links for 2009-05-02

  • Con l’avvicinarsi del 7 giugno comincio a temere come la peste (suina) il momento in cui entrerò in cabina elettorale: se spedire in Europa una «letteronza» o una scienziata nata nel 1922, una concorrente del Grande Fratello la cui piattaforma politica colpevolmente mi sfugge oppure chissà. Se passiamo ai consumatori, cioè a noi che la politica dovremmo «comprarla», il quadro democratico tradizionale assume tonalità ancora più bigie. Ieri mattina ho intercettato in un caffè lo sfogo al telefonino di un giovane elettore: «Ma ci toccano di nuovo le elezioni? Che palle: l’altra settimana ho già votato X Factor, il Grande Fratello e un sondaggio del tg». Per lui il tele-voto ha ampiamente sostituito la cabina elettorale come luogo della cittadinanza. E la scelta di un personaggio che ha imparato a conoscere in tv giorno dopo giorno lo gratifica assai più che mandare gente misteriosa nel cuore dell’Europa a fare cose che ignora e comunque ritiene ininfluenti per la sua vita.

3 risposte a links for 2009-05-02

  1. Franco scrive:

    Ale .. avevano ragione i bolscevichi : basta una minoranza che sa quello che fa per mettere in riga un paese di cerebrolesi a questo punto (con rispetto parlando dei cerebrolesi che ci nascono e non lo diventano guardando rete4canale5raiuno). Cosa ci vuole a divnetare padroni di un paese da operetta… pensate che qualche generale o qualche parvenza di esercito che non riesce neanche a proteggere se stesso (nassiria docet) possa fermare un pugno di rivoluzionari. Il iano prevede l’assalto al grande fratello 10 il giorno prima della finale o come ca**o si chiama (ehm confesso che non lo guardo). Il seuqestro dei centri di produzione di cologno monzese e saxa rubra e poi tutto è fatto perchè il popolo dei beoti (pardon italioti) non si accorge di niente.

  2. Furio scrive:

    sulla fattibilità di una rivoluzione bolscevica la vedo duretta, qui da noi…. ironia per ironia

    al massimo i comunisti, per quanti sono, potrebbero – a stento – occupare un minigolf. per perderlo subito, litigando su chi avrà il nobile compito di issare la bandiera rossa sulla Buca n. 18

    c’è anche da dire che nel 1917 avevano di fronte gente un po’ più duretta da mandar giù, come i signori della guerra zaristi.

    su una cosa Franco però hai ragione: all’italiano medio basta non togliere il pallone. poi, bolscevico o menscevico, fascista o liberale, socialista o democristiano, al popolo-bue frega un bel niente di chi dirige la baracca, purché sia assicurato il diritto a finali, campionato e posticipo, anche a pago.

  3. sonounprecario scrive:

    Furio, quella di Franco era una battuta dai. Che c’entra la rivoluzione qui?😉
    Avete ragione entrambe, nel senso che in questo paese il vero maestro unico è la televisione. È che son cose che noi già sappiamo, ma purtroppo gli ultimi 20 anni hanno fatto sì che l’Italia diventasse un luogo di persone becere, razziste, ignoranti, incivili e menefreghiste del vero ruolo di cittadini.
    Gli facciamo comodo, comodissimo così. Quindi perché qualcuno- che sta in alto -dovrebbe prendersi la briga di sovvertire l’ordine delle cose?

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