L’utilità dei Social Media: tutti intorno a Te

settembre 11, 2008


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I social-media sono straordinari. Ok, non l’ho intuito adesso, non fraintendetemi.
Ma ci sono momenti in cui te ne rendi conto, ti accorgi della loro incredibile potenza, immediatezza, capacità di creare legami, fare Rete, eccetera eccetera.

L’immagine che vedete qui sopra è la testimonianza vivente di quello che vi sto raccontando. Ieri decine di persone che ho conosciuto in questi 2 anni di blog e blogosfera, mi hanno inviato i loro Auguri “a portata di click”. E ognuno in modo diverso, con lo stile che più preferiva, nel modo più originale possibile.

Sì perché anche se si tratta di un mondo virtuale, la personalità di ognuno viene rispettata e rispecchiata, ovviamente con modi differenti. E’ per questo che ieri, quando ho aperto la mail, devo ammettere che in contemporanea mi si è aperto anche il cuore. Dai, quando mai nella vita avete ricevuto Auguri per il vostro compleanno da più di 100 persone diverse? Avreste passato due giorni al telefono come minimo.

Ecco, non solo ho trovato un modo per non dimenticarmi dei vari compleanni (probabilmente ce la farò comunque a fare figuracce…), ma ho avuto l’ennesima testimonianza di come il mondo stia cambiando, di come la comunicazione tra le persone si stia trasformando, di come Noi stessi siamo in continuo divenire, animali flessibili pronti ad adattarsi al mondo nuovo.

Ecco, anche nel compleanno stiamo diventando 2.0. E adesso non fate i sentimentali con le solite storie del “non ci sono più i bigliettini d’auguri di una volta”, tanto non ci crede nessuno. Io trovo sensazionale il fatto di dover rispondere a tutti questi stimoli provenienti da qualsiasi parte del mondo, in modo pressoché istantaneo, magari stando seduto davanti ad un caffé, per dire. Anche questo ha una certa poesia.

Infine, ma non per ultimo, colgo l’occasione per ringraziare di Cuore tutti quelli che ieri, via sms, via twitter, via gtalk, via Facebook e chi più ne ha più ne metta, mi hanno fatto gli Auguri.
Un ringraziamento speciale va anche a Matteo (il Gas), Ely, Gilles, Vale, Albo, Marty, Simo e gli altri delle panche. Siete stati carinissimi.
E un altro, decisamente più speciale e personale va a G., ma questa è un’altra storia.

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Le nuove generazioni PD crescono

settembre 8, 2008

Insieme alla bella Melita Toniolo e al pornoattore Franco Trentalance ci sarà infatti anche Mario Adinolfi. Il giornalista blogger ed esponente del Pd, già candidato alle primarie del partito, ha deciso di partecipare al reality dopo aver annunciato il suo rifiuto.

Mario Adinolfi parteciperà alla Talpa. Ma – ehi – frenate gli animi rivoltosi, lo fa per noi sinistroidi, per il PD, per il futuro che haddavenì:

E prima di andare negli uffici della casa madre del “nemico” vorrei sapere che ne pensate voi, perché io un’idea me la sono fatta, ma ho questo gusto maledetto per il confronto con tutti e allora torno alla domanda: voi, cari (e)lettori democratici, andreste mai a un reality show prodotto da Mediaset? Io sono orientato verso il sì perché mi sono rotto le scatole di pensare che il nostro dialogo con i cittadini si limiti al dibattito attorno all’arguzia dei calembour di Michele Serra, a quanto sarà fico il nuovo programma di Serena Dandini, a quando Nanni Moretti finirà di scrivere il prossimo film. Io sono orientato verso il sì perché mi spunta il gusto di fare qualcosa che la stragrande maggioranza del popolo di centrosinistra considererà un tradimento, mentre secondo me “traditore” è spesso l’epiteto con cui i pavidi etichettano il semplice desiderio di esplorazione di un territorio nuovo. Io sarei orientato per il sì perché le sfide mi tentano sempre, quelle controverse e che espongono al rischio oggettivo di irritare i benpensanti, ancora di più.

