Ottimo lavoro, Yuppie

luglio 8, 2008

«Il premier italiano è stato uno dei più controversi leader nella storia di un paese conosciuto per corruzione governativa e vizio – si legge nel profilo -. Principalmente un uomo d’affari con massicce proprietà e grande influenza nei media internazionali. Berlusconi era considerato da molti un dilettante in politica che ha conquistato la sua importante carica solo grazie alla sua notevole influenza sui media nazionali finché non ha perso il posto nel 2006». La biografia pubblicata sul ‘press kit’ non si ferma qui: «Odiato da molti ma rispettato da tutti almeno per la sua ‘bella figura’ (in italiano nel testo) e la pura forza della sua volontà – afferma la biografia – Berlusconi ha trasformato il suo senso degli affari e la sua influenza in un impero personale che ha prodotto il governo italiano di più lunga durata assoluta e la sua posizione di persona più ricca del paese». La biografia di Berlusconi, che cita anche il fatto che da ragazzo «guadagnava i soldi organizzando spettacoli di marionette per cui faceva pagare il biglietto di ingresso», ricorda che il futuro premier italiano mentre studiava legge a Milano «si era messo a vendere aspirapolvere, a lavorare come cantante sulle navi da crociera, a fare ritratti fotografici e i compiti degli altri studenti in cambio di soldi»

Pensate se fosse successo in Italia. So che è praticamente impossibile, ma provate ad immaginarvelo. Io sarei disposto a pagare per una cosa del genere in diretta nazionale, solo per assistere alle frasi che tirerebbe fuori dopo una sputtanata simile.
Probabilmente sono stati fraintesi.


La guerra di Bush è troppo cara

gennaio 15, 2008

//pdemocratico.files.wordpress.com

Dopo 5 e passa anni di morti in Iraq Bush si accorge che l’economia mondiale ha subito varie influenze e modifiche. Pensate, si è persino sbilanciato, affermando che il prezzo del suo caro amico petrolio è un po’ troppo caro. Chissà perché, proprio ora che è fine mandato.

Dite che prima o poi noterà anche che c’è una guerra in corso?


Giovani, democratici e americani

giugno 27, 2007

//www.waynedemocrats.org

Udite udite, i giovani americani diventano comunisti. Così si direbbe qui in Brianza.

In realtà, la svolta democratica a sinistra dei giovani americani è secondo me sinonimo di mutamenti della società stessa. Per sicurezza invece i ragazzi italiani vanno dalla parte opposta, cioé quella medievale della chiesa e della destra che privatizza il potere, mentre la sinistra e i suoi leader, che dovrebbero prendere la palla al balzo e accorgersi che il mondo sta cambiando velocemente, continuano imperterrito a litigare su cazzate di cui a nessuno (che non sia teledipendente) frega più un bel niente.
Come sempre, mi duole dirlo, i primi mutamenti politici nella società moderna avvengono oltreoceano; è vero sì che negli States chiunque è soggetto ad un incredibile bombardamento mediatico quotidiano, però è anche evidente che li le fonti ed il pluralismo sono tutt’altro che morti e statici.

Secondo un sondaggio condotto da New York Times, Cbs e Mtv infatti, il 54% dei votanti tra i 17 e i 29 anni voterebbe per il PD, ma non quello di Prodi. Per di più il 44% dei giovani sarebbe favorevole alle nozze per persone dello stesso sesso, alla richiesta di un sistema sanitario diffuso e sostenuto dal governo, ad una maggiore apertura ai nuovi immigrati e infine anche l’aborto dovrebbe essere permesso, seppur con determinate restrizioni.
Tutto questo va di pari passo con il fatto che il governo Bush è ai minimi storici del proprio consenso (complice il fatto che Bush non sa cosa fare in Iraq, spende milioni di dollari per la guerra e deve rispondere di continui soldati morti in agguati nemici, ecc…) proprio in un anno alquanto decisivo per la corsa alla Casa Bianca.

