un caso che il clima di opinione sia fortemente modificato dal clima politico, mediatico e via dicendo, specialmente durante una campagna elettorale: è facilmente intuibile infatti che un tema come la sicurezza possa avvantaggiare una certa parte politica.

Il consiglio che mi sento di darvi è non fidatevi. Non fidatevi di quello che sentite o che vi sembra di percepire, fate come San Tommaso per intenderci.
Non lasciate che modifichino senza motivo le nostre vite, i nostri comportamenti e i nostri stili di vita più umani, solo perché lo avete sentito dire alla tv.
La nostra libertà deve finire quando comincia quella del prossimo, non alle sei di sera.


links for 2009-02-18

febbraio 18, 2009
  • Speriamo che Berlusconi non legga il post di Daniele Martinelli, potrebbe prendere spunto da tante idee provocatorie.
    "Dopo l’Abruzzo anche la Sardegna ha scelto il suo nuovo presidente di area berlusconiana, che è Ugo Cappellacci. Fossi io Berlusconi, a questo punto, andrei a elezioni anticipate con la certezza di vincere ad occhi chiusi col Pdl sbarazzandomi pure della Lega Nord. Diventerei il dominatore assoluto su tutto e tutti [...]". "Il ministro Sacconi si sveglia adesso per dire dire che l’Italia va incontro a un disastro sociale. L’Italia è già un disastro. Non soltanto sociale ma anche economico, etico e culturale. La sua civiltà è dilaniata dalla disinformazione, dall’ignoranza e dall’indifferenza che la rende approsimativa, arrogante e pressapochista perché l’unica cosa che la rende coesa è la televisione [...]".

Trova le differenze

febbraio 15, 2009

Queste sono le elezioni in Sardegna viste dal tg5.
Nei servizi sono facilmente riscontrabili tecniche molto utilizzate dall’entourage del premier, e nei video sono spiegate in modo chiaro con delle note. Si parla di elezioni regionali, dove però è il premier stesso ad essersi candidato; del resto le risorse in gioco non sono equiparabili.

No, non voglio mica mettermi a dare lezioni di marketing politico o a rubare il mestiere a gente come questa e questa, ma mi sento in dovere di cominciare a spiegare come funzionino certe cose.

Immaginate che questo sia una sorta di gioco strategico, in cui voi dovete convincere sia l’opinione pubblica (col fine di orientare i commenti e la percezione del candidato in senso favorevole a quest’ultimo), sia chi vi ascolta a farvi votare. Certo, se possedete delle televisioni e dei giornali risulta più facile, ma siccome è un gioco, teoricamente si parte alla pari.

Siccome l’attenzione delle persone è una risorsa scarsa (vi faccio un esempio stupido: leggerete e commenterete più facilmente un post di 10 righe o uno di 100?), bisogna essere capaci di imporsi con messaggi semplici, chiari e veloci (avete presente le frasi di pochi secondi dei politici ai tg? Ecco, quelle si chiamano soundbites e potete ammirarne quante ne volete nel pastone – o nota politica – del tg di Riotta o più in generale nei tg Rai), quindi cosa faranno i politici più furbi (e quindi non facenti parte del PD)? Si serviranno di esperti di comunicazione che, tra le altre cose, li aiutino a definire l’agenda setting (che, per semplificare, è il potere della tv di comandare l’attenzione del pubblico) e il priming (cioé indirizzare il giudizio utilizzando storie e notizie secondo un certo ordine: se per esempio si forniscono preliminari informazioni sull’importanza della spesa dello Stato per la sanità, aumenterà la disponibilità a pagare tasse in quella direzione).

