Fiumicino, c’avemo n’problema

settembre 19, 2008

Da Corriere.it

Alcuni di voi si saranno stupiti perché da un po’ più di tempo del solito non parlo di Berlusconi o di politica più in generale.
La scusa del tempo che manca è vera, perché in questo periodo sono sotto esame e lavorando, lo spazio per bloggare si riduce ad un lumicino.

Il vero motivo però è un altro. Cioé io di cose su Berlusconi, sulla situazione attuale dell’Italia e via dicendo ne ho tante da scrivere, perché purtroppo ogni giorno ce n’è una nuova da raccontare. Però ora, più del solito, sono sconsolato e afflitto. E dire che mi ero già rassegnato.

Da Corriere.it

Insomma quello che voglio dire è che mentre qui siamo in balia del caos più totale, (Alitalia sta fallendo, enne-mila lavoratori rimarranno a piedi e Berlusconi – nonostante la colpa del fallimento di Alitalia derivi principalmente dal suo canonico menefreghismo per il prossimo – scarica colpe a destra e a manca, quando basterebbe fargli questa domanda: “Ma AirFrance non andava bene? Ci davano soldi, senza doversi svendere, e gli esuberi erano comunque minori!”), quello che dovrebbe essere il principale leader dell’opposizione, dove si trova?

Da Corriere.it

Prima di rispondere al quesito, una breve parentesi. Anche in questo caso, Berlusconi e la sua schiera di “para+aggiungi-il-termine-che-vuoi“, godono dell’immunità derivata dalla tecnica di governo che stanno attuando da quando sono in carica. Cavalcare i luoghi comuni, le paure e le varie rabbie della gente. Per farvi capire, secondo la stragrande maggioranza degli italiani, la colpa della debacle di Alitalia sarebbe dei sindacati, che evidentemente godono nel farla fallire. Nel frattempo, papà Silvio piazza anche Marina nel c.d.a. di MedioBanca. Ci sarà pure qualche conflitto di interessi da qualche parte, o no? Niente, silenzio dell’opposizione anche in questo caso.

Da Corriere.it

Veniamo al dunque. Dov’è Veltroni? E’ a fare il fichetto nei salottoni chic dell’Upper-West-Side di Manhattan. Siete contenti, elettori del PD? Questi il contatto con la realtà non l’hanno perso, semplicemente perché non l’hanno mai avuto. Non si rendono conto, sono dei perdenti nati.

Da Corriere.it

Di Pietro invece ieri era in mezzo alla gente, come fa sempre. In mezzo ai piloti, alle hostess e via dicendo, arringando la folla con un megafono. Stava spiegando ancora una volta che l’operazione del governo su Alitalia non è un salvataggio, ma una colossale porcata. La peggiore nella storia dei rapporti, già di per sé poco edificanti, tra un certo capitalismo di relazione e la politica. Il governo ha fatto coriandoli del codice civile, delle norme europee e di quelle antitrust”.

Spiegatelo ad alta voce a tutti quelli che conoscete: l’operazione che voleva propinarci il Governo avrebbe eliminato ogni debito ed ogni rischio da Alitalia, lasciando poi in regalo a sedici famiglie amiche (la cosiddetta cordata) tanto grasso che cola (a picco ormai), era una fregatura. Marchio, un’enorme flotta aerea, monopolio assoluto su tutte le rotte italiane, tutto gratis praticamente. Che grandi imprenditori quelli italiani; zero rischi, solo guadagni. Capitani così eroici che attraverso allo Stato avrebbero banchettato sulle nostre spalle, con accordi, appalti, tariffe gonfiate e debiti.

Sì, perché il prezzo di questo immenso dono, tra debiti di Alitalia ed elevati costi sociale degli esuberi, lo avrebbero pagato gli italiani: già ma quanto? Si parla di almeno un miliardo di euro.

Chissà cosa ne pensano i democratical-chic.

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Sinistra, game over

giugno 19, 2008

PD, porco diaz

Qualunque cosa sia, la sinistra italiana è finita.
Le prime grosse avvisaglie le abbiamo avute il 13-14 aprile, con la dura sconfitta delle sinistre più estreme; poteva essere un buon segnale per virare finalmente verso altri orizzonti di crescita progressista e democratica, ma così non è stato.

