Essere omosessuali non è una colpa, nemmeno una malattia

Va bene, il festival di San Remo con le solite, prevedibili e pianificate polemiche è finito già da un bel pezzo e mai mi sognerei di parlare della manifestazione in sé: state tranquilli.
Al di là delle solite battute sul festival però, da qualche settimana ci siamo abituati ad ascoltare quelle su uno strano personaggio, cioé Povia. E di questi tempi, certe cose vanno prese sul serio.

San Remo, l’Italia, Povia e i gay. In questo caso faccio parte di quei bacchettoni che reputano alquanto imbarazzante un paese che manda in finale una canzone che parte dal presupposto che l’omosessualità sia una malattia o addirittura una devianza. Berlusconi non è altro che l’uomo perfetto al momento giusto per questa nazione.

Sono gay perché mia mamma lo vuole. Sostanzialmente Povia afferma nella sua canzone che questo Luca sia “diventato” gay a causa della famiglia disastrata. Un po’ come dire che l’omosessualità sia una conseguenza di traumi e non uno stato naturale concepito dalla natura, quindi qualcosa che non si sceglie come i gusti del gelato.
Evitando di ricorrere ai noiosissimi segoni mentali riguardanti la ricerca scientifica, si può facilmente dire che Povia non fa altro che cavalcare senza biancheria intima pregiudizi agghiaccianti che rimandano alla classica “colpa” della famiglia: sei un criminale? Allora avevi un padre squallido. Sei un truffatore? Chissà che cosa faceva tuo fratello da piccolo. Sei gay? Eh, tua madre non la racconta giusta.

Non sono omofobo, ho tanti amici gay a testimoniarlo. Questa è la classica frase sintomatica del livello medio con cui gli italiani trattano l’omosessualità e il razzismo nei confronti dei gay. Nel pezzo tanto amato da milioni di italiani infatti, il cantante afferma apertamente che il povero Luca se la faceva con gli uomini perché reagiva traumaticamente e dolorosamente alla pesante condizione famigliare. Che poi, anche io sono figlio di genitori divorziati, come tantissime altre persone. E mio padre lo vedo poco tuttora. I miei gusti sessuali però non c’entrano davvero niente con tutto questo.
Credo che nessuna madre o nessun padre, si sogni di spiegare o insegnare al proprio figlio maschio cosa gli deve piacere: “figliuolo, la vedi questa? Si chiama fica; ecco, vedi di fartela piacere”. Diavolo, non me l’ha insegnato nessuno che mi dovevano piacere le donne; mi piacciono e basta. Lo ripeto, non è una cosa che si sceglie. Etero, omosessuali (o quello che vi pare) ci si nasce. Questa posizione, che tra l’altro è la peggiore, perché non si limita a non accettare l’omosessualità, ma di fatto la nega come opzione, relegandola nel campo delle disgrazie e delle sciagure peggiori, è forse una delle più omofobe che ci siano.

Non sapevo ci fosse un perché nell’essere eterosessuali. Povia ovviamente – dopo varie pressioni e polemiche utili solo a guadagnare popolarità – non la chiama direttamente malattia: per lui è più una devianza sociale, come il drogarsi perché la famiglia è assente. Di certo non si salva con la sua paraculaggine dicendo “nessuna malattia, nessuna guarigione”.
Il testo concepisce subdolamente l’omosessualità (e quindi uno degli aspetti della sessualità umana) come uno stato culturale e non naturale. Ma chiunque abbia studiacchiato un po’ di psicologia o antropologia culturale sa che è una cagata pazzesca. Il vergognoso presupposto che viene posto a priori è dato dal porre un “perché” all’omosessualità. C’è un “perché” nell’essere eterosessuali?