Ora, pescate una carta: esco io col mio faccione simpaticone e vi dirò che innanzitutto vi servirà popolarità (detto in modo kitsch, “l’appeal” che ha sul pubblico) e consenso (che servirà per ottenere appoggio e supporto in modo da ottenere approvazione alle proprie proposte o issues) per essere eletti.
E qui, soprattutto qui, entra in gioco l’etica. Continuo a riperterlo che la totale mancanza di etica in questo paese, in tutte le professioni, sia uno degli elementi che contribuiscono maggiormente a farci peggiorare. Insomma il motto qui è “senza regole ma con più soldi possibili”, con tanti saluti alla tanto sospirata qualità.

A questo punto, cosa farò io, sedicente esperto di comunicazione in erba che possiedo la foto di Bonaiuti e Capezzone sul comodino? Mi servirò di vari mezzi tecnici e siccome il mio cliente possiede tante televisioni, sarà un gioco da ragazzi.

Si può partire con la cosiddetta framing pro domo sua, un’inquadratura faziosa che tende a mettere in buona luce una delle due posizioni (esempio: invece di parlare di “polemiche nella maggioranza”, si potrà parlare di “accordo dopo le polemiche”, di cui non si è parlato, quando in realtà la notizia erano proprio le polemiche); poi, magari, si passa all’impaginazione a panino, che è riscontrabile nella sequenza degli argomenti (un esponente della maggioranza parla di un’iniziativa, subito dopo si fa vedere un esponente dell’opposizione con la sua critica di pochi secondi e infine si mostra un altro leader del governo con un bell’argomento conclusivo a favore, lasciando l’ultima parola ai preferiti).

Infine, nel caso in cui ci fosse una notizia sgradevole sul mio candidato, ricorrerei all’argomento-tinca, cioé fuori luogo (tipico esempio: l’attacco di Berlusconi alla magistratura in un giorno in cui il tema non c’entra niente), per creare un diversivo. O addirittura omettendo la notizia, che sparisce letteralmente dai tg.

Insomma ci sono tantissimi altri modi per fornire un’interpretazione alla realtà delle cose: che lo vogliamo o no, la conoscenza del mondo che ci circonda è fortemente influenzata dai media. E in Italia dai media di Berlusconi. Ritengo che se ci fossero più forze in campo, cioé più punti di vista, ci sarebbe più equilibrio, con un conseguente e maggiore senso d’etica. Ne guadagneremmo anche in senso pluralistico, perché tutti avrebbero interesse a mantenere un sistema pubblico equilibrato.

Dicono che il mio corso di laurea triennale sia inutile; ma chissà perché, chi lo afferma di solito preferisce acquistare un prodotto pubblicizzato in tv, piuttosto che uno sconosciuto. Comunque, se avete bisogno di consulenze per una dittatura, contattatemi: si può sempre fare meglio.
Perché, come diceva Joe Napolitan, “la percezione è più importante della realtà”. E Berlusconi purtroppo lo sa benissimo.


Eutanasia all’Italia

febbraio 11, 2009

Ci ho pensato qualche giorno e alla fine ho deciso di scrivere anche io qualcosa. Un po’ perché qualcuno me l’ha chiesto, un po’ perché forse aiuterà anche me a ragionare e tentare di capire.
Non esiste una versione breve di questo post, perché non posso evitare di toccare certi tasti; nonostante io non abbia volutamente parlato dell’opposizione, in quanto completamente inesistente (mi vergogno soltanto a spiegare che cosa voterà il pd; se la democrazia se ne sta andando una grande fetta di colpa è loro), il risultato è comunque chilometrico.

.: PREMESSA

Non so bene quando ci sarà qualcuno che chiederà come sia stato possibile che l’Italia abbia accettato e in parte amato un folle che scheda i barboni, trasforma i medici in spie razziste dei migranti, si fa fare le leggi per evitare di essere processato, legalizza le ronde notturne e infine delira su una possibile gravidanza di una donna in coma da vent’anni per imporre l’accanimento terapeutico obbligatorio per legge. Del resto, dall’opposizione non ci si aspettava nulla, se non (in alcuni casi) un vergognoso voto a favore di chi il colpo di Stato, la settimana passata, l’ha effettivamente compiuto.

