Pericolo rosso

Mag 6, 2008

Altro che comunisti, falce e martello. Qui stiamo un attimino esagerando. Siamo passati dalle solite frasi ridicole sui comunisti, dai luoghi comuni sui partigiani per poi finire ai saluti romani a Roma per Alemanno, alla futura caccia al capro extra-espiatorio, al barbaro omicidio di Verona sino a questo osceno video.

Poi ri-discutiamo anche della superiorità morale, etica, culturale e politica della sinistra. Perché sarà pure un concetto snob, antico, superato, che non ti fa raccattare voti.

Ma, detto fra noi a bassa voce, non mi sembra poi una gran cazzata. Che io certe cose ai bambini non lo ho mai viste far fare dai genitori.
E una suoneria di un candidato sul cellulare io non l’ho mai avuta. Quindi sì, sarò un fottuto arrogante intellettualoide radical-chic del cazzo, ma certi abomini a braccio teso, certe parole come “spranghe, manganelli, morte, ammazzare, bastardo” (fatte dire ad un bambino poi), stanno solo da una parte e ci fanno retrocedere di un milione di posizioni. Perché, che lo vogliate o no, l’Italia è ancora questa.

Nel nostro sciocco paese non solo la storia non ha mai insegnato, ma moltissime persone si gasano guardando il duce e nelle loro menti vive ancora questo mito a metà tra eroe dannunziano-estetico-maledetto e fantascienza. Robe da neuro.

Perché la democrazia piace a tutti.
Ma fare i pagliacci in tanti nasconendosi poi dietro al più forte e al più potente come le pecore, piace solo ad alcuni italiani.
Il problema però sono delle bandiere bruciate. Eccola qua la lezione.

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Sono Strano ma non sono Gay

gennaio 27, 2008

Questa intervista al senatore Strano di AN è una delle letture più incredibili dell’ultimo periodo, sintesi di questo paese pieno di contraddizioni e assurdità incredibili.

“Esteta fottuto, amico di travestiti, troie e gay
“Vorrei essere lieve e soave, vorrei vivere la politica come una passeggiata su una spiaggia della Normandia“.
Senatore: i suoi gusti sessuali sono liberi e anticonformisti. E’ credente ma ama i dannati dalla Chiesa. Anche il travestimento personale, le piume.
“Travestimento no” (le piume sì quindi, ndr).
I maschi.
“Mi squaglio davanti a una creatura di marmo. Ma non ho avuto mai un rapporto sessuale con una persona del mio stesso genere”.
Frequenta soltanto.
“Frequento con enorme piacere i locali dove ogni desiderio è possibile e praticabile. Le mie donne sono sempre con me”.
Frequenta ma non consuma.
“Mi fermo un attimo prima”.
Costringe ad approfondire.
“Stamane ho fatto all’amore. Terminato alle 12,15”.
Ah!
“Con una donna, la mia donna. Ho avuto un figlio da un’altra”.
S’è chiesto cosa ci faccia in Alleanza Nazionale?
“Bella domanda”.

Questa persona è in Senato ma non sa perché è in AN. È un personaggio particolare che oltre tutto ha avuto un figlio da un’altra ed ha una condotta di vita alquanto libertina, ma risiede dalla parte dei paladini della famiglia.
Personalmente, in generale, non mi fiderei mai di un omosessuale di destra. Gli alieni esistono e già ci governano.


A volte ritornano

novembre 18, 2007

http://www.cmostia.org/

Parlo dei neuroni di Gianfranco Fini che, ormai una volta al quinquennio, si ricorda cosa e come dovrebbe essere una vera destra (che di destra ha poco o niente) che di lavoro fa l’opposizione. E poi parliamoci chiaro, fa anche più bella figura con queste uscite.
Credo che un po’ tutti se ne siano accorti: il signore che ogni 10 minuti ripete che bisogna andare a votare è un po’ scoppiato; sarà l’età e il rincoglionimento, sarà che non sa fare politica da sempre ma vende voti e sogni italiani che tutti hanno da quando sono bambini; sarà che la tv e la pubblicità di sé stesso sui media tradizionali non funziona più bene come prima. O forse sarà che un po’ tutti quanti si sono immensamente rotti le palle delle stronzate sui milioni di persone, delle stesse frasi ripetute da 10 anni fino all’inverosimile e dei parassiti che lo circondano da sempre, facendo “sì” col testone, personaggi ancora più pericolosi dello stesso pentapartito (chiamato ora cdl) più disonesto, corrotto, autoritario ed ignorante di sempre.

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Nuovo acquisto per il partito-azienda

luglio 30, 2007

In questi caldi giorni di politica-mercato estivo, FI mette a segno un colpaccio. Strappato all’ultimo istante dall’ospizio, Gustavo Selva, famoso per sparare sulla croce rossa, passa a Forza Italia.

Incredibile, davvero sono senza parole. Qualsiasi organismo geneticamente modificato, qualsiasi condannato che si butti in politica, qualsiasi soubrette o rifiuto politico finisce li a fare numero in quella sottospecie di partito pubblicitario-televisivo che esiste sotto forma di slogan. Una bruttissima copia della DC.
Dopo il brutto episodio dell’ambulanza, colpa di vetero-comunisti ovviamente, e le dimissioni poi ritirate per rispetto verso non si sa chi ma in reatà per paraculaggine, il senatore non ha voluto rischiare di finire la sua ormai breve vecchiaia a casa; preferisce infatti starsene bello comodo e riparato tra le fila di Forza Italia, con l’illustrissimo Schifani pronto ad accoglierlo a braccia aperte. Già mi immagino la scena:

Vieni Gustavo, vieni a mangiare, aspetta che aggiungo un posto a tavola. Dai Sandro (Bondi), se sposti un po’ la seggiola, stai comodo anche tu.