Le persone nascono, ma non diventano. Qualsiasi persona dotata di senno avrebbe evidenti dubbi nel pensare che gay si diventa per qualche strano motivo. La stessa cosa vale per altre casistiche: gialli, rossi, neri o…Povia si nasce.
Nessuno nei media tradizionali si è sognato di parlare approfonditamente del testo di questa aberrante canzone; nessuno ha avuto il coraggio di dire che gli italiani sono tolleranti fin quando non si trovano davanti un gay, un extracomunitario o qualcosa che esuli dal sicuro e limitato modello cattolico medievale. Si poteva parlare di cose serie, attuali, magari confrontandosi. Invece si continua ad etichettare (da ignoranti) le diveristà secondo il nostro (ignorante) metro.
Io sono etero, e nessuno per questo si sogna di dirmi “povero cristo, ha avuto un’infanzia difficile”.

Un crescendo da sballo. La verità recitata dai cartelli di Povia era pressoché questa: c’è una mamma soffocante che ti vuole tanto bene, e per questo ti fa diventare frocio. Il fatto che il cantante abbia inserito termini come malattia e guarigione in un climax spaventevole come quello creato ad hoc nel brano, è decisamente scandaloso. Sì perché viene richiamata indirettamente l’idea della “conseguenza”, della “colpa”, del “vittima di”. Peché per questa gente essere omosessuali (ho detto essere!) è l’esatto risultato matemagico di un preciso percorso di vita. Tipo che se sbagliate strada, zac, siete di colpo gay.

Oggi di che sesso sei? Mah, sono incerto. Cantare di fronte ad un paese come il nostro che chi è omosessuale sarebbe in genere una vittima dell’incertezza sessuale, è pericoloso. Sarebbe come affermare che certe persone sono vittime di milanesità, di calabresità, di napoletanità o dell’essere donne bionde (vabbé ok, questo è un altro discorso…). La differenza è molto sottile, ma è evidente il fatto che ci sia già un giudizio a monte, cioè che saltellare da un orifizio all’altro (usando precauzioni, per carità) senza farsi troppe domande sia una questione di educazione e cultura. In realtà è natura. E la scienza non fa altro che ripetercelo, se proprio abbiamo dei dubbi. In caso chiedete agli animali.
Probabilmente bisognerà farci l’abitudine a questi punti di vista, visto l’andazzo di questo tempo berlusconiano. Riflettono il momento, lo stato mentale diffuso in Italia. Insomma se arriva un personaggio che dice che l’omosessualità è una disgrazia ed ottiene tutto questo successo, forse non sarebbe il caso di dire che questo è un paese di omofobi?

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare. Il succo del Povia pensiero definisce un gay in divenire, in base a quello che vive, mangia, respira e sente. Come dire che chi va con lo zoppo impara a zoppicare. E chi gira con un gay, beh, prima o poi…
Ovviamente è liberissimo di crederlo e di cantarlo, così come la chiesa è libera di gridare al mondo che essere gay è peccato e così come i nostri governanti possono dire quel belino che vogliono, rimangiandoselo. Riassumendo: sono tutti liberi di fare quello che desiderano, ma allora anche io sono libero di scrivere che chi la pensa così è una persona bruttarella. E di questo passo, non sono più tanto convinto di voler mettere al mondo dei figli in questo paese.
Raccontare di una persona che è stata tanto male, ma adesso è finalmente contenta come una pasqua perché si è rituffata nello status che viene considerato “norma”, è uno dei tanti modi per dire che gli altri, quelli deviati, sono sfortunati, tristi (e conducono una vita pessima proprio per colpa dei “normali”, guarda un po’), cosa che noi etero invece non siamo.
La cosa tragica però è che i gay non accettati dalla famiglia spesso ci provano davvero a fare gli etero per amore dei propri cari e di conseguenza sembrano indecisi. In realtà lo fanno perché il contesto e la società in cui sono inseriti li porta a reprimersi, turbandoli all’inverosimile. Quando invece la natura sessuale è soltanto una.