Mentre vi scrivo, Eluana è già morta, pace all’anima sua. Prima di arrivare all’escalation di cattiveria medievale trasposta nel XXI secolo però, vorrei parlare del contesto che ha portato a questa orribile situazione. Rendiamocene conto: qui si parla di un governo che si professa “liberale”, ma che purtroppo è ora sinonimo di Stato col suo continuo interventismo, abilissimo nel bofonchiare frasi fatte e imparate male, trasformarle in decreto e farle approvare da un Parlamento addomesticato, ricattato e influenzato dal pietismo finto cattolico-televisivo. Questo, il testo del ddl:

Art. 1.
1. In attesa dell’approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita, l’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi.
2. La presente legge entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Nel dettaglio, si parla di una legge che vorrebbe appropiarsi della vita dei cittadini, ordinando a tutti di prolungare senza senso il calvario di una paziente usata come pretesto. In quali casi si è mai sentito uno Stato che si impadronisce di ciò che non gli appartiene, cioé la mia vita e la vita degli altri individui, facendone quello che vuole? In quale paese un governo e la chiesa, che sul popolo italiano non dovrebbe avere né tantomeno manifestare nessuna autorità, può decidere, con una penosa superficialità da talk show, di fissare dove e come la nostra vita possa e debba finire? Quando si procede solo per sondaggi, demagogia e populismo, la “difesa della vita” può diventare il giorno dopo “un’apologia della morte”, magari di fronte al prossimo “rumeno assassino” e alla conseguente collera popolare, sbattuta lì nel tg delle 20 in barba a tutti i principi dello stato di diritto, che dovrebbe sempre e comunque garantire terzietà di fronte ai propri cittadini.

Questo è uno Stato che entra nel letto dei pazienti o della coppia, deve assolutamente farlo. Ovviamente “per noi”, che è sempre stato l’elemento principale per giustificare tutti gli orrori della storia e il fondamento di ogni totalitarismo. Soltanto chi si proclama “liberale”, senza evidentemente sapere cosa voglia dire il termine, in Italia può non vederlo. Ed è proprio per questo che non possiamo fermarci lì a dire “stiamo in silenzio” e basta, di fronte a questa vicenda. Perché riguarda tutti e da molto vicino: qui si difende lo Stato di diritto, ma anche il diritto di poter disporre liberamente di noi stessi, nel limite della libertà degli altri. E soprattutto, chiunque potrebbe ritrovarsi in una situazione come quella di Eluana. Per questo la domanda da farsi, dovrebbe essere “stiamo facendo abbastanza per essere liberi?”

.: MA CAPEZZONE DORME LA NOTTE?


Nella foto, genitori e prete contrattano l’inquadratura nel tg delle 20

“L’avvocato Taormina: “Li denuncio per omicidio premeditato”. L’avvocato Carlo Taormina presenterà una querela per omicidio premeditato alla Procura di Roma in merito alla morte di Eluana Englaro. “Si è consumato un omicidio vero e proprio”, ha detto il giurista.

Non so se effettivamente Capezzone riesca a dormire tranquillo la notte o a guardarsi allo specchio la mattina. Ma se ci riesce Fede dopo l’edizione straordinaria di ieri con tanto di lacrime, tutto è lecito. Come spiega Scalfari, “qui c’è la difesa di una vita, la commozione, il pianto delle suore, l’anatema dei vescovi e dei cardinali, i disabili portati in processione, le grida delle madri. Da una parte. E dall’altra i “volontari della morte”, i medici disumani che staccano il sondino, gli atei che applaudono, i giudici che si trincerano dietro gli articoli del codice e il presidente della Repubblica che rifiuta la propria firma per difendere quel pezzo di carta che si chiama Costituzione. Quale migliore occasione di questa per dare la spallata all’odiato Stato di diritto e alla divisione dei poteri così inutilmente ingombrante?”.
Già, perché il punto non è Eluana: la questione vera è che il primo ministro che si fa scudo di una innocente per esercitare il suo potere, pensa di poter decretare a destra e a manca a prescindere. Solo in quanto Silvio Berlusconi. La povera Eluana è stata solo una scusa per tentare di arrivare ad avere poteri esecutivi maggiori.