Siamo dunque arrivati ad un punto in cui le analisi da fare sono tante, forse troppe e sempre con lo stesso canonico e storico ritardo cosmico: i tempi sono cambiati, non ci sono più le nuove stagioni, e i grandi uomini di sinistra se ne stanno accorgendo soltanto ora, ma con calma. Tanto il paese è già finito nelle mani peggiori di sempre, quelle che stanno distruggendo ogni minimo brandello di Democrazia rimanente.

In tutto questo caos, dopo la sonora batosta elettorale subita ovunque, il PD avrebbe dovuto svolgere il ruolo del cane da guardia, fare davvero il Governo ombra, alzare la voce, attaccare, mettere in difficoltà, invece ci ritroviamo con il suo leader, Walter Veltroni, immerso in una crisi politica apparentemente senza uscita.

Parliamoci chiaro: se Veltroni fosse stato negli Usa, dopo la notevole serie di sconfitte subite, probabilmente si sarebbe ritirato per fare qualcosa d’altro. Prendete il nostro amicone Al Gore, per esempio. Insomma, con le dovute proporzioni tra Italia e Usa, tra PD e Democratici, forse sarebbe meglio perlomeno dire qualche cosa ogni tanto.
Mi rivolgo alle persone di sinistra che ancora hanno il coraggio di dirsi di sinistra (questa frase fa molto “sinistra”, perdonatemi); dopo una campagna totalmente sbagliata, condotta volutamente sottotono, dopo la sconfitta alle politiche, dopo aver perso Roma ed altre roccaforti italiane, cosa ancora dovranno subire, le nostre povere coronarie?

E magari ti attendi una presa di posizione decisa sull’andazzo xenofobo-fascista preso dal paese negli ultimi tempi. Invece niente. Quindi non aspettatevi nemmeno che qualcuno proferisca parola sulla sconfitta sonante subita ancora in Sicilia, dove il PD addirittura è al terzo posto, sceso al 20%. Non hanno il coraggio, fanno finta di niente. Sì, va bene, ci sarebbero altri discorsi da fare per la Sicilia. Poi però vai a leggere i nomi dei candidati e ti convinci che forse hanno già preso abbastanza voti.

La sconfitta, lo sfacelo e il disastro però dovevamo aspettarceli dopotutto. Su cosa infatti ha puntato Veltroni per porsi come valida alternativa o unico esponente in grado di fare la differenza? Sul dialogo. E qui – passatemelo – mi cadono le palle, perché sfoderare “il dialogo” con uno come Berlusconi significa due cose: o sei imbecille oppure ti vuoi suicidare con le tue stesse mani. A parte che già in passato questa strada era stata tentata, ma in Italia dialogare vuole sostanzialmente dire che ognuno si fa i fatti suoi. Così è stato e sarà, nel silenzio più totale.

Veltroni, sorpreso (!), ha solo saputo dire che la legge salva-premier non è una priorità per il paese. Troppo tardi, lo è diventata. Cioé non ha detto che è una cosa vergognosa, che sputa sulla Costituzione e che in ogni democrazia occidentale non potrebbe accadere, frasi che Berlusconi usa incredibilmente al contrario. Uno potrebbe pensare che sì, insomma, non è una priorità, ma comunque – prima o poi– andava fatta. Al diavolo le posizioni nette, noi siamo il PD, quelli del ma anche, sì e no, anzi forse. Si vedrà, qui, quo ma anche qua.

Immaginatevi la scena. Veltroni, superincazzato, si reca con passo deciso da Berlusconi, che intimorito indietreggia; giunto a pochi centimetri da lui, Veltroni prende fiato e, “dialogo!”, grida. Silenzio. Risata con spernacchiamento generale.

E in futuro che cosa accadrà? Checché ne diciate, comunistofobi a posteriori che non siete altro, non avere un briciolo di sinistra (vera) o di destra (vera) in Parlamento secondo me non è una gran conquista per un paese come l’Italia, dove se riusciamo a far finta metaforicamente che “gioca sempre la nazionale”, va tutto bene o quasi: tutti diventano amici, col dialogo. Dialogate anche voi e la vita vi sorriderà.