Il mondo è bello perché è vario. Vorrei chiudere questa sorta di manifesto personale, che mi ha permesso di dire liberamente la mia sugli omosessuali, con un paradosso. Provate a pensarci: se il mondo fosse dominato dagli omosessuali e a te che sei eterosessuale fosse impedito o reso alquanto difficile esprimere la tua identità sessuale, naturale e sentimentale, forse non troveresti fuori luogo le critiche. Chi non è coinvolto in prima persona infatti ritiene che il problema non esista, che si tratti solo di una stupida canzone.
Siccome c’è liberta d’espressione, ogni persona può scrivere le canzoni che vuole. Però è responsabile di quel che scrive. E se scrive una canzone omofoba è razionale pensare che sia omofobo.

L’atteggiamento peggiore che potremmo tenere è proprio quello accondiscendente, della serie “massì, cosa vuoi che sia”.
Nel mondo che sogno, sull’omosessualità non ci sarebbe da avere un’opinione o un giudizio. Esiste da sempre ed è una delle tante forme della sessualità umana. Nascondersi dietro l’idea diffusa che gli omosessuali siano classificabili tramite il comportamento è schifoso.
Perché essere omosessuali non è una colpa e nemmeno una malattia.

16 risposte a Essere omosessuali non è una colpa, nemmeno una malattia

  1. Ivan scrive:

    Ti aggiungo qui l’analisi puntuale del testo che mi azzardai a fare.
    Naturalmente siamo d’accordo.

    http://sonosoloram.blogspot.com/2009/02/sulla-prima-serata-di-sanremo-analisi.html

    Saluti

  2. Gatto Nero scrive:

    forse non sarebbe il caso di dire che questo è un paese di omofobi?

    Io direi che è un paese di merda, in generale. Ci sarebbe da chiedersi cosa ci rimaniamo a fare.

  3. ibraSIMOvic scrive:

    Siro..
    Nn concordo.
    Non ho cagato d striscio San Remo come da molto tempo a questa parte, l’ultima volta ero bambino e cantavo “bruuutta, ti guardi e ti vedi bruuuuutta..” con mia mamma!! Fai te..
    Ho saputo x vie traverse delle critiche.. e bla bla bla..

    Ho sentito la canzone x radio, durante le ore di lavoro ho la fortuna d poterlo fare.. Mi e’ piaciuta, mi piace e mi piace ascoltarla.
    E’ una canzone, punto. Racconta una storia, punto.
    Ti dico solo ke un mio collega gay mi ha confidato ke all’inizio (condizionato dalle critiche) nn ha neanke guardato San Remo (e x lui patito di musica italiana..) poi quando l’ha ascoltata x caso, solo come una canzone, gli e’ piaciuta e non gli da fastidio.
    Racconta una storia, come fanno miliardi di canzoni.

    Chi la giudica al di fuori del contesto musicale, secondo me sbaglia d grosso! Per una volta sei diventato come quei giornalisti ke (giustamente) critichi tanto..

    In oltre avrei anke altre cose da obbiettare del tuo post.. come il fatto ke nn si diventa gay ma si nasce.. Nn ne sono cosi convinto! C’e’ ki ci nasce, c’e’ ki ci diventa.. e c’e’ ki dopo 50 anni nn sa ancora cos’e’! C’e’ ki dice ke siamo tutti bisex!! Non la farei cosi facile..

    In +.. “chi canta cose del genere in un paese come il nostro..” X una volta, una persona ke dice la sua (giusta o sbagliata) su di un argomento delicato, invece di creare scambio d opinioni, crea critiche e scandali!!

    Non so cosa pensa Povia, e nn me ne frega un cazzo!!
    Ho rivisto il filmato, nn ci ho trovato nulla di scandaloso se penso al contesto: un artista ke canta una canzone.
    Di scandaloso ci trovo ke nel 2009 venga giudicato x quello ke canta!! e nn x come canta!!

    Riassunmendo il tutto: polemica inutile ma perfetta x gli ascolti, Bonolis solito furbacchione, Italiani soliti ignoranti e Ibra ke ci porta a vincere lo scudo!!

