La cura di Tremonti

Giovedì scorso davanti a circa 4 milioni di telespettatori, il ministro dell’economia Tremonti, ha affermato che “in questo periodo non bisogna leggere i libri di economia, ma la Bibbia”.
Tenetevi forte, quando l’ho sentito, anche io ho avuto qualche difficoltà a reggermi in piedi. Poi però ho chiesto conferma su FriendFeed pochi minuti dopo e mi sono accorto che non ero l’unico ad aver ascoltato quell’affermazione.

Meno male che la borsa a quell’ora era già chiusa. Pensate, un ministro dell’economia che dice di leggere la Bibbia per risolvere i problemi economici. E nessuno che gli dice niente mentre lo ascolta. Come minimo si rimane senza parole, perché ti sta dicendo in faccia che non ha idea di cosa fare, “si salvi chi può”, speriamo che avvenga un miracolo.

I suoi elettori però non hanno la minima idea della situazione economica in cui versa l’Italia; il ministro invece non si rende conto, è completamente in balia del caso. E dovrebbe dirigere l’economia del paese. C’è da farsela addosso, anche se è tardi. Non si tratta solo di incompetenza, ma anche di sano masochismo.

Tempi pagamenti paesi europei

Quante persone si ricordano delle cartolarizzazioni, del condono fiscale del 2002 che (incredibile!), ha fatto sì che il 20% dei condonati evadesse pure quello, della finanza creativa, della Robin Hood tax, della sua idea di protezionismo di un anno fa ora smontata da tutti e di tanto altri scempi che ci hanno condotto ad una voragine di miliardi di euro nei conti pubblici?

Poche, pochissime purtroppo. La soluzione? Leggere la Bibbia, alla faccia degli studiosi di economia e in barba a tutti gli economisti mondiali che saprebbero ridicolizzare Tremonti in 3 minuti.
Basterebbe solo mostrargli qualsiasi cosa, persino questi grafici che vedete qui, utili a far notare le usanze di pagamento delle aziende italiane. Una roba imbarazzante all’ennesima potenza, immagine dell’impotente immobilità delle aziende italiane. Lui però vi dice di leggere la Bibbia.

Non hai il lavoro? Chiedilo al tuo parroco. Potrete sempre fregare qualche monetina dal cestino delle offerte.

Pagamenti principali paesi ue

6 risposte a La cura di Tremonti

  1. silvio scrive:

    Facciamo proposte concrete e non chiacchiere. La mia è questa: la settimana del consumo precario. obiettivo: evidenziare quanto incide sull’economia se i precari e i loro famigliari e amici smettono di spendere, soprattutto in tempi di crisi. come fare: la prima settimana di ogni mese (o quando preferite, basta che sia in contemporanea in tutta Italia) astenersi tutti insieme (precari, parenti e amici veri dei precari) dall’effettuare acquisti, se non strettamente necessari (es. cambiare cellulare, parrucchiere, cinema, cene o quello che vi pare!). vedrete che se togliamo soldi al sistema dovranno per forza prenderci sul serio! se siete d’accordo divulgate il più possibile!! Silvio, 4 anni

  2. ibraSIMOvic scrive:

    Ma su che canale va’ in onda la Bibbia??..

  3. Giulio Tremonti scrive:

    Scusate la cazzata che mi è sfuggita in tele.
    Mettetela nel conto insieme con le altre che vi ho ho rifilato in questi anni passati insieme : io al governo e voi a tentare di rimediare agli sfascioni di cassa che ho procurato. DOvete capirmi : il capo .. insomma quel pagliaccio di bassa statura che racconta delle barzellette penose mi mette a fare queste figure perchè non ha la piu pallida idea di che cosa sia un conto o una tassa (infatti l’unico conto che conosce è il suo) e mi tocca sempre improvvisare. Ma non temete , con Bozzi stiamo studiando un bell’attentato che l’operazione valchiria gli fa na sega .. speriamo solo che quel ficcanaso di brunetta non apra la borsa bomba.

