Duri come una ROC

ottobre 23, 2007

Allarme rientrato? Forse, in attesa di strani casi con strane interpretazioni di strani testi di legge scritti stranamente male.
Sono stati i blogger a portare direttamente all’attenzione di alcuni politici la questione? Non so stabilirlo, perché l’unica volta che in tantissimi blogger si sono fatti valere, scrivendo riguardo la questione ROC, c’è stato un caos degno del Processo di Biscardi.

Su Macchianera.net si legge anche un pensiero controcorrente rispetto al marasma di cui parlavo ieri e sì, rispetto anche a quello che ho detto io, forse sbagliando, qualche giorno fa. Gabriella Bianchi non dice cose sbagliate, ci mancherebbe, ma secondo me è l’oggetto di cui parla che non è corretto.
Mi spiego: lei spiega come registrarsi al ROC, come se il vero problema fosse solo riconducibile ad un eventuale sbattimento burocratico; in realtà non è così, la questione non è un modello compilato: io piuttosto mi interrogherei a monte sul perché di una proposta simile ma soprattutto mi chiedo ogni giorno a cosa diavolo serva l’articolo 21 presente nella nostra Costituzione se non quando fa comodo essere citato dai soliti noti, che in Internet probabilmente non ci hanno mai messo piede. Che sono poi quelli che contribuiscono ogni giorno a spingerci sul fondo di ogni classifica di alfabetizzazione digitale e di penetrazione di Internet e delle tecnologie nella popolazione italiana.

Direi quindi che è perfettamente lecito dubitare e discutere un po’ quando certe decisioni sono in mano a certa gente.

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Che mondo sarebbe senza Mastella?

ottobre 5, 2007

Dopo l’ennesima censura ad opera della polizia postale di un blog satirico su Mastella nel web impazza la “Blog-Mastella mania”. Che il ministro non conoscesse la costituzione, tanto da ignorare l’articolo 21 (magari dategli una rilettura alla prima parte, che non fa mai male) non mi stupisce affatto. Mi sorprende più che altro l’arroganza che rigurgitano via etere certi personaggi, senza ritegno, dopo tutto quello che hanno combinato, combinano e combineranno.

Sono quindi nati nel web un sacco di blog-mirror anti-Mastella; ma quando dico un sacco voglio dire che sono proprio tanti. Pensate ad una rima con Mastella e aggiungeteci .blogspot.com e avrete il risultato. Bisogna infatti ammettere che il ministro ha un cognome troppo facile da neocon-iare. Segue una lista di esempi (sempre via Fofo’s Blog):

http://chiudiquestomastella.blogspot.com/
http://mastellativogliobene.blogspot.com/
http://mastellamozzarelladop.blogspot.com/
http://iononodiomastellamamifalostessocagare.blogspot.com/
http://lapiselladimastella.blogspot.com/
http://iosonomastella.blogspot.com/
http://mastellinopanevino.blogspot.com/
http://sciocchinodiunmastella.blogspot.com/
http://nontiodiomastellamafaicmqcagar.blogspot.com/
http://MApooveraSTELLA.blogspot.com
http://chemondosarebbesenzamastella.blogspot.com/
http://mastellanellospazio.blogspot.com
http://mastellatiscarico.blogspot.com/
http://mastellasentinella.blogspot.com/
http://mastellaneando.blogspot.com/
http://megliomastellonichemastella.blogspot.com/
http://mastellastellinalanottesiavvicina.blogspot.com/
http://chisarebbequestomastella.blogspot.com/
http://mastellalaputtanella.blogspot.com/
http://ilcementosimpastanellamastella.blogspot.com
http://cazzuolaemastellaculoecamicia.blogspot.com/

Personalmente, come originalità e nomi, nella mia top 5 ci metto questo, questo, questo, questo e questo. E sono qua ancora che rido come uno scemo nel rileggere i blog che si sono inventati.

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Le tutele (non rispettate) della Costituzione per i lavoratori a progetto

marzo 17, 2007

http://www.pieroricca.org/2006/04/ foto tratta dal blog di Piero Ricca

Pubblico il commento di friend, che spiega chiaramente come molto spesso il lavoro “a progetto” mascheri un qualche cosa fuori legge:

“La legge 30 purtroppo è una legge che favorisce le aziende non detassandole ma dando la possibilità alle stesse di abbassare il costo del lavoro sul prestatore stesso (lo ammette anche l’ex ministro Maroni in una recente intervista: il contratto a progetto è stato “frainteso” dalle aziende rispetto ai presupposti su cui era nata la legge).

L’Art 36 della costituzione obbliga il datore a fornire uno stipendio che possa assicurare una vita libera e dignitosa!!!. In molte vertenze il giudice ha riconosciuto al lavoratore una integrazione dello stipendio (specie nei casi delle classiche 500-600 euro per 8 ore giornaliere) e il pagamento delle relative differenze dal mese in cui è stato posto in essere il contratto a progetto (escludendo i relativi intervalli tra uno e l’altro). Nel merito della quantità e qualità della prestazione sarà il giudice di merito (e non il datore) a decidere. Ovviamente “l’esperto” non si accontenta delle 500 (lorde) ma ne vorrà dai 1300 (nette) in su e poche aziende possono permettersi l’80% del personale a certi costi. Ecco perché in Italia non funziona nulla! Si assumono persone non professionali e/o non professionalizzate adeguamente dal datore (art.7 dlgs 368/01). Gli stessi lavoratori non sono incentivati in questo contesto; l’Italia è una società di servizi e non produce più (tutto o quasi è made in Cina dove la tutela del lavoratore è quasi 0; come poter competere con non viene pagato – aggiungo io- ma schiavizzato?): questo forse il problema.

Autocritica: i nostri genitori con le loro lotte hanno portato a casa importanti leggi sul lavoro. Noi giovani invece scendiamo in piazza solo se la juve o lazio rischiano la b o andiamo al mare invece di votare il referendum sull’estensione dell’articolo 18. Il mio consiglio/speranza è quella di una “lotta” civile a cui devono partecipare tutti. Lotta da espletare con vertenze che richiedono non solo la conversione del contratto ma in determinati casi, in via subordinata, anche l’integrazione e i relativi arretrati dello stipendio. Evitate di pensare se vi conviene o meno fare vertenza ma pensate che la lotta di uno affiancata a quella di altri può cambiare lo stato delle cose. E’ auspicabile infatti che se una azienda è carente in più vertenze, sarà poi la stessa a fare contratti a progetto di 850euro (lorde) invece che 500 o 600 (lorde).

Un cordiale saluto a tutti.”

Sarebbe interessante fare leggere la Costituzione (per lo meno i principi fondamentali, la prima e la seconda parte) nelle scuole (ma anche ai politici, ad alta voce). Ma si sa, l’educazione civica è una materia in disuso in Italia.