.: IL COLPO DI STATO “MORBIDO”

Ho visto palloncini bianchi, fiaccole accese, genitori contrattare le inquadrature dei più popolari telegiornali, ho sentito cori da stadio, urla , grida, preghiere, clacson, bandiere agitate, fotografi, ma nulla mi ha turbato quanto l’applauso dei cattolici ad una famiglia che esibiva il figlio disabile con un cartello “uccidete anche me”. (via pro-fumo.net)

Ebbene no, non c’era occasione migliore per forzare la mano ed affermare di voler cambiare la Costituzione, sfidare il capo di Stato e via dicendo. Che significa giocare a carte scoperte, finalmente, per uno abituato ad andare avanti a colpi di sondaggio. A Berlusconi non è mai fregato nulla di Eluana: in 17 anni nessuno, tantomeno lui, l’aveva mai nominata, ora di colpo sì.

A lui preme affermare il principio che una sentenza definitiva possa essere ribaltata per decreto, o per legge ordinaria, o per legge costituzionale. A lui non interessa nulla della vita e della morte. Lui deve essere il salvatore, l’unico dalla parte della vita. La canonica divisione tra bene e male è una delle sue più frequenti e principali tipizzazioni. Un bipolarismo a cui riccorrerà sempre.

A lui interessa compiacere il Vaticano con un decreto impopolare ma a costo zero, fatto già sapendo che il Quirinale non lo firmerà, dunque senza pagare alcun prezzo di impopolarità. A lui non frega nulla delle questioni etiche. A lui interessa coprire il colpo di mano contro la giustizia e la civiltà: i medici trasformati in questurini e delatori contro i malati clandestini; le ronde illegali legalizzate; le intercettazioni legali proibite; gli avvocati promossi a padroni del processo, che faranno durare decenni convocando migliaia di testimoni inutili per procacciare ai clienti ricchi l’agognata prescrizione; i pm degradati ad «avvocati dell’accusa», come negli stati di polizia, dove appunto la polizia, braccio armato del governo, fa il bello e il cattivo tempo senza controlli della magistratura indipendente; dulcis in fundo, abolito l’appello del pm contro l’assoluzione o la prescrizione in primo grado, ma non quello del condannato (non hai vinto? Ritenta, sarai più fortunato), sempre all’insegna della «parità fra difesa e accusa». Tutte leggi incostituzionali che, dopo il no del Quirinale al decreto contra Eluanam, hanno molte possibilità in più di passare. Per giunta, inosservati. Parlare di colpo di Stato è puro eufemismo. E poi, che sarà mai un colpo di Stato? Se la Costituzione non lo prevede, si cambia la Costituzione.”

Questa concezione da salvatore, da colui che – assieme a tutti gli scagnozzi prostrati e pronti ad ogni ordine – pensa di poter fare dello Stato e del paese quello che gli pare, nel suo continuo delirio di onnipotenza, gli serve. Perché in questo modo ha cercato di portare persino Dio dalla sua parte, dimostrando una totale inadeguatezza al ruolo cui aspira, quello cioé del capo di Stato in stile putiniano con influenze sudamericane. Con tutti i poteri nelle proprie mani, una sorta di stato di polizia in cui l’unica libertà è la sua.
Cosa accadrà ora? Il ddl verrà ovviamente approvato. Non votarlo sarebbe ammettere in modo più che evidente, il gioco a cui stavano giocando, dimostrando che di Eluana non fregava niente a nessuno. Quindi sì, la approveranno e probabilmente la chiameranno “Legge Eluana”, col consenso dei media al loro libro paga, così come hanno fatto con la Legge Biagi (perché a destra piace piazzare un bel ricatto morale battezzando le leggi) e poi, probabilmente, la parte sana del paese “inizierà lentamente a farla a pezzetti, sempre che riescano a farla, perché una legge fatta male non passa facilmente al vaglio della Corte Costituzionale”.

