Diritti virtuali

Il cosiddetto piano di rinascita democratica, parte essenziale del programma piduista, consisteva in un assorbimento degli apparati democratici della società italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che avrebbe avuto al suo centro l’informazione.
I suoi obiettivi essenziali consistevano in una serie di riforme e modifiche costituzionali onde «…rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori».
In particolare andavano programmate azioni di Governo, di comportamento politico ed economico, nonché di atti legislativi, per ottenere ad esempio nel settore scuola di «…chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio – posto di lavoro…»

Queste righe che leggete sopra sono tratte dal piano di Rinascita della P2. Se mai aveste voglia di mettervi a leggerlo, magari tutto quanto, oltre a provare dei brividi lungo la schiena, riscontrereste tutte le mosse fatte fino ad ora da Berlusconi ed i suoi governi. Potreste perfino divertirvi a capire quali saranno i prossimi provvedimenti, intuendo il perché di certe modifiche.

Premesso questo, è arrivata la notizia secondo la quale verrà di fatto abolito uno dei diritti fondamentali dei lavoratori, conquistati nel corso delle varie rivoluzioni industriali (anche in termini di vite umane): il diritto allo sciopero. Le scuse di cui sentirete parlare in questi giorni saranno le solite, e gireranno attorno al concetto brunettiano dell’era ora “di finirla con questi statali fannulloni che creano solo disagi”. Mischiando così differenti concetti che in realtà non hanno niente a che fare con questo provvedimento liberticida.

Siamo tutti favorevoli ad una regolamentazione sensata degli scioperi, ma sinceramente sentire il ministro Sacconi pronunciare le parole “sciopero virtuale”, che equivale ad andare al lavoro senza prendere lo stipendio, mi fa incazzare. Perché dopo essersi resi conto che non si sta guardando una puntata del Drive In, si intuisce che ci stanno prendendo in giro, direttamente, per l’ennesima volta.

Se un tempo si scioperava non entrando in fabbrica e manifestando per giorni, oggi vengono usati i cittadini come pretesto per creare disagi, anche se spesso giusitificati: in effetti il disagio contro chi non c’entra è l’unica arma a doppio taglio rimasta nelle mani dei lavoratori. Sia per mancanza di sindacati con le palle, appunto, che per questioni di contesto. Comunque sia, in ogni caso, a rimetterci sono sempre i più deboli.

Vi svelerò un segreto: esistono già leggi che regolamentano gli scioperi. “La «procedura di “raffreddamento” e conciliazione» che Sacconi ha buttato lì come fosse il deus ex machina ce l’abbiamo da anni, come anche esistono le fasce protette dove i lavoratori dei trasporti devono garantire il servizio. La legge attuale dovrebbe essere la 146/1990, integrata con la 83/2000″.

Uno degli espedienti utilizzati da questo governo è far credere alle persone che le leggi che già esistono non siano sufficienti, dando costantemente e indirettamente delle picconate alla Costituzione, di modo da continuare ad erodere i pochi diritti rimasti. Con questa nuova legge infatti, lo sciopero potrà essere indetto solo da chi rappresenta almeno il 50% dei lavoratori (sostanzialmente da nessuno, considerata la situazione odierna) oppure previo referendum interno. Risate: se ci pensate bene, non è che oggi chiunque poteva svegliarsi la mattina e proclamare uno sciopero “da tenersi tra due settimane”; serve ovviamente una certa rappresentatività.

Creare nuove leggi ad hoc, modificate a piacimento, perché nessuno rispetta o fa rispettare le leggi che già sono in vigore ora, non ha senso. E non è democratico ovviamente.
Tutti ci arrabbiamo quando per andare al lavoro ci mettiamo il doppio del tempo a causa di uno sciopero, ma chiedetevi perché certe categorie stiano scioperando e perché a pagare siano sempre i cittadini. Se riflettete, vi accorgerete che la colpa non è dei lavoratori.

In altri paesi che siamo abituati a definire civili, gli scioperi vanno avanti settimane. In Francia, per esempio, gli operai mensilmente – versando una piccola parte del proprio stipendio – arricchiscono un fondo comune utile proprio in questi casi, quando bisogna difendere i propri diritti o aiutare chi rimane senza lavoro o in cassa integrazione.

Il 2009 sarà un anno disastroso per tutti i lavoratori. Centinaia di aziende stanno chiudendo o costringendo i propri lavoratori alla cassa integrazione. Pochi però ne parlano, figuriamoci i tg.
Questo provvedimento quindi serve proprio per evitare che continue masse di precari o nuovi disperati, si riversino a protestare nelle strade. Si tenta imperturbabilmente di negare una realtà ormai impossibile da ignorare e nascondere.

“Casualmente” poi, Berlusconi se ne esce l’altro giorno con una delle sue solite gaffe con Sarkozy. Provate a pensare, nei prossimi giorni, di cosa parleranno i furbissimi giornali: nessuno dirà più nulla sulla legge che limita e di fatto cancella il diritto di sciopero.
Questo è il tipico diversivo per far passare inosservato uno dei provvedimenti più fascisti che ci siano, rapportato al 2009.

Sì perché il 3 aprile 1926 ci fu una legge che proibì il diritto di sciopero, una delle famose leggi fascistissime. Non so voi, ma io di differenze sostanziali non ne trovo poi così tante. Adesione preventiva, referendum obbligatori, imposizioni dittatoriali sui sindacati.

Passeremo sopra anche a questo scempio e gli italiani non capiranno che le conseguenze le pagheremo tutti e saranno salatissime.
Specialmente ora che il ministro Sacconi non dovrà più occuparsi di idratazione e alimentazione forzata.

5 risposte a Diritti virtuali

  1. Francesco Delledonne scrive:

    Il vero problema è che in italia non c’è una opposizione.
    Ed è colpa di quelli che, spinti dal voto utile, hanno votato per un partito che è in grado sostanzialmente solo di inchinarsi al Berlusca.
    Questo provvedimento va combattuto con forza, e sono fiducioso che sarà proprio su questo che l’Italia comincerà a svegliarsi.

  2. Federica87 scrive:

    Stanno rischiando grosso però perchè cosa vuoi che faccia se è senza lavoro? Protesterà no? in continuazione, tanto è disoccupata.

  3. Federica87 scrive:

    Non ho messo il soggetto: la gente!

  4. sonounprecario scrive:

    @Francesco
    Temo tu sia troppo ottimista. L’opposizione non esiste, verissimo, ma il provvedimento non lo sta combattendo proprio nessuno purtroppo.

    @Federica
    Dipende. La polizia avrà sempre più potere di fare quello che vuole, quindi attraverso la violenza potrà reprimere quanto vuole e quando vuole.

  5. Federica87 scrive:

    uff, basterebbe avere dalla nostra l’esercito eh vedi tu… sono sempre più amareggiata, anche dalle persone che mi stanno vicino che non vedono a più di 5 km del loro raggio visivo..

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