I Visitors

Mag 31, 2007

Da tdf.it: la fonte è riportata nel link all'immagine stesso

Per caso mi è capitato per le mani il Corriere della Sera del 30 maggio (quello fatto di carta). Sul fondo della prima pagina leggo il titolo “Veronesi e gli scienziati: servono 10 centrali nucleari“; successivamente “cado” dalla sedia:

 

 

” Dieci centrali nucleari in Italia nei prossimi 10 anni”. Energia sicura, disponibile per tutti, economica e in grado di abbattere l’inquinamento da anidride carbonica che tanto fa temere sul futuro dell’umanità. A rilanciare l’opzione nucleare in un paese che è l’unico in Europa a vantare zero centrali atomiche è un medico, un oncologo: Umberto Veronesi. E Marco Tronchetti Provera è sulla stessa linea: “Oggi le centrali di ultima generazione non creano più scorie come in passato. Le neutralizzano in casa.

Un medico, che medico non lo è più da tempo ma gioca a fare il manager sulle vite degli altri, e un indebitatore che dicono cose simili…andrebbero arrestati. Sicurezza, abbattimento dell’inquinamento, futuro dell’umanità e sento parlare di nucleare? In tutta Europa si punta su efficienza e rinnovabili per ridurre le emissioni di gas serra, da noi c’è ancora chi propone di cadere dalla padella dei mutamenti climatici nella brace dell’energia atomica.” Capisco anche i tentativi di far passare come buono qualcosa di cui non si conoscono ancora a fondo le conseguenze per poter giustificare il ritorno economico, giocato sempre sul rischio di milioni di vite umane (se per caso succede qualcosa e divento verde…). Leggo poi a pag.23 altre dichirazioni di un Provera scatenato, che ci regala perle che saranno ricordate dai posteri senza polmoni:

 

“[…] Ma nel nostro paese c’è la capacità di rendere efficacissima la disinformazione (ndr: te ne sei accorto dalla parte sbagliata!) e l’incapacità strutturale a rendere efficace l’informazione. E senza corretta informazione non si va avanti. Basti pensare alla Tav e all’emergenza rifiuti in Campania.”

Frasi buttate li a caso tanto per campare, della serie “vallo a dire in faccia ai Valsusini e ai napoletani”. Perché fateci caso, si riempiono la bocca con nucleare (su cui con le loro fondazioni – la “Cini”, la “Veronesi” e la “Silvio Tronchetti” – ci guadagnerebbero, lo ricordo), ma nessuno di loro parla in termini tecnici, con i veri dati sul nucleare. Sì, perché non è mai “stato risolto il problema delle scorie, come dimostra il fatto che nessun paese al mondo, nemmeno i più nuclearizzati come Francia e Giappone, hanno potuto realizzare depositi permanenti e definitivi per i residui radioattivi. E anche economicamente il nucleare non è alternativa praticabile, per il costo elevatissimo di costruzione delle centrali. Questa è la ragione per cui da oltre un decennio in occidente non sono entrate in funzione nuove centrali, per cui tutte le previsioni e le stime indicano un trend in declino: secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, al 2010 il contributo del nucleare alla produzione di elettricità sarà pari al 6,3% e al 2030 scenderà al 4,7%”. Inoltre, sulla stessa pagina del Corriere si possono riscontrare altri dati di fatto sconcertanti. L’energia nucleare soddisfa infatti soltanto il 6% del fabbisogno mondiale…con il restante 94% come si fa? E l’impatto ambientale unito ai pericoli per l’uomo? E il rischio militare (vedi Iran e Corea del Nord)? E il terrorismo?

Quindi prima che certe persone abbiano il coraggio di parlare ed essere prese in considerazione, forse è meglio che…si disinformino loro stesse.

Share:
Technorati icon


The Sun of silence

Mag 20, 2007

Da Repubblica.it

E mentre ogni tanto qui ci si ricorda del problema clima, del surriscaldamento, di come produrre e offrire energia in modi non alternativi e cioé parlando ancora di carbone e nucleare, a Siviglia è operativo il primo dei nove impianti ad energia solare che entro il 2013 soddisferanno il fabbisogno elettrico di 600 mila abitanti“.
Quello di Siviglia è infatti il più grande progetto fotovoltaico d’Europa che permetterà di ridurre le emissioni annue di CO2 (anidride carbonica) di 600 mila tonnellate.

Peccato che non siamo così vicini alla Spagna: avremmo potuto trarre qualche vantaggio anche grazie alla riduzione delle emissioni di qualcun altro; ormai bisogna cominciare a vederla anche in questo modo.