.: DA CITTADINI A CONSUMATORI, DA CONSUMATORI A SUDDITI-TIFOSI.


Nella foto, “ehi inquadrate il mio dolore per Eluana”

Quello che fino a ieri sera stava accadendo fuori dalla clinica ad Udine, era semplicemente indefinibile. I finti cattolici, quelli integralisti che rendono l’Italia una sorta di Iran cattolico, hanno saputo ancora una volta dimostrare il loro peggio nei momenti che contano, smontando – se ancora ce ne fosse bisogno – l’antica storiella della pietas, della tolleranza e del libero arbitrio.

La difesa della vita non è la battaglia che stavano conducendo e qui, chiesa e governo, hanno toppato. Perché chi si crede un vero cattolico, vuole far credere che tutti siano come lui e deve imporre ad ogni costo il suo volere? Io, laico, non ti dico mica di non andare a messa, per esempio. Quante volte avete pronunciato la frase “per fortuna che se ne è andato, finalmente ha smesso di soffrire”? Contatele. Se volete vivere come si faceva nell’alto medioevo, siete liberi di farlo, ma da un’altra parte; prendete le vostre cose, andate nello stato Vaticano e vi fate vie crucis, vi fate frustare, portate la croce, usate il cilicio, partorite con dolore, eccetera. Ma fino a quando sulla carta d’identià c’è scritto “Sstato: Italia”, siete pregati di rispettare la Costituzione e tutte le altre persone.

Eppure dovreste essere quantomeno sollevati che una persona sofferente da 17 anni si liberi delle sofferenze e muoia: perché starebbe a significare che Dio le ha appena aperto le porte del paradiso, no? Che senso ha fare cori da stadio davanti alle telecamere, trasformare ogni cosa in un match, in una competizione da vincere, manco fosse la champions legue? Possibile che tutti i temi seri in questo paese debbano subire questa sorte? Non è un gioco. E voi lo sapete bene: fino al giorno prima che il tg ve lo dicesse, Eluana non sapevate manco chi fosse.

Vi faccio una domanda: secondo voi, se Eluana fosse stata omosessuale e il padre l’avesse dichiarato apertamente, si sarebbero scatenati tutti questi paladini della vita? Secondo me l’avrebbero fatta morire senza troppo clamore. Poteva essere una tattica.

La vita è mia e non saranno né Berlusconi né tantomeno Ratzinger a decidere al posto della mia coscienza. La morte è uno dei pochi eventi naturali sul quale nessuno può intervenire. E il rispetto invece è quella cosa che dovremmo tutti dimostrare di fronte al grande uomo che è Giuseppe Englaro. La sua battaglia è la premessa che un giorno potrà condurci verso la scelta (ho detto scelta, non obbligo) di una morte un po’ migliore, probabilmente.

.: LE DONNE DELLA DESTRA BERLUSCONIANA, AKA DEI CONTENITORI


Cori da stadio, clacson, bandiere: noi non ascoltiamo nessuno, i nostri sono valori assoluti e santi

Tra tutte le stronzate che il premier italiano ha detto, questa è una delle peggiori. Non solo per la totale mancanza di rispetto verso Eluana e la famiglia, ma anche perché dimostra una volta in più la considerazione che ha Berlusconi per le donne. Dietro quella frase (Eluana può ancora rimanere incinta) c’è la cultura berlusconiana per eccellenza, secondo la quale la donna, più che una persona dovrebbe essere figa e madre, “un puro strumento di piacere e di riproduzione”. Se poi non ha coscienza chissenefrega, anzi meglio.

