La percezione di una realtà che non esiste

statistiche sulla sicurezza in Italia

Come volevasi dimostrare, sembra proprio che l’attenzione mostrata dai media sui reati che suscitano cosiddette “reazioni di pancia”, non sia per nulla correlata alla quantità di reati commessi. Non solo perché sembrano scomparire dalle notizie dei tg, i cosiddetti reati “minori” (rapine, ecc…), a scapito di violenze e stupri, argomenti cioé che fanno audience, ma perché LaVoce.info ha pubblicato un grafico (che vedete qui sopra) tratto da un’indagine precisa sulla questione.

Ho cercato di spiegarvelo anche in questo post che non c’è nulla che viene lasciato al caso nella comunicazione professionale, tantomeno in quella politica. Sostanzialmente, nessuno di noi sa effettivamente se i reati e le violenze stiano aumentando o diminuendo. Almeno fino a che non ci troviamo davanti a certi dati. Il nostro termometro quotidiano arriva – oltre dall’influenza dei media – dalla chiacchiera da bar, che è quella che ci permette di sentirci parte della comunità e della rete sociale in cui viviamo.

statistiche sulla percezione della sicurezza in Italia

In altri termini bisognerebbe parlare di desiderabilità sociale: avete presente quando siete al bar e sentite dire “c’è un mio amico che ha sentito…”, o ancora “al giorno d’oggi non si può più girare la sera”? Ecco, parlo di quei discorsi lì, quelli che vedono sempre tutti d’accordo a prescindere. Sono questi atteggiamenti, insieme a tanti altri fattori, che influenzano la percezione della realtà.

Si tratta di un’illusione. La tv ci fornisce costantemente la presunzione e l’illusione di sapere e conoscere perfettamente qualche cosa che fino a pochi minuti prima ignoravamo. Ma non è così, è solo un sim sala bin. L’uso continuo di termini violenti come “emergenza” o “stupri”, ripetuti all’inverosimile senza che mai vengano valutate le conseguenze, ci rendono sì più sicuri nelle dissertazioni da happy-hour, ma purtroppo tendono a provocare un’insicurezza e un’odio spesso ingiustificati.

Non è un caso che il clima di opinione sia fortemente modificato dal clima politico, mediatico e via dicendo, specialmente durante una campagna elettorale: è facilmente intuibile infatti che un tema come la sicurezza possa avvantaggiare una certa parte politica.

Il consiglio che mi sento di darvi è non fidatevi. Non fidatevi di quello che sentite o che vi sembra di percepire, fate come San Tommaso per intenderci.
Non lasciate che modifichino senza motivo le nostre vite, i nostri comportamenti e i nostri stili di vita più umani, solo perché lo avete sentito dire alla tv.
La nostra libertà deve finire quando comincia quella del prossimo, non alle sei di sera.

13 risposte a La percezione di una realtà che non esiste

  1. aven scrive:

    Complimenti.Non sai che discussioni faccio io in famiglia e con gli amici riguardo alla cronaca nera che per me è totalmete inutile e serve solo a farci parlare di stupri e pestaggi invece di dare spazio a cose serie.

  2. dj Pazo scrive:

    @aven
    stupri e pestaggi sono cose serie. Qui si discute il fatto che troppi media e troppi politici italiani FALSIFICANO la percezione della realtà di chi guarda la TV, e chi guarda la TV è di solito impreparato a “decodificare” ciò che sente.

  3. sonounprecario scrive:

    Esatto, credo tu abbia centrato il punto. Purtroppo lo spazio ai tanti e veri problemi di questo paese, non ci sarà mai. Viene tutto nascosto abbondantemente, fino a che sarà possibile farlo.

  4. ibraSIMOvic scrive:

    ma senza i tg come faremmo senza insultare negri slavi rumeni cinesi e musulmani??
    come faremmo senza sapere quante volte va’ al cesso Kaka’ o quanto ha sonno Ibra??
    e il meteo?? nn riesco a dormire senza sapere ke tempo non fara’ domani!!
    e sta crisi? voglio ke mi ripetano ogni giorno ke siamo in crisi!! cosi poi mi faccio coccolare da Silvio ke mi dice ke tanto i miei risparmiano da anni e posso sfruttarli a dovere..
    oltretutto.. cos’e’ figa la moglie di Caressa quando mi spiega come cucinare..

    AMO I TG!!! se no nn vedrei abbastanza la tettona del GF!!!

  5. Simone Pk scrive:

    Grafici decisamente interessanti, da giornalista mi permetto di aggiungere una cosa. I giornalisti sono boccaloni: in questi ultimi mesi sono le forze dell’ordine a diramare comunicati su comunicati dedicati anche a piccoli crimini, se sono coinvolti degli immigrati. Il giornalista medio non si fa troppe domande su questa “generosità di materiali” evidentemente imboccata dalle alte sfere politiche, e si limita a trasmettere, senza usare il cervello.

    Girerò il tuo post in redazione…

  6. schumangel scrive:

    Bellissimo blog.

  7. La tv e la stampa deve generare panico nella popolazione.. E questo succede ora in tempi di pace ma è successo anche in tempi di guerra. Perche? Perchè ci sono i “padroni” che devono manipolare l’attività sociale a proprio piacimento e questo è possibile farlo con questi mezzi di comunicazione di massa..

  8. sonounprecario scrive:

    @Simo
    Ebbene sì, la realtà delle cose in questo paese viene ignorata non a caso. Purtroppo…

    @Simone Pk
    Il problema è che molti giornalisti dovrebbero cominciare ad interrogarsi sulle conseguenze della diffusione di certe notizie in modo così leggero, ecco. Tu ci stai ragionando, ma come dici purtroppo…succede tutt’altro. Sarebbe ora di verificare che nell’informazione ci lavori solo certa gente. Non so, forse esagero.

    @Schumangel
    Grazie🙂

    @DeSantis
    In Italia è possibile perché tutti i mezzi (di comunicazione, politici ed economici) sono nelle mani di una persona, o comqunque di pochi gruppi di potere.

  9. […] La percezione di una realtà che non esiste | Blogaprogetto […]

  10. Simone Pk scrive:

    Diciamo che, forse, la gente che pensa troppo incontra difficoltà a diventare giornalista. Ricordati che siamo una delle poche professioni al mondo dove esiste un ordine, non credo sia tutto così cristallino…

  11. sonounprecario scrive:

    Vero, ma se ipoteticamente l’Ordine fosse gestito e considerato secondo certi principi… In realtà però è una scusa per ricatti e non solo.
    Diciamo che il problema è sempre lo stesso: bisogna abolire questo maledetto ordine.

  12. Andrea Pinti scrive:

    Ottimo articolo, l’unica cosa che non so se condividere è la conclusione. Non so se (e non vorrei che) un effettivo aumento della chiacchiera da bar possa essere in qualche modo una causa della diminuzione dei reati per il fatto che si stà tutti un po’ più con gli occhi dietro le spalle.

  13. Tom scrive:

    Fidarsi di quello che passa in tv e nei telegiornali è pericoloso, l’importante è che continuino ad esistere delle fonti per capire la situazione reale. Non è così scontato, purtroppo.

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