Trova le differenze

Queste sono le elezioni in Sardegna viste dal tg5.
Nei servizi sono facilmente riscontrabili tecniche molto utilizzate dall’entourage del premier, e nei video sono spiegate in modo chiaro con delle note. Si parla di elezioni regionali, dove però è il premier stesso ad essersi candidato; del resto le risorse in gioco non sono equiparabili.

No, non voglio mica mettermi a dare lezioni di marketing politico o a rubare il mestiere a gente come questa e questa, ma mi sento in dovere di cominciare a spiegare come funzionino certe cose.

Immaginate che questo sia una sorta di gioco strategico, in cui voi dovete convincere sia l’opinione pubblica (col fine di orientare i commenti e la percezione del candidato in senso favorevole a quest’ultimo), sia chi vi ascolta a farvi votare. Certo, se possedete delle televisioni e dei giornali risulta più facile, ma siccome è un gioco, teoricamente si parte alla pari.

Siccome l’attenzione delle persone è una risorsa scarsa (vi faccio un esempio stupido: leggerete e commenterete più facilmente un post di 10 righe o uno di 100?), bisogna essere capaci di imporsi con messaggi semplici, chiari e veloci (avete presente le frasi di pochi secondi dei politici ai tg? Ecco, quelle si chiamano soundbites e potete ammirarne quante ne volete nel pastone – o nota politica – del tg di Riotta o più in generale nei tg Rai), quindi cosa faranno i politici più furbi (e quindi non facenti parte del PD)? Si serviranno di esperti di comunicazione che, tra le altre cose, li aiutino a definire l’agenda setting (che, per semplificare, è il potere della tv di comandare l’attenzione del pubblico) e il priming (cioé indirizzare il giudizio utilizzando storie e notizie secondo un certo ordine: se per esempio si forniscono preliminari informazioni sull’importanza della spesa dello Stato per la sanità, aumenterà la disponibilità a pagare tasse in quella direzione).

Ora, pescate una carta: esco io col mio faccione simpaticone e vi dirò che innanzitutto vi servirà popolarità (detto in modo kitsch, “l’appeal” che ha sul pubblico) e consenso (che servirà per ottenere appoggio e supporto in modo da ottenere approvazione alle proprie proposte o issues) per essere eletti.
E qui, soprattutto qui, entra in gioco l’etica. Continuo a riperterlo che la totale mancanza di etica in questo paese, in tutte le professioni, sia uno degli elementi che contribuiscono maggiormente a farci peggiorare. Insomma il motto qui è “senza regole ma con più soldi possibili”, con tanti saluti alla tanto sospirata qualità.

A questo punto, cosa farò io, sedicente esperto di comunicazione in erba che possiedo la foto di Bonaiuti e Capezzone sul comodino? Mi servirò di vari mezzi tecnici e siccome il mio cliente possiede tante televisioni, sarà un gioco da ragazzi.

Si può partire con la cosiddetta framing pro domo sua, un’inquadratura faziosa che tende a mettere in buona luce una delle due posizioni (esempio: invece di parlare di “polemiche nella maggioranza”, si potrà parlare di “accordo dopo le polemiche”, di cui non si è parlato, quando in realtà la notizia erano proprio le polemiche); poi, magari, si passa all’impaginazione a panino, che è riscontrabile nella sequenza degli argomenti (un esponente della maggioranza parla di un’iniziativa, subito dopo si fa vedere un esponente dell’opposizione con la sua critica di pochi secondi e infine si mostra un altro leader del governo con un bell’argomento conclusivo a favore, lasciando l’ultima parola ai preferiti).

Infine, nel caso in cui ci fosse una notizia sgradevole sul mio candidato, ricorrerei all’argomento-tinca, cioé fuori luogo (tipico esempio: l’attacco di Berlusconi alla magistratura in un giorno in cui il tema non c’entra niente), per creare un diversivo. O addirittura omettendo la notizia, che sparisce letteralmente dai tg.

Insomma ci sono tantissimi altri modi per fornire un’interpretazione alla realtà delle cose: che lo vogliamo o no, la conoscenza del mondo che ci circonda è fortemente influenzata dai media. E in Italia dai media di Berlusconi. Ritengo che se ci fossero più forze in campo, cioé più punti di vista, ci sarebbe più equilibrio, con un conseguente e maggiore senso d’etica. Ne guadagneremmo anche in senso pluralistico, perché tutti avrebbero interesse a mantenere un sistema pubblico equilibrato.

Dicono che il mio corso di laurea triennale sia inutile; ma chissà perché, chi lo afferma di solito preferisce acquistare un prodotto pubblicizzato in tv, piuttosto che uno sconosciuto. Comunque, se avete bisogno di consulenze per una dittatura, contattatemi: si può sempre fare meglio.
Perché, come diceva Joe Napolitan, “la percezione è più importante della realtà”. E Berlusconi purtroppo lo sa benissimo.

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5 risposte a Trova le differenze

  1. alessia scrive:

    basta guardare anche solo le notizie di cronaca: a periodi alterni si dà fuoco a questo o a quello, si violentano donne, si maltrattano bambini. mai tutto insieme, solo nel passaggio tra l’uno e l’altro si sovrappongono. e nessuno dice che queste cose succedono tutti i giorni.

  2. sonounprecario scrive:

    Esattamente. Fortuna che oggi è uscita una statistica istat, che verrà accuratamente evitata dai tg mediaset.

  3. Francesco Protopapa scrive:

    Veltroni paga per tutti. E spero che altri seguano il suo esempio. Alla fine i leader del centro sinistra sono stati sbranati dal caimano, il rettile che hanno sempre tenuto sottobraccio, che hanno riverito e blandito dal 1994 in poi. Altro tema del giorno: Mills è stato condannato in primo grado perchè corrotto. Si condanna il corrotto, ma non il corruttore. Il corruttore è il capo del governo, che se l’è svignata ancora una volta con una legge fatta su misura che lo mette al di sopra delle legge.
    Una roba pazzesca.
    In un altro paese il premier rassegnerebbe le dimissioni all’istante. Berlusconi vattene.

  4. [...] cercato di spiegarvelo anche in questo post che non c’è nulla che viene lasciato al caso nella comunicazione professionale, tantomeno in [...]

  5. sonounprecario scrive:

    Francesco, Veltroni doveva dimettersi molto prima. Facendolo ora secondo me, è un po’ come vendicarsi. Perché oltre ad aver bruciato Soru, chiunque ci sarà ora, verrà sacrificato sull’altare delle europee, dove ci sarà la batostona finale. Tanto che gli frega a questi, ci penseranno. Ad ottobre avremo un altro dei dirigenti vecchi, che continueranno a farci perdere.

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