La femmina per lui è esclusivamente un contenitore, prima del pene – in qualsivoglia orifizio – poi del nascituro: è questo il suo ruolo, la sua funzione. “Nella maggior parte dei maschi, questa visione del mondo si estingue in adolescenza, dopo la terza partita di calcetto, quando ci si stufa delle goliardate piene di parolacce durante la doccia. In alcuni, purtroppo, prosegue per tutta la vita e perfino dopo i settant’anni”. Ma non c’è da stupirsi, è questo il compito della donna di destra-fascista-cattolica: fare figli e non rompere tanto le scatole, come vuole la chiesa. E intanto lui continua a colpirvi; che sarà mai una battuta? Non è niente, appunto, e le donne del governo sembrano confermarlo.

.: LA CULTURA DELLA MORTE: SIAMO NOI I BUONI ONNIPOTENTI

Cicchitto: “E’ stata cultura della morte” – “Avevamo già nei giorni scorsi denunciato l’accelerazione dell’operazione con il mutamento del protocollo e la sospensione totale dell’alimentazione e dell’idratazione. E’ evidente che è un’operazione tipica della cultura della morte

La violenza su Eluana sta continuando anche dopo la sua morte, in barba ad ogni tipo di sensibilità umana. Dagli esponenti della maggioranza, ma anche da molte figure ecclesiastiche, sono uscite frasi di ogni tipo, cariche di termini sempre pronti a seminare odio. Assassinio, omicidio e violenza, fino ad arrivare alla cultura della morte. Nessuno sa bene cosa voglia dire, ma l’importante è categorizzare e tipizzare: noi siamo per la vita e salviamo il mondo, chi non la pensa come noi coltiva la morte ed è un mostro. Cattolici che vogliono decidere secondo coscienza compresi.

Che tradotto in ragionamento logico, vuole dire che sono loro che dovrebbero decidere cosa fare di me, del mio corpo, della mia vita e della mia coscienza. Il che annullerebbe la mia natura umana. In realtà però il paese è ben diverso da quello che quotidianamente cercano di dipingere sui media.

.: SONO LAICO E DISPERATO: COSA FACCIO ADESSO?

Continuate a vivere la vostra vita, sarà il tempo a darci ragione. Non solo lo spero tanto, ma ne sono convinto. Questa strana tipologia di cattolici integralisti, compare solo in certi casi, rianimata dalle luci delle telecamere; non sanno nemmeno cosa sia il rispetto. Basta leggere le scritte contro Beppino Englaro, per esempio; basta andarsi a vedere come hanno apostrofato i medici della clinica di Udine. Poi tranquilli, dopo ieri sera, si sono asciugati le finte lacrime e sono tornati a guardare il Grande Fratello.

L’accellerazione di Berlusconi per arrivare a diventare capo di Stato e impossessarsi definitivamente di tutto il paese, rendendolo poco più che un regime (già ma di che tipo?) sudamericano, oltre che spaventarci, deve servire come ennesima lezione. Per chi l’ha votato, che magari non capisce. E farci reagire, magari rimboccandoci le maniche e tornando a farci interessare della società civile, fare politica, eccetera eccetera. E’ inutile continuare a dire che i politici sono tutti uguali, che rubano, perché poi si continua a rivotare gli stessi da 20 anni.

Non so se ve ne siete accorti, ma tutto ciò che riguarda questo paese continua a peggiorare: dai sentimenti delle persone alla sua umanità, dalla qualità del modo di pensare all’appiattimento totale dei cervelli, dalla regressione culturale a quella psicologica. A molti italiani infatti non piace essere adulti responsabili. Preferiscono delegare a qualcuno, per poterlo poi trattare da capro espiatorio. E il peggioramento avviene proprio mentre il mondo, da Obama in giù, offre innumerevoli opportunità di miglioramento e progresso. Sostanzialmente potremmo fare grandi cose, invece continuiamo a farne tante piccole e orribili. Tendiamo allo zero assoluto insomma: noi potremmo davvero avvicinarci a quel valore.