Barack, we have a problem. Scherzi a parte, credo che Adinolfi rappresenti un po’ il fallimento totale della sinistra, del Pd, dei fantomatici giovani di sinistra che dovevano cambiare l’Italia. Dove sono?
Dove sono i Mille? Cosa ne pensano? Lo so, Adinolfi non è più con loro da un pezzo, ma sarebbe bello sapere quanti sono rimasti, cosa dicono in merito. E poi, sono ancora mille secondo voi? E il circolo on line di Barack Obama? Si posta, si discute di aria fritta e di belle parole. Questo il cambiamento. Prendendo come emblema il nome di un candidato americano. Giuro, non è uno scherzo.

Massì, parlo di quelli che dovevano cambiare il centro-sinistra e l’Italia; quelli che commentavano in Rete un po’ dappertutto durante la prima fase della loro nascita: per dire, mi ricordo di un Luca Sofri scocciato commentare da Enrico, lì per difendere quello che poi si è rivelato un disastro epocale: il partito democratico.

Usato aziendale che avanza. Ormai è diventato di moda, grazie a Uolter, vendersi e sputtanarsi mettendo le mani avanti con la storia della noia, dell’intellettualoide di sinistra, del “che palle” con ste origini, noi siamo alternativi. Per lui (Adinolfi) “il dialogo coi cittadini” si fa anche partecipando ad un reality show come la Talpa. Con starlette dalla via professionale pressoché inesistente. E poi tornerà qui, sul web, e lì, nel PD, a parlare di politica come se niente fosse.

Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in certi casi siamo noi. Qui nessuno è benpensante, nessuno si irrita se Adinolfi va alla Talpa, tanto non la guardavo prima né tantomeno la guarderò ora. Insomma Adinolfi non se lo filava nessuno già politicamente (ricordiamo i catastrofici risultati delle primarie, per dire), figuriamoci ora, con questo exploit. Ecco, l’elettorato berlusconiano un po’ indeciso non lo conquisti facendo queste figuracce.

Lo fa per noi, come Silvio. Fa però tristezza notare che i piddini (yeah, aggiungerei) non abbiano i mezzi politici e culturali per capire. Capire che è un grave autogol; perché così il PD diventa una succursale forzitaliota. Diamine, un candidato alle primarie del PD, presentato da Paola Perego, che va nel confessionale o come cavolo si chiama, il tugurio; ci avreste mai pensato?
E sorridete poi a quelli che fino ad ora han perso tempo attorno all’Adinolfi politico; quelli che lo difendevano in Rete e così via.

La sinistra che cambia, nella forma e nel colore. Ecco l’esempio per i giovani di sinistra: la smania di arrivare dell’Adinolfi parte con Generazione U e passa attraverso l’epiteto di “blogger più letto ed autorevole della Rete”. Certo. Quello che vuole fare il democratico usando gli altri, quello che chiede il parere dei suoi lettori sulla decisione dopo aver già firmato il contratto con Mediaset.

Territori nuovi. Il problema non sono i soldi, chissenefrega se Adinolfi guadagnerà tanto. Che ce lo dica però, lavandosi dal ruolo di leader politico farlocco. Perché non è vero, come scrive Adinolfi nel suo post finto-democratico, che per sopravvivere e fare strada in questa fottuta società bisogna per forza vendersi, sputtanarsi: le giustificazioni false si facevano alle superiori.

Quando le devo per il disturbo? Se tu vuoi venderti, sei libero di farlo, ma non vuol dire che sei tu quello che ha capito tutto, il rivoluzionario di sinistra stanco dei vari Michele Serra (che ormai si sarà anche rotto di fare il ruolo della metafora perpetua). Perché in questo modo fai il gioco del cattivo, per capirci: sì, io sono corrotto, vengo intercettato, ecc…, ma tutti sono come me. No.
Questo mi fa imbestialire, non lo accetto. E’ una morale tipicamente cattolica; basta andare dal prete a confessarsi e si è in pace con sé stessi.