    Ti mando anke un bacione bellissima!!

  4. Gatto Nero scrive:

    ibraSIMOvic, ma che tristezza, scusa.
    A te piace. Fantastico.
    Suppongo ti piacerebbe anche una bella canzone su una donna stuprata perché CAZZO, ma ti pare che vai in giro con i jeans aderenti? E poi semper a provocare… l’uomo è cacciatore, ci credo che poi allunga le mani. E magari le è anche piaciuto.

    Leggiamoli, i testi. Chiediamoci quanti luoghi comuni ci sono.

    E magari mettiamoci nei panni di quei genitori che convivono con un figlio omosessuale, genitori pieni di dubbi, che si chiedono se hanno sbagliato qualcosa.
    Perché il dubbio è normale. E una simpatica canzoncina ti dice che è colpa tua.
    Ah, ma a noi piace. A noi e ai nostri amici gay.

  5. Federico scrive:

    ha ragione SIMO.
    qui si fa un processo alle intenzioni. la canzone racconta una storia punto e basta.

    la gente è libera di passare da essere gay, etero o bisex tutte le volte che vuole.
    qualcuno si farà influenzare dal contesto e qualcun’altro no.

    e se permetti le persone diventano e non nascono. eccheccazzo allora per te uno nasce etero o gay e poi non può più cambiare?

    nessuno ci impone di scopare solo i maschi o solo le femmine. che ti piaccia o no l’essere umano ha sempre una scelta e si può scegliere anche di andare contro la propria personale natura.

    poi tornando alla canzone, mi pare dica che il protagonista aveva trovato affetto e comprensione nel suo amante, cose che non aveva mai trovato prima. quindi non ci vedo tutta questa omofobia.

    semplicemente è la storia di un tipo che prima stava con una persona e poi ne ha trovata un’altra con cui stava meglio. fine.

  6. Suzukimaruti scrive:

    Quindi il “raccontare una storia” ci esime automaticamente dal giudizio sul *contenuto* della suddetta storia? E soprattutto ci esime dal giudicare le premesse della storia?

    (perché i difensori di Povia non la contano giusta o ignorano il fatto che la canzone sostanzialmente dice che Luca era diventato gay perché aveva problemi in famiglia. La premessa è evidente: secondo Povia (o chi lo manovra) l’omosessualità è una devianza, il frutto di un trauma, di una situazione scomoda, ecc.)

    Quindi se domani salta fuori uno che in una canzone racconta una storia in cui i campi di concentramento non sono mai esistiti, tutti zitti?

    Quello che fa uomini gli uomini è proprio la capacità di giudicare la Storia. E le “storie”.

  7. […] altro, ottimo post del buon sonounprecario su quella canzonaccia che rischiava di vincere il […]

  8. ibraSIMOvic scrive:

    x GattoNero:

    Se ragionassi come te, direi ke lo scrittore suppone ke TUTTE le donne stuprate lo sono xe’ si vestono in modo provocante.
    E nn mi fanno pena i genitori ke hanno figli gay, mi fanno pena solo se quegli stessi genitori hanno pena di loro stessi.

    x Suzukimaruti:

    Non penso ke quando e’ uscita “I kissed a girl” l’associazione Lesbiche ha criticato apertamente Kate Perry xe’ raccontava una storia offensiva nei confronti delle lesbiche!! Perche’ i presupposti della canzone sono evidenti: le tipe sono lesbiche xe’ e’ divertente, e’ un gioco!! e’ bello e sexy!! Ma zero sentimenti!

    Cmq spero si sia capito ke nn voglio difendere Povia!!
    Nn sono un suo fan e nn me ne frega niente!!
    Ma tutto il casino ke e’ uscito mi sembra solo un polverone creato a doc!

