Olte le gambe c’è di più

ottobre 14, 2007

Riguardo alle reazioni suscitate al post sulle categorie di donne che appaiono in Rete non ho molto da dire.
Qualcuna si è risentita, qualcuna si è riconosciuta, altre no…qualcuna forse voleva qualche altra categoria. La generalizzazione stereotipata, goliardica e forzata era voluta, onde evitare offese personali.

Quello che mi preme sapere però, oltre a conoscere i veri motivi per cui ancora poche donne prendono un po’ sul serio i blog come strumento che va oltre il semplice diario personale in cui ci si denuda personalmente, è a quale categoria si sentono di appartenere grandi donne come Suzukimaruti, Axell e Estragon.
Non so, magari si sono offese perché non gli ho dedicato delle categorie personalissime e a parte, e di conseguenza…non mi parlano più. Vorrei evitare di dovermi presentare in minigonna e giarrettiera al Lost Camp, tutto li.

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Donne, Internet, blog e blogosfera: guida per riconoscerle e classificarle

ottobre 12, 2007

Sottotitolo: l’evoluzione della specie digitale femminile. Ogni tanto si parla in Rete del fatto che il gentilsesso non sia molto presente, né su Internet in generale (se non per bisogni impellenti), né sui blog (soprattutto quelli seri ed autorevoli) e nemmeno nella blogosfera. Sono ancora molto poche infatti le femminucce-blogger note alla blogosfera stessa, quelle che partecipano ai Barcamp e quelle talmente Geek da anticipare gente tipo Dario Salvelli, Napolux e Kurai sulle nuove tendenze tecnologiche.

Sinceramente non conosco bene il perché di questo aspetto, forse è meglio che ce lo spieghino loro, quelle simpatiche frufru o meglio donne dududu. Ovviamente so bene che il gentilsesso, specialmente in età giovane e soda preferisce cose tipo MySpace, WindowsLiveSpace, FaceBook, SonounprecarioHardR, ecc…, posti insomma più simili ad un mega-diario interattivo in cui sputtanarsi continuamente non tanto coi post – che spesso sembrano più che altro i pensierini tutti colorati che leggevo sulla Smemoranda di 15 kg delle compagne del Liceo, sformata e grande come un Messale (e qui mi scoccia dare ragione ai giornalisti), con all’interno foto, cartoline, bigliettini, carte di cicche che ricordano occasioni importantissime, capelli tagliati, assorbenti usati – ma piuttosto con foto in pose contorsionistiche, video di loro che spiegano in 5 mosse come limarsi il pollicione del piede sinistro senza doverlo amputare o vademecum tascabili sulla depilazione delle gambe, utili per chi non riesce a smaltire la peluria amputata (nel vero senso del termine) o non sopporta di dover fare un mutuo decennale per sostenere le spese dei rasoi, delle creme e dei cosi che servono a strappare (strisce?) di cui mi sfugge il nome. Se capitate su uno di questi blog state attenti, che potrebbero rimanervi attaccati allo schermo pezzi di glitter, stelle luccicanti, gif animate di cuccioli, ma soprattutto al posto delle vostre lettere normali potrebbero comparire delle minuscole immaginette che rendono una conversazione su MSN pressoché impossibile: avete mai provato a chattare con la sorella o la cugina 15enne? Dopo due righe ho dovuto chiudere tutto e farmi ricoverare.

Bene, ho quindi deciso di classificarle (rischiando di attirare su di me tutte le antipatie della parte rosa della Rete) in varie categorie, così che chiunque possa subito riconoscere ed inquadrare l’esemplare che si trova davanti allo schermo. Questa guida vi sarà molto utile, perché in caso di approccio, saprete già come comportarvi a seconda della categoria a cui, appunto, appartiene.

Dimenticavo, se volete aggiungere un’altra categoria, fate pure, ci mancherebbe: magari mi è scappato qualcosa. Ovviamente, spero che nessuno si offenda, è un modo ironico per parlare di donne, blog, internet… Se qualcuna si è riconosciuta ironicamente in qualche categoria…il riferimento è puramente casuale (vi anticipo le categorie: la sensitiva, la leader zitella e scassapalle cronica, la blogger in carriera, la bellissima vampira assatanata, la fottuta pazza, la psicopatica, la blogger, la limoncello, misery non deve morire ma tu sì bastardo, la wonder twitter woman, la menosa, la poetessa innamorata love love, la figa della madonna, la preziosa).

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La parola 2.0 più odiata

giugno 25, 2007

Un sondaggio condotto dalla società inglese di ricerche YouGov per conto di Lulu Blooker Prize (che non è altro che un premio letterario) ha delineato le parole più odiate in Internet, o meglio, nella blogosfera.

Sembrerebbe che la parola più odiata sia Folksonomia, seguita a ruota da blogosfera, blog, netiquette e blook. A parte le due più note, io folksonomia e blook non le avevo mai sentite; sarò ignorante, ma credo si stia esagerando in creatività con i neologismi derivati da Internet.

Social bookmarking brings to the equation something that search engines can’t compete with – the human touch.

 

Per “blooks” non si intendono altro che quei libri derivati da un blog (o da un sito web più in genere); “folksonomia” invece è strettamente legata al nuovo concetto sociale del web ed è spiegata da corriere.it come “un’espressione che sta a indicare una modalità di categorizzazione, utilizzata da gruppi di persone al fine di organizzare in categorie le informazioni disponibili nell’Internet, attraverso l’uso di parole chiave scelte liberamente”. Praticamente la giornalista non ha fatto altro che copiare, rielaborando un attimino, la definizione di Wikipedia; in più l’articolo pompa questa parola come se fosse usata da ogni utente di Internet…in realtà, se ho capito bene, questa categorizzazione basterebbe semplicemente riassumerla coi “tag” o con la parola…categorie. Non era poi così difficile.

Tra l’altro, come ho già linkato più in alto, esiste su masternewmedia.org un’ottima analisi di insieme sul social bookmarking e su questi fenomeni derivati, una sorta di mini-guida che spiega le nuove tendenze sociali e i servizi connessi del web. Si accenna anche al Wisdom of Crowds, libro scritto da Surowiecki che spiega come ora le decisioni e le opinioni di tanti influiscano la rete sociale.

Why the Many Are Smarter Than the Few and How Collective Wisdom Shapes Business, Economies, Societies and Nations

E voi invece? Che parola usata di frequente in Internet odiate di più e perché?
Chi azzeccherà la parola più odiata dai blogger italiani vincerà la facoltà di…non usarla più nei suoi post.

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