Coitus? Interruptus est

febbraio 28, 2008

Anche questo blog “appoggia la proposta del professor Carlo Flamigni per dire basta ai medici che lavorano negli ospedali pubblici ma si rifiutano di garantire il diritto di interrompere la gravidanza” o di prescrivere la pillola del giorno dopo, che non interrompe un bel niente. Un medico dovrebbe saperlo e non dovrebbe fare finta di avere davanti un assassina che chiede la pillola della morte.

“Se non gli piacciono le leggi dello Stato, vadano a lavorare negli ospedali cattolici”. Che dovrebbero comunque rispettare le leggi dello Stato, aggiungo io. Al massimo possono chiedere asilo politico nella redazione de “Il Foglio”.


Barbarica Daria

febbraio 25, 2008

Daria Bignardi batte Giuliano Ferrara 194 a 0.
Devo ammetterlo: si è visto che la Bignardi si sentiva giustamente e direttamente coinvolta riguardo a questa battaglia (difendere la legge 194 è un dovere, seppur sia incredibile nel 2008), così come si è capito che Ferrara stia facendo un gioco sporco per conto terzi. Usa pericolosamente e politicamente parole come “pro-life” (come se gli altri fossero contro la vita) e non solo riduce e ritiene l’aborto come una semplice pratica anti-concezionale, ma considera le donne alla stregua delle marionette. Per lui infatti sono soltanto i maschi e la società maschilista che portano una donna ad abortire.

La soluzione, sempre secondo Ferrara, sarebbe “sottoporre le donne al bagno di democrazia”. Il bagno di Democrazia, capito?


Suffragette, a noi!

febbraio 13, 2008

//www.movieactors.com/

Se continuerò a creare post come quello che mi accingo a scrivere, probabilmente qualcuno penserà davvero che sono passato dall’altra sponda. Ma no, non c’è nulla di più sbagliato nel pensare una cosa simile. Premesso questo, sento di far notare alcune cose alle donne di oggi.

Partiamo dagli anni ’70: allora c’era il femminismo insieme a tanti rivolgimenti sociali e forse le donne che allora erano giovani si aspettavano, nel 2008, di trovare ai vertici della cultura, della politica, dell’economia, ecc…un maggior numero di donne, appunto. Una sorta di allegra invasione per giungere al potere come i coetanei uomini. Invece no, non è andata così e lo sapete bene anche voi. In poco più di 40 anni la conquista di spazio da parte delle donne è rimasta limitata, per vari motivi, come ho accennato anche in altri post.
Per esempio, magari voi pensavate che il 50% di donne nelle liste elettorali per le primarie del PD non sarebbe stata una concessione di Veltroni, ma una semplice evoluzione della società moderna italiana, un raggiungimento di un vostro obiettivo insomma (negli altri partiti la situazione è tragica).

Dall’altro lato però le donne hanno ottenuto anche delle conquiste civili: ad esempio, una volta non tutti i figli potevano affermare di essere nati per il volere di una madre e non perché le era capitato; un figlio non voluto nella maggior parte dei casi è infatti infelice. Oggi invece una donna non deve per forza sposarsi e piuttosto che, a causa dei piatti che volano col marito, far star mare i figli si ha la possibilità di divorziare. Parlo dei casi che riguardano persone intelligenti, certo.
Quando invece mi riferisco a persone retrograde e con doppi fini parlo dell’attualità e cioé di un’anomalia tutta Italiana. Mi riferisco ad una nostalgia per il passato così grande da voler per forza tornare indietro nei secoli, facendo credere che la legge 194 non sia soltanto una materia di baruffe politiche. Perché un cattolico vero o meglio, una persona dotata di intelletto, nel 2008 non permetterebbe la diffusione smodata dell’AIDS per vietare l’uso del preservativo, con l’obiettivo di difendere chissà quale principio o per guadagnarsi chissà cosa; una persona responsabile e che davvero vuole tutelare la vita (vorrei sapere chi è contro la vita), mai negherebbe il futuro ad una donna impedendole di abortire usando la scusa di una telefonata anonima per arrivare all’assurdo assioma di sequestrarle il feto o, comicamente, l’utero.