È stupido infatti parlare di dialogo, quando dovrebbe trattarsi di un concetto sottointeso. Così come è sciocca la visione della cosa pubblica (cittadini+politica+media) di questo PD; finirà che Di Pietro porterà via tanti altri voti al PD e vi dirò, la cosa non mi dispiace affatto, perché (sarò monotono) è l’unico che sta facendo opposizione.

La prova di questo PD del “nulla che avanza”, come spiega Fede Mello, è che sabato ci sarà l’assemblea costituente del PD e sul sito non c’è uno straccio di proposta, nemmeno uno stupido promemoria politico. “Tutto quello che c’è è questo. Un nulla che ora come ora bene riassume la proposta politica del Partito Democratico“.

Perché dai, è bello fare un po’ i fighi in Rete sull’onda dell’entusiasmo iniziale e creare o iscriversi a circoli on line del PD, ma poi a fatti come stiamo? Malissimo. E c’è qualcuno del PD, qualche iscritto che si è degnato o si sta degnando di fare auto-critica, di farsi un bell’esame di coscienza e ripartire da zero, che forse si è sbagliato tutto, ma proprio tutto?

Con il termine sinistra, utilizzato nel campo della politica, si indica la componente del Parlamento che si siede alla sinistra del Presidente dell’assemblea e, in generale, l’insieme delle posizioni politiche qualificate come progressiste.

Veltroni, ci dica lei dove diavolo vuole sedersi, ma ce lo dica adesso. Oppure, lasci davvero il posto a qualche faccia nuova, motivata, e cominci ad accettare che in questo momento…no, proprio “we can’t”.


La madre dei decretini è sempre incinta

giugno 6, 2008

//realityshow.blogosfere.it/

Povera Italia, che vergogna. Nelle scorse settimane se ne sono sentite un po’ di tutti i colori sul tentativo di salvare Rete 4 con un decreto ai limiti del ridicolo.

Incredibilmente però il decreto è stato bocciato, ma la maggioranza ha subito raccontato che il decreto verrà riformulato, giusto per farlo passare in qualche modo: rete 4 è una di quelle cose che “si devono fare per forza”. Ma a molti è probabilmente sfuggita una cosa incredibile, cioé il motivo per cui il decreto non è passato. In aula fra i banchi della maggioranza mancavano in cento. Cento. Ok, non mi scandalizzo anche se li paghiamo lo stesso. Un’ecatombe.

Alcuni presenti, lì proprio in missione per Silvio si sono arrabbiati. Le scuse accampate vanno dal “un attimo in bagno”, al “ero a casa col mal di pancia” o ancora “non mi funzionava il pulsante”. Certo, stavi premendo quello dell’autodistruzione, o al massimo quello dello sciacquone. Persino Silvio si è arrabbiato molto, ripercorrendo le gesta di questa figuraccia alla prima votazione che contava (per lui); ma non preoccupatevi, ha già pensato a riformare la Rai con una soluzione “innovativa”. Cosa c’entri in questo caso la Rai con Rete 4 non si capisce, ma tant’è.

Emilio Fede in merito ha affermato: “che il centrosinistra voglia favorire Europa 7 a scapito di Rete 4 non ci sono dubbi. E anzi ci sono motivi che non dico ma tutti sanno”. Cioé? Spiega come mai ti avevano cacciato dalla Rai ad esempio. Ma la sua ramanzina, dall’alto del suo servilismo, non si ferma qua: “il mio invito al Parlamento è un altro: piantatela, perché la gente non capisce e si aspetta dal Parlamento ben altre discussioni. Il Paese ha problemi davvero grandi e che, subito dopo l’insediamento, il governo debba subire l’assalto dei cani pastore abbruzzesi dà il voltastomaco”. A parte che “abbruzzesi” si scrive con una “b” e che Di pietro è molisano, ma la minaccia di Fede proprio ci mancava; sì perché se siamo al punto in cui Emilio Fede impone lezioni di stile e politica, la situazione è più che tragica.