Se potessi avere 1000 euro al mese…

gennaio 7, 2007

Si legge, ogni tanto, qui e qui, su qualche quotidiano on line, ma come al solito non fa breccia; una veloce lettura all’articolo, qualche lieve lamento…ma il dibattito vero non scatta mai.

E così, tra i 6 e il 7 gennaio 2007, qualche giornalista di Repubblica.it e Corriere.it scopre che in Italia ci sono orde, schiere di precari, ricercatori sottopagati e in condizioni, non solo di vita ma anche di lavoro, pietose. Il lavoro occupa gran parte delle giornate: spesso si arriva a 45 ore settimanali (9 al giorno insomma quando va bene) senza accorgersene; senza un “arrivederci e grazie”, senza un “perfavore”; nessuno ti chiede se “hai voglia di fare straordinari non pagati e che di fatto non sono straordinari”. Un po’ come in molti centri commerciali quando il personale si trova l’orario già fatto, senza aver dato nessuna disponibilità, comprendente: domenica, giorno di festa, ecc… Signoraggio? No, benvenuti nel mondo del lavoro. E magari uno lo fa per sperarein un posto fisso, in una gratificazione professionale che non c’è mai, per un fin, uno scopo di ricerca che può salvare vite, che può essere vitale per migliaia di persone. No, perché “uno su 4 ha più di 35 anni”, e visto che a 35 anni non si è più così tanto giovani come ci vogliono far credere ma qualche certezza in tasca si vorrebbe avere, evidentemente il sistema ricerca-precari-Italia funziona bene: come sempre al contrario.

Di questo passo, tra una decina d’anni, si leggerà di “un campione di giovani fino a 40 anni”. E i giornalisti? Ma che giornalisti abbiamo nella Repubblica delle Banane? Voi dite che non si fanno domande? Pensano solo a compiacere il proprio editore? Probabilmente sì; voglio sperare che almeno molte cose se le chiedano.

E poi perché da un articolo, come spessissimo accade in altri paesi, non nasce un dibattito parlamentare? Perché nessuno ne parla mai??? Si parla più volentieri di cambiare la legge elettorale (ma che cavolo di problema è adesso, scusate?!?!?! Ennesima prova che il problema è “essere rieletti od eletti” e riattaccarsi alla poltroncina, coi soliti canali tv che tromboneggiano a destra e a manca). Come avevo già suggerito, la soluzione siamo noi, cittadini, non le cariatidi parlamentari, che i problemi nemmeno conoscono. Loro parlano di default, in modalità random, sul problema – in politichese teatrale – settimanale estratto dal cilindro: tutto il resto è dimenticato.

E ora via con la moda-inchiesta sugli ospedali sporchi. Un bel problema sì, ci mancherebbe: ma evitiamo di far vedere i corridoi dei sotterranei coi tubi sul soffitto dicendo che sono reparti ospedalieri. Inomms, si fa vedere quello che fa comodo e che si ha voglia far vedere. Questo la gente, lo spettatore medio, non lo comprende. Prende per oro colato tutto quello che sente dalla tv, insegnamento vecchio come la DC. E’ lo stesso motivo per cui il nano portatore di democrazia avrà sempre presa sulle masse: lui esiste solo grazie alla tv, e lo sa bene; senza la tv, non esisterebbe. Probabilmente sarebbe in un monolocale con le sbarre alle finestre.

Chi fa televisione quindi dovrebbe pensare specialmente alle conseguenze: non solo allo scoop in stile “studio aperto”. Ora l’ipotesi di Karl Popper sul fatto che per fare televisione ci voglia “una patente”, l’ho compresa più a fondo: non era un’idea stupida.

Resta il fatto che senza una ricerca con le palle, nessun paese può andare avanti: si continuerà quindi a parlare di carbone da una parte e di nucleare dall’altra confondendoli con le vere energie alternative; si parlerà del mutamento del clima, del riscaldamento della temperatura che porterà allo scoglimento dei ghiacci..ma si farà qualcosa? O dopo il servizio alla tv tutto viene dimenticato? E poi perché se ne parla? Per l’aspetto economico, perché si perderebbero miliardi di dollari in turismo. Non per altro, tipo la salute delle persone e del posto in cui si vive. Di fronte al capitalismo, ai soldi, al potere economico, qualche vita può benissimo essere sacrificata.

Panta rei: dolcemente e candidamente si parlerà del passato e quindi si continuerà a tornare indietro nel tempo.

Questo il miracolo italiano.