La voce sempre più insistente (che a Roma gira da un po’ di tempo in certi posti) secondo la quale Fini vorrebbe disfarsi al più presto di Berlusconi o qualsiasi altro residuo sporco di FI è sempre più fondata. Che anche Fini abbia ritrovato un po’ di dignità?

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Gustavo Selva R.I.P.arlamento

luglio 18, 2007

//www.rainews24.it

Gustavo Selva non ce l’ha fatta.

Purtroppo è riuscito a ritirare le dimissioni (ma cosa bisogna fare per cacciarne a casa uno, persino dopo che ha dato le dimissioni?!), usando parole struggenti:

I cittadini mi invitano a restare e perciò ritiro le dimissioni. Assumo su di me la reponsabilità politica di ritirare le dimissioni presentate con lettera l’11 giugno. Lo faccio per rispetto vostro”. “E’ mio dovere e rispetto per voi. Se voi mi assolvete potrebbe sembrare la casta che si autodifende

Innanzitutto vorrei conoscere, uno per uno, i nomi dei “cittadini” che hanno invitato Selva a restare (perché? A cosa ci serve?); se è invece una frase fatta ed effetto lo dica subito.

Selva era già sicuro sul fatto che sarebbe stato assolto; il senso civico di Selva è infatti indiscutibile. Il povero Gustavo ha poi continuato nel suo struggente racconto, tra autocelebrazioni grottesche, “ho cercato per 30 minuti con un agente di polizia di far arrivare un taxi almeno fino a ponte Cavour, ma invano. Il blocco per la presenza di Bush era ferreo […] quelle concitate telefonate mi provocarono delle fibrillazioni cardiache e quindi sono stato messo sull’autoambulanza di Palazzo Chigi e sono andato all’Ospedale San Giacomo. Poi mi sono rapidamente ristabilito e mentre Palazzo Chigi mi proponeva una seconda auto, con l’autista dell’ambulanza si è deciso che fosse lui a portarmi a via Novaro”. Dal prossimo mese infatti saranno obbligatori ed in vigore sulle ambulanze i tassametri; AN ringrazia il proprio senatore per l’idea, così potremo utilizzare le ambulanze per qualcosa di utile (ndr).
Il ritrovato e rinvigorito senatore poi, dopo aver parlato di vetero-comunisti, ha ricordato che “non è mai stato toccato da una sola accusa di corruzione, concussione, tangenti, associazione mafiosa o consumo di cocaina”. Lo ricorda perché, rispetto ai numerosi condannati presenti in Parlamento, lui almeno li si distingue. Infine la frase ad effetto che vale tutto il personaggio, che manco sa quello che ha detto:

Onorevoli senatori, il pensiero che un voto in meno del centro‑destra possa concedere un giorno in più al Governo Prodi travolge ogni altra ragione che mi spingerebbe alle dimissioni

Peccato che pochi elettori sanno che in realtà quando un senatore si dimette, una “giunta per le elezioni stabilisce chi lo sostituirà in maniera tale da mantenere invariati gli equilibri tra i vari schieramenti, perciò il governo Prodi non trarrebbe alcun vantaggio dall’assenza di Selva, poiché al posto suo verrebbe insediato un altro senatore”. Agli elettori del centro-destra questa frase sarà bastata e avanzata; aspettiamoci che la usino come prossimo slogan elettorale tra gli amici.
Concludendo, la colpa è dei vetero-comunisti che lo hanno insultato per una cosa che in realtà non sussiste. Gli auguro con tutto il cuore di subire la fine che il suo predecessore fece dopo il voto del gran consiglio del fascismo del 25 luglio 1943. Vorrebbe dire che gli italiani si sarebbero stufati di questa gente qua che ci prende in giro 365 giorni l’anno.

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Amato camicia verde?

luglio 11, 2007

In questi giorni va di moda il colore verde.

Il Ministro Amato si è pronunciato oggi con una gaffe esorbitante. Non tanto perchè non sia vero il fatto che le donne venissero ancora pestate (o meglio “corrette”) in Italia, ma più che altro perché definirla tradizione è eccessivo.
Subito arrivano reazioni dal mondo politico da parte della Mussolini, di La Russa; in queste cose, che sono pur sempre stronzate su cui fare molto chiacchiericcio, sono tutti molto tempestivi. La Prestigiacomo invece ha subito minacciato, promettendo una querela. Sì, certo.
Mi chiedo però dove diavolo sono stati tutti questi nazionalisti-fascisti nei 5 anni di governo Berlusconi in cui erano seduti in Parlamento con un partito di nome Lega Nord: ma come, un partito nazionalista come AN con un partito come la Lega? E la Prestigiacomo non si scandalizzava su “Roma ladrona”, i “terroni” e tutte le altre parole di odio verso altri italiani?
Se le donne che ci toccano in politica sono queste…mi preoccupo, sì, per il resto del sesso femminile italiano che vorrebbe e dovrebbe avere sempre più spazio.

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