Ti dico che lo fa per noi, giuro. Il problema è che ci sono davvero tante persone di sinistra che si bevono tutte le sciocchezze, le giustificazioni di Adinolfi o chi per lui: probabilmente sono uguali ai berlusconiani. Questi sono convinti che in this way un democristiano che finge di essere di sinistra possa passare un bel messaggio alle masse sulla sinistra, che non è più quella di una volta. Sì perché a leggere i commenti dei sostenitori di Adinolfi, questi sono stra-sicuri che lui andrà in Sud-Africa a rivoluzionare il mondo della comunicazione.

Hard-Core. Immaginatevi la scena: Adinolfi parte con un discorsone ragionato sull’ultima interessantissima prova di sopravvivenza e, proprio in quel momento, il regista stacca sulle tette di Melita bagnate dal mare, passando per il costume un po’ abbassato con le natiche un po’ colorate dalla sabbia. Concetto memorizzato. Sono queste le ironiche sfide al sistema di Adinolfi.

Gne, gne, gne. In realtà infatti, pur di non scomparire, siamo di fronte all’ennesimo trionfo del personalismo di un personaggio considerato di sinistra, che ancora una volta ci ricorda che mai potremo vincere, con questa gente al timone. Mai.

Accidenti, la Talpa considerata come mezzo per far passare nuove idee politiche, la nuova stagione. Fermi tutti, spiegatemi che organismi geneticamente modificati sono arrivati a votare PD, questa volta. Qui sta succedendo qualcosa di strano, qualcosa di così grosso che sarebbe da studiare.

Che vuoi fare da grande? Certo, i soldi fanno la loro parte. Ripeto, non sono un problema, ci mancherebbe, a me farebbero molto comodo; però io non sono nessuno. “Fanculo sonounprecario”, se andrà a fare un reality show. Ma finirebbe lì. Invece Adinolfi, già dal tempo de iMille, quando di colpo prende e si candida per le primarie, “era lì per sgomitare e avere visibilità politica, facendo un po’ di baccano su giovani & democrazia diretta”. E ora con la stessa tattica, prova a ritagliarsi altro spazio. Insomma, vuoi fare il politico o andare a Buona Domenica?

Uno con cui “dialogare”. Adinolfi diventerà simbolo “della sinistra che cambia” per le tv, che cambia talmente tanto da passare dall’altra parte. Adinolfi sarà quello intellettuale di uno dei peggiori reality della tv. Adinolfi sarà il capro espiatorio usato dagli esponenti della destra durante le loro non-argomentazioni. Certo, bisogna dire che non è assolutamente fortunato con le nomination e le votazioni, visti gli zero virgola…
Forza Adinolfi, alla conquista del voto della casalinga di Voghera!

E ora rimaniamo qui, in attesa della vittoria di McCain e della conferenza stampa in cui Obama dichiarerà la sua partecipazione, da sconfitto, ad un reality show.


Chrome contro Chrome

settembre 3, 2008

Il Logo di Chrome
“…Vai, Chromachu, scelgo te!”

Se di colpo vedete dei giornalisti che come prima notizia mettono l’uscita di Chrome, il nuovo browser di Google, insospettitevi. Non vi fa sorridere la cosa? Come no!
Fino a ieri infatti, gli screenshot dei nostri eroi, che catturavano pagine, foto e via discorrendo da quotidiani e riviste di altri paesi, vedevano il niubbissimo Internet Explorer a fare da contorno.

Questo non è un post tecnico sul nuovo browser, non voglio mica togliere il lavoro a gente più esperta di me (!). Diciamo che sono riflessioni personali senza peso di uno a cui piace spesso andare controcorrente, ecco. Insomma io sto con Paul: dietro questo progetto ci sono i Pokemon, non si spiegherebbe altrimenti l’uso della sfera poké come logo.

Tornando a parlare dell’esperienza dei giornalisti con Chrome, posso confidarvi dei segreti, pure verità che si intuiscono facilmente: i giornalisti hanno preso e scopiazzato la notizia dai blog; i giornalisti non hanno testato il browser, così come non hanno mai testato Firefox, Safari o Opera, altrimenti non scriverebbero certe banalità; basta fornirgli termini come “BigG” e “Web Kit” ed è fatta, per loro un prodotto dev’essere una figata.