.: QUINDI DOMANI MI ALZO E…?

Battetevi sempre per le cose in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Una sola potete vincerne: quella che s’ingaggia ogni mattina, quando ci si fa la barba, davanti allo specchio. Se vi ci potete guardare senza arrossire, contentatevi. [Indro Montanelli, Corriere della Sera - 20 febbraio 1996, via imod]

…Ti guardi allo specchio, fai un bell’esame di coscienza. Sì, ho scritto proprio coscienza. Come paese facciamo schifo, ma l’ho già detto e lo diciamo in tanti, forse troppe volte. Star qui ad aspettare non serve.
Che si fa? Si prende e si va via dal bel paese? Sarebbe la soluzione più semplice, da un certo punto di vista. Ma bisogna farlo davvero, poi.

Credo nel passo indietro, che questa crisi dovrà costringerci a compiere. Bisogna cambiare il modo di pensare, bisogna riflettere, rallentando un po’ magari, ma evitando di ripetere tanti errori. Interessarsi alle cose e farne meno, ma bene, il che permetterà anche di vivere più intensamente certi istanti della propria vita, attribuendole significati nuovi. Rientrare nella dimensione del “noi-stessi”, non nel senso opportunista del termine, ma per apprezzare e capire anche gli altri.

Dopo queste tristi giornate ho l’assoluta certezza che tra crisi, Berlusconismo e Italia, gran parte di noi tira fuori il proprio meglio nelle difficoltà. Ho letto ragionamenti, pensieri, sfoghi e tanto altro. E’ questo il passo indietro che dobbiamo e dovremo fare in questo 2009.
Forse il colpo di Stato dovremmo farlo noi e chiamarlo “Democrazia”.


links for 2009-02-07

febbraio 7, 2009
  • "Non è che il fascismo sia arrivato così, all’improvviso. è stato un lento ed inesorabile spostamento al di fuori della democrazia. [...]
    Se silvio dicesse che è il sole a girare attorno alla terra, se ne parlerebbe. Da vespa o da mentana. Da una parte quelli che credono sia la terra a girare, dall’altra quelli che credono sia il sole, dall’altra bondi che crede che berlusconi sia il sole e quindi ci gira sempre attorno. Ma l’unica cosa da dire è no!
    [...] E' sconcertante leggere editoriali ben più lunghi delle canoniche 80 righe a spiegare che l’eventuale decreto-eluana sarebbe una porcata. Si studia da piccoli. è semplice da spiegare e da capire. quando il potere esecutivo fa quel che vuole degli altri due poteri, non si chiama più democrazia. punto. E' inutile distinguere, discernere, puntualizzare. Il sole è caldo, la neve fredda, il cielo azzurro e quel decreto sarebbe un golpe. Bastano meno di 2 righe. Sul sussidiario c’è scritto così. E lo capivamo tutti in classe. A 10 anni."
  • Segnalo uno splendido post di Dario Salvelli su tutto ciò che sta accadendo in questi giorni. "Non mi riferisco soltanto alla vicenda di Eluana Englaro: la legge vergogna sugli immigrati e l'assistenza medica, gli incentivi per le auto e l'acquisto di automobili ed elettrodomestici come se le strade fossero piene di malati da "shopping compulsivo", il continuare a sorridere davanti ad una drammatica crisi economica, la inaccettabile strafottenza di Giulio Tremonti, la legge sulle intercettazioni, la scesa dei manganelli sui social network, la privazione del diritto di manifestare, l'assenza di una opposizione più valida e pulita rispetto alla maggioranza, il lungo letargo di Giorgio Napolitano ed il suo improvviso risveglio. Solo per citare qualcosa che non va e non è andato per il verso giusto."
    Signori è giunta l'ora di rimboccarsi le maniche e tornare ad occuparsi davvero del paese in cui si è nati: sarebbe una delle cose più patriottiche da fare.

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