Emilio tende poi il braccio sinistro: “questa faccenda è ridicola perché il digitale terrestre è per sua natura aperto a tutti. C’è spazio per tutti. E sono fiducioso che la cosa si risolverà perché per fortuna nel centrosinistra ci sono anche persone serie come Veltroni, che credo apprezzi la cultura del fare e del dialogo di questo governo, o D’Alema, che ha sempre riconosciuto che Mediaset è un bene inalienabile del Paese”. “Al massimo bisognerà che qualcuno regali una tv a Di Pietro. Sennò il pastore abbruzzese continuerà a volerci azzannare i polpacci tutti i giorni”. Sì ma spieghiamolo agli italiani, il problema non è Di Pietro o la sinistra, la questione è che la Corte Europea (ma non solo) ha condannato l’Italia a risolvere la questione, altrimenti pagherà, cioé pagheremo noi.

Forse Fede e i giornalisti più in generale dovrebbero spiegare perchè i cittadini di Napoli devono dire sì alle leggi senza proferire una parola, perchè gli statali devono essere trattati soltanto come parassiti, perchè tutti gli extracomunitari vengono equiparati a criminali pericolosi, mentre le aziende del leader del PDL, cioé il Presidente del consiglio di amministrazione della società Italia, devono invece essere salvate dallo Stato. In più lo Stato dovrebbe ignorare totalmente le sentenze giudiziarie e di conseguenza pagare con soldi pubblici un privilegio utile ad un solo uomo.

Paradossalmente dobbiamo pagare tutti a causa di una situazione di illegalità motivata dagli interessi privati di Berlusconi, che in teoria toglie l’ICI (non a tutti tra le altre cose), però ci appiopperà un’altra personalissima tassa. Purtroppo poi, l‘opinione pubblica non ci aiuta: l’unico messaggio che viene trasmesso è che torna prepotente l’antiberlusconismo, capeggiato dal cattivo giudice di Mani Pulite, e che ci sono problemi più urgenti da affrontare. E’ così che Fede diventa vittima.

Ci rimane però un grande alleato: il Tempo. Il pubblico televisivo negli ultimi 10-12 anni infatti è calato, e non troppo poco; la tv da troppo non ha più alcuna funzione culturale. A chi ci governa non importa se io è da anni che non vedo un tg per intero, che non ho mai guardato Vespa o Mentana e spendo pochissimo col cellulare, perché gran parte della popolazione, quella che poi decide le sorti del voto nel momento che conta…ce l’hanno sotto controllo. Gli imbastiti dalla tv.

Insomma in questo caso sono un pelino più fiducioso, perché probabilmente ci penserà il Tempo a spedire Rete 4 al cimitero. Obiettivamente…che cavolo c’è da vedere su Rete 4 (Chuck Norris a parte, lui tutto può!)? I nostri alleati si chiamano Internet e Convergenza.
Una grande fetta di pubblico, quello che interessa maggiormente alla pubblicità, la televisione non la guarda più da un bel po’. O comunque la guarda molto poco. Da quanto tempo infatti non si sente parlare di ascoltoni?

Perché fino ad ora, gli operatori pubblicitari fanno un po’ finta di niente. Ma i clienti, soprattutto quelli in difficoltà, cominciano a stufarsi. A quel punto forse, Rete4 ma anche Canale 5 e Italia Uno, un pochino se la faranno sotto. Volete una prova? Date una sbirciatina all’andamento delle azioni Mediaset negli ultimi tempi e vi renderete conto che qualcosa sta cambiando, Berlusconi a parte.

Questa sarà la vera rivoluzione, assieme a quella culturale e digitale. Lo spero tanto.
Perché un popolo ignorante si governa meglio, mooolto meglio.


L’Unica opposizione

maggio 15, 2008

Quindici anni dopo Mani Pulite, parlare di legalità e conflitto di interesse dentro l’assemblea legislativa è peggio che bestemmiare in chiesa. Sarà molto dura risalire la china.

Personalmente sono pienamente fiero di aver votato per l’unica vera opposizione ancora esistente nel nostro paese.

(Via Piero Ricca)