Sì perché loro dicono “leggero, semplice e velocissimo”, ma in realtà nessuno sospetta che l’abbuffata di task che il browser dovrebbe usare, lo renderà molto probabilmente un po’ pesantino. E poi, obiettivamente, che cos’ha di nuovo questo browser, fuffa giornalistica a parte? Ok, è una beta, calma, ma mi piace dire la verità.

A me Chrome, sinceramente, non piace. Mi sembra Internet Explorer firefoxato ma sbiadito e incompleto. Tra le altre cose ieri sera l’ho testato su Win Xp, apro un sito a caso e cosa succede?

Chrome Crasha
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Crasha, subito, pam, al primo colpo. Sarà sfortuna, sarà che è beta, sarà che prima che qualcuno mi faccia abbandonare Firefox passeranno eoni.

“Come sei pignolo sonounprecario, sei proprio uno scassaballe, è appena uscito, cosa pretendi?!” Pretendo che la maggior parte dei blogger, soprattutto quelli esperti di tecnologia, non si ecciti per un nonnulla. Capisco l’entusiasmo del momento, capisco che si parla di Google (che lentamente sta completando la metamorfosi da “buona” a “cattiva”), capisco anche la curiosità derivante dall’aver qualcosa di cui parlare.

Ma un po’ di obiettività non guasterebbe.


Red bath mat

settembre 1, 2008

Ebbene sì, anche io sarò alla BlogFest (12-13-14 settembre), ma non chiedetemi quando. Sto valutando se riuscire a farmi sabato e domenica a Riva del Garda (ma esistono informazioni chiare in merito ai prezzi di pernottamento?), che il 10 settembre sarà il mio compleanno e dovrò pur festeggiare il primo quarto di secolo. Sigh e sob, il tempo passa anche per me.

Sicuramente parteciperò all’Adv Camp e possibilmente anche al FashionCamp ed al MediaCamp, vagando a zonzo in cerca di conoscenti, non-conoscenti e…ammiratrici (che non ci sono, ma fa figo dirlo, mi fa sembrare importante). Se per caso sei uno che ogni tanto ha il coraggio di leggermi e vuoi picchiarmi o semplicemente salutarmi, riconoscermi sarà facile: sono alto, biondo, occhi azz fai un giro su flickr e mi troverai con le facce più imbarazzanti possibili, non puoi sbagliarti. In caso, sono quello precario del gruppo.

Se non hai niente da fare in quel weekend, ci vedremo lì, a Riva del Garda; questo il programma della manifestazione. Se poi vogliamo riderci su esiste anche il Red Carpet, nel mio caso “Red bath mat” (tappeto rosso da bagno) per i Macchianera Blog Awards, in cui segnalare i blog preferiti divisi secondo varie categorie. Non si vince niente, ma se per sbaglio vuoi segnalarmi come migliore blog erotico, che so io, ricordati che devi indicare almeno 10 categorie.

Io cercherò di non segnalare i soliti noti, giusto per minare un po’ di certezze alla base del potere. Sì, mi piacciono le teorie di cospirazione. Ovviamente sono corruttibilissimo: in cambio di cibo e bibite offerte, voterei chiunque. Ah, se alloggerò la notte tra sabato e domenica in hotel, vorrei avvisare i blogger presenti nel mio stesso luogo di non stare tranquilli la notte.

Potrei entrare di soppiatto in camera e documentare le varie facce pasticciate dal sonno con videocamera e fotocamera; per essere gentile potrei bussare. Pubblicherei poi il tutto su flickr e youtube. E allora, in quel caso, sai che risate…


Il papa condannerebbe questo blog

agosto 13, 2008

Ricordate il banner presente in molti blog raffigurante la scritta “il papa condanna questo blog”? Ecco, da qualche tempo a questa parte è scomparso, l’autore spiega il perché.

Il creatore del banner è stato denunciato e hanno quindi dovuto oscurargli il blog; no, in realtà, come spiega egli stesso in un post di aggiornamento, la cosa è molto più inquietante: qualcuno ha contattato la polizia e gli avrebbe detto “che avrebbe potuto procedere se la cosa non rientrava”. L’autore spiega poi che secondo lui sarebbe stata la Chiesa stessa a fare queste pressioni.