…Pensavate che parlassi del PD italiano eh? Invece no, aspettiamo ora di ascoltare Veltroni, vediamo cosa ci dirà. Ma un sondaggino del genere, secondo voi, non sarebbe una cosa utile per iMille?

Share:
Technorati icon


La guerra dei falsi eroi

aprile 29, 2007

La fonte è presente nel link dell'immagine stessa

Leggendo questo articolo non si scopre di certo l’acqua calda. La cosa che mi fa sorridere è che questa doveva essere una guerra giusta, relativamente breve e facile da vincere: siamo qui che aspettiamo, come dei piccoli grandi giovani balilla. Nemmeno i telegiornali ne parlano più, a meno di qualche grave attentato. Insomma, mi meraviglio, ma la guerra non fa più notizia.

Di conseguenza per tenere vivo questo ricordo si ricorre al vecchio espediente dei “falsi miti”, specialmente se donna. Mi sembra un po’ di rivivere, metaforicamente, il periodo del fascismo italiano in cui ogni battaglia andava non male ma malissimo, e i cronisti radiofonici, oltre che inventare letteralmente suoni e vicende belliche, parlavano di fantomatici personaggi, singole persone che con strani atti eroici avevano comunque fatto vedere il valore dell’italiano fascista. Insomma, non si parlava del disastro, ma di una persona che comunque era un eroe. I valori rinascimentali italiani…concentrati in singole persone (poche).

I valori americani…scaricati in una guerra che ha già fatto più di 700 mila morti e che ogni giorno arricchisce il macabro conto alla rovescia verso il milione. Se non è già stato raggiunto.

Intanto Bush per risolvere i problemi e sensibilizzare la gente contro la malaria in Africa, ci balla sopra. Alla prossima puntata, miei prodi, con la focosa battaglia del grano!


Uno Sky azzurro…a stelle e striscie

marzo 14, 2007

La fonte è presente nel link dell'immagine stessa

Ieri sera su Sky è andato in onda The Path to 9/11 un documentario di propaganda lievemente di parte che fa recitare a Bush la parte dell’innocente, sollevandolo da ogni responsabilità.

Questi i personaggi di destra e di estrema destra che hanno fatto e finanziato questa grande opera giornalistica. Non è la prima volta che questa gente si diverte a screditare qualcuno o a pubblicizzare frottole, finanziati con 1.8 milioni di dollari da qualche magnate, sempre di estrema destra, venendo poi smascherati (non si trovano mica in Italia!). Se possibile si appoggia con un bel po’ di quattrini anche qualche setta religiosa contro ogni diritto civile e sociale.

Il titolo tradotto in italiano e trasmesso dalla tv di Murdoch, altro esserino pagliaccino sponsor di Bush e della sua guerra ma che almeno non fanno avvicinare a nessun parlamento, è stato “11 settembre – Una tragedia annunciata”, teso a rinforzare la tesi secondo cui la responsabilità fosse di quelli venuti prima (il solito gioco scarica-barili comune alle destre), in questo caso di Clinton. O di chi forse riforniva di armi Bin Laden quando era un caro amico.

From huffingtonpost.com

Lo scorso anno questo film comico è andato in onda su ABC (canale della Disney!), scatenando fiumi di polemiche e discussioni nella blogosfera, soprattutto quando l’ABC aveva deciso di distribuire a tutte le masse ed agli educatori, anche gratuitamente, il docudrama. Ora, sono note le voci (spesso appurate) sul Walt Disney razzista e lievemente di destra, ma qui in Italia le voci vanno solo in una direzione, si sa; negli Usa no, perché i giornalisti nella gran parte delle volte fanno i giornalisti, non gli editori-alisti.

E dire che esistono moltissimi documentari interessanti addirittura sottotitolati in italiano e facilmente trovabili su google video; ce n’è tanti, la maggior parte indipendenti e praticamente tutti con una tesi opposta. Strano che non trasmettano anche quelli.

Pagare Sky ogni mese almeno 25 euro (pacchetto base senza calcio o film) per essere presi in giro ad oltranza a me non piacerebbe. La denuncia per pubblicità ingannevole a Sky non basta.