  9. Irish Coffee scrive:

    venerdì sera ero fuori con due amici gay…
    prima cosa non sono diversi, han solo fatto la loro scelta
    ogniuno potrà pur sceglere chi amare, le suore amano Dio, i preti idem, alcune donne amano gli uomini altre amano le donne, alcuni uomini amano le donne altri gli uomini
    alla fine non è comunque amore?
    ed è vero, loro stessi me lo han detto, si nasce gay non lo si diventa
    magari si fatica ad accettarlo, ma prima o poi si ammette e si accetta
    la famiglia non c’entra, almeno non in questo caso.
    povia ha cercato di toccare l’animo delle persone citando un argomento che ora come ora in Italia non è molto ben visto…
    ci ha provato…

  10. sonounprecario scrive:

    Scusate il ritardo nella risposta, ma in questi giorni ho frequentato poco Internet…mi sto rimettendo in pari😛
    Mi piace il confronto che sta venendo fuori, l’importante è che non iniziate a volervi picchiare😉

    @Ivan
    Il tuo post l’ho letto (ti ho nei feed) e approvo, ovviamente. Solo una cosa volevo contestarti; si tratta della prima frase: “Come ogni anno, io guardo Sanremo.”😀

    @Simo e Federico
    La premessa è che questo è il Povia pensiero. E già basterebbe per rispondere a tante polemiche. Per lui “Gay non si nasce. Lo si diventa in base a chi frequenti, a quello che ti insegnano da piccolo”. Lui ha “convertito” gli amici. Per me queste sono posizioni aberranti: gay non lo diventi, ma ci nasci; così come etero. Prova a pensarci.
    .
    La sottile differenza quando dici “ci si diventa”, sta nel dichiararsi. Perché se tu conosci una persona e fino al giorno prima sei convinto che sia etero, ma il giorno dopo ti si dichiara gay…non è che lo è diventata. Lo è sempre stata, ma per vari motivi non lo aveva mai dichiarato. Ti faccio un altro esempio stupido: tu puoi frequentare solo omosessuali, puoi guardare solo film per gay, ecc…, ma se ti piacciono le donne ti piacciono le donne. Nessuno ti insegna la tua sessualità. Da non confondere con i gusti o altre voglie.
    .
    Come ho ripetuto varie volte nel post, ognuno è libero di pensarla come gli pare e di cantare la canzone che preferisce. Ma se uno afferma che questo Luca è diventato gay perché aveva una madre oppressiva, un padre assente perché divorziato dalla moglie e successivamente però si è redento – guarendo e tornando alla normalità, perché quello è il concetto che trasmette – io sono liberissimo di pensare che sia un fottutto omofobo troglodita.
    .
    E il fatto che a San Remo arrivi secondo (tra le altre cose anche il giudizio critico sul testo dovrebbe contare, visto che è il festival della canzone) per me è sintomatico. Perché riflette molte cose: se per assurdo Povia avesse cantato sui preti pedofili, fidatevi, non sarebbe arrivato secondo.
    E ok, per quanto se ne è parlato e per quanto viene trasmessa la canzone, ovvio che finisce per piacere il motivetto (che non è malaccio, va bene). Ma intanto in giro si sente ripetere “Tizio era gay, ma adesso…” è guarito.
    .
    Insomma secondo me l’obiezione “chissene, è solo una canzone” è troppo superficiale.
    .
    Per inciso, Federico, non è che non puoi “cambiare”. Il fatto è proprio la visione sbagliata che dai alla questione. Cambiare è il verbo sbagliato. Tanto è vero che tu parli di “scegliere di andare contro natura”. Anche in carcere succede che molti detenuti vengono violentati, ma non vuol dire che chi violenta è gay: tappare buchi e passare da un orifizio all’altro è un bisogno naturale. E tu confondi questa cosa basilare con la sessualità. Che ripeto è una ed una sola.

    @Gatto Nero
    Un altro problema è questo: chi non vive questa cosa in prima persona, fatica a comprendere la gravità della cosa. Nel post ho provato a spiegarlo, ribaltando la situazione, ma non è facile.

