Telecom Day

aprile 16, 2007

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Sulla vicenda Telecom ne abbiamo sentite tante. Scatole cinesi, debiti in miliardi di euro, voci di qua e di la…ma oggi è il giorno del giudizio, il T-Day.

A Rozzano (MI) oggi c’è l’assemblea dei soci, a cui parteciperà anche Beppe Grillo, in rappresentanza di non so quanti piccoli azionisti Telecom: insomma, per dire la sua, oggi dovrebbe partire la share action. Ha già ricordato in mattinata come anche oggi (corriere.it) «Tronchetti Provera non c’è. Non è venuto neanche questa volta. Chiederò dove sono finiti i 45 miliardi espropriati ai piccoli azionisti e perché questi non possono avere una rappresentanza vera»; (Repubblica.it) “Tronchetti non c’è, non è venuto neanche questa volta, la prima fu due anni fa a Siena in cui doveva parlare di etica dell’informazione con Andreotti!”. Insomma, quando si cita Andreotti, Tronchetti ed etica dell’informazione, il Corriere evita, non riporta, preferisce stare lontano dalle cose scomode da ricordare.

Non capisco però perché ancora oggi Tronchetti Provera venga considerato uno dei migliori manager italiani; forse per riempirsi la bocca e per omologarsi all’opinione pubblica quando si parla di una cosa che non si conosce viene appellato in questo modo. O forse perchè fa comodo farlo, come possiamo immaginare. Certo è che una persona che compra società, possibilmente senza spostare capitali (in stile Benetton per comprare autostrade, roba pubblica), riuscendo a indebitare un monopolio, mandarlo pressoché in bancarotta, scorporandolo…ma dividendo gli utili tra i grandi azionisti, per me non è un grande uomo. Persino Guido Rossi si è accorto che qualcosina che non va nel capitalismo italiano c’è e si è dimesso. Non per tutti i giornalisti però; la cordata del “tutto va come deve andare” è sempre la più presente.

Non so in quali mani potrà finire Telecom: spero non straniere e spero non berlusconiane (col supporto di Colaninno…!). Ci manca solo di consegnare nelle mani di un piduista, oltre a tre televisioni propaganda-pubblicitarie della sua esistenza politica un’azienda come Telecom; senza contare che il magnate messicano (o qualsiasi altro straniero probabilmente), licenzierebbe in massa 30 mila persone.

Insomma, i precari sarebbero quelli che la pagherebbero di più, come sempre.


Letterina a Babbo Natale

dicembre 19, 2006

Caro Babbo Natale,

è da un po’ di tempo che non ti parlo. Però giuro, credo ancora nella tua esistenza: altrimenti non sarei qui a scriverti!

Porta via i debiti di questo paesino a forma di stivale con comportamenti da carnevale.
Togli tutte le tasse così che non siano i soliti ad arraffare a mani basse; dai pace a Napolitano che prega il cervello italiano a non scappare via dalla repubblica delle banane, con in testa bianche bandane.
Fai sì che l’italiano medio che compra ampliando il debito e facendo rate, non finisca a gambe piegate; siamo un paese che compra tutto a rate, abbiamo imprenditori che non spostano un euro, ma comprano autostrade facendo un altro debito e poi aumentando le tariffe, per il proprio profitto, senza un apparente motivo: sarebbe questo un bilancio positivo? Italiani che per non dire che non vanno in vacanza aprono mutui a destra e a manca: l’insegnamento di 50 anni del modello di vita cristiano-dc è così salvo ancora una volta. Facciamo tutti una giravolta.

Salva le grandi banche: loro pensano sempre ai nostri sogni. “Li vogliono vedere realizzati insieme agli interessi bancari.” Ho anche sentito che a Natale ogni sconto vale se paghi dopo e a rate. Anche loro fanno tutto quello che ci dicono alla televisione perché ci vogliono bene ed è bello indebitarsi insieme.

Fai che il momento di rottura in cui le finanziarie non ce la faranno e gli italiani nemmeno più a rate tutto compreranno non arrivi mai: altrimenti saranno guai!

Anche se non sei basso o pelato, a tutti i precari, dai lavoro a tempo indeterminato.

Tanti, tanti Auguri di Buon Natale anche a Te e a tutti gli italiani, felici di vedere luci nei centri commerciali dal primo novembre: servono a ricordare che prima di tutto devi essere cliente, comprare e consumare. Questo il vero spirito del Natale.

Dalla tv…tutto è festa! Strombazzano, di gran carriera le voci della pubblica opinione, sempre pronte a far in chiesa la comunione: frasi intolleranti, razziste, di vergogna e di ignoranza, dimenticando sempre la conseguenza nella testa di chi guarda.

Quindi grazie ancora, Babbo Natale; anche per quest’anno il mio problema sarà per il futuro un grave danno: ma chisseneimporta! Io vivo nel presente, non son mica deficiente.