Ed è proprio in questi giorni che rifletto e penso che le donne non siano poi così interessate a difendere le loro conquiste e i loro diritti. Un po’ come tutti noi altri, certo. Ma da molto tempo a questa parte per esempio, nelle intercettazioni telefoniche io intravedo un’immagine più che degradata del genere femminile. Un sesso che viene considerato alla stregua dei capi di bestiame da far passare tra uomo e uomo col fine di ottenere favori o posizioni; e ancora, nella stragrande maggioranza degli show televisivi, gli ospiti sono uomini. Se c’è una donna o è li in funzione di “figa” oppure è ritenuta una cretina a cui dare la parola il meno possibile (qui dovrei aprire un’altra parentesi ma non mi dilungo).

Potrei fare tanti altri esempi sulla presunta e mai raggiunta parità. Basta pensare alla vicenda Carla Bruni-Sarkozy; provate a pensare se Angela Merkel o, che so io, Ségolène Royal – che sono più carine di Sarkò nonostante tutto – si fossero messe con Raoul Bova o un altro belloccio. Cosa sarebbe successo? Sacrilegio, sarebbe venuto giù il mondo. Perché il lui più giovane di turno sarebbe passato per un puttaniere, un gigolò che si mette con una vecchia. Così no.

Donne, almeno voi, unitevi e mostrateci che la strada per cambiare davvero le cose esiste ed inizia dal cominciare a difendere i diritti basilari di ogni società civile moderna.


Squillo 2.0

febbraio 11, 2008

Secondo questo delirante e pittoresco articolo, essere giovane, laureata, colta e precaria ed essere costretta a fare la puttana è ormai una cosa da considerare ‘normale’. Quindi “Squillo sì, ma colte e informate. Anche l’Italia da l’addio alle prostitute da marciapiede, mestiere sempre più appannaggio delle extracomunitarie. Ora si fanno largo le «squillo digitali»”.

Quindi via con una bella foto dal gusto osé nell’articolo, identikit, programmi preferiti, hobby e magari racconto del lavoro che le squillo 2.0 fanno nella vita. Il dialogo con la zia che non vedi da tanto tempo, cara universitaria, verrà formalizzato in questo modo:

Zia: …Allora, come va l’Università?
Ragazza: Bene, solite cose
Z: E per pagarti un po’ gli studi che lavoretto fai?
R: La squillo, cioé la prostituta.
Z: Ah ottimo, sono proprio cambiati i tempi…ma riesci a conciliare tutti i tuoi impegni col lavoro? Avessi io la tua età…!
R: Zia ma su che pianeta vivi? Oggi, c’è il web 2.0!

Noi ai problemi “ci sputiamo negli occhi” e “ci camminiamo sopra”. E’ così bello essere italiani!


88 miglia orarie

gennaio 4, 2008

Mentre tutti gli altri paesi discutono del futuro, stanno li a pianificare alternative al petrolio parlando di fonti di energia alternativa, mentre sorgono nuove proposte per migliorare questa nostra società e rendere migliore la vita delle persone, il nostro paese si differenzia in modo snob. Perché siamo originali e vogliamo distinguerci.
L’Italia viaggia ad 88 miglia orarie: ha la capacità di ritornare al futuro vivendo nel passato. So che è un concetto alquanto stupido da spiegare ma se ci pensate bene è così.

Mentre gli altri vanno avanti infatti, noi siamo qui a parlare ancora della legge sull’aborto fatta nel 1982 (e già eravamo in ritardo), con protagonisti come la Binetti (una famosa per il cilicio e la sua storia ufficiosa con Mantellini), il parassita Bondi, Ferrara che è tornato alle luci della ribalta grazie a Luttazzi, il cardinale Ruini; tutta gente che tornerebbe tranquillamente al medioevo, all’epoca delle streghe e dei falò rosa. Capito? Tutte queste persone tirano in ballo argomenti incredibili, senza sapere poi che dal 1982 gli aborti sono crollati, praticamente dimezzati (circa 45%). Perché loro i dati veri e le statistiche non le conoscono, però credono nell’esistenza di un’entità superiore, il voto, che si reincarna poi in una comoda poltrona; quindi parlano, consci del fatto che milioni di italiani ancora oggi, nel 2008, vivono in funzione di quello che gli dice il papa, il prete o chi per loro. Che si flagelli da sola senza che lo faccia pesare a nessuno la gaBinetti (secondo lei il cilicio “ci costringe a riflettere sulla fatica del vivere, è il sacrificio della mamma che si sveglia di notte perché il bimbo piange”).