    @Suz
    Ovviamente sono d’accordo, non esiste che io non possa criticare una storia, una canzone…magari con elementi validi. Il giorno che tutti smetteremo di chiederci, interrogarci e criticare, Berlusconi sarà presidente del consiglio.
    Ah no, è già successo.

    @Irish Coffee
    Esatto, il percorso molto duro è proprio l’accettazione. Perché si vive in una società opposta, in un contesto che spesso e volentieri non tollera, che ti considera anormale, deviato, malato.
    Specialmente qui.

  11. karaundindih scrive:

    ebbene sì sono omofobo:nell’accezione “repulsione”di fobia. Mai dire mai? Nel caso non mi accetterei, a costo di cilizi e psicoterapie ad oltranza.perchè scrivo allora? perchè ‘sta invasione di “gaiezza” mi fa prudere (cito Leopardi)li Tommasei.Ma sono sicuro che nell’onestà intellettuale profonda,posto ci sia, di chi si professa omosessuale la consapevolezza di sostenere una causa SBAGLIATA c’è,

  12. roberta scrive:

    SONO UNA DONNA E LA CANZONE MI E PIACIUTA ANCHE IO O AVUTO UNA MAMMA CHE E RIUSCITA A FARMI SCHIFFARE GLI UOMINI E ALLA FINE DI INNAMORARMI DI UNA DONNA E O VISUTO CON LEI PER TRE ANNI OGGI STO CON UN UOMO E SONO CONTENTA . PENSO CHE PIU DELLE VBOLTE SONO I GENITORI CHE ARROVINANO I FIGLI

  13. Gatto Nero scrive:

    Specie quando non gli insegnano a scrivere in italiano.

  14. sonounprecario scrive:

    Sì, italiano e caps a parte, gli ultimi due commenti mi fanno alquanto inorridire.

    Eccoli qua i risultati dello sdoganamento facile di una canzone del genere. Arrivano opinioni abominevoli. Sostanzialmente Roberta – se non è un fake – dice che sua mamma gli ha fatto odiare gli uomini, quindi lei si è innamorata di una donna. Ciò dovrebbe portarmi a pensare che tutte quelle donne lasciate, trattate male, violentate, che disprezzano gli uomini, siano tutte lesbiche. “Pentite” magari. Perché gliel’ha detto qualcuno o reagiscono a chissà quale stimolo. Cioé sentite che parole e che concetti siete costretti ad introdurre: malattia, colpa, punizione, ecc…

    Per non parlare del probabile secondo fake che non sa scrivere in italiano, che ci narra di invasione di “gaiezza” e altre stronzate galattiche. L’omosessualità c’è sempre stata, persino nella bibbia, per dire. Stai tranquillo che nessun omosessuale verrà a pontificare sulle tue abitudini sessuali o sui tuoi gusti. Magari ti piace fare sesso col tuo cane (ipotizzo) e per te è normale solo perché è femmina.

    Rimango comunque tranquillo, perché prima o poi tutti coloro che vivono di luoghi comuni e favole all’italiana sono una specie destinata a scomparire: non solo per cause proprie, ma perché il mondo gira da un’altra parte.

    Ecco qual è la verità: siete voi omofobi con le idee sbagliate (sì, perché oltre che poco chiare, le vostre opinioni sono prive di senso e raramente avete il coraggio di non nascondervi dietro un nome inventato), quelli contro natura.

  15. LUCIO scrive:

    LA MIA PAURA E’ QUELLA DI PENSARE OGNI TANTO ALLA FINE CHE HA FATTO PIERPAOLO PASOLINI

  16. LUCIO scrive:

    SI LEGGE SUI GIORNALI CHE QUANDO SI E’ GELOSI DEL PROPRIO COMPAGNO NON SI CAPISCE PIU’ NIENTE E SI ARRIVA ALL’OMICIDIO.

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