Letterina a Babbo Natale

dicembre 19, 2006

Caro Babbo Natale,

è da un po’ di tempo che non ti parlo. Però giuro, credo ancora nella tua esistenza: altrimenti non sarei qui a scriverti!

Porta via i debiti di questo paesino a forma di stivale con comportamenti da carnevale.
Togli tutte le tasse così che non siano i soliti ad arraffare a mani basse; dai pace a Napolitano che prega il cervello italiano a non scappare via dalla repubblica delle banane, con in testa bianche bandane.
Fai sì che l’italiano medio che compra ampliando il debito e facendo rate, non finisca a gambe piegate; siamo un paese che compra tutto a rate, abbiamo imprenditori che non spostano un euro, ma comprano autostrade facendo un altro debito e poi aumentando le tariffe, per il proprio profitto, senza un apparente motivo: sarebbe questo un bilancio positivo? Italiani che per non dire che non vanno in vacanza aprono mutui a destra e a manca: l’insegnamento di 50 anni del modello di vita cristiano-dc è così salvo ancora una volta. Facciamo tutti una giravolta.

Salva le grandi banche: loro pensano sempre ai nostri sogni. “Li vogliono vedere realizzati insieme agli interessi bancari.” Ho anche sentito che a Natale ogni sconto vale se paghi dopo e a rate. Anche loro fanno tutto quello che ci dicono alla televisione perché ci vogliono bene ed è bello indebitarsi insieme.

Fai che il momento di rottura in cui le finanziarie non ce la faranno e gli italiani nemmeno più a rate tutto compreranno non arrivi mai: altrimenti saranno guai!

Anche se non sei basso o pelato, a tutti i precari, dai lavoro a tempo indeterminato.

Tanti, tanti Auguri di Buon Natale anche a Te e a tutti gli italiani, felici di vedere luci nei centri commerciali dal primo novembre: servono a ricordare che prima di tutto devi essere cliente, comprare e consumare. Questo il vero spirito del Natale.

Dalla tv…tutto è festa! Strombazzano, di gran carriera le voci della pubblica opinione, sempre pronte a far in chiesa la comunione: frasi intolleranti, razziste, di vergogna e di ignoranza, dimenticando sempre la conseguenza nella testa di chi guarda.

Quindi grazie ancora, Babbo Natale; anche per quest’anno il mio problema sarà per il futuro un grave danno: ma chisseneimporta! Io vivo nel presente, non son mica deficiente.

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