Cei-boys

aprile 5, 2007

La fonte è presente nel link dell'immagine stessa

Un ragazzo di 16 anni a Torino si è suicidato perché i compagni di scuola lo tormentavano ogni giorno, apostrofandolo di essere “gay”. Ora, non voglio accusare i compagni, per carità…nessuno può immaginare certe conseguenze.

Il fatto è che, subdolamente e subliminalmente, ogni santo giorno i ragazzi-teledipendenti si sentono riversar dalla televisione un sacco di pattume (e fin qui nulla di strano): cardinali, cei, papa, ecclesiastici pieni d’oro vari che ordinano e spiegano, magari aiutati da Andreotti, come sia una malattia il fatto di avere altri gusti sessuali. Vengono su così i cei-boys, secondo i migliori principi di indottrinamento religiosi (vecchi volponi, li non hanno nulla da invidiare al silvio). Come se fosse una scelta essere gay o etero. Perché tutti voi avete scelto di amare femminucce o maschietti; perché tutti voi avete ascoltato la tv o i cardinali per fare sesso la prima volta. Non è stato qualcosa di naturale; parlo con chi odia gli omosessuali a prescindere, per qualche strano motivo, si professa cattolico ma fa sesso prima del matrimonio per esempio.

Prendo in prestito alcune considerazioni da un post di suzukimaruti: “[…] in che senso la creazione di unioni civili è un “attacco alla famiglia”? Cioè, a me regolarmente sposato cosa succede di spiacevole se concediamo ai cittadini di regolarizzare le unioni al di fuori del matrimonio?

Secondo dubbio:
Mettiamo caso che chi avversa i dico non voglia dare diritti alle coppie omosessuali perché avversa/odia i gay. La domanda è: cosa punta ad ottenere?
Cioè se i gay non si uniscono civilmente cosa sperano succeda? Magari che i gay, disperati per non potersi unire, si “convertono”?
E ancora: qual è l’obiettivo di fondo? Togliere diritti ai gay? Se la risposta è sì, ecco due altre domande:
1 – come si concilia tutto ciò con quel capitoletto trascurabile della costituzione che sancisce uguali diritti per i cittadini indipendentemente dal credo, colore, sesso, ecc.?
2 – qualcuno pensa che togliendo diritti ai gay prima o poi finiscano i presunti “mali” che i suddetti gay fanno alla società? E se sì, come?”.
E soprattutto quali mali?

Tagliando corto: credo che chi provi odio verso qualcuno diverso da lui sia semplicemente un poveretto, un razzista, uno xenofobo con gravi problemi di demenza. E penso anche che alla lunga risulti pericoloso (il caso di Torino potrebbe essere una testimonianza) il continuo bombardamento mediatico riguardo alle dichiarazioni della cei, di Ruini, del papa…basta, sarebbe ora di finirla, ci sono problemi più importanti a cui dare spazio. Siamo nel 2007 e invece di risultare più indipendente e moderno, lo Stato torna indietro, mette in discussione l’ingerenza della religione in ogni questione politica.

Sto solo aspettando il momento in cui la cei dovrà precisare di non dover partecipare ad una manifestazione di forza italia.

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