In Rete stranamente pochi noti ne hanno parlato; soltanto Punto Informatico ha fatto uscire un articolo in merito. Viene quindi da chiedersi quanto ci sia di vero in tutta questa storia, oltre all’effettiva sparizione del banner incriminato.

Insomma, non bastava l’esercito in strada per governare in stile regime sudamericano, ora anche la Curia comincia a navigare in Rete e a chiamare la polizia per fatti gravissimi come questo.

Oltre all’inesistenza della libertà d’espressione, oltre all’intolleranza dimostrata da coloro che si auto-nominano come moderati, se questo è davvero il livello di laicità dello Stato italiano e dei suoi organi, nel 2008, manca solo che in un curriculum vitae ci chiedano di specificare quale religione professiamo e siamo a posto.


Scoppia lo scandalo blogosfera: le intercettazioni incriminate

luglio 31, 2008

Dopo indagini durate mesi e indiscrezioni di ogni genere, ho avuto il permesso dalla questura di pubblicare le intercettazioni riguardanti la scalata a BlogBabel che hanno portato irrimediabilmente al colpo di mano e infine alla chiusura di BB.

Visto che tutto è tornato a posto e i toni sono tornati sul moderato, ho deciso, in occasione della riapertura di BB, di mostrarvi davvero com’erano andate le cose e perché tutto era stato chiuso così in fretta.

Premessa doverosa. Ovviamente è una vicenda grottesca, iperbolica, quasi paranormale. Spero che nessuno si offenda, se la prenda, ecc…ma che al massimo ci rida su. Questo post è in cantiere da qualche mese e spero che il risultato sia carino. Anche perché vorrei celebrare il secondo compleblog (termine inventato da Suzukimaruti) del Blog a Progetto, che cadeva il 19 luglio, quindi in ritardo sì, ma coinvolgendo un po’ tutti quanti: un po’ com’era accaduto l’anno scorso.

Lo so, ho anche messo i link ai vari personaggi, perché magari alcuni non conoscono i blogger di cui parlo. Evitate quindi polemiche su link, meme… E’ solo un post ironico, per fare caciara. Se vi ha fatto sorridere sono felice, se pensate al contrario che sia di cattivo gusto, chiudete il browser e andate a leggervi le fantastiche storie di tgcom.

Insomma, non c’è nulla di vero, mi sono inventato tutto…o forse no? ;D

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Blog alla ricerca del ruolo pubblico

luglio 28, 2008


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Se oggi siete in giro per Milano, acchiappate una copia di DNews. A pagina 24-25 infatti è presente un bell’articolo firmato da Fede Mello sul ruolo dei blog nello spazio pubblico, sia esso più o meno mediato. Potete scaricare l’intero pdf del quotidiano gratuito milanese dal sito ufficiale.

Il dibattito è interessante ed ovviamente non era possibile pubblicare in due pagine tutto quello che ci siamo detti settimana scorsa al telefono io e Fede Mello, noto blogger che stimo e che leggo quotidianamente (anche se non commento spesso, ma questo è normale data la mia pigrizia). Se vi andrà potremo continuarlo nei commenti (qui o sul blog di Fede è uguale), ecco.


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In linea di massima ritengo che i politici e i giornalisti, che stanno vivendo una sorta di perdita dell’aura – aspetto subìto da pressoché tutti i mestieri in ogni Rivoluzione Industriale – non riescano ancora a comprendere le potenzialità del mezzo blog, specialmente in Italia, dove i grandi quotidiani fanno aprire un blog a qualche giornalista che poi però si guarda bene da dibattere o rispondere ai commenti. Una sorta di contentino, “toh guarda, ho un blog anche io come il NY Times, ho capito tutto del web 2.0”. Sì certo. Ma era così anche con i primi siti Internet, quindi aspettiamo…

Ovviamente, come da mia caratteristica indiscussa, non poteva mancare il particolare imbarazzante: nello screenshot di questo blog presente sul quotidiano infatti, campeggia la bella foto di un water, figlia di uno degli ultimi post.
Chissà i lettori milanesi di DNews che idea si saranno fatti del Blog a Progetto…per non dire dell’autore.