  4. furio detti scrive:

    caro Alessandro

    tu critichi Tremonti per la sua deriva mistica.

    ma davvero credi che dall’altra parte ci siano persone più razionali di lui? gli economisti?

    andiamo.

    se c’è una cosa che la crisi ha dinmostrato è che l’economia è una pseudoscienza incapace di creare un modello razionale e oggettivo di previsione. altrimenti la crisi avrebbero dovuto prevederla? o sbaglio….

    dov’erano tutti quegli scenziati con le loro teorie prima che Freddie Mae e Freddie Mac, o la Lehman Bros crollassero? dov’erano tutti gli esperti nelle stanze di quegli istituti finanziari e di analisi, se NON SONO STATI CAPACI DI PREVEDERE LA CRISI CHE LI AVREBBE TRAVOLTI. né di interpretare i segni premonitori della crisi?

    e allora, scusa, ma non sono più affidabili di chi si butta addosso un saio e grida che “la fine è vicina”.

    guardali, gli economisti, gli esperti: prima erano tutti ultraliberisti: via lo stato, viva il mercato. ora, combinazion combinazione… si sono convertiti tutti al nuovo credo: lo stato DEVE aiutare gli imbecilli privati che non hanno previsto la crisi e il libero mercato. la verità è che neppure loro sanno che pesci prendere.

    guarda, se Tremonti è un inaffidabile, allora lo sono anche tutti gli altri.

    io comunque salverei il protezionismo e lo abbinerei a una politica di decrescita e riduzione dei consumi, riportando ogni famiglia a un regime di austerità, autosufficienza alimentare attraverso un ritorno alla campagna e a una società con meno mercato, meno consumi, e più calma.

    il resto è fuffa pseudoscientifica.

  5. sonounprecario scrive:

    @Silvio
    La proposta è interessante e potrebbe venire affiancata da tante altre iniziative. Il problema è sempre lo stesso: la mobilitazione e la smobilitazione dell’interesse dei precari, ecc. Se non c’è una presa di coscienza comune siamo sempre al punto di partenza. E in questo senso, le parti politiche che dovrebbero rendere coese le parti più deboli della società, sono in uno stato sempre più pietoso.

    @Simo
    Oh, presto per legge sarà obbligatorio impararla a memoria credo. Un po’ come il libro delle risposte: apri a caso e qualche risposta la troverai, no?😀

    @”Giulio Tremonti”
    ROTFL, lascio il commento perché è divertente🙂

    @Furio
    Beh io criticherei Tremonti per decine di motivi, ma parto dal presupposto che un ministro dell’economia – in tempi come questi – non può andare in tv a dire che bisogna affidarsi alla Bibbia. Immaginati un pari ministro di qualsiasi altro paese straniero dire la stessa frase: secondo te cosa sarebbe accaduto?
    .
    Sugli economisti: io credo che sapessero benissimo dove si stava andando a finire e cosa sarebbe successo. Parlo di molti teorici o comunque di gente che conosce il mercato economico e tanti altri fattori. I governi però non possono rendere note certe situazioni fino alla fine, altrimenti si rischierebbe il collasso. Tra le altre cose, negli altri paesi, i colossi e i loschi personaggi che hanno portato a questa crisi (cioé i cosiddetti “pochi” a scapito di noi poveri “molti”), sono crollati e sono finiti dentro.
    Cioé ci sono tante persone valide che cercano di trovare soluzioni per uscire in qualche modo dalla crisi, limitare i danni, ecc: ma in Italia invece che cavolo succede? Niente, appunto.
    .
    Lo statalismo diffuso di cui parli invece è sempre stata la reazione di tutta questa gentaglia a cui, fino al giorno prima dava un fastidio boia che qualcuno cercasse di porre dei paletti, mentre il giorno dopo vuole i tuoi soldi per salvarsi le chiappe. E siccome sanno benissimo che gli stati reggeranno sempre il gioco, si andrà avanti così. Fa poi ridere che a farlo siano governi come quello berlusconiano, che dovrebbero agire nel modo opposto, ma tant’è.
    .
    Sul protezionismo non sono d’accordo: sarebbe un suicidio per un paese come l’Italia ed è stato bocciato da tutti. Non riusciamo più a mantenerci indipendentemente, paradossalmente siamo rimasti forti solo su settori al di fuori della portata delle persone normali. E coi dazi che ne deriverebbero, crescerebbero ancora di più i prezzi dei beni di consumo che ancora si riescono a vendere (parlo dell’elettronica, per es.: dovremmo importare tutto quanto…), facendo collassare tutto il sistema.

  6. Bhe denominato in passato, “Il Trucchista”, per la sua grande dote di cambiare la carte VERE in tavola.. In che mani che siamo.

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