Nuovo acquisto per il partito-azienda

luglio 30, 2007

In questi caldi giorni di politica-mercato estivo, FI mette a segno un colpaccio. Strappato all’ultimo istante dall’ospizio, Gustavo Selva, famoso per sparare sulla croce rossa, passa a Forza Italia.

Incredibile, davvero sono senza parole. Qualsiasi organismo geneticamente modificato, qualsiasi condannato che si butti in politica, qualsiasi soubrette o rifiuto politico finisce li a fare numero in quella sottospecie di partito pubblicitario-televisivo che esiste sotto forma di slogan. Una bruttissima copia della DC.
Dopo il brutto episodio dell’ambulanza, colpa di vetero-comunisti ovviamente, e le dimissioni poi ritirate per rispetto verso non si sa chi ma in reatà per paraculaggine, il senatore non ha voluto rischiare di finire la sua ormai breve vecchiaia a casa; preferisce infatti starsene bello comodo e riparato tra le fila di Forza Italia, con l’illustrissimo Schifani pronto ad accoglierlo a braccia aperte. Già mi immagino la scena:

Vieni Gustavo, vieni a mangiare, aspetta che aggiungo un posto a tavola. Dai Sandro (Bondi), se sposti un po’ la seggiola, stai comodo anche tu.

La voce sempre più insistente (che a Roma gira da un po’ di tempo in certi posti) secondo la quale Fini vorrebbe disfarsi al più presto di Berlusconi o qualsiasi altro residuo sporco di FI è sempre più fondata. Che anche Fini abbia ritrovato un po’ di dignità?

Share:
Technorati icon

Annunci

Gustavo Selva R.I.P.arlamento

luglio 18, 2007

//www.rainews24.it

Gustavo Selva non ce l’ha fatta.

Purtroppo è riuscito a ritirare le dimissioni (ma cosa bisogna fare per cacciarne a casa uno, persino dopo che ha dato le dimissioni?!), usando parole struggenti:

I cittadini mi invitano a restare e perciò ritiro le dimissioni. Assumo su di me la reponsabilità politica di ritirare le dimissioni presentate con lettera l’11 giugno. Lo faccio per rispetto vostro”. “E’ mio dovere e rispetto per voi. Se voi mi assolvete potrebbe sembrare la casta che si autodifende

Innanzitutto vorrei conoscere, uno per uno, i nomi dei “cittadini” che hanno invitato Selva a restare (perché? A cosa ci serve?); se è invece una frase fatta ed effetto lo dica subito.

Selva era già sicuro sul fatto che sarebbe stato assolto; il senso civico di Selva è infatti indiscutibile. Il povero Gustavo ha poi continuato nel suo struggente racconto, tra autocelebrazioni grottesche, “ho cercato per 30 minuti con un agente di polizia di far arrivare un taxi almeno fino a ponte Cavour, ma invano. Il blocco per la presenza di Bush era ferreo […] quelle concitate telefonate mi provocarono delle fibrillazioni cardiache e quindi sono stato messo sull’autoambulanza di Palazzo Chigi e sono andato all’Ospedale San Giacomo. Poi mi sono rapidamente ristabilito e mentre Palazzo Chigi mi proponeva una seconda auto, con l’autista dell’ambulanza si è deciso che fosse lui a portarmi a via Novaro”. Dal prossimo mese infatti saranno obbligatori ed in vigore sulle ambulanze i tassametri; AN ringrazia il proprio senatore per l’idea, così potremo utilizzare le ambulanze per qualcosa di utile (ndr).
Il ritrovato e rinvigorito senatore poi, dopo aver parlato di vetero-comunisti, ha ricordato che “non è mai stato toccato da una sola accusa di corruzione, concussione, tangenti, associazione mafiosa o consumo di cocaina”. Lo ricorda perché, rispetto ai numerosi condannati presenti in Parlamento, lui almeno li si distingue. Infine la frase ad effetto che vale tutto il personaggio, che manco sa quello che ha detto:

Onorevoli senatori, il pensiero che un voto in meno del centro‑destra possa concedere un giorno in più al Governo Prodi travolge ogni altra ragione che mi spingerebbe alle dimissioni

Peccato che pochi elettori sanno che in realtà quando un senatore si dimette, una “giunta per le elezioni stabilisce chi lo sostituirà in maniera tale da mantenere invariati gli equilibri tra i vari schieramenti, perciò il governo Prodi non trarrebbe alcun vantaggio dall’assenza di Selva, poiché al posto suo verrebbe insediato un altro senatore”. Agli elettori del centro-destra questa frase sarà bastata e avanzata; aspettiamoci che la usino come prossimo slogan elettorale tra gli amici.
Concludendo, la colpa è dei vetero-comunisti che lo hanno insultato per una cosa che in realtà non sussiste. Gli auguro con tutto il cuore di subire la fine che il suo predecessore fece dopo il voto del gran consiglio del fascismo del 25 luglio 1943. Vorrebbe dire che gli italiani si sarebbero stufati di questa gente qua che ci prende in giro 365 giorni l’anno.

Share:

Technorati icon