La cosa incredibile è che sono contro l’aborto ma anche contro il preservativo e l’uso di qualsiasi contraccetivo: se fortunatamente gli aborti sono in discesa vertiginosa non è soltanto perché non esistono più le mammane (sui cui letti sono morte moltissime donne), gli aborti clandestini e tutto ciò che era collegato al proibizionismo che, come sempre, ottiene il contrario di ciò che si prefigge, ma anche e soprattutto grazie al crescente utilizzo e miglioramento dei metodi anti-concezionali che proteggono da malattie e gravidanze – appunto – non programmate (indesiderate mi pare brutto, semplicemente se non è il momento in cui posso o mi sento di avere un figlio, non lo faccio). Però sì, loro sono quelli dalla parte della vita, della famiglia, i moderati, i tolleranti che amano tutti gli uomini (a meno che siano extracomunitari o gay; secondo il suo discorso i gay sono deviati, malati e seguendo il suo ragionamento anche un down sarebbe da discriminare). Insomma, noi stiamo qui ancora a parlare di gay, di dico, di matrimoni tra persone dello stesso sesso quando altrove magari sono anche più sereni perché fanno all’amore senza troppe remore.

Ma perché dobbiamo continuare a vivere male tollerando le preistoriche proposte di questa gente, della chiesa italiana e di politici del cavolo? Basta, è ora di piantarla: bisognerebbe maturare socialmente e, se proprio proprio, religiosamente.
A meno che i difensori della famiglia e della vita non ci mantengano figli, prole e suocera a carico, garantendoci una vita dignitosa. In questo caso farei quanti figli volete, a partire da ora.
Qualcuna si offrirebbe a questa proposta…? ;D


Donne moderne

novembre 24, 2007

La notizia sulle donne o femministe svedesi che rivendicano il diritto a mostrare il seno liberamente anche nelle piscine pubbliche è curiosa. Un po’ perché nei titoli si mette bella evidenziata la parola “topless”, magari con foto di donne mezze nude, un po’ perché penso sempre a voi donnone moderne che fate tutte le sostenute ma alla fine…mah. Premetto, queso post non serve a prendervi in giro, a dimostrare che se vedete un tipo qualunque col macchinone costoso vi scatta l’istinto animale. Scherzo, dai.
Ho già parlato di donne nella società di oggi, più o meno delicatamente, e qualche risposta l’ho ottenuta forse…anche se non mi hanno convinto. Di certo non sono io la persona che deve dare giudizi sul gentilsesso ma qualche ragionamento condito da punzecchiamento, mi piace farlo.

Siamo sempre li insomma, vedo che anche altrove la solfa non cambia più di tanto: davvero uno dei vostri più grandi problemi, o donne moderne, è il topless in piscina? È in queste cose che cercate la parità? Crescono i casi di stupri e violenze ma voi dove siete? Chi chiede la sicurezza o misure maggiori di tutela femminile? E siamo sempre li, chi vi rappresenta in parlamento? La Prestigiacomo? La Santanché?
È poi fantastico notare che la presenza femminile in televisione viene quasi esclusivamente ridotta ad un succinto costumino o bikini con tette e culo in bella mostra, uniti a balletti provocanti e sorrisi maliziosi.
Secondo me dovreste cominciare a fare un po’ di sana autocritica: siete le prime ad odiarvi tra voi, quindi non prendetevela soltanto con la società maschilista se vi sentite così discriminate.

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Donne, venite

novembre 3, 2007

“Ho scoperto che cos’è il punto G delle donne… E’ l’ultima lettera di shopping”.

So che domani questa simpatica notizia farà il giro della blogosfera, con le solite critiche conosciute o le solite celebrazioni da parte degli illuminati che, alla loro età, credono ancora a babbo natale. Ma io, che sono un furbacchione, certe cose me le ricordo bene.
Berlusconi è infatti un maestro in queste uscite. Quando si accorge che è da qualche giorno che non si parla abbastanza bene di lui spara una barzelletta o una battuta un po’ spinta in cui è lui stesso il soggetto, in terza persona, o in cui lui deve senz’altro essere l’autore. Stronzate. Per di più ogni tanto gli va male coi riferimenti amorosi, perché non fa caso al contesto in cui si trova. Ricordate cosa accadde in Russia? No? Allora ve lo dimostrerò con un altro esempio.