Per una volta farebbero meglio a dire la verità.


“Pubblicità progresso” by Al Qaeda

febbraio 18, 2007

Se non sapete che dvd o videocassetta (per i nostalgici) noleggiare o comprarvi per il film della sera, date un’occhiata su IntelCenter: ordinate una bel documentario o un bel filmato in cui si vede la vita di un ragazzo prima del momento in cui si farà saltare in aria contro un convoglio USA, mentre prepara un po’ di sane bombe.

Ammirate i video promozionali, le pubblicità progresso di Al Qaeda in cui poter osservare “indomiti guerrieri” (quelli che però stanno nascosti, non affrontano a viso aperto) che ammazzano a sangue freddo soldati Usa, fanno saltare in aria convogli miltari, abbattono elicotteri. Esecuzioni comprese. Vi avviso, non è un video per chi è debole di stomaco.

Non so se agli americani piace morire così, senza un preciso motivo; non so quante migliaia di morti americane ci siano già state; non so contro chi combattono, forse contro i mulini a vento. Fatti loro, noto che solo ogni tanto ci ricordiamo di una guerra perché crepa qualche italiano…così con qualche giorno di pomposo servizio al tg, seguito da funerali di stato, il problema è risolto. “Sono morti da eroi”: certo, ma per me morire guidando un camion e saltando in aria senza accorgersene, o standosene fermi e di colpo crollare a terra con la testa scoppiata mi sembra proprio una morte del cazzo.

Inutile che ci raccontano favole. Travestite Bush da soldatino e mandatelo giu; ma non in visita, giacca e cravatta con pranzo servito, a dire due stronzate a chi poi morirà. Spedite Prodi, Berlusconi e co. in battaglia mentre magari ci convincono che è una guerra giusta.

Fate morire i veri eroi televisivi, per una volta.

EDIT: Ho inserito il video del tg2


Va pensiero

febbraio 9, 2007

 

..Questa sera mi sento “intellettuale”. Ho deciso di riportare qualche citazione che mi fa alquanto riflettere e…mugugnare.

“La lotta politica non si farà più tra destra e sinistra ma tra chi guarda la tv senza una risposta e chi accede alla Rete* con una informazione molto più completa e che ognuno può gestire e alimentare.”

Derrick De Kerckhove (prologo a p.3 tratto dal libro “Blog Generation di Giuseppe Granieri)

“[...] Cosa può sapere quel distinto signore in abito grigio delle motivazioni che hanno spinto Bush a mandare le truppe in Iraq? Cosa veramente sa quel pensionato gentile dei reali interessi di Berlusconi e delle sue motivazioni politiche? Che informazioni ha il giovane studente sulla situazione politica attuale? Che ne so io? E soprattutto, “come” lo so? [...]“

” [...] Di fatto oggi sappiamo per “sentito dire”. [...] Ragionamenti simili sui media, l’uomo e l’universo mondo, se non affrontati scientificamente, possono facilmente diventare una specie di coltura in vivaio di luoghi comuni. Ma i concetti di “opinione pubblica”, “individuo”, “massa”, sono notoriamente poco maneggevoli e, a volte, proprio i luoghi comuni sono utilissimi a frequentare terreni insidiosi, guardandoli non dall’alto di una teoria ma dal nostro personale punto di vista.

Il primo dei luoghi comuni è quello con cui tutti siamo cresciuti: “L’ho visto in tv. E’ vero”. Se è abbastanza intuitivo non credere (o classificare come opinione personale ) a tutto ciò che sentiamo o leggiamo, siamo a volte portati a credere “ciecamente” a quanto “vediamo”.”

Giuseppe Granieri (citazioni tratte da pagina 4 e 6 dal suo libro, “Blog Generation”)

…E se non vi interessano…non importa. A me danno da pensare.

Attenti, homines videntes!

*= vi faccio notare che tv è scritto in minuscolo, mentre Rete con la  “R” maiuscola. Ci sarà un motivo! Occhio ai particolari..!


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.