L’impero del consumismo colpisce ancora

ottobre 22, 2007

Vedere certi video mi da allo stomaco, perché in questo caso tutto il mondo è paese. Se infatti guardate su youtube i video presenti nella barra laterale, vi renderete conto che non c’è geografia che tenga, giusto per prevenre commenti razzisti.
Una settimana a lavorare, poi il sabato e la domenica tutti di corsa al centro commerciale a spendere e a comprare: poi ci lamentiamo che non arriviamo a fine mese, che non abbiamo soldi. Certo, c’è gente che si venderebbe il c**o pur di avere una macchina che non potrebbe permettersi (se non con rate al limite dell’usura), pur di andare in vacanza e pur di avere un televisore con lo schermo piatto. Io però non voglio essere un italiano medio.

Odio andare al centro commerciale di sabato, figuriamoci la domenica; odio trovare coda nei weekend quando sto andando a fare un giro, perché nelle vicinanze c’è un centro commerciale aperto e…la gente sta li, con il motore acceso, in fila, in attesa di un parcheggio; odio vedere famiglie intere portare i bambini (magari lasciandoli “nell’area giochi”, per la serie “molla qua i bambini e vai a spendere un po’ di soldi”) al centro commerciale, la nuova piazza ad ogni costo, il nuovo ritrovo degli adolescenti, il posto dove i genitori sono tranquilli perché il figlio “è al centro commerciale”.

Una volta come eravamo? Cosa si faceva nei fine settimana? I centri commerciali non c’erano e manco i “compra ora e paghi tra x mesi”, che praticamente è l’offerta pronipote del 3×2. La gente viveva lo stesso, forse meglio: ora, se non spendi, non sei nemmeno considerato, se invece spendi…sei quello che vogliono loro, un fantoccio consumatore che si lamenta e fa “bla bla bla” ma che poi non vede l’ora di avere per primo l’oggetto materiale, per il piacere momentaneo e settimanale.
L’ottimismo è il profumo della vita.

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