Esiste una famosa e divertente barzelletta in cui il protagonista è un fantomatico “Mohammed Brambilla”. Tempo fa Berlusconi era a Napoli a raccontare le solite storielle elettorali e immaginate una piazza calda come Napoli quanto possa essere utile al ritorno mediatico; non appena il mio caro compaesano ha avuto l’occasione di tirar fuori la barzelletta l’ha fatto: il video parla chiaro; una leccatina all’ars amatoria dei napoletani con ciliegina finale sul suo nome. Folla e claque pagata in visibilio. Telecamere, giornalisti sorridenti ed elettori anche.

Oggi è accaduta la stessa cosa. Niente di male, per carità, ma la non-comicità da parte di uno che pronuncia editti bulgari contro i satiri non la sopporto; basta scrivere su google la battutona del cav. e vi accorgerete che non si è inventato un bel niente, ma almeno da stasera si parlerà un po’ della ritrovata vena goliardica e televisiva del nostro eroe.

Ok, tiro fuori la verità: questo post serve solo ed esclusivamente per invitarvi a guardare stasera (alle 23.30) “Decameron”, il nuovo programma del mitico Luttazzi. Bentornato Daniele, che la satira latina sia con te.

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I veri lupi siamo noi?

novembre 2, 2007

«Chi non rimane sconvolto, addolorato, sdegnato venendo a conoscere ciò che il giovane romeno ha fatto alla povera Giovanna Reggiani? Al di là dell’emozione bisogna però usare la ragione» aveva commentato il sacerdote. L’associazione Papa Giovanni XXIII opera in Romania da una decina d’anni. «I funzionari della polizia romena con i quali collaboriamo nel rimpatrio delle giovani romene da noi liberate (nel 2006 ne abbiamo riportate in patria 60) ci dicono: “i lupi feroci siete voi italiani. Voi oggi in Italia sbranate più di 30.000 ragazze romene, metà sono bambine. Siete voi che foraggiate, mantenete i criminali romeni che le sfruttano e le tengono schiave con almeno duecento milioni di euro all’anno di guadagno. Sono i vostri maschi italiani che pagano i delinquenti romeni. Noi dobbiamo chiedere perdono alla signora barbaramente massacrata. Ma voi dovreste stare in ginocchio tutto l’anno perché massacrate le nostre bambine. Siete voi italiani delinquenti che chiamate i nostri delinquenti romeni, e i vostri delinquenti sono molto, ma molto di più dei nostri“».

Hanno ragione, ma sinceramente, trovare le parole per un argomento così delicato è molto difficile. È comodo ora far votare un decreto elettoralissimo per espellere un bel po’ di persone; è comodo perché le cose vengono sempre fatte tardi, troppo tardi, costantemente dopo che accade qualche tragedia.

A cosa è servito portare in tv molte prostitute dell’est, anche giovanissime se non bambine, a raccontare gli orrori che erano costrette a subire?

Donne, siete voi che dovete ribellarvi: che cosa diavolo state aspettando? Che la società maschilista che criticate si muova per voi?

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Il menarca della blogosfera

ottobre 18, 2007

Tutte le donne parlano di mestruazioni, ma anche tanti maschietti lo fanno. Siccome non voglio sentirmi escluso, do anche io il mio importante contributo:

La citazione è tratta dal pannello di controllo gentilmente offerto da WordPress. Oggi quindi, tutti voi che usate WordPress avete “le vostre cose”, ma anche ieri, domani… Sono un po’ inquietato perché il tag del giorno di Blogosphere nella N3Tv sarà “mestruo” o “mestruazioni” e non ci facciamo una bellissima figura, specialmente con la splendida lettrice delle news. Non so se dormirò stanotte insomma.

Certo è che io, di un essere che sanguina per 5 giorni senza morire non mi fiderò mai.

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Olte le gambe c’è di più

ottobre 14, 2007

Riguardo alle reazioni suscitate al post sulle categorie di donne che appaiono in Rete non ho molto da dire.
Qualcuna si è risentita, qualcuna si è riconosciuta, altre no…qualcuna forse voleva qualche altra categoria. La generalizzazione stereotipata, goliardica e forzata era voluta, onde evitare offese personali.

Quello che mi preme sapere però, oltre a conoscere i veri motivi per cui ancora poche donne prendono un po’ sul serio i blog come strumento che va oltre il semplice diario personale in cui ci si denuda personalmente, è a quale categoria si sentono di appartenere grandi donne come Suzukimaruti, Axell e Estragon.
Non so, magari si sono offese perché non gli ho dedicato delle categorie personalissime e a parte, e di conseguenza…non mi parlano più. Vorrei evitare di dovermi presentare in minigonna e giarrettiera al Lost